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PROBLEMA : MI SENTO INSODDISFATTO !Le persone percepiscono che nella nostra società, c’è qualcosa che non va, lo sentono e lo vedono nel quotidiano, nel lavoro, nella famiglia e nei propri rapporti personali, pensano che i problemi che creano queste insoddisfazioni, siano irrisolvibili..e questo E' FALSO !! Se la vita che fai ti dà insoddisfazioni, non ti piace e non ti ci identifichi..allora vuol dire che stai dedicando :..DISATTENZIONE PER TE STESSO,..E TROPPA ATTENZIONE A DIPENDERE DAGLI ALTRI. "La società.. è il riflesso interioreSe voi ed io non ci comprendiamo..la semplice trasformazione esteriore, (che è una proiezione dell'interiore) non ha alcun significato;cioè, non ci può essere nessuna significativa alterazione o modificazione nella società sino a che io non comprendo me stesso in relazione a voi.Essendo confuso nella mia relazioneio creo una società che è replica, l'espressione esterna di ciò che sono." (Krishnamurti)Quando senti che qualcosa non va intorno a te, vuol dire che percepisci il tuo scollegamento dalla REALTA', che è la somma di banali errori ripetuti e quindi è una FALSA REALTA'. Comincia allora, a connetterti con la "tua vera e unica realtà" cosmica. TU sei un'energia unica, la tua mente è solo uno strumento, mal utilizzato da te, perché lo concedi agli altri, alla generale meccanicità dei pensieri e azioni altrui.Comincia a riscoprire la tua energia interiore.. ADESSO !! E' ADESSO..la rivoluzione psicologica !! E' Tempo Di Vivere !!..con questo sito noi ci mettiamo la faccia e desideriamo contribuire a questa rivoluzione, con le nostre esperienze pratiche e con quelle di coloro che vorranno contribuire. "Il metodo più efficace e prudente per comprendere il mondo che abbiamo intornoè considerarlo una pura finzione."(J.G. Ballard)REAZIONE : SENSO DI NON POTERCI FARE NIENTELa confusione è normale in questi momenti.. ci sentiamo tutti come Truman (show) appena uscito dalla sua "falsa città"..quella città dove tutto è comodo e deciso dagli altri, e niente è veramente vissuto e da noi scelto.
La REALTA' in cui pensiamo di vivere è una "recita quotidiana" pianificata da coloro che su di noi stanno facendo il loro sporco business, e noi continuiamo a galleggiare nella vita, senza nemmeno conoscerne la trama. E' tutta una finzione.Ecco perché.. dovremmo prima scoprire chi siamo (autoanalisi) e in quale modo ci rapportiamo al contesto in cui esistiamo (anche informandoci).. solo in seguito, potremo cambiare per rapportarci col nuovo modo di creare ciò che vogliamo per il nostro benessere. Ci vogliono fare credere che tutto quello che non va sia dal di fuori di noi, ci inducono a far sì che qualcuno decida per noi cosa è il bene e il male, il vero e il falso, la felicità o infelicità, ci fanno pensare che tutto dipenda dagli altri, dalla politica, dai soldi, dal sole o dalla pioggia, dalla nevrosi di questi tempi moderni. Ci convincono che la nostra insoddisfazione sia il prezzo da pagare per il nostro benessere materiale, lavoro-soldi-casa-auto-cibo-abbigliamento-tecnologia etc.. La realtà..come te la vogliono fare vedere, non esiste..se ti accorgi che la stai subendo, allora..comincia a creare quella che ami...solo il fatto di pensarci, è già un buon inizio... SOLUZIONE : CREA INSIEME A NOI.. LA VITA CHE AMI !!Proviamo a chiudere gli occhi..e immaginiamo la realtà che creeremo quando li riapriremo. La soluzione ce l'hai davanti agli occhi ma solo pochi, hanno il coraggio di fare il primo passo. Preferisci aspettare il momento in cui sarà il sistema ad importi la fame e la privazione del consumismo? Forse è meglio esercitarsi a farne a meno adesso che te lo puoi permettere, in anticipo e prevenendo i tempi duri. Nessuno crede mai che i tempi della guerra possano ritornare. Ecco perché l'ignoranza degli individui va combattuta e non incoraggiata nel nome della libertà di scelta di restare ignoranti.Tutti credono che si impari solo nei tempi della scuola e quando questa è finita si debba PENSARE SOLO a lavorare, spendere e mettere su famiglia, a improvvisare la vita, più che continuare ad imparare per