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PROBLEMA : MI SENTO INSODDISFATTO !Le persone percepiscono che nella nostra società, c’è qualcosa che non va, lo sentono e lo vedono nel quotidiano, nel lavoro, nella famiglia e nei propri rapporti personali, pensano che i problemi che creano queste insoddisfazioni, siano irrisolvibili..e questo E' FALSO !! Se la vita che fai ti dà insoddisfazioni, non ti piace e non ti ci identifichi..allora vuol dire che stai dedicando :..DISATTENZIONE PER TE STESSO,..E TROPPA ATTENZIONE A DIPENDERE DAGLI ALTRI. "La società.. è il riflesso interioreSe voi ed io non ci comprendiamo..la semplice trasformazione esteriore, (che è una proiezione dell'interiore) non ha alcun significato;cioè, non ci può essere nessuna significativa alterazione o modificazione nella società sino a che io non comprendo me stesso in relazione a voi.Essendo confuso nella mia relazioneio creo una società che è replica, l'espressione esterna di ciò che sono." (Krishnamurti)Quando senti che qualcosa non va intorno a te, vuol dire che percepisci il tuo scollegamento dalla REALTA', che è la somma di banali errori ripetuti e quindi è una FALSA REALTA'. Comincia allora, a connetterti con la "tua vera e unica realtà" cosmica. TU sei un'energia unica, la tua mente è solo uno strumento, mal utilizzato da te, perché lo concedi agli altri, alla generale meccanicità dei pensieri e azioni altrui.Comincia a riscoprire la tua energia interiore.. ADESSO !! E' ADESSO..la rivoluzione psicologica !! E' Tempo Di Vivere !!..con questo sito noi ci mettiamo la faccia e desideriamo contribuire a questa rivoluzione, con le nostre esperienze pratiche e con quelle di coloro che vorranno contribuire. "Il metodo più efficace e prudente per comprendere il mondo che abbiamo intornoè considerarlo una pura finzione."(J.G. Ballard)REAZIONE : SENSO DI NON POTERCI FARE NIENTELa confusione è normale in questi momenti.. ci sentiamo tutti come Truman (show) appena uscito dalla sua "falsa città"..quella città dove tutto è comodo e deciso dagli altri, e niente è veramente vissuto e da noi scelto.
La REALTA' in cui pensiamo di vivere è una "recita quotidiana" pianificata da coloro che su di noi stanno facendo il loro sporco business, e noi continuiamo a galleggiare nella vita, senza nemmeno conoscerne la trama. E' tutta una finzione.Ecco perché.. dovremmo prima scoprire chi siamo (autoanalisi) e in quale modo ci rapportiamo al contesto in cui esistiamo (anche informandoci).. solo in seguito, potremo cambiare per rapportarci col nuovo modo di creare ciò che vogliamo per il nostro benessere. Ci vogliono fare credere che tutto quello che non va sia dal di fuori di noi, ci inducono a far sì che qualcuno decida per noi cosa è il bene e il male, il vero e il falso, la felicità o infelicità, ci fanno pensare che tutto dipenda dagli altri, dalla politica, dai soldi, dal sole o dalla pioggia, dalla nevrosi di questi tempi moderni. Ci convincono che la nostra insoddisfazione sia il prezzo da pagare per il nostro benessere materiale, lavoro-soldi-casa-auto-cibo-abbigliamento-tecnologia etc.. La realtà..come te la vogliono fare vedere, non esiste..se ti accorgi che la stai subendo, allora..comincia a creare quella che ami...solo il fatto di pensarci, è già un buon inizio... SOLUZIONE : CREA INSIEME A NOI.. LA VITA CHE AMI !!Proviamo a chiudere gli occhi..e immaginiamo la realtà che creeremo quando li riapriremo. La soluzione ce l'hai davanti agli occhi ma solo pochi, hanno il coraggio di fare il primo passo. Preferisci aspettare il momento in cui sarà il sistema ad importi la fame e la privazione del consumismo? Forse è meglio esercitarsi a farne a meno adesso che te lo puoi permettere, in anticipo e prevenendo i tempi duri. Nessuno crede mai che i tempi della guerra possano ritornare. Ecco perché l'ignoranza degli individui va combattuta e non incoraggiata nel nome della libertà di scelta di restare ignoranti.Tutti credono che si impari solo nei