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Il "BenVivere" pensato da TempoDiVivere è stato concepito da persone di estrazioni culturali e di varie generazioni; è nato in Italia nel SETT-2010 tra la Toscana, Emilia-Romagna, Lombardia.La visione di vita che ci unisce, parte dalla insoddisfazione verso il "sistema sociale/economico" in cui viviamo attualmente, mette in discussione molti dei suoi aspetti e va ad individuare quali siano le soluzioni migliori per poi applicarle in luoghi diversi, riscoprendo l’essere umano ed i suoi valori. Inizieremo proprio dalla valorizzazione delle "EMOZIONI", spesso non riconosciute e nascoste, che saranno il cuore di tutto il progetto. Riteniamo che, il fattore umano e la sua soddisfazione nella famiglia e nella comunità sociale siano le fondamenta per realizzare un sistema ecosostenibile alternativo all'attuale, improntato alla decrescita e al downshifting. Siamo convinti che solo insieme potremo superare le difficoltà e le limitazioni insite nelle vite dei singoli individui.
Un corso di agricoltura sinergica in un gioiello dell'Umbria a bassissimo impatto ambientale e indipendente energeticamente, un applauso al PeR.
Venerdì 5 ottobre 2012 parto da Bastiglia (MO) per un seminario pratico-teorico di agricoltura sinergica.
Il seminario durerà sino domenica 7 ottobre e si svolgerà al PeR (Parco dell'Energia Rinnovabile) che si trova a Inano frazione di Frattuccia (Terni).
Il PeR nasce da tre soci fondatori (Maurizio, Maria Chiara e Alessandro) che decisero anni fa di creare un posto ecosostenibile, per dimostrare che era possibile.
Il risultato è impressionante e da prendere d'esempio sotto molti punti di vista (noi stessi di Tempo di Vivere nella realtà che creeremo collaboreremo con il PeR e prenderemo spunto).
Negli anni il PeR ha evoluto il suo progetto iniziale cambiando rotta e oggi chi lo porta avanti si sta chiedendo cosa è diventato e cosa può diventare nel prossimo futuro.
In attesa di una risposta a questo rebus io vorrei illustrarvi il PeR meglio che posso attraverso il corso di agricoltura sinergica che ho praticato nel Parco dell'Energia Rinnovabile, ripromettendomi di andare ad intervistarli il prima possibile per dettagliare e raccontare meglio la loro storia e il loro cambiamento.
} La mia due giorni in Lunigiana in un agriturismo "Scollocato" fra agricoltura biodinamica e cucina vegana. L'Ortolano Vegan è situato fra le alte colline della Lunigiana ed è una realtà creata da Nicola (45 anni) e Lia (55 anni), una coppia che ha deciso di "Scollocarsi" più possibile dal sistema in cui tutti, qui in Occidente, nasciamo e muoriamo. Nicola ha lasciato un anno e mezzo fa il lavoro e si è improvvisato agricoltore biodinamico, con buonissimi risultati. Lia insegna in una scuola superiore e appena ha un pò di tempo lo dedica al posto in cui ha investito parecchi soldi per un futuro sereno e indipendente. Sembra che le cose per loro, dopo i faticosi primi mesi di impostazione, stiano andando abbastanza bene, ma c'è sempre da fare in un agriturismo inserito nel cambiamento!
Ciao, sono felice tu sia qui sul mio blog di Tempo di Vivere e ti stia interessando a sapere qualcosa in più di me.
Credo che attraverso la conoscenza reciproca e la condivisione delle esperienze possiamo trarne beneficio tutti.
Se io ho un trapano e a te serve un trapano inutile che lo compri, ti presto il mio.
Se io ho sperimentato già una tecnica di lavoro che trovo fallimentare è inutile fallisca anche tu, posso dirti da dove cominciare a partire per ottenere un buon lavoro e poi magari tu migliori la tecnica trovando un altro sistema che la affini.
Se viaggiamo in automobile meglio riempire l'auto di persone e dividere le spese che riempire l'auto di materiali o di aria, se viaggiamo in due meglio prendere il treno.