scoprire cosa è realmente la vita. Si smette di studiare per sempre, non ci si impegna più per crescere, accettando così la nostra impotenza nel modificare il nostro status. Come possiamo correggere la crescita di una pianta, con dolcezza e pazienza, così possiamo correggere le nostre abitudini, per ottenere la libertà.Non la libertà di fare qualsiasi cosa, a cui aspira l’uomo modesto, ma la libertà dal nostro ego e dai condizionamenti che ci creano insoddisfazioni. PROPOSTE : DIRE FARE CREARE INSIEME, DAL VIRTUALE AL REALE TI SENTI SODDISFATTO..?La "soddisfazione nella vita" è PER TUTTI, ed oggi, sempre di più, diventa UNA SCELTA NECESSARIA ! Se sei fra coloro che s’interrogano sul senso del vivere e sui motivi della propria insoddisfazione, questo sito può dare il via al tuo processo di consapevolezza, per rendere la tua vita realmente soddisfacente. CHIEDITI :Da questa settimana quale impegno prenderò per essere in accordo con me stesso/a e non rinunciare a "VIVERE" ? ESCI DAL WEB.. poniti questo intento :"Per essere ciò che non sei mai stato.. per avere ciò che non hai mai avuto.. fai cose che non hai mai fatto" ..è tempo di usare la più grande opportunità che ci viene data in questa epoca di svolte. Trasformiamo la nostra VITA, nel rispetto dei diritti umani e del pianeta... per VIVERLA più consapevolmente nell'armonia del tutto ! Godiamo di più delle nostre EMOZIONI, iniziando dall'ascolto interiore, rivolto al miglioramento delle relazioni interpersonali. Cominciamo a costruire la vita partendo da noi stessi, con il fare di tutti i giorni e con quelle progettualità che richiedono la forza del singolo e del gruppo. Questo sito è fatto di persone attive nella propria trasformazione di vita, che condividono le proprie scelte di pratiche individuali. Ogni nuova idea e attività, sarà utile al raggiungimento della propria soddisfazione : Gruppi di Gas, Gat Energie alternative e rinnovabili Eco-Mobilità, Car-Sharing Tecnologie innovative Compravendite e affitti Immobiliari tra PRIVATI Banche del Tempo & Emozioni Ecovillaggi, Cohousing, Comunità Gruppi di lavoro & Condivisione competenze Sperimentazioni di pratiche in agricoltura Alimentazioni Vega & Vegetariane Economia & Risparmio Monete alternative Baratti & Scambi cose e servizi Salute & Benessere Attività di Meditazioni & Spiritualità, Counseling dei rapporti interpersonali e Risoluzione problematiche familiari Educatori olistici bambini ed adolescenti MusicaTerapia & Cromoterapia Sviluppo informatica e Web in genere Etc.. Il tutto si traduce nel Nostro Progetto di Vita LINKIn sostanza, tutto quello che permette il risveglio delle coscienze e la trasformazione di noi stessi verso la condivisione più consapevole con gli altri....AVANTI TUTTA !! Se ti identifichi con i nostri intenti puoi collaborare (Collabora con noi) } La mia due giorni in Lunigiana in un agriturismo "Scollocato" fra agricoltura biodinamica e cucina vegana. L'Ortolano Vegan è situato fra le alte colline della Lunigiana ed è una realtà creata da Nicola (45 anni) e Lia (55 anni), una coppia che ha deciso di "Scollocarsi" più possibile dal sistema in cui tutti, qui in Occidente, nasciamo e muoriamo. Nicola ha lasciato un anno e mezzo fa il lavoro e si è improvvisato agricoltore biodinamico, con buonissimi risultati. Lia insegna in una scuola superiore e appena ha un pò di tempo lo dedica al posto in cui ha investito parecchi soldi per un futuro sereno e indipendente. Sembra che le cose per loro, dopo i faticosi primi mesi di impostazione, stiano andando abbastanza bene, ma c'è sempre da fare in un agriturismo inserito nel cambiamento!Le capacità personali e professionali..Presento il gruppo Tempo di Vivere, con le sue competenze individuali, affinché si possa dare più credibilità e forza al nostro progetto. Il progetto che prevede una visione comune, di sviluppo di benessere e felicità. Quella visione comune, che ha come obiettivo :Coltivare la libertà dell'essere umano ad esprimere creatività e passioni nelle relazioni sociali, attraverso il sentire delle PROPRIE EMOZIONI e l'ascolto di quelle ALTRUI. Non potevamo certo.. lasciarla nella manica, uno degli assi vincenti del nostro gruppo.. ecco a voi.. Gabriella Oliva