tempi della scuola e quando questa è finita si debba PENSARE SOLO a lavorare, spendere e mettere su famiglia, a improvvisare la vita, più che continuare ad imparare per scoprire cosa è realmente la vita. Si smette di studiare per sempre, non ci si impegna più per crescere, accettando così la nostra impotenza nel modificare il nostro status. Come possiamo correggere la crescita di una pianta, con dolcezza e pazienza, così possiamo correggere le nostre abitudini, per ottenere la libertà.Non la libertà di fare qualsiasi cosa, a cui aspira l’uomo modesto, ma la libertà dal nostro ego e dai condizionamenti che ci creano insoddisfazioni. PROPOSTE : DIRE FARE CREARE INSIEME, DAL VIRTUALE AL REALE TI SENTI SODDISFATTO..?La "soddisfazione nella vita" è PER TUTTI, ed oggi, sempre di più, diventa UNA SCELTA NECESSARIA ! Se sei fra coloro che s’interrogano sul senso del vivere e sui motivi della propria insoddisfazione, questo sito può dare il via al tuo processo di consapevolezza, per rendere la tua vita realmente soddisfacente. CHIEDITI :Da questa settimana quale impegno prenderò per essere in accordo con me stesso/a e non rinunciare a "VIVERE" ? ESCI DAL WEB.. poniti questo intento :"Per essere ciò che non sei mai stato.. per avere ciò che non hai mai avuto.. fai cose che non hai mai fatto" ..è tempo di usare la più grande opportunità che ci viene data in questa epoca di svolte. Trasformiamo la nostra VITA, nel rispetto dei diritti umani e del pianeta... per VIVERLA più consapevolmente nell'armonia del tutto ! Godiamo di più delle nostre EMOZIONI, iniziando dall'ascolto interiore, rivolto al miglioramento delle relazioni interpersonali. Cominciamo a costruire la vita partendo da noi stessi, con il fare di tutti i giorni e con quelle progettualità che richiedono la forza del singolo e del gruppo. Questo sito è fatto di persone attive nella propria trasformazione di vita, che condividono le proprie scelte di pratiche individuali. Ogni nuova idea e attività, sarà utile al raggiungimento della propria soddisfazione : Gruppi di Gas, Gat Energie alternative e rinnovabili Eco-Mobilità, Car-Sharing Tecnologie innovative Compravendite e affitti Immobiliari tra PRIVATI Banche del Tempo & Emozioni Ecovillaggi, Cohousing, Comunità Gruppi di lavoro & Condivisione competenze Sperimentazioni di pratiche in agricoltura Alimentazioni Vega & Vegetariane Economia & Risparmio Monete alternative Baratti & Scambi cose e servizi Salute & Benessere Attività di Meditazioni & Spiritualità, Counseling dei rapporti interpersonali e Risoluzione problematiche familiari Educatori olistici bambini ed adolescenti MusicaTerapia & Cromoterapia Sviluppo informatica e Web in genere Etc.. Il tutto si traduce nel Nostro Progetto di Vita LINKIn sostanza, tutto quello che permette il risveglio delle coscienze e la trasformazione di noi stessi verso la condivisione più consapevole con gli altri....AVANTI TUTTA !! Se ti identifichi con i nostri intenti puoi collaborare (Collabora con noi) Il "BenVivere" pensato da TempoDiVivere è stato concepito da persone di estrazioni culturali e di varie generazioni; è nato in Italia nel SETT-2010 tra la Toscana, Emilia-Romagna, Lombardia.La visione di vita che ci unisce, parte dalla insoddisfazione verso il "sistema sociale/economico" in cui viviamo attualmente, mette in discussione molti dei suoi aspetti e va ad individuare quali siano le soluzioni migliori per poi applicarle in luoghi diversi, riscoprendo l’essere umano ed i suoi valori. Inizieremo proprio dalla valorizzazione delle "EMOZIONI", spesso non riconosciute e nascoste, che saranno il cuore di tutto il progetto. Riteniamo che, il fattore umano e la sua soddisfazione nella famiglia e nella comunità sociale siano le fondamenta per realizzare un sistema ecosostenibile alternativo all'attuale, improntato alla decrescita e al downshifting. Siamo convinti che solo insieme potremo superare le difficoltà e le limitazioni insite nelle vite dei singoli individui.