Questo e tanto altro è parte della mia persona globale, se pensi possa esserti utile la mia esperienza vai avanti a leggere... magari un giorno potremmo collaborare insieme o semplicemente conoscerci.
La pietra.. che può renderti FELICE!Ho poco TEMPO!....ma per cosa?Quando abbiamo la sensazione che qualcuno o qualcosa ci stia rubando il TEMPO in VITA e quel piacere di viverla.. quando tutto intorno a noi, sembra esserci contro.. allora è meglio fermarsi.. ecco l'attimo giusto a cui la VITA ci ricorda di dargli ascolto.. e ci sta invitando ad una attenzione e riflessione profonda.. per poter fare la SCELTA migliore per noi.. altrimenti finiremo per chiamare PROBLEMI quelle che invece.. sono state NON SCELTE MA, DEVO!.. fatte in momenti di distacco totale da quella che è la nostra energia interiore. Le capacità personali e professionali..Presento il gruppo Tempo di Vivere, con le sue competenze individuali, affinché si possa dare più credibilità e forza al nostro progetto. Il progetto che prevede una visione comune, di sviluppo di benessere e felicità. Quella visione comune, che ha come obiettivo :Coltivare la libertà dell'essere umano ad esprimere creatività e passioni nelle relazioni sociali, attraverso il sentire delle PROPRIE EMOZIONI e l'ascolto di quelle ALTRUI. Non potevamo certo.. lasciarla nella manica, uno degli assi vincenti del nostro gruppo.. ecco a voi.. Gabriella Oliva
Leo Buscaglia
Vivere, Amare, Capirsi
Oscar Mondadori
Vivere, Amare, Capirsi
Leo Buscaglia Descrizione :L'amore si impara come qualunque altra cosa nella vita. Non è definibile a parole, è piuttosto un modo di vivere, di essere e di sentirsi vivi. Se si assimila questo concetto nella forma più piena, spiega l'autore, si può alla fine ottenere dalla vita il premio più ambito: quello di essere completamente se stessi. L'arte di amare spiegata in tutti i suoi aspetti fisici e psichici.
La Biologia delle Credenze Come il pensiero influenza il DNA e ogni cellula Bruce H. Lipton Compralo su il Giardino dei Libri
La Biologia delle Credenze
Come il pensiero influenza il DNA e gni cellulare
Bruce H. Lipton Ciò in cui crediamo determina ciò che siamo, e non è il nostro DNA a determinare la nostra vita e la nostra salute. È giunto il momento di abbandonare le vecchie credenze che la comunità scientifica e accademica e i mass media ci hanno inculcato, per muoverci verso la nuova ed eccitante prospettiva di salute, benessere e abbondanza offerta da questa scienza d’avanguardia: l’epigenetica. Si tratta di una grande rivoluzione della scienza e del pensiero umano, che ci libera dalla prigionia del destino. L’Autore dimostra in maniera inoppugnabile che l’ambiente, i nostri pensieri e le nostre esperienze determinano ciò che siamo, il nostro corpo e ogni aspetto della nostra vita. Quanta importanza acquisisce allora il nostro pensiero, positivo o negativo che sia, quando è in armonia col subconscio, sul comportamento nostro e dei nostri geni? Se l’ambiente e il pensiero influenzano la nostra biologia, questo può cambiare le conoscenze e le esperienze vissute fino a oggi da gran parte di noi. Infatti ognuno di noi ha le potenzialità per creare una vita piena e traboccante di ogni dono e talento, a partire da salute, felicità e amore. Ogni cellula del nostro corpo può essere paragonata a un essere intelligente, dotato di intenzionalità e scopo, in grado di sopravvivere autonomamente, il cui vero “cervello” è costituito dalla membrana. Questa scoperta porta a una conclusione sbalorditiva: i geni non controllano la nostra biologia, è invece l’ambiente a influenzare il comportamento delle cellule. Questo porta a nuove, importanti conseguenze per quanto riguarda il benessere, la felicità e la natura delle malattie come il cancro e la schizofrenia. Fonte: www.ilgiardinodeilibri.it Vincitore del Premio Best Science Book, Best Books 2006, Awards Bruce Lipton dimostra che ciò in cui crediamo