La Biologia delle Credenze Come il pensiero influenza il DNA e ogni cellula Bruce H. Lipton Compralo su il Giardino dei Libri
La Biologia delle Credenze
Come il pensiero influenza il DNA e gni cellulare
Bruce H. Lipton Ciò in cui crediamo determina ciò che siamo, e non è il nostro DNA a determinare la nostra vita e la nostra salute. È giunto il momento di abbandonare le vecchie credenze che la comunità scientifica e accademica e i mass media ci hanno inculcato, per muoverci verso la nuova ed eccitante prospettiva di salute, benessere e abbondanza offerta da questa scienza d’avanguardia: l’epigenetica. Si tratta di una grande rivoluzione della scienza e del pensiero umano, che ci libera dalla prigionia del destino. L’Autore dimostra in maniera inoppugnabile che l’ambiente, i nostri pensieri e le nostre esperienze determinano ciò che siamo, il nostro corpo e ogni aspetto della nostra vita. Quanta importanza acquisisce allora il nostro pensiero, positivo o negativo che sia, quando è in armonia col subconscio, sul comportamento nostro e dei nostri geni? Se l’ambiente e il pensiero influenzano la nostra biologia, questo può cambiare le conoscenze e le esperienze vissute fino a oggi da gran parte di noi. Infatti ognuno di noi ha le potenzialità per creare una vita piena e traboccante di ogni dono e talento, a partire da salute, felicità e amore. Ogni cellula del nostro corpo può essere paragonata a un essere intelligente, dotato di intenzionalità e scopo, in grado di sopravvivere autonomamente, il cui vero “cervello” è costituito dalla membrana. Questa scoperta porta a una conclusione sbalorditiva: i geni non controllano la nostra biologia, è invece l’ambiente a influenzare il comportamento delle cellule. Questo porta a nuove, importanti conseguenze per quanto riguarda il benessere, la felicità e la natura delle malattie come il cancro e la schizofrenia. Fonte: www.ilgiardinodeilibri.it Vincitore del Premio Best Science Book, Best Books 2006, Awards Bruce Lipton dimostra che ciò in cui crediamo determina ciò che siamo, perciò non è il patrimonio genetico ereditato a determinare la nostra vita e la nostra salute. Si tratta di una rivoluzione della scienza e del pensiero che ci libera dalla prigionia del destino predeterminato dalla genetica. Lipton dimostra in maniera inoppugnabile che l’ambiente, i nostri pensieri e le nostre esperienze determinano ciò che siamo, il nostro corpo e ogni aspetto della nostra vita. Se l’ambiente e il pensiero influenzano la nostra biologia, questo può cambiare le conoscenze e le esperienze vissute fino a oggi da gran parte di noi. Infatti, ognuno di noi ha le potenzialità per creare una vita piena e traboccante di ogni dono e talento, a partire da salute, gioia di vivere, amore e successo. Un libro per tutti coloro che ricercano nella scienza senza dogmi le risposte che a causa della dipendenza dagli interessi delle banche e delle multinazionali, la cultura accademica è incapace di fornire. Per chi non si accontenta della scienza ufficiale, che nasconde e manipola le informazioni, per impedirci di riconoscere le infinite potenzialità presenti nel nostro cervello e nel nostro DNA. Bruce Lipton è un’autorità mondiale per quanto concerne i legami tra scienza e comportamento. Biologo cellulare per formazione, ha insegnato Biologia Cellulare presso la facoltà di Medicina dell’Università del Wisconsin e si è dedicato in seguito a ricerche pionieristiche alla School of Medicine della Stanford University. È stato ospite di decine di programmi radiotelevisivi ed è un conferenziere di primo piano. Fonte: Macrolibrarsi
Leo Buscaglia
Vivere, Amare, Capirsi
Oscar Mondadori
Vivere, Amare, Capirsi
Leo Buscaglia Descrizione :L'amore si impara come qualunque altra cosa nella vita. Non è definibile a parole, è piuttosto un modo di vivere, di essere e di sentirsi vivi. Se si assimila questo concetto nella forma più piena, spiega l'autore, si può alla fine ottenere dalla vita il premio più ambito: quello di essere completamente se stessi. L'arte di amare spiegata in tutti i suoi aspetti fisici e psichici.
