Blog di Marco Fortunato

images/stories/noi/marco.jpg L’unicità, l’improvviso, la sincronia, ovvero il cambiamento Ciao, sono Marco. In poche righe dovrei raccontarvi i momenti salienti della mia esistenza fino al momento attuale, quello nel quale sto scrivendo, ovvero il 19 Novembre 2015. Ho 38 anni e da due la mia vita ha subito un profondissimo cambiamento. L’esito più evidente di questi due anni di cambiamento è stato il mio trasferimento qui a Tempo di Vivere .

Probiotici e Fermenti

Probiotici e Fermenti

Conoscete la differenza esistente tra probiotici e fermenti?

E’ molto interessante farsi questa domanda perché se cercate in rete troverete tante, tante informazioni errate e confuse su quale sia un alimento probiotico, confondendo yogurt e crauti, miso e stracchino!!

Ma quando un alimento si può definire davvero probiotico?

Che differenza c’è tra un probiotico e i fermenti lattici vivi?

Un alimento può essere definito probiotico quando contiene microorganismi capaci di essere simbionti nei confronti del nostro organismo, simbionte significa “in simbiosi” quindi sono forme di vita che traggono vantaggi dal fatto di vivere all’interno di determinati nostri organi (intestino in genere...) e di conseguenza di dare vantaggi a chi li ospita, cioè noi. Questo tipo di relazione simbiotica è una delle forme di sopravvivenza più avanzate conosciute in natura, cosa che noi umani dovremmo imparare ad imitare, piuttosto che limitarci a vivere in concorrenza!

La simbiosi che si crea tra i microorganismi ed il nostro intestino è di notevole importanza per la nostra sopravvivenza poiché ci procura vantaggi a diversi livelli; immunitario, digestivo, nervoso...e molto altro è in fase di studio, addirittura relazioni tra alimentazione probiotica ed emozioni.

Cosa significa quindi tutto questo? Significa che ci sono specie di microorganismi che se ingeriti riescono a superare le nostre barriere (stomaco) ed arrivare all’intestino dove possono svolgere le loro funzioni, questi microorganismi sono quelli che si sviluppano durante le più importanti fermentazioni casalinghe: Kimchi, Crauti, Miso, Shoyu, Kefir, Kombucha ecc...in questi alimenti si creano vere e proprie colonie simbiotiche di lieviti e batteri che non solo proliferano grazie al fatto che questi alimenti contengono sostanze che sono il loro stesso alimento (prebiotici) ma si autoselezionano creando ceppi resistenti e specializzati.

Pensate che in ognuna di queste “colonie” potete trovare dalle 10 alle 40 specie di microorganismi presenti, molte delle quali sono indifferenti per il nostro organismo, altre invece sono molto molto utili.

La bella notizia è che tutto ciò possiamo produrcelo in casa, senza bisogno di spendere soldi in assurdi prodotti industriali creati per il mercato!

Quindi i probiotici sono microorganismi capaci di arrivare vivi fino al nostro intestino e lì svolgere importanti funzioni vitali per se stessi e per noi. Inoltre devono essere in grado di riprodursi all’interno del nostro organismo.

Bisogna anche ricordare che esistono tutta una serie di microorganismi probiotici transienti, cioè che transitano nel nostro organismo portando benefici ma che poi vengono espulsi, e queste specie di microorganismi devono essere sempre ri-assimilati.

Ora vediamo cosa sono i fermenti lattici vivi. Con questo termine si definiscono alcune specie di microorganismi (nella specie Lactobacilli e Streptococchi) inseriti in preparazioni alimentari quali yogurt, formaggi e bevande a base di latte. Questi alimenti contengono sì microorganismi, ma non sono probiotici, poiché questi non riescono a superare la barriera del nostro stomaco per arrivare nell’intestino.

Quindi a cosa servono esattamente?

Bella domanda, andiamola a fare a chi li produce!

Credo semplicemente per cambiare organoletticamente il sapore e la consistenza dei cibi.

Purtroppo però spesso questi alimenti vengono confusi con i cibi probiotici e questo è un vero peccato poiché è stato dimostrato non solo che lo yogurt non ha nessun tipo di influenza sul nostro intestino, ma che gli stessi microorganismi (streptococco thermophilus e lactobacillus bulgaricus) non hanno capacità di interagire con il nostro organismo, come dimostrato da questa indagine a livello europeo che è stato un vero e proprio scandalo per l’industria dello yogurt.

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Parole del benessere: Consapevolezza

 Lo spunto per questo scritto mi è venuto durante la scrittura del mio ultimo articolo sulla “Responsabilità” di cui questo si può considerare la continuazione oppure un approfondimento essendo la consapevolezza un tema più volte intrecciato durante le mie riflessioni sulla responsabilità. Tengo anche a precisare la natura incompleta e del tutto personale di questi scritti, non vogliono essere delle riflessioni finite ma solo un mio modo di mettere per iscritto tanti spunti su temi cruciali della nostra comunità, esattamente sono il mio modo di approcciarmi a queste tematiche, il modo con il quale vengo a scoprire certi significati o li attribuisco a certe parole.

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Il Koji - profumo di fermentazione

Il koji è il fermento base di alcune importanti preparazioni della cucina orientale in particolare di quella giapponese.
Il significato della parola koji è difficile da determinare; la parola ha origine dall’unione di due Kanji (i caratteri giapponesi) e dovrebbe significare allo stesso tempo prosperare e moltiplicare, questo con l’evidente legame alla funzione del fungo.

Il koji è una preparazione che ha origine da due ingredienti, il riso (o l’orzo) e il fungo aspergillus oryzae. L’unione del fungo sotto forma di polvere, al riso cotto, produce (in un lasso di tempo di due giorni) una muffa bianca superficiale sul riso. Questo è il koji, e da questa preparazione base si parte per la produzione di shoyu, miso, amazake e sakè.

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