determina ciò che siamo, perciò non è il patrimonio genetico ereditato a determinare la nostra vita e la nostra salute. Si tratta di una rivoluzione della scienza e del pensiero che ci libera dalla prigionia del destino predeterminato dalla genetica. Lipton dimostra in maniera inoppugnabile che l’ambiente, i nostri pensieri e le nostre esperienze determinano ciò che siamo, il nostro corpo e ogni aspetto della nostra vita. Se l’ambiente e il pensiero influenzano la nostra biologia, questo può cambiare le conoscenze e le esperienze vissute fino a oggi da gran parte di noi. Infatti, ognuno di noi ha le potenzialità per creare una vita piena e traboccante di ogni dono e talento, a partire da salute, gioia di vivere, amore e successo. Un libro per tutti coloro che ricercano nella scienza senza dogmi le risposte che a causa della dipendenza dagli interessi delle banche e delle multinazionali, la cultura accademica è incapace di fornire. Per chi non si accontenta della scienza ufficiale, che nasconde e manipola le informazioni, per impedirci di riconoscere le infinite potenzialità presenti nel nostro cervello e nel nostro DNA. Bruce Lipton è un’autorità mondiale per quanto concerne i legami tra scienza e comportamento. Biologo cellulare per formazione, ha insegnato Biologia Cellulare presso la facoltà di Medicina dell’Università del Wisconsin e si è dedicato in seguito a ricerche pionieristiche alla School of Medicine della Stanford University. È stato ospite di decine di programmi radiotelevisivi ed è un conferenziere di primo piano. Fonte: Macrolibrarsi
Iniziazione alla Psicosintesi "Conosci, possiedi, trasforma te stesso" Fabio Guidi Compralo su il Giardino dei Libri
Iniziazione alla Psicosintesi, è stato concepito come un manuale per l'autoformazione, propone un percorso di scoperta del proprio vero Sé, un percorso in sintonia con il motto della Psicosintesi: "Conosci te stesso". Ideata dallo psichiatra veneziano Roberto Assagioli (1888-1974), la Psicosintesi è un particolare approccio psicologico che prende in considerazione ogni aspetto dell'essere umano: non solo la dimensione oscura delle nostre emozioni, ma anche le vette delle intuizioni spirituali, non solo la cura dei disturbi affettivi, ma anche la pratica educativa e l'intervento sociale. Se la 'terapia' in senso stretto si occupa di quelle persone che desiderano non guarire ma essere guarite, la Psicosisintesi si dedica invece a chi vuole realmente crescere, a chi è sinceramente intenzionato a entrare in contatto con il nucleo più intimo di sé e ad aumentare la consapevolezza del proprio atteggiamento esistenziale, instaurando relazioni più autentiche con l'ambiente. Iniziazione alla Psicosintesi descrive numerosi esercizi che possono introdurre il lettore all'esperienza delle tappe fondamentali del cammino psicosintetico, ma potrà intraprendere la propria autoformazione solo chi intenderà assumersi in prima persona la responsabilità del proprio processo di crescita, chi vorrà guarire e non essere guarito, chi non scaricherà sul terapeuta, sulla famiglia, sul partner, sulla società la responsabilità del proprio benessere e del proprio malessere. Chi vuole diventare ciò che realmente è deve farlo da solo. fonte: ilgiardinodeilibri.it
Conoscere se stessi per conoscere l’altro
Il coraggio di cambiare
Per poter risolvere qualsiasi tipo di problema, di carattere personale, dobbiamo cambiare. Una delle domande che potrebbe nascere, è: “Non sono io ad essere sbagliato/a, perché devo cambiare? È colpa degli altri, della società, di mia moglie, di mio marito … se ho questi problemi” oppure affermare “Sono sbagliata/o, io non ci posso fare niente, se sono fatto in questo modo”. Niente di più errato! Per poter affrontare un problema qualsiasi, bisogna pensare che l’unica variabile che posso cambiare sono io. Io non posso cambiare gli altri, o l’ambiente, posso però cambiare me stesso e soprattutto i miei