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Autostima
L'Autostima è l’immagine che ciascuno di noi ha di sé, che ci costruiamo fin dall’infanzia e che è la risultante della combinazione di vari fattori. “Possono perché credono di potere" Virgilio L’autostima non è un concetto statico: essa continua a modificarsi nel corso della nostra esistenza e ad alimentarsi attraverso le esperienze di vita, i successi, i fallimenti, i feedback che riceviamo e il modo in cui tutto ciò viene da noi vissuto e percepito. Da piccoli interiorizziamo ciò che l’ambiente in cui viviamoci comunica su noi, le opinioni che gli adulti hanno nei nostri confronti e può accadere che cominciamo a considerarle realtà oggettive. Il risultato di questa interiorizzazione è che, anche quando tali figure non sono più fisicamente presenti, è come se continuassimo a sentire le loro voci, le loro critiche, i loro commenti dentro di noi. Il problema nasce nel caso in cui questa sorta di “dialogo interno” sia denigratorio, esageratamente esigente e giudicante: questo ci provoca sensazioni spiacevoli, ci fa sentire inadeguati e ci porta a giudizi negativi su noi stessi. Se abbiamo un’immagine di noi come persone con scarse qualità e capacità, ogni volta che ci apprestiamo ad affrontare un compito lo facciamo con un approccio poco convinto, del tipo: “Tanto è inutile”, “Tanto andrà male come sempre”, “Non credo di essere capace”. Questa condizione probabilmente ci porta a non impegnarci troppo, “Tanto è inutile..”, a partire sfiduciati e poco reattivi e a fallire davvero, confermando, anzi rinforzando e alimentando nuovamente quell’immagine negativa di partenza, le profezie auto-realizzanti.Quindi è facile che la nostra esperienza sia quella di frequenti fallimenti e rari successi: ciò può essere tra le cause di una autostima bassa.
Conoscere se stessi per conoscere l’altro
Il coraggio di cambiare
Per poter risolvere qualsiasi tipo di problema, di carattere personale, dobbiamo cambiare. Una delle domande che potrebbe nascere, è: “Non sono io ad essere sbagliato/a, perché devo cambiare? È colpa degli altri, della società, di mia moglie, di mio marito … se ho questi problemi” oppure affermare “Sono sbagliata/o, io non ci posso fare niente, se sono fatto in questo modo”. Niente di più errato! Per poter affrontare un problema qualsiasi, bisogna pensare che l’unica variabile che posso cambiare sono io. Io non posso cambiare gli altri, o l’ambiente, posso però cambiare me stesso e soprattutto i miei comportamenti e le mie convinzioni. E’ proprio così, siamo proprio noi a creare molti problemi che abbiamo!Questo non vuol dire che siamo noi il problema, ma, ciò che facciamo, come ci poniamo, i nostri comportamenti, le nostre difficoltà, sono tutte nostre scelte! Con questo non voglio dire che tutto quello che succede di spiacevole sia colpa nostra. Se una persona non sa cavarsela da sola, non è colpa tua, se qualcuno ti maltratta non è "solo" colpa tua. Se il mondo cade non è colpa nostra! Noi siamo gli unici responsabili delle nostre scelte.Allora perché non cominciamo a volere e a scegliere qualcosa di differente mettendo in atto comportamenti ed azioni tali da ottenere la nostra felicità? “Cominciando da me, cambiando me stessa/o posso cambiare il mondo” “Anche un viaggio di mille miglia comincia dal primo passo” perciò basta veramente poco per poter cambiare la direzione della nostra vita. Il cambiamento non prevede necessariamente, la soluzione dei nostri problemi nel modo in cui noi vorremmo.Tante volte accade che le persone che ci circondano, conoscendo il nostro vecchio io, non riescano ad accettare di buon grado il nostro nuovo io. Questo avviene perché, innescati alcuni meccanismi, gli stessi sono poi difficili da disinnescare. Persone abituate a comandarci oppure a dipendere da noi, abituate ad essere vittime o carnefici, cercheranno sempre di ritornare all’origine. Per il nostro bene bisogna cercare di distaccarci da questi comportamenti, imparare a non farsi coinvolgere, con la consapevolezza che i problemi non sono nostri ma loro, e che noi non possiamo fare