La Biologia delle Credenze Come il pensiero influenza il DNA e ogni cellula Bruce H. Lipton Compralo su il Giardino dei Libri
La Biologia delle Credenze
Come il pensiero influenza il DNA e gni cellulare
Bruce H. Lipton Ciò in cui crediamo determina ciò che siamo, e non è il nostro DNA a determinare la nostra vita e la nostra salute. È giunto il momento di abbandonare le vecchie credenze che la comunità scientifica e accademica e i mass media ci hanno inculcato, per muoverci verso la nuova ed eccitante prospettiva di salute, benessere e abbondanza offerta da questa scienza d’avanguardia: l’epigenetica. Si tratta di una grande rivoluzione della scienza e del pensiero umano, che ci libera dalla prigionia del destino. L’Autore dimostra in maniera inoppugnabile che l’ambiente, i nostri pensieri e le nostre esperienze determinano ciò che siamo, il nostro corpo e ogni aspetto della nostra vita. Quanta importanza acquisisce allora il nostro pensiero, positivo o negativo che sia, quando è in armonia col subconscio, sul comportamento nostro e dei nostri geni? Se l’ambiente e il pensiero influenzano la nostra biologia, questo può cambiare le conoscenze e le esperienze vissute fino a oggi da gran parte di noi. Infatti ognuno di noi ha le potenzialità per creare una vita piena e traboccante di ogni dono e talento, a partire da salute, felicità e amore. Ogni cellula del nostro corpo può essere paragonata a un essere intelligente, dotato di intenzionalità e scopo, in grado di sopravvivere autonomamente, il cui vero “cervello” è costituito dalla membrana. Questa scoperta porta a una conclusione sbalorditiva: i geni non controllano la nostra biologia, è invece l’ambiente a influenzare il comportamento delle cellule. Questo porta a nuove, importanti conseguenze per quanto riguarda il benessere, la felicità e la natura delle malattie come il cancro e la schizofrenia. Fonte: www.ilgiardinodeilibri.it Vincitore del Premio Best Science Book, Best Books 2006, Awards Bruce Lipton dimostra che ciò in cui crediamo determina ciò che siamo, perciò non è il patrimonio genetico ereditato a determinare la nostra vita e la nostra salute. Si tratta di una rivoluzione della scienza e del pensiero che ci libera dalla prigionia del destino predeterminato dalla genetica. Lipton dimostra in maniera inoppugnabile che l’ambiente, i nostri pensieri e le nostre esperienze determinano ciò che siamo, il nostro corpo e ogni aspetto della nostra vita. Se l’ambiente e il pensiero influenzano la nostra biologia, questo può cambiare le conoscenze e le esperienze vissute fino a oggi da gran parte di noi. Infatti, ognuno di noi ha le potenzialità per creare una vita piena e traboccante di ogni dono e talento, a partire da salute, gioia di vivere, amore e successo. Un libro per tutti coloro che ricercano nella scienza senza dogmi le risposte che a causa della dipendenza dagli interessi delle banche e delle multinazionali, la cultura accademica è incapace di fornire. Per chi non si accontenta della scienza ufficiale, che nasconde e manipola le informazioni, per impedirci di riconoscere le infinite potenzialità presenti nel nostro cervello e nel nostro DNA. Bruce Lipton è un’autorità mondiale per quanto concerne i legami tra scienza e comportamento. Biologo cellulare per formazione, ha insegnato Biologia Cellulare presso la facoltà di Medicina dell’Università del Wisconsin e si è dedicato in seguito a ricerche pionieristiche alla School of Medicine della Stanford University. È stato ospite di decine di programmi radiotelevisivi ed è un conferenziere di primo piano. Fonte: Macrolibrarsi
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Autostima