comportamenti e le mie convinzioni. E’ proprio così, siamo proprio noi a creare molti problemi che abbiamo!Questo non vuol dire che siamo noi il problema, ma, ciò che facciamo, come ci poniamo, i nostri comportamenti, le nostre difficoltà, sono tutte nostre scelte! Con questo non voglio dire che tutto quello che succede di spiacevole sia colpa nostra. Se una persona non sa cavarsela da sola, non è colpa tua, se qualcuno ti maltratta non è "solo" colpa tua. Se il mondo cade non è colpa nostra! Noi siamo gli unici responsabili delle nostre scelte.Allora perché non cominciamo a volere e a scegliere qualcosa di differente mettendo in atto comportamenti ed azioni tali da ottenere la nostra felicità? “Cominciando da me, cambiando me stessa/o posso cambiare il mondo” “Anche un viaggio di mille miglia comincia dal primo passo” perciò basta veramente poco per poter cambiare la direzione della nostra vita. Il cambiamento non prevede necessariamente, la soluzione dei nostri problemi nel modo in cui noi vorremmo.Tante volte accade che le persone che ci circondano, conoscendo il nostro vecchio io, non riescano ad accettare di buon grado il nostro nuovo io. Questo avviene perché, innescati alcuni meccanismi, gli stessi sono poi difficili da disinnescare. Persone abituate a comandarci oppure a dipendere da noi, abituate ad essere vittime o carnefici, cercheranno sempre di ritornare all’origine. Per il nostro bene bisogna cercare di distaccarci da questi comportamenti, imparare a non farsi coinvolgere, con la consapevolezza che i problemi non sono nostri ma loro, e che noi non possiamo fare niente per risolverli al loro posto. Ognuno di noi è responsabile di se stesso, solo se lo decidiamo, possiamo cambiare la nostra vita e gli altri decideranno per loro stessi. Noi sappiamo che meritiamo d’essere felici!Si parla di coraggio perché è questo quello che ci vuole per iniziare a cambiare e per continuare su questa strada. Sappiamo che non vogliamo a continuare a vivere questo tipo di vita, che non ci piace, ma non siamo mai riusciti a cambiare rotta alla nostra vita. In realtà forse non sapevamo cosa fare per cambiare, ora con un passo alla volta, giorno per giorno, possiamo capire cosa fare e riuscire a migliorare la nostra vita. Spesso quello che ci spaventa non è tanto la reazione degli altri al nostro cambiamento, quanto la nostra. Abbiamo paura che, cambiando, potremmo distaccarci da chi ci ama o ancor peggio di fargli del male, oppure che ci possa travolgere il “nulla”, infatti non sappiamo cosa potrebbe succederci nel momento in cui cambiamo, abbiamo paura di non riconoscerci. Ma perché non iniziare? Se siamo arrivati al punto di non sopportare più la nostra situazione, il cambiamento porterà ad una svolta, che comunque ci farà riflettere su quello che veramente vogliamo e andare verso ciò che vogliamo per noi, il meglio! Cambiare vuol dire: cercare di fare le scelte migliori per noi, questo si chiama "sano egoismo", queste nostre scelte diventeranno, poi, anche scelte positive per gli altri. Non è necessario cambiare città, o genitori, o marito, moglie, o casa per dare una svolta alla propria vita, basta amarsi di più; ascoltare le proprie esigenze, sapere di meritare d'essere felici, e amare gli altri per quello che sono, non sentendosi in colpa per loro scelte e per i loro comportamenti sbagliati. Per cambiare ed amarci completamente, bisogna conoscere, approfondire ed elaborare la vita passata, questo perché spesso, ciò che è rimasto in noi del passato, non ci fa amare completamente noi stessi.Quando ricordi ed esperienze passate ci impediscono di vivere pienamente la nostra esistenza e di apprezzare tutte le nostre caratteristiche, allora è necessario affrontarli, riconoscerli come parte di noi. Elaborare i nostri ricordi, dolori e rabbie, modificando il modo di guardarli, ci permette di crescere immensamente, soprattutto quando alcuni momenti