Blog di Ermanno Salvini

images/stories/noi/Ermanno_E_Totta.jpg Chi è..Ermanno

Manno e TottaSono Ermanno, uno dei fondatori dell’ ecovillaggio Tempo di vivere, sono sposato da 9 anni con Katia con cui condivido da più di 20 me stesso, la mia vita e miei sogni. A completare la nostra famiglia “ristretta” ci sono i nostri due bimbi: Pietro (7 anni) e Isotta (22 mesi).
Per molti anni mi sono occupato di editoria presso importanti gruppi editoriali (Rcs mediagroup e Il Sole 24 Ore). Pur piacendomi il mio lavoro, circa quattro anni fa ho sentito il desiderio di cambiare, di dare un senso e uno scopo diverso al mio tempo e alla mia esistenza.


Dopo alti e bassi, momenti di crisi e di entusiasmo, dopo un distacco doloroso dal resto del gruppo che ci ha ritrovati più uniti qualche mese dopo, a maggio di quest’anno ho deciso di licenziarmi per poter dedicare tutte le mie energie alla costruzione di quella che amo definire la mia seconda Opportunità.
La scelta di lasciare un lavoro sicuro che mi offriva “garanzie” economiche per il futuro è stato un momento complesso e difficoltoso. Avere intorno a me persone che mi hanno supportato, (sopportato) e  aiutato è stato fondamentale per trovare le energie utili a superare paure e condizionamenti… poco dopo, come in ogni favola che si rispetti, il sogno si è concretizzato in un bellissimo Casale in affitto sulle colline di Modena… il posto che avevamo sempre sognato e che cercavamo da anni ci è apparso davanti proprio nel momento giusto, come un faro nella nebbia… ma questa è una storia che vi racconteremo più avanti.
Ora ho voglia di parlarvi di una delle mie grandi passioni: la cucina. Da sempre mi è piaciuto sperimentare e imparare nuove abitudini culinarie, circa tre anni fa ho fatto la scelta vegetariana (anche se ogni tanto mi concedo delle ”licenze”) e da circa 3 mesi mi sono improvvisato cuoco della comunità (con l’aiuto di altri comunardi). Cucinare per tante persone è un’esperienza magica che mi riempie di energia.
Uno dei tanti regali che mi ha donato quest’avventura, è stato trovare, quasi abbandonato in cantina, un forno a legna; da qui la voglia d’iniziare a fare il pane in casa, proprio come facevano i nostri bisnonni. Lavorare le farine (integrali), la gestione del lievito madre, l’attesa paziente della lievitazione e poi la cottura è un esperienza quasi mistica che, spesso, si sostituisce alle pratiche meditative.
Oggi voglio regalarvi una delle mie ricette preferite… la torta di pane!

 

Ermanno Salvini

Chi ero 4 anni fa...

L’esigenza di cambiare, legata a quella sensazione di insoddisfazione, la sento presente in me da molto tempo.

Ora comprendo che questa sensazione di incompletezza nasce da molte scelte spesso portate avanti non per convinzione ma per abitudine o per adeguarsi.

Credo che siamo portati ad adeguarci, a fare cose non in sintonia con il nostro essere per conformismo, per poca convinzione, ma anche per pigrizia....
...non so cosa abbia fatto scattare e riemergere in me questo senso di volontà di cambiamento, ma sento che è il momento di seguire l’istinto, non solo per me ma anche per il piccolo Pietro.

Tutte le mattine quando esco Pietro mi chiede "dove vai, papà?" La risposta è scontata "al lavoro", lui mi risponde "pecché?" Sembra facile rispondere "per pagare il mutuo, per mangiare, le bollette" … ma giustamente a Pietro cosa può interessare di tutte queste ancore che tutti i giorni ci portiamo dietro e ci lobotomizzano rendendoci automi in quello che facciamo?!?

Ora credo che si possano cambiare le regole con cui “giochiamo” la nostra vita, perché non sono nostre, ci sono state imposte e penso che la maggior parte delle volte siano anche sbagliate.

Viviamo per produrre ricchezza per poi consumarla, poi riproduciamo e riconsumiamo, entrando un circolo vizioso e questa è la regola fondamentale che regge la vitalità di questa società … ebbene io credo di non essere nato per consumare e sopravvivere.

Penso che Vivere e consumare siano una dicotomia: io sento di essere nato per vivere, fare esperienze e attraverso queste crescere e realizzarmi.
Non sono un catastrofista e non credo nel picco del petrolio, nel 2012 e nella fine del mondo per lo meno di come lo conosciamo, non penso che saremo sommersi dai rifiuti, non penso che dovremmo cambiare modo di vivere solo per limitare i danni, ma semplicemente perché siamo fatti per vivere in modo diverso.