L'Autostima è l’immagine che ciascuno di noi ha di sé, che ci costruiamo fin dall’infanzia e che è la risultante della combinazione di vari fattori. “Possono perché credono di potere" Virgilio L’autostima non è un concetto statico: essa continua a modificarsi nel corso della nostra esistenza e ad alimentarsi attraverso le esperienze di vita, i successi, i fallimenti, i feedback che riceviamo e il modo in cui tutto ciò viene da noi vissuto e percepito. Da piccoli interiorizziamo ciò che l’ambiente in cui viviamoci comunica su noi, le opinioni che gli adulti hanno nei nostri confronti e può accadere che cominciamo a considerarle realtà oggettive. Il risultato di questa interiorizzazione è che, anche quando tali figure non sono più fisicamente presenti, è come se continuassimo a sentire le loro voci, le loro critiche, i loro commenti dentro di noi. Il problema nasce nel caso in cui questa sorta di “dialogo interno” sia denigratorio, esageratamente esigente e giudicante: questo ci provoca sensazioni spiacevoli, ci fa sentire inadeguati e ci porta a giudizi negativi su noi stessi. Se abbiamo un’immagine di noi come persone con scarse qualità e capacità, ogni volta che ci apprestiamo ad affrontare un compito lo facciamo con un approccio poco convinto, del tipo: “Tanto è inutile”, “Tanto andrà male come sempre”, “Non credo di essere capace”. Questa condizione probabilmente ci porta a non impegnarci troppo, “Tanto è inutile..”, a partire sfiduciati e poco reattivi e a fallire davvero, confermando, anzi rinforzando e alimentando nuovamente quell’immagine negativa di partenza, le profezie auto-realizzanti.Quindi è facile che la nostra esperienza sia quella di frequenti fallimenti e rari successi: ciò può essere tra le cause di una autostima bassa.
Noam Chomsky: le 10 Strategie della Manipolazione attraverso i mass media
1 – La strategia della distrazione. L’elemento principale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel distogliere l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dai cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche utilizzando la tecnica del diluvio o dell’inondazione di distrazioni continue e di informazioni insignificanti. La strategia della distrazione è anche indispensabile per evitare l’interesse del pubblico verso le conoscenze essenziali nel campo della scienza, dell’economia, della psicologia, della neurobiologia e della cibernetica. “Sviare l’attenzione del pubblico dai veri problemi sociali, tenerla imprigionata da temi senza vera importanza. Tenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza dargli tempo per pensare, sempre di ritorno verso la fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”). 2 – Creare il problema e poi offrire la soluzione. Questo metodo è anche chiamato “problema – reazione – soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” che produrrà una determinata reazione nel pubblico in modo che sia questa la ragione delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, oppure organizzare attentati sanguinosi per fare in modo che sia il pubblico a pretendere le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito delle libertà. Oppure: creare una crisi economica per far accettare come male necessario la diminuzione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici. 3 – La strategia della gradualità. Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, col contagocce, per un po’ di anni consecutivi. Questo è il modo in cui condizioni socioeconomiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte negli anni ‘80 e ‘90: uno Stato al minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione di massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero stati applicati in una sola volta. 4 – La strategia del differire. Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria” guadagnando in quel momento il consenso della gente per un’applicazione futura. E’ più facile accettare un sacrificio futuro di quello immediato. Per prima cosa, perché lo sforzo non deve essere fatto immediatamente. Secondo, perché la gente, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. In questo modo si dà più tempo alla gente di abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarlo con rassegnazione quando arriverà il momento. 5 – Rivolgersi alla gente come a dei bambini. La maggior parte della pubblicità diretta al grande pubblico usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, spesso con voce flebile, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente. Quanto più si cerca di ingannare lo spettatore, tanto più si tende ad usare un tono infantile. Perché? “Se qualcuno si rivolge ad una persona come se questa avesse 12 anni o meno, allora, a causa della suggestionabilità, questa probabilmente tenderà ad una risposta o ad una reazione priva di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno (vedi “Armi silenziosi per guerre tranquille”). 