spiacevoli, hanno contribuito alla nostra disistima, a non crederci meritevoli d'amore, nemmeno da parte di noi stessi. Perché amarci quando chi amiamo di più ci ha fatto soffrire, ci fa del male? Non amandoci è un po’ come se dessimo ragione, inconsciamente, a chi, non accettandoci per quello che siamo, ci fa del male..Il passato non può essere cambiato, anche perché il passato non esiste più, è solo nei nostri ricordi. E di che cosa sono fatti i ricordi? Sono fatti delle nostre sensazioni e di immagini e suoni che rappresentano alcuni momenti, come un film del quale siamo semplicemente spettatori. I ricordi non si toccano con mano, non sono reali!Possiamo perciò cambiarne la nostra visione e cambiare il presente attraverso l'elaborazione del dolore e la sua trasformazione. Se siamo come siamo, se agiamo come agiamo, è anche grazie al dolore che abbiamo affrontato e combattuto. E’ nel dolore che avviene il cambiamento! Meritiamo il meglio che la vita ci possa dare e per primi noi dobbiamo darci tutto, soprattutto l'amore. Esercizio 1) Pensa a un problema che non riesci a risolvere o a un obiettivo che non riesci a raggiungere.2) Ora chiediti: «Che cosa sto continuando a fare nel vano tentativo di risolvere il mio problema / di raggiungere il mio obiettivo?».3) Renditi conto che la risposta può contenere le tue tentate soluzioni, ossia le contromisure che fino a questo momento hai adottato nel vano tentativo di ottenere ciò che vuoi, ma che hanno prodotto il risultato contrario a quello sperato.4) La prima cosa da fare è quindi sospendere, una a una,le nostre tentate soluzioni.5) Poniti poi la domanda «Che cosa posso fare in alternativa a ciò che ho fatto finora?», nella consapevolezza che ogni altra azione avrà maggiori probabilità di sortire il risultato che desideri.
Un'altra cosa importante è il perdono. È importante riuscire a perdonare chi ci ha fatto del male, per poter perdonare noi stessi. Quante volte ci siamo accusati, maltrattati perché le persone che desideravamo non ci amavano? Sembra un controsenso ma è così. Pianti continui, disperazione, punizioni fisiche e psicologiche, mangiare fino a scoppiare, o non mangiare più, non voler vedere più nessuno, non uscire, non fare le cose che ci piacciono, tanto nulla ha più senso senza di lui/lei, decidere di non amare più ... ecc.Sono tutti atti di violenza contro noi stessi, che per primi pensiamo di non meritare quello che desideriamo: Amore.Per perdonare noi stessi allora si deve riuscire a perdonare chi ci fa del male, e questo lo si può fare solo capendo il loro punto di vista.Non è colpa nostra se chi amiamo si comporta da egoista, insensibile, violento, inetto, incapace e forse non neanche è colpa sua, bisognerebbe conoscere il suo passato. Forse queste persone non sono capaci di amare, nessuno l’ha insegnato loro, o forse noi non siamo stati abbastanza chiari o non abbiamo chiesto di darci ciò di cui avevamo bisogno, o forse ancora, loro amano in un modo diverso dal nostro, o forse li abbiamo investiti di una responsabilità troppo grande, la nostra felicità e ne hanno sentito troppo il peso, non si sono sentiti all’altezza, o forse si sono sentiti incapaci di renderci felici o di capirci, o forse non erano pronti o forse, proprio non erano adatti a noi, o forse …. non meritavano le nostre lacrime e il nostro amore ….. chissà! Tante volte queste persone sono così per come sono cresciuti. Questo non vuol dire né compatirli né giudicarli, ma solo comprendere che anche loro sono come noi: esseri umani imperfetti! Un NUOVO ATTEGGIAMENTO mentaleNessuno al di fuori di noi può cambiare quello che proviamo dentro, sono le nostre decisioni a modificare il nostro destino. La rappresentazione interiore della realtà non produce esattamente la realtà, ma è solo un’interpretazione filtrata attraverso le tue credenze ed i tuoi valori personali, un’interpretazione che puoi decidere di utilizzare a tuo