Blog di Simona Straforini

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Sono partita! Ho davvero cominciato la mia nuova strada. Sono ancora incredula, un po’ stordita, confusamente felice… e forse anche un tantino spaventata, ammettiamolo :-) Piacere, sono Simona, e dal 12 Febbraio sono ufficialmente una comunarda di Tempo di Vivere! Arrivo da una realtà completamente diversa. Cittadina, della provincia di Milano, con una casa da single, piena di libri e oggetti di ogni sorta raccolti negli anni, tre gatti stupendi, tanti amici e tanti impegni, e… fino a poco tempo fa, anche un lavoro (nel senso istituzionale del termine) di tutto rispetto, che ho scelto di lasciare questo dicembre.

Macedonia di emozioni e pensieri

Difficile raccontare le emozioni di questo periodo.

Guardo lo schermo vuoto da un po’, poi mi distraggo con i rumori e con le voci, il profumo della salsa per il pranzo mi ricorda che ho fame. Poi sbircio su Facebook e per condividere una foto, mi casca l’occhio sull’album “caricamenti dal cellulare” di Tempo di Vivere. Non ci avevo mai prestato attenzione.. non sono molto “social” e soprattutto ho un pessimo rapporto con il cellulare in generale, quindi non ho idea di cosa contenga quell’album. 

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L’ombra viene dalla Luce

Riflessioni sul Solstizio d’inverno e il mio infortunio

Ormai sono più 10 giorni che sto a letto.
La caviglia va meglio, è sgonfia quasi del tutto, anche se ancora mi fa male nei movimenti e non regge il carico.  Mi esercito con qualche rotazione mentre sono ancora stesa qui, tra pc, libro, gatti e coperte.

Sto vivendo un senso di frustrazione ricorrente nello starmene qui.
Reagisco lavorando, stando su facebook a condividere articoli, creando volantini per il natale, rispondendo a tutte le mail degli interessanti alle nostre attività.

Ho fatto qualche bel giro di riflessioni.

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Dal letto

Domenica mattina, mentre gironzolavo distratta per prendere qualcosa che aprisse il barattolo di vernice per dipingere il battiscopa, ho fatto un bello scivolone sull’erba bagnata in un tratto in discesa del cortile. Gran botta, discreta stortona alla caviglia sinistra. Un attimo di stupore, sospensione, un pensiero fugace “cazzo, mi sono fatta male.. tanto!”, paura.

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