L’essere umano si è angosciato per anni con l’unico intento di lasciare un segno in questo mondo… forse dovremmo essere più umili e comprendere che il mondo vive tranquillamente senza il nostro aiuto, anzi forse potrebbe averne un vantaggio.

Dobbiamo renderci conto che siamo degli abitanti in questo mondo–condominio, che condividiamo e viviamo con altri specie animali e vegetali. Invece ci comportiamo da predatori delle risorse presenti, del clima, dei mari e questo non è un comportamento lecito, così dimostriamo solo di essere dei parassiti.

Riusciamo a comportarci come predoni anche con i nostri simili, dividendo il mondo in due parti: fortunati e sfortunati,
ricchi e poveri, coloro che possono mangiare e coloro che fanno la fame.

Credo nel downshifting, letteralmente "scalare la marcia", nell'accorgersi che stiamo correndo spesso senza saperne il perché!

In questa filosofia voglio riprendere la vecchia saggezza dei nostri nonni ed imparare a consumare meno e meglio.

Questo ci “obbligherà” a poter produrre di meno, ad imparare a riciclare e buttare il meno possibile.

Vivere con dignità, ma pensando al mondo che ci circonda deve essere una missione per tutti noi!

Vivo nella parte considerata “civilizzata” del mondo per poi scoprire che la verdure e la frutta che mangiamo sono concimate con i derivati del petrolio, la carne di cui ci nutriamo non è neanche da considerarsi tale, beviamo acqua al limite, se non oltre, la contaminazione e respiriamo aria tossica… stiamo distruggendo la terra e noi stessi con grande naturalezza e senza nemmeno comprendere i danni che stiamo facendo.

Voglio creare un realtà dove possa vivere con i ritmi giusti, quelli dell’essere umano; dov'è il singolo che forma la comunità e non la comunità che sforna e modella il singolo.

Credo nella possibilità che si possa comunicare con i giusti strumenti per dirimere le divergenze, al fine di preservare i giusti rapporti nella comunità.

Penso che la vera ricchezza siano le persone e la cosa più bella è che tutti abbiamo qualcosa dentro che ci rende unici!

Voglio tornare bambino come il mio piccolo Pietro che si emoziona per qualunque cosa veda e che vive nella creatività e nella curiosità per tutto ciò che lo circonda, spero che la libertà ritrovata possa liberare quella fantasia troppo spesso chiusa in schemi che non permettono la nostra piena realizzazione.

Siediti nel cerchio con noi...

A Tempo di Vivere conosciamo Manitonquat (Medicine Story) da parecchi anni, molti dei suoi pensieri sono stati di aiuto per individuare le fondamenta da cui è nata la nostra comunità.

Quando nel dicembre 2015 il gruppo de  “La Via del Cerchioci ha contattati per sapere se fosse possibile ospitare qui all’ecovillaggio un seminario di Story, abbiamo avuto la sensazione che un sogno si stesse trasformando in realtà.

Da quel momento in poi il tempo è volato!!!

La preparazione del campo è stata una piccola impresa, al seminario saremmo stati circa in 70 e per noi sarebbe stata la prima volta in cui avremmo ospitavamo così tante persone, ma l’energia che si era creata faceva sembrare tutto possibile …e alla fine così è stato.

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Cambiare vita a 40 anni

Quando le persone vengono a trovarci qui in ecovillaggio una delle curiosità più grandi è “Perché hai deciso di cambiare vita a 40 anni?”.
Spesso vado a pensare cosa sia successo, se ci sia stato un innesco particolare o se qualche personaggio strano vestito tutto di nero mi abbia offerto di scegliere tra una pillola blu o una rossa, ma pur concentrandomi non ricordo eventi particolari che possano avermi spinto verso questo nuovo percorso.
So solo che per me il cambiamento è un cammino lungo fatto di piccoli e grandi passi che ci portano a modificarci fino al momento in cui, guardandoci dentro, non ci sentiamo la persona che eravamo prima.

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La scuola non è un obbligo

Qui in ecovillaggio molte persone vengono a trovarci incuriosite di conoscere un modo di vivere diverso.

Ci fanno molte domande su diverse tematiche e sicuramente sui bimbi le curiosità sono molte, ma tra le tante una spicca su tutte: "Ma con la scuola come fate? Accompagnate Pietro tutti i giorni giù a Marano?"
Dal dicembre del 2015 rispondiamo orgogliosi che Pietro non va più a scuola perché abbiamo scelto un percorso di educazione parentale, quindi studia a casa!!

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