vantaggio. Concentrandoti sui tuoi obbiettivi crei nella mente una rappresentazione visiva, uditiva e sensoriale della persona che vuoi diventare. E’ questo il primo potente, concreto e tangibile strumento: le tue credenze personali sulle possibilità di diventare “bravo nell’attrarre a te l’amore”. “Se credi di poter fare qualcosa o se credi di non poterlo fare, avrai comunque ragione” perché è in quella direzione che il tuo cervello ti porterà. Certo è che “a noi non piace contraddirci” per cui faremo di tutto per seguire, a livello inconscio, le nostre credenze, ciò che crediamo vero e giusto.Fai attenzione, dunque, alle credenze che sposi: quelle sensazioni di certezza che ognuno di noi ha su qualcosa, e, soprattutto, impegnati a diventare consapevole delle tue credenze inconsce, perché alcune possono davvero tenerti attaccato al suolo come “un freno a mano che non sai di aver tirato”, altre possono essere invece “un turbo che dà un’accelerazione davvero molto potente.” Le credenze derivano dalle esperienze e riguardano il mondo delle idee, sono ciò che pensiamo riguardo a qualcosa, rappresentano le nostre più profonde convinzioni.Si formano accidentalmente nel corso della vita, secondo il significato che attribuiamo alle nostre esperienze; nascono durante l’infanzia, in famiglia, a scuola, quando imitiamo persone per noi significative come i genitori, oppure in seguito ad un trauma o turbamento.Dalle credenze deriva il nostro comportamento, le credenze non vanno confuse con i “fatti”; il fatto è un evento accaduto, una credenza è una generalizzazione su qualcosa accaduto o che potrebbe accadere. Alcune credenze si basano su fatti legati, ad esempio, a qualcosa di tangibile: il fuoco scotta, per questo eviteremo di avvicinarci con la mano; altre si definiscono in “ciò che si riteniamo vero o falso, giusto o sbagliato” sono, cioè, la definizione linguistica, tramite parole, di una parte della nostra percezione del mondo. Ci sono “credenze potenzianti”, che ci aiutano, ad esempio “se mi alleno duramente, posso vincere” “se parlo con convinzione posso convincere chiunque”, e “credenze limitanti” quando arrecano danno, ad esempio “non sono capace di parlare bene, non sono bello, non piaccio, quindi non mi guarderà neanche, non si accorgerà neanche di me”. Entrambi i modi di pensare danno senso e coerenza alle nostre esperienze.“A nessuno di noi piace darsi torto da soli” per cui cerchiamo inconsciamente di andare nella direzione delle nostre credenze e del nostro atteggiamento mentale. Come riconoscere le tue credenze? Inizia ad ascoltarti, ascoltare il modo con cui ti esprimi, puoi quindi riconoscerle facendo attenzione all’uso di determinate locuzioni verbali, usate molto frequentemente in modo inconsapevole dalla maggioranza delle persone.Per raggiungere il tuo obiettivo, è necessario recuperare quello che davvero vorresti dire (e fare) e quindi come il pensiero dovrebbe essere elaborato. Il nostro modo di parlare e di riferirci a noi stessi, tende a costruire un’immagine di noi rispondente al linguaggio utilizzato; se ci definiamo “furibondi” invece di “stizziti”, se ci definiamo “incapaci” invece che “inesperti” ci sono implicazioni forti che effettivamente vanno a modificare il nostro stato d’animo. Cerca quindi di ridimensionare i negativi, utilizzando un vocabolario positivo e delle metafore vincenti. Esercizio 1) Pensa a un problema che non riesci a risolvere o a un obiettivo che non riesci a raggiungere.2) Scopri quali comportamenti stai mettendo in atto che mostrano di non funzionare nel modo desiderato.3) Chiediti ora: «Cosa prendo per scontato, cosa ritengo vero nel metterli in atto? Quali sono le premesse sulle quali il mio comportamento si basa e di cui mi trovo prigioniero?». 4) Puoi iniziare ora a cambiare le premesse, assumendone altre più adeguate.5) Sulla base di tali nuove premesse puoi ora reperire nuovi e più efficaci comportamenti.