niente per risolverli al loro posto. Ognuno di noi è responsabile di se stesso, solo se lo decidiamo, possiamo cambiare la nostra vita e gli altri decideranno per loro stessi. Noi sappiamo che meritiamo d’essere felici!Si parla di coraggio perché è questo quello che ci vuole per iniziare a cambiare e per continuare su questa strada. Sappiamo che non vogliamo a continuare a vivere questo tipo di vita, che non ci piace, ma non siamo mai riusciti a cambiare rotta alla nostra vita. In realtà forse non sapevamo cosa fare per cambiare, ora con un passo alla volta, giorno per giorno, possiamo capire cosa fare e riuscire a migliorare la nostra vita. Spesso quello che ci spaventa non è tanto la reazione degli altri al nostro cambiamento, quanto la nostra. Abbiamo paura che, cambiando, potremmo distaccarci da chi ci ama o ancor peggio di fargli del male, oppure che ci possa travolgere il “nulla”, infatti non sappiamo cosa potrebbe succederci nel momento in cui cambiamo, abbiamo paura di non riconoscerci. Ma perché non iniziare? Se siamo arrivati al punto di non sopportare più la nostra situazione, il cambiamento porterà ad una svolta, che comunque ci farà riflettere su quello che veramente vogliamo e andare verso ciò che vogliamo per noi, il meglio! Cambiare vuol dire: cercare di fare le scelte migliori per noi, questo si chiama "sano egoismo", queste nostre scelte diventeranno, poi, anche scelte positive per gli altri. Non è necessario cambiare città, o genitori, o marito, moglie, o casa per dare una svolta alla propria vita, basta amarsi di più; ascoltare le proprie esigenze, sapere di meritare d'essere felici, e amare gli altri per quello che sono, non sentendosi in colpa per loro scelte e per i loro comportamenti sbagliati. Per cambiare ed amarci completamente, bisogna conoscere, approfondire ed elaborare la vita passata, questo perché spesso, ciò che è rimasto in noi del passato, non ci fa amare completamente noi stessi.Quando ricordi ed esperienze passate ci impediscono di vivere pienamente la nostra esistenza e di apprezzare tutte le nostre caratteristiche, allora è necessario affrontarli, riconoscerli come parte di noi. Elaborare i nostri ricordi, dolori e rabbie, modificando il modo di guardarli, ci permette di crescere immensamente, soprattutto quando alcuni momenti spiacevoli, hanno contribuito alla nostra disistima, a non crederci meritevoli d'amore, nemmeno da parte di noi stessi. Perché amarci quando chi amiamo di più ci ha fatto soffrire, ci fa del male? Non amandoci è un po’ come se dessimo ragione, inconsciamente, a chi, non accettandoci per quello che siamo, ci fa del male..Il passato non può essere cambiato, anche perché il passato non esiste più, è solo nei nostri ricordi. E di che cosa sono fatti i ricordi? Sono fatti delle nostre sensazioni e di immagini e suoni che rappresentano alcuni momenti, come un film del quale siamo semplicemente spettatori. I ricordi non si toccano con mano, non sono reali!Possiamo perciò cambiarne la nostra visione e cambiare il presente attraverso l'elaborazione del dolore e la sua trasformazione. Se siamo come siamo, se agiamo come agiamo, è anche grazie al dolore che abbiamo affrontato e combattuto. E’ nel dolore che avviene il cambiamento! Meritiamo il meglio che la vita ci possa dare e per primi noi dobbiamo darci tutto, soprattutto l'amore. Esercizio 1) Pensa a un problema che non riesci a risolvere o a un obiettivo che non riesci a raggiungere.2) Ora chiediti: «Che cosa sto continuando a fare nel vano tentativo di risolvere il mio problema / di raggiungere il mio obiettivo?».3) Renditi conto che la risposta può contenere le tue tentate soluzioni, ossia le contromisure che fino a questo momento hai adottato nel vano tentativo di ottenere ciò che vuoi, ma che hanno prodotto il risultato contrario a quello sperato.4) La prima cosa da fare è quindi sospendere, una a una,le nostre tentate soluzioni.5) Poniti poi la domanda «Che cosa posso fare in alternativa a ciò che ho fatto finora?», nella consapevolezza che ogni altra azione avrà maggiori probabilità di sortire il risultato che desideri.
