Blog di Katia Prati

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Chi è..Katia

Già, chi sono?

Ci sarebbero mille definizioni da darmi, ma rimarrebbero appunto tali...definizioni, aggettivi, nomi...esercizi grammaticali riduttivi...parole e basta.

Ma io sono di più di questo...sono me stessa...adesso posso dirlo...

"[...]ho smesso di chiedermi:
"Se potessi essere chiunque, chi vorrei essere?".
Adesso la risposta è ovvia.
Voglio essere ME STESSO!" (B.Lipton)

Ma non è sempre stato così, prima io non agivo da "me stessa"...

La mia Casa è Ovunque...

Ogni tanto continuare a credere in questo percorso diventa difficile...

E' faticoso, Dio quanto lo è, a volte mi sento consumata...a volte tutto mi sembra così lontano, così irraggiungibile...

Mille dubbi, mille domande, quanto voglia di lasciar perdere tutto e di tornare a rilassarmi, quanta voglia di chiudere gli occhi e non vedere più niente.

Casa ovunqueIeri pensavo alla mia casa, in fin dei conti mi piace...abbiamo avuto la possibilità di comprarla solo due anni fa, non senza sacrifici, ma è nostra, è stato uno dei traguardi della nostra esistenza, ci ha dato soddisfazione sistemarla, dipingerne i muri, sistemare i libri tanto amati sugli scaffali che non bastano mai...eh sì...bella sensazione, bei momenti...ma non sono bastati, nè quelli nè gli altri, non sono stati sufficienti a renderci davvero felici...felici DENTRO.

Casale da ristrutturareMi chiedo se sono pronta per il salto, se non mi pentirò, eppure so, SENTO che non sono dei muri e dell'intonaco a dare valore ad una Casa, è ciò che c'è dentro...

Le Case senza nessuno che le abiti e le ami muoiono lentamente fino a crollare su se stesse. Siamo NOI a dar loro un senso, siamo noi a renderle CASE e non solo scatoloni...

C'è il mio bimbo ora accanto a me, fuori ha smesso da poco di nevicare e non è andato all'asilo...lo guardo, osservo il suo incasinare tutto, sento le sua grida, le sue paroline sconnesse, la sua vocina, il suo chiamarmi duemila volte al minuto...Pietro e il tramonto

...penso a mio marito, a quell'orso dolcissimo che lascia scarpe e calze ovunque, che non trova il solito barattolo sul solito scaffale solo perchè è spostato di un centimetro, al suo russare profondo che ti fa venire voglia di cacciarlo a pedate dal letto, ma che se non senti ti svegli per controllare che respiri ancora...

...e poi penso ai sorrisi di tutti i miei compagni di viaggio, alle chiacchiere, ai progetti, agli abbracci che ho iniziato solo da poco a dare e ricevere con minor senso di disagio, abbracci di cui spesso sento la mancanza (andateci piano però!!), sento le loro presenze accanto, sempre...

Sono loro che mi fanno sentire a Casa...siete VOI...

Mi accorgo che non sono sola e non lo sarò mai, che non sono io a fare un passo avanti e due indietro, siamo tutti così, perfettamente imperfetti, e abbiamo bisogno l'uno dell'altro proprio per sorreggerci in questo momento di transizione che tutto è fuorchè semplice e indolore.

Passaggio per il ParadisoCambiare, lasciare indietro ciò in cui abbiamo creduto, svegliarsi e trovarsi a dover ricostruire tutto daccapo può essere lacerante...ma se hai accanto anime affini alla tua, risollevarsi dalle inevitabili cadute diventa via via più semplice ...e Casa può essere OVUNQUE!

__Katia

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Senso di estraneità....

Man mano che il Progetto Tempo di Vivere avanza il senso di estraneità a questa Società cresce.

La voglia di rendere partecipi anche gli altri si scontra sempre più spesso con sguardi vuoti o teste che annuiscono senza nemmeno ascoltare.

Mi rendo conto di quanto sia valida l'affermazione che "non si può aiutare chi non vuole essere aiutato"...tempo fa quegli sguardi di compatimento, lo stesso che si prova per un matto che racconta di mond iimmaginari, mi avrebbero ferita, probabilmente abbattuta, adesso no, adesso li accolgo senza che mi tocchino...anzi, sorrido e mi viene voglia di accarezzare quei visi così tronfi e vuoti al contempo.

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Quando s'inciampa....

Foto di Arianna TondoSono stati giorni strani questi, giorni in cui per un passo avanti mi sembrava di farne 3 indietro...
Ho avuto la sensazione di arrancare...è già capitato mille volte prima, ma questa volta c'è stata un'enorme differenza...

Questa volta mi sono resa conto che diventare più consapevoli è un cammino in cui si può inciampare...quello che però ci fa capire che stiamo crescendo davvero non è tanto il fatto di non fare mai errori, quanto il fatto di accettarli, imparare da ciò che è successo e ripartire con più energia e convinzione di prima.

Ecco....SONO FIERA DI ME!

Brava, Katiù!!!

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