Semina un pensiero e avrai un’azioneSemina un’azione e avrai un comportamentoSemina un comportamento e avrai un’abitudineSemina un’abitudine e avrai un destino
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Autostima
L'Autostima è l’immagine che ciascuno di noi ha di sé, che ci costruiamo fin dall’infanzia e che è la risultante della combinazione di vari fattori. “Possono perché credono di potere" Virgilio L’autostima non è un concetto statico: essa continua a modificarsi nel corso della nostra esistenza e ad alimentarsi attraverso le esperienze di vita, i successi, i fallimenti, i feedback che riceviamo e il modo in cui tutto ciò viene da noi vissuto e percepito. Da piccoli interiorizziamo ciò che l’ambiente in cui viviamoci comunica su noi, le opinioni che gli adulti hanno nei nostri confronti e può accadere che cominciamo a considerarle realtà oggettive. Il risultato di questa interiorizzazione è che, anche quando tali figure non sono più fisicamente presenti, è come se continuassimo a sentire le loro voci, le loro critiche, i loro commenti dentro di noi. Il problema nasce nel caso in cui questa sorta di “dialogo interno” sia denigratorio, esageratamente esigente e giudicante: questo ci provoca sensazioni spiacevoli, ci fa sentire inadeguati e ci porta a giudizi negativi su noi stessi. Se abbiamo un’immagine di noi come persone con scarse qualità e capacità, ogni volta che ci apprestiamo ad affrontare un compito lo facciamo con un approccio poco convinto, del tipo: “Tanto è inutile”, “Tanto andrà male come sempre”, “Non credo di essere capace”. Questa condizione probabilmente ci porta a non impegnarci troppo, “Tanto è inutile..”, a partire sfiduciati e poco reattivi e a fallire davvero, confermando, anzi rinforzando e alimentando nuovamente quell’immagine negativa di partenza, le profezie auto-realizzanti.Quindi è facile che la nostra esperienza sia quella di frequenti fallimenti e rari successi: ciò può essere tra le cause di una autostima bassa.
Noam Chomsky: le 10 Strategie della Manipolazione attraverso i mass media
1 – La strategia della distrazione. L’elemento principale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel distogliere l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dai cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche utilizzando la tecnica del diluvio o dell’inondazione di distrazioni continue e di informazioni insignificanti. La strategia della distrazione è anche indispensabile per evitare l’interesse del pubblico verso le conoscenze essenziali nel campo della scienza, dell’economia, della psicologia, della neurobiologia e della cibernetica. “Sviare l’attenzione del pubblico dai veri problemi sociali, tenerla imprigionata da temi senza vera importanza. Tenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza dargli tempo per pensare, sempre di ritorno verso la fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”). 2 – Creare il problema e poi offrire la soluzione. Questo metodo è anche chiamato “problema – reazione – soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” che produrrà una determinata reazione nel pubblico in modo che sia questa la ragione delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, oppure organizzare attentati sanguinosi per fare in modo che sia il pubblico a pretendere le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito delle libertà. Oppure: creare una crisi economica per far accettare come male necessario la diminuzione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici. 3 – La strategia della gradualità. Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, col contagocce, per un po’ di anni consecutivi. Questo è il modo in cui condizioni socioeconomiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte negli anni ‘80 e ‘90: uno Stato al minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione di massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero stati applicati in una sola volta. 4 – La strategia del differire. Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria” guadagnando in quel momento il consenso della gente per un’applicazione futura. E’ più facile accettare un sacrificio futuro di quello immediato. Per prima cosa, perché lo sforzo non deve essere fatto immediatamente. Secondo, perché la gente, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. In questo modo si dà più tempo alla gente di abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarlo con rassegnazione quando arriverà il momento. 