Blog di Simona Straforini

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simona SM

Sono partita! Ho davvero cominciato la mia nuova strada. Sono ancora incredula, un po’ stordita, confusamente felice… e forse anche un tantino spaventata, ammettiamolo :-)

Piacere, sono Simona, e dal 12 Febbraio sono ufficialmente una comunarda di Tempo di Vivere!

Arrivo da una realtà completamente diversa. Cittadina, della provincia di Milano, con una casa da single, piena di libri e oggetti di ogni sorta raccolti negli anni, tre gatti stupendi, tanti amici e tanti impegni, e… fino a poco tempo fa, anche un lavoro (nel senso istituzionale del termine) di tutto rispetto, che ho scelto di lasciare questo dicembre.

La mia scelta di “scollocarmi” è in corso da tempo. E’ cominciata quando mi sono resa conto che ciò che ero “fuori”  non rappresentava ciò che sentivo “dentro”. Mi sentivo incastrata in un sistema di finti valori, che non mi appartenevano, ma che – nonostante ciò – in parte, incarnavo. Il lavoro, la casa, il mutuo, l’individualismo, il consumismo. Compra, che ti è utile. Mangia, che ti fa bene. Sposati, che è cosa buona e giusta. Ci stavo stretta.. anzi, di più, mi sentivo in gabbia.

Quando ho compreso che la prima gabbia me l’ero costruita nella testa, e successivamente nel cuore, bloccata da pensieri vincolanti (guidati dal verbo “devo”) e da emozioni che tenevo nascoste anche a me stessa, ho scelto di iniziare un cambiamento. Ho scelto di lavorare su me stessa, per conoscermi, per sapere da dove veniva il malessere, per dargli una risposta e trovare un’alternativa.

Mi sono fatta aiutare e ho iniziato con la psicoterapia transazionale. Ho imparato a riconoscere le emozioni e i bisogni ad esse collegate, ho imparato a rispondere a quei bisogni, da sola o chiedendo e accettando l’aiuto delle persone che amavo, ho imparato a conoscermi per quella che ero e a scegliere, libera dai condizionamenti, dove volevo andare, come, con chi e pure perché.

Ho fatto dei cambiamenti nella mia vita, dalle abitudini di consumo (dirottando i miei acquisti dalla grande distribuzione ai gruppi di acquisto solidale, scegliendo prodotti etici, locali, biologici quando possibile), a quelli alimentari, scegliendo un’alimentazione più etica e sana. Ho scelto di dedicare il mio tempo a ciò che mi piaceva e mi appagava, dal volontariato con gli animali, alla divulgazione di tematiche ecologiche e di decrescita. Ho liberato le mie passioni e mi sono iscritta a naturopatia. Ho letto, approfondito e sperimentato quanto più possibile la comunicazione (pnl, cnv) e ora sto studiando counseling.. con l’obiettivo di diventare, un domani, counselor olistico.

Ma anche tutto questo, pur andando nella direzione che finalmente sentivo mia, a un certo punto è stato insufficiente. Mi mancava ancora qualcosa. Forse oggi direi che mi mancava la RELAZIONE UMANA.
E in quel momento, ho incontrato Tempo di Vivere e i miei attuali compagni di viaggio. Il sostegno che ho ricevuto nel mio momento di insoddisfazione, l’accettazione di tutto ciò che portavo con me, frustrazioni, confusioni e debolezze compresi, l’esperienza di chi aveva già passato queste altalene emotive, sono state la chiave di volta. Ho passato fasi di grande paura. Paura anche solo di ammettere che desideravo fare il salto, desideravo fare IL cambiamento definitivo. Ma ora non mi sentivo più sola ad affrontare tutto questo. E il resto, passo dopo passo, abbraccio dopo abbraccio, litigata dopo litigata, è fluito dentro di me fino ad oggi.

Mi sono licenziata da responsabile commerciale e marketing, ho venduto casa, ho scelto di iniziare a vivere.