6 – Usare l’aspetto emozionale molto più della riflessione. Sfruttare l’emotività è una tecnica classica per provocare un corto circuito dell’analisi razionale e, infine, del senso critico dell’individuo. Inoltre, l’uso del tono emotivo permette di aprire la porta verso l’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o per indurre comportamenti…. 7 – Mantenere la gente nell’ignoranza e nella mediocrità. Far sì che la gente sia incapace di comprendere le tecniche ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù. “La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza creata dall’ignoranza tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare da parte delle inferiori” (vedi “Armi silenziosi per guerre tranquille”). 8 – Stimolare il pubblico ad essere favorevole alla mediocrità. Spingere il pubblico a ritenere che sia di moda essere stupidi, volgari e ignoranti… 9 – Rafforzare il senso di colpa. Far credere all’individuo di essere esclusivamente lui il responsabile della proprie disgrazie a causa di insufficiente intelligenza, capacità o sforzo. In tal modo, anziché ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta e si sente in colpa, cosa che crea a sua volta uno stato di depressione di cui uno degli effetti è l’inibizione ad agire. E senza azione non c’è rivoluzione! 10 – Conoscere la gente meglio di quanto essa si conosca. Negli ultimi 50’anni, i rapidi progressi della scienza hanno creato un crescente divario tra le conoscenze della gente e quelle di cui dispongono e che utilizzano le élites dominanti. Grazie alla biologia, alla neurobiologia e alla psicologia applicata, il “sistema” ha potuto fruire di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia fisicamente che psichicamente. Il sistema è riuscito a conoscere l’individuo comune molto meglio di quanto egli conosca sé stesso. Ciò comporta che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un più ampio controllo ed un maggior potere sulla gente, ben maggiore di quello che la gente esercita su sé stessa. Noam Chomsky Fonti: http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=7480 http://www.visionesalternativas.com.mx/index.php?option=com_content&task=view&id=48460&Itemid=9
Noam Chomsky è un linguista. Per molti anni la sua fama, meritata, è stata legata alle sue teorie linguistiche, che si opponevano allo strutturalismo, in voga a mo’ di fede, e che potremmo indicare con due sigle “linguistica trasformazionale”e “grammatica generativo-trasformazionale”. Poi Chomsky è diventato ulteriormente famoso. Si è dedicato alla stigmatizzazione dell’imperialismo statunitense ed alla critica, a tratti forsennata, della gestione politica dell’economia e dell’informazione. E’ divenuto una sorta di star del contropensiero, un nemico giurato del mainstream dominante, e con il suo fare, assai dogmatico, è divenuto un guru dell’antisistema. Negli anni ’70, 18 anni, ragazza madre, poi separata, madre single, divorziata e poi ancora single. Oggi io.. Gabriella, ho 58 anni, Life-Love Coach, Mediatore familiare e Counselor relazionale, incontro genitori, single e non, in difficoltà nel rapporto con i loro figli. Quello che vivo oggi: parlo con bambini e adolescenti, ascolto le loro emozioni, il sentirsi soli, come se non ci fosse nessuno a prendersi cura di loro, il sentirsi trasparenti, come se nessuno voglia vedere la loro tristezza o i loro bisogni, accolgo il loro dolore, il loro sentirsi arrabbiati, delusi, traditi e spaventati, perché non si sentono protetti, comprendo la loro paura di essere dimenticati, il loro non sentirsi ascoltati e capiti, tanto da pensare di non meritare amore, accetto la loro ribellione e la loro rabbia per non sentirsi riconosciuti, accettati e compresi o troppo protetti da sentirsi incapaci e inadeguati,e riconosco le loro “manovre di difesa, i loro gridi di aiuto” e voglio fare qualcosa. Ecco perché.. tutto questo non mi piace e voglio che cambi, per i bambini, per i ragazzi e per noi genitori! |


Antonio