Un'altra cosa importante è il perdono. È importante riuscire a perdonare chi ci ha fatto del male, per poter perdonare noi stessi. Quante volte ci siamo accusati, maltrattati perché le persone che desideravamo non ci amavano? Sembra un controsenso ma è così. Pianti continui, disperazione, punizioni fisiche e psicologiche, mangiare fino a scoppiare, o non mangiare più, non voler vedere più nessuno, non uscire, non fare le cose che ci piacciono, tanto nulla ha più senso senza di lui/lei, decidere di non amare più ... ecc.Sono tutti atti di violenza contro noi stessi, che per primi pensiamo di non meritare quello che desideriamo: Amore.Per perdonare noi stessi allora si deve riuscire a perdonare chi ci fa del male, e questo lo si può fare solo capendo il loro punto di vista.Non è colpa nostra se chi amiamo si comporta da egoista, insensibile, violento, inetto, incapace e forse non neanche è colpa sua, bisognerebbe conoscere il suo passato. Forse queste persone non sono capaci di amare, nessuno l’ha insegnato loro, o forse noi non siamo stati abbastanza chiari o non abbiamo chiesto di darci ciò di cui avevamo bisogno, o forse ancora, loro amano in un modo diverso dal nostro, o forse li abbiamo investiti di una responsabilità troppo grande, la nostra felicità e ne hanno sentito troppo il peso, non si sono sentiti all’altezza, o forse si sono sentiti incapaci di renderci felici o di capirci, o forse non erano pronti o forse, proprio non erano adatti a noi, o forse …. non meritavano le nostre lacrime e il nostro amore ….. chissà! Tante volte queste persone sono così per come sono cresciuti. Questo non vuol dire né compatirli né giudicarli, ma solo comprendere che anche loro sono come noi: esseri umani imperfetti! Un NUOVO ATTEGGIAMENTO mentaleNessuno al di fuori di noi può cambiare quello che proviamo dentro, sono le nostre decisioni a modificare il nostro destino. La rappresentazione interiore della realtà non produce esattamente la realtà, ma è solo un’interpretazione filtrata attraverso le tue credenze ed i tuoi valori personali, un’interpretazione che puoi decidere di utilizzare a tuo vantaggio. Concentrandoti sui tuoi obbiettivi crei nella mente una rappresentazione visiva, uditiva e sensoriale della persona che vuoi diventare. E’ questo il primo potente, concreto e tangibile strumento: le tue credenze personali sulle possibilità di diventare “bravo nell’attrarre a te l’amore”. “Se credi di poter fare qualcosa o se credi di non poterlo fare, avrai comunque ragione” perché è in quella direzione che il tuo cervello ti porterà. Certo è che “a noi non piace contraddirci” per cui faremo di tutto per seguire, a livello inconscio, le nostre credenze, ciò che crediamo vero e giusto.Fai attenzione, dunque, alle credenze che sposi: quelle sensazioni di certezza che ognuno di noi ha su qualcosa, e, soprattutto, impegnati a diventare consapevole delle tue credenze inconsce, perché alcune possono davvero tenerti attaccato al suolo come “un freno a mano che non sai di aver tirato”, altre possono essere invece “un turbo che dà un’accelerazione davvero molto potente.” Le credenze derivano dalle esperienze e riguardano il mondo delle idee, sono ciò che pensiamo riguardo a qualcosa, rappresentano le nostre più profonde convinzioni.Si formano accidentalmente nel corso della vita, secondo il significato che attribuiamo alle nostre esperienze; nascono durante l’infanzia, in famiglia, a scuola, quando imitiamo persone per noi significative come i genitori, oppure in seguito ad un trauma o turbamento.Dalle credenze deriva il nostro comportamento, le credenze non vanno confuse con i “fatti”; il fatto è un evento accaduto, una credenza è una generalizzazione su qualcosa accaduto o che potrebbe accadere. Alcune credenze si basano su fatti legati, ad esempio, a qualcosa di tangibile: il fuoco scotta, per questo eviteremo di avvicinarci con la mano; altre si definiscono in “ciò che si riteniamo vero o falso, giusto o sbagliato” sono, cioè, la definizione linguistica, tramite parole, di una parte della nostra percezione del mondo. Ci sono “credenze potenzianti”, che ci aiutano, ad esempio “se mi alleno duramente, posso vincere” “se parlo con convinzione posso convincere chiunque”, e “credenze limitanti” quando arrecano danno, ad esempio “non sono capace di parlare bene, non sono bello, non piaccio, quindi non mi guarderà neanche, non si accorgerà neanche di me”. Entrambi i modi di pensare danno senso e coerenza alle nostre esperienze.