5 – Rivolgersi alla gente come a dei bambini. La maggior parte della pubblicità diretta al grande pubblico usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, spesso con voce flebile, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente. Quanto più si cerca di ingannare lo spettatore, tanto più si tende ad usare un tono infantile. Perché? “Se qualcuno si rivolge ad una persona come se questa avesse 12 anni o meno, allora, a causa della suggestionabilità, questa probabilmente tenderà ad una risposta o ad una reazione priva di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno (vedi “Armi silenziosi per guerre tranquille”). 6 – Usare l’aspetto emozionale molto più della riflessione. Sfruttare l’emotività è una tecnica classica per provocare un corto circuito dell’analisi razionale e, infine, del senso critico dell’individuo. Inoltre, l’uso del tono emotivo permette di aprire la porta verso l’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o per indurre comportamenti…. 7 – Mantenere la gente nell’ignoranza e nella mediocrità. Far sì che la gente sia incapace di comprendere le tecniche ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù. “La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza creata dall’ignoranza tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare da parte delle inferiori” (vedi “Armi silenziosi per guerre tranquille”). 8 – Stimolare il pubblico ad essere favorevole alla mediocrità. Spingere il pubblico a ritenere che sia di moda essere stupidi, volgari e ignoranti… 9 – Rafforzare il senso di colpa. Far credere all’individuo di essere esclusivamente lui il responsabile della proprie disgrazie a causa di insufficiente intelligenza, capacità o sforzo. In tal modo, anziché ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta e si sente in colpa, cosa che crea a sua volta uno stato di depressione di cui uno degli effetti è l’inibizione ad agire. E senza azione non c’è rivoluzione! 10 – Conoscere la gente meglio di quanto essa si conosca. Negli ultimi 50’anni, i rapidi progressi della scienza hanno creato un crescente divario tra le conoscenze della gente e quelle di cui dispongono e che utilizzano le élites dominanti. Grazie alla biologia, alla neurobiologia e alla psicologia applicata, il “sistema” ha potuto fruire di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia fisicamente che psichicamente. Il sistema è riuscito a conoscere l’individuo comune molto meglio di quanto egli conosca sé stesso. Ciò comporta che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un più ampio controllo ed un maggior potere sulla gente, ben maggiore di quello che la gente esercita su sé stessa. Noam Chomsky Fonti: http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=7480 http://www.visionesalternativas.com.mx/index.php?option=com_content&task=view&id=48460&Itemid=9
Noam Chomsky è un linguista. Per molti anni la sua fama, meritata, è stata legata alle sue teorie linguistiche, che si opponevano allo strutturalismo, in voga a mo’ di fede, e che potremmo indicare con due sigle “linguistica trasformazionale”e “grammatica generativo-trasformazionale”. Poi Chomsky è diventato ulteriormente famoso. Si è dedicato alla stigmatizzazione dell’imperialismo statunitense ed alla critica, a tratti forsennata, della gestione politica dell’economia e dell’informazione. E’ divenuto una sorta di star del contropensiero, un nemico giurato del mainstream dominante, e con il suo fare, assai dogmatico, è divenuto un guru dell’antisistema. Negli anni ’70, 18 anni, ragazza madre, poi separata, madre single, divorziata e poi ancora single. Oggi io.. Gabriella, ho 58 anni, Life-Love Coach, Mediatore familiare e Counselor relazionale, incontro genitori, single e non, in difficoltà nel rapporto con i loro figli. Quello che vivo oggi: parlo con bambini e adolescenti, ascolto le loro emozioni, il sentirsi soli, come se non ci fosse nessuno a prendersi cura di loro, il sentirsi trasparenti, come se nessuno voglia vedere la loro tristezza o i loro bisogni, accolgo il loro dolore, il loro sentirsi arrabbiati, delusi, traditi e spaventati, perché non si sentono protetti, comprendo la loro paura di essere dimenticati, il loro non sentirsi ascoltati e capiti, tanto da pensare di non meritare amore, accetto la loro ribellione e la loro rabbia per non sentirsi riconosciuti, accettati e compresi o troppo protetti da sentirsi incapaci e inadeguati,e riconosco le loro “manovre di difesa, i loro gridi di aiuto” e voglio fare qualcosa. Ecco perché.. tutto questo non mi piace e voglio che cambi, per i bambini, per i ragazzi e per noi genitori! |


Antonio



