Chi è..Katia

Già, chi sono?

Ci sarebbero mille definizioni da darmi, ma rimarrebbero appunto tali...definizioni, aggettivi, nomi...esercizi grammaticali riduttivi...parole e basta.

Ma io sono di più di questo...sono me stessa...adesso posso dirlo...

"[...]ho smesso di chiedermi:
"Se potessi essere chiunque, chi vorrei essere?".
Adesso la risposta è ovvia.
Voglio essere ME STESSO!" (B.Lipton)

Ma non è sempre stato così, prima io non agivo da "me stessa"...

Katia Prati | Crea il tuo badge
"Ma, com'è possibile non essere se stessi?"...eh sì, sembra un controsenso, ma c'è una cosa di cui mi sono resa conto nella vita: ESSERE SE STESSI, conoscersi al punto di concedersi la libertà di ESSERE è uno degli esercizi più complicati e ardui che un essere umano debba affrontare.

Abituati ad essere identificati da aggettivi e titoli, da ciò che facciamo, indossando la maschera che la società c'impone, realizzando sogni che non sono i nostri ma quelli di chi si aspetta da noi qualcosa di "grande", perdiamo il senso di ciò che SIAMO per diventare attori di un film non nostro.

Figli perfetti, studenti modello, compagni ideali, genitori perfetti, impiegati zelanti...ma noi, NOI, chi siamo davvero? Ecco, per più di 38 anni ho vissuto senza sapere realmente chi era Katia, sempre alla ricerca di qualcosa a cui non riuscivo a dare un'identità, nel tentativo di piacere a tutti...e che pianti quando questo non succedeva!!!

No, no, aspettate, non sto dicendo di aver avuto una vita infelice, tutt'altro, ho avuto una vita piena di affetti, amori, soddisfazioni...ho quasi sempre potuto fare ciò che desideravo, nipote di un nonno benestante, adorato e autoritario che per tutta la sua vita s'è buttato sulle spalle una famiglia intera (e collaterali), arginando ogni guaio di figlie, generi e nipoti, arrivando a sperperare tutto per il sogno di una grande famiglia unita...e guardando a me come sua diretta "erede" non solo materiale, ma anche, e soprattutto, morale.

Io, figlia ideale di genitori forse troppo giovani, quella che non dava mai problemi, quella allegra, caciarona, brava a scuola, brava negli sport, eccellente all'università di Medicina e Chirurgia, quella dal carattere forte, incrollabile, quella che diceva sempre "No" ma poi comunque alla fin fine si adeguava e faceva...e quella che a furia di indossare ruoli ha finito per sfogare sul cibo ogni emozione repressa...fino a diventare obesa, ma sempre col sorriso sulle labbra...

Ma quanto mi è pesato quel sorriso, quanto mi è pesato quel ruolo di ragazza forte lo so solo io...e nel 2001, a 29 anni, quando ormai la morte del nonno sembrava superata, quando un nuovo amore iniziava ad assumere la connotazione di storia per la vita, quando il rapporto con i miei genitori si stava rimettendo nei giusti binari, la maschera è crollata ed è arrivata la depressione con attacchi di panico annessi...ho mollato l'università a pochi esami dal termine, mi sono rinchiusa in casa per quasi un anno, rinunciando alle amicizie, minando fortemente la mia relazione...

Sono stati due anni intensi, fatti di sedute settimanali dallo psicologo, di psicofarmaci, di dolore profondo ed egoista...sono IMPLOSA...ho spazzato via una vita di finte certezze, ho scavato fino a farmi sanguinare le dita...e quando sono arrivata al fondo...HO INIZIATO A RISALIRE.

Così agli inizi del 2003, trentunenne bambocciona, mi sono creata un'altra casa con la persona che amavo (e che amo tuttora), mi sono creata un lavoro, sono diventata moglie e infine mamma...stavo risalendo, ma la carogna era sempre lì, sulla mia spalla, pronta al colpo di coda non appena avessi mollato un pò.