La comunità rappresenta per me la possibilità di essere completamente me stessa; una me stessa che sta cercando risposte e prospettive, senza necessità di dover rappresentare per forza qualcosa.  Mi da’ sostegno e accettazione, perché questi sono tra i valori fondanti. Valori che condivido profondamente, valori che abbiamo scelto liberamente.
Mi da’ la possibilità di continuare un cammino, quello della crescita personale e dell’esplorazione e la realizzazione del mio potenziale, all’interno di una realtà fatta di aiuto reciproco, accoglienza e stimoli.

La comunità amplifica le mie risorse, mi permette di usare le mie competenze appieno e me ne dona altre.
Mi accompagna nella ricerca del mio benessere. E io voglio stare bene.

Mi voglio impegnare con ogni mia risorsa per crescere in questo progetto e voglio scegliere, ogni mattina, di vivere appieno questa realtà, per come la desidero.

Ora che sono finalmente qui, mi voglio impegnare a cercare il giusto equilibrio, per me e per il gruppo. Non sono tutte rose e fiori, non è un cammino sempre in discesa; ho paure da affrontare, punti dolenti da smussare, conflitti da sciogliere con me stessa e con i miei compagni.

Ciò che è indissolubile nel mio cuore è la volontà di accettare questi conflitti come momenti di crescita e il riconoscimento del fatto che da ciascuna situazione difficile ho imparato qualcosa di molto importante su di me, che ora fa parte del mio bagaglio e ha accresciuto le mie risorse... e questo continuerà ad essere.

Quindi, BENVENUTA A ME! :-)

E grazie ai miei compagni di viaggio con cui è un onore crescere.

Grazie anche a voi per aver scelto di accogliere un pezzo di me.
Userò queste pagine per condividere racconti, emozioni, pensieri su questa mia nuova esperienza di vita. Mi farà molto piacere confrontarmi con chi vorrà fare altrettanto.

Vi lascio, in ultimo, un video che ogni tanto riguardo. A volte, ascoltando le parole di Sibaldi in questo spezzone di una sua intervista, mi commuovo e penso, orgogliosa, che quando ho iniziato a DISOBBEDIRE, ho fatto la scelta migliore della mia vita.

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Macedonia di emozioni e pensieri

Difficile raccontare le emozioni di questo periodo.

Guardo lo schermo vuoto da un po’, poi mi distraggo con i rumori e con le voci, il profumo della salsa per il pranzo mi ricorda che ho fame. Poi sbircio su Facebook e per condividere una foto, mi casca l’occhio sull’album “caricamenti dal cellulare” di Tempo di Vivere. Non ci avevo mai prestato attenzione.. non sono molto “social” e soprattutto ho un pessimo rapporto con il cellulare in generale, quindi non ho idea di cosa contenga quell’album. 

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L’ombra viene dalla Luce

Riflessioni sul Solstizio d’inverno e il mio infortunio

Ormai sono più 10 giorni che sto a letto.
La caviglia va meglio, è sgonfia quasi del tutto, anche se ancora mi fa male nei movimenti e non regge il carico.  Mi esercito con qualche rotazione mentre sono ancora stesa qui, tra pc, libro, gatti e coperte.

Sto vivendo un senso di frustrazione ricorrente nello starmene qui.
Reagisco lavorando, stando su facebook a condividere articoli, creando volantini per il natale, rispondendo a tutte le mail degli interessanti alle nostre attività.

Ho fatto qualche bel giro di riflessioni.

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Dal letto

Domenica mattina, mentre gironzolavo distratta per prendere qualcosa che aprisse il barattolo di vernice per dipingere il battiscopa, ho fatto un bello scivolone sull’erba bagnata in un tratto in discesa del cortile. Gran botta, discreta stortona alla caviglia sinistra. Un attimo di stupore, sospensione, un pensiero fugace “cazzo, mi sono fatta male.. tanto!”, paura.

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