Blog di Luana Bramè

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Infermiera domiciliare da una vita, per anni ha dedicato anche il suo tempo libero nel prendersi cura degli altri, Croce Rossa, protezione civile e vari viaggi di volontariato all’estero, portandosi fin dall’altro capo del mondo armata di sorriso e dedizione. Negli anni ha trasformato la sua attitudine al servizio verso gli altri ad una sempre maggior attenzione rivolta a sé stessa grazie a vari percorsi di crescita personale. Da una decina di anni ha integrato le sue conoscenze con la medicina complementare, dapprima avvicinando il Reiki, la riflessologia plantare e i fiori di Bach. Naturopata, operatrice shiatsu,

Isotta e me

Quando qualcuno della comunità prova dolore, tutti i comunardi risuonano con quel dolore.

Quando scorre un profondo affetto tra le persone, pur nel volerne il Bene, fare i conti con la libertà di scelta di ognuno può fare davvero male, se la scelta porta a prendere una strada diversa dalla nostra.

Era silenziosa e discreta, col suo pallido mento appoggiato al tavolo e lo sguardo curioso che si appoggiava su ognuno di noi. Così discreta e silenziosa che quasi non ci si accorgeva della sua presenza.

Isotta.

Le lacrime scendevano sulle guance di Simona e noi tutti attorno al tavolo, ad accogliere il suo dolore in un’aria di attesa, sospesa, ovattata. I respiri lievi di ognuno di noi facevano da cornice a quel suo guardarsi dentro… e il mio sguardo lì ha incrociato il suo, mentre già stava muovendo le labbra senza emettere suoni.

Il visetto leggermente inclinato, gli occhi azzurri nei miei e quelle paroline che non sapevo capire. Esitava.

Poi di nuovo le sue labbra ripetevano a me, stavolta ne ero consapevole, qualcosa di delicato. E poi ancora di nuovo ma con un filo di voce.

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A

Coccolalla”

Mi stava suggerendo, la nostra piccola “Vichinga che uccide i draghi”, di alzarmi e non esitare ad andare a coccolare Simona, a farle sentire fisicamente il mio appoggio e il mio amore. E così, con sguardo d’intesa tra noi, ci siamo alzate portandoci verso un …abbraccio alla Simo, con le nostre guance appoggiate alla sua schiena e gli occhi chiusi.

La purezza di quelle tre paroline e la lucidità che le ha fatte giungere a me mi ha commosso. Un incontro d’anime, un’antica sorellanza che va al di là dell’età e delle esperienze, una comunione di intenti, amore che sostiene e rafforza. Ero fin sorpresa che fosse proprio quella creaturina riccioluta e bionda a suggerirmi il da farsi…chiusa anch’io nel mio dolore non c’ero nemmeno arrivata, da sola.

La mia relazione d’amore con Isotta è fatta anche di questo. Sempre più stiamo entrando l’una nella vita dell’altra, in alcuni giorni saldamente complici e in altri “nemiche” e avversarie nella gestione del cibo non mangiato, tazze sottratte e infinite gare a chi indossa più indumenti…

Ogni giorno un pezzettino di più, Isotta si sta facendo grande. Che grande opportunità vederne cambiare gli sguardi, sentirne i ragionamenti, coglierne spunti di crescita, poter partecipare ai suoi giochi che propone con entusiasmo, poter trascorrere leggere mezz’ore a colorare con lei…da quanti anni non me lo concedevo.

Non ho avuto figli.

Non ho visto crescere, respiro dopo respiro, nessun cucciolo di uomo finora, non credevo mi sarebbe mai capitato nulla di simile. Mai avrei immaginato di trovare ogni giorno al mio fianco una creatura che mi afferra la mano per correre insieme verso l’orto, né la sensazione di caldino al cuore quando ogni mattina ci raggiunge in sala da pranzo per la colazione, stropicciata e seria. Il momento in cui poi, dal torpore passa alla lucidità improvvisa, cacciando il blu dei suoi occhietti nei miei, allora ecco, si, la giornata può avere inizio!

Quanta gioia! Che immensa energia contagiosa sa portare…

Fiera, appassionata e libera Isotta, che alterni pianti esasperati di offese e rabbie incolmabili a spiazzanti risate con la testolina rivolta all’indietro, col tuo profumo di bimba ancora addosso e i tatuaggi di tigre sulle mani… Tu anima bella che in un attimo passi dal correre rumorosamente urlando lungo i corridoi, allo sfiorare le anime di noi adulti con le tue parole, con un candido “Vai a coccolalla…”

Onorata di poter partecipare al tuo cammino, sto al tuo fianco sperando di imparare.

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Castello di carte

Durante l’ultimo rientro da Brescia, pochi giorni fa, ho iniziato a non sentirmi molto bene.
Da allora, in alcuni momenti febbricitante e in altri meno, alterno lunghe ore di riposo qui in mansarda, avvolta da strati di morbide coperte a un vagare per il casale strascinando i piedi, pallida e con un accenno di sorriso verso coloro che intercettano il mio sguardo. Inappetente, crampi addominali e con un forte fastidio verso ogni eccesso, rumori, luci, odori… Qui c’è gran ricchezza di tutto questo, sto scoprendo.

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La nuova comunarda

Se negli anni ho imparato ad avere una certa cautela nel Chiedere, unita all’accuratezza dei dettagli e alla giusta disposizione d’animo, non posso negare di esser rimasta spiazzata nell’ultimo anno per la puntualità con cui la risposta mi è arrivata, mi ha avvolta, mi ha travolta.

Tempo di Vivere.
Molto più di quanto avessi messo in conto di chiedere.

La carica, la rincorsa.. era da un po' che la stavo prendendo, ma lo slancio in avanti, la spinta propulsiva senza ritorno è stato un corso di Cucina Crudista al quale senza esitare mi sono iscritta. Il fatto che non sapessi minimamente cosa fosse il crudismo è un’altra storia… Nello chef ho trovato quello che sarebbe poi diventato il mio compagno. Nella comunità ho trovato quella che a breve sarebbe diventata una frequentazione sempre più intensa, calorosa, nutriente, amorevole e di reciproco sostegno.

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