Ho vissuto 7 anni intensi, fatti di ostacoli da superare e vittorie da condividere, di vecchi e nuovi amici, di perdite laceranti e di conquiste...ma - perchè in ogni favola che si rispetti c'è sempre una condizione - mancava ancora qualcosa, l'ansia era sempre lì, la carogna anche, seppur un pò meno pressante...e allora? Allora cosa diavolo era che non mi permetteva di respirare fino in fondo, di godere pienamente di tutto ciò che avevo (un amore vero, un figlio meraviglioso, una casa, affetti, amici, l'amata università ritrovata)? Cos'era quella sensazione di rumoroso fastidio in sottofondo? Cos'era ad impedirmi di godere della sinfonia della mia vita? Perchè torti passati che credevo superati continuavano ad affiorare nella coscienza avvelenando goccia a goccia i miei giorni?

...ho dato un nome al mio disagio quando ho smesso di cercare cosa non andava e ho iniziato a guardare dentro me stessa chiedendomi cosa avrei davvero voluto o, almeno, cosa NON avrei voluto.

L'incontro con Antonio, Nicoletta, Sofia, Federico, Patrizia, Massimo, Mirela, Jorgos, Tiziano e gli altri amici (non cito Gabriella ed Ermanno perchè loro, mia madre e mio marito, li conoscevo già... ) mi ha aperto orizzonti nuovi. Ho trovato non solo affetti sinceri, ma anime affini alla mia e confrontarmi con loro (esseri tanto diversi, ognuno con un proprio vissuto alle spalle e nel presente) è stato come iniziare a togliere un velo dal cuore e dallo spirito. Non abbiamo parlato di lavoro, politica o soldi, ma aprendoci l'uno con l'altro siamo scesi dentro di noi, ci siamo aiutati vicendevolmente a capire che smettere di vegetare era possibile e NECESSARIO per potersi alzare ogni giorno col sorriso e con le energie giuste per affrontare la strada che volevamo per noi e per i nostri figli.

"E quindi?"  - vi chiederete- "Cosa avete fatto di tanto differente da ciò che fa la maggior parte della gente?"

NOI STIAMO FACENDO SI' CHE CIO' CHE PRIMA ERA SOLO UN SOGNO DIVENTI REALTA'

 

Noi abbiamo deciso che le NOSTRE vite valgono di più di ciò che ci viene imposto ogni giorno dalla società che ci hanno abituati a costruire e sostenere fino ad oggi. Ci siamo seduti attorno ad un tavolo e, spalla a spalla, abbiamo disegnato ciò che vorremmo per noi e per chi amiamo.

UN MONDO DIVERSO, un mondo in cui poter gestire il NOSTRO Tempo per Vivere davvero e non per accumulare cose che ci accontentano per un pò e poi perdono valore a seconda delle leggi del mercato e delle mode globali.

Un mondo in cui la mattina ti svegli e non sei più sola a far colazione perchè tuo marito è dovuto uscire alle 7 per evitare il traffico ed arrivare al lavoro in tempo, in cui puoi evitare di controllare tuo figlio a vista perchè sai che ci sarà sempre qualcuno vicino a lui che lo ama tanto quanto te, un mondo in cui i problemi non svaniscono grazie alla pillola magica, ma si affrontano con maggiore serenità e consapevolezza perchè si ha la certezza di non doverseli più accollare unicamente come singolo o coppia.

Un mondo in cui ogni individualità sarà un valore aggiunto per tutti gli altri.

Un'ideale? Un'utopia? NO, questo è semplicemente VIVERE...RIPARTENDO DA NOI...io in questo progetto di vita ci credo e farò sì che diventi il MIO DESTINO!

I tuoi pensieri diventano le tue parole.

Le tue parole diventano le tue azioni.

Le tue azioni diventano le tue abitudini.

Le tue abitudini diventano i tuoi valori.

I tuoi valori diventano il tuo destino.

Mahatma Gandhi

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