“A nessuno di noi piace darsi torto da soli” per cui cerchiamo inconsciamente di andare nella direzione delle nostre credenze e del nostro atteggiamento mentale. Come riconoscere le tue credenze? Inizia ad ascoltarti, ascoltare il modo con cui ti esprimi, puoi quindi riconoscerle facendo attenzione all’uso di determinate locuzioni verbali, usate molto frequentemente in modo inconsapevole dalla maggioranza delle persone.Per raggiungere il tuo obiettivo, è necessario recuperare quello che davvero vorresti dire (e fare) e quindi come il pensiero dovrebbe essere elaborato. Il nostro modo di parlare e di riferirci a noi stessi, tende a costruire un’immagine di noi rispondente al linguaggio utilizzato; se ci definiamo “furibondi” invece di “stizziti”, se ci definiamo “incapaci” invece che “inesperti” ci sono implicazioni forti che effettivamente vanno a modificare il nostro stato d’animo. Cerca quindi di ridimensionare i negativi, utilizzando un vocabolario positivo e delle metafore vincenti. Esercizio 1) Pensa a un problema che non riesci a risolvere o a un obiettivo che non riesci a raggiungere.2) Scopri quali comportamenti stai mettendo in atto che mostrano di non funzionare nel modo desiderato.3) Chiediti ora: «Cosa prendo per scontato, cosa ritengo vero nel metterli in atto? Quali sono le premesse sulle quali il mio comportamento si basa e di cui mi trovo prigioniero?». 4) Puoi iniziare ora a cambiare le premesse, assumendone altre più adeguate.5) Sulla base di tali nuove premesse puoi ora reperire nuovi e più efficaci comportamenti.
Semina un pensiero e avrai un’azioneSemina un’azione e avrai un comportamentoSemina un comportamento e avrai un’abitudineSemina un’abitudine e avrai un destino
Noam Chomsky: le 10 Strategie della Manipolazione attraverso i mass media
1 – La strategia della distrazione. L’elemento principale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel distogliere l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dai cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche utilizzando la tecnica del diluvio o dell’inondazione di distrazioni continue e di informazioni insignificanti. La strategia della distrazione è anche indispensabile per evitare l’interesse del pubblico verso le conoscenze essenziali nel campo della scienza, dell’economia, della psicologia, della neurobiologia e della cibernetica. “Sviare l’attenzione del pubblico dai veri problemi sociali, tenerla imprigionata da temi senza vera importanza. Tenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza dargli tempo per pensare, sempre di ritorno verso la fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”). 2 – Creare il problema e poi offrire la soluzione. Questo metodo è anche chiamato “problema – reazione – soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” che produrrà una determinata reazione nel pubblico in modo che sia questa la ragione delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, oppure organizzare attentati sanguinosi per fare in modo che sia il pubblico a pretendere le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito delle libertà. Oppure: creare una crisi economica per far accettare come male necessario la diminuzione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici. 3 – La strategia della gradualità. Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, col contagocce, per un po’ di anni consecutivi. Questo è il modo in cui condizioni socioeconomiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte negli anni ‘80 e ‘90: uno Stato al minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione di massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero stati applicati in una sola volta. 4 – La strategia del differire. Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria” guadagnando in quel momento il consenso della gente per un’applicazione futura. E’ più facile accettare un sacrificio futuro di quello immediato. Per prima cosa, perché lo sforzo non deve essere fatto immediatamente. Secondo, perché la gente, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. In questo modo si dà più tempo alla gente di abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarlo con rassegnazione quando arriverà il momento. 5 – Rivolgersi alla gente come a dei bambini. La maggior parte della pubblicità diretta al grande pubblico usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, spesso con voce flebile, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente. Quanto più si cerca di ingannare lo spettatore, tanto più si tende ad usare un tono infantile. Perché? “Se qualcuno si rivolge ad una persona come se questa avesse 12 anni o meno, allora, a causa della suggestionabilità, questa probabilmente tenderà ad una risposta o ad una reazione priva di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno (vedi “Armi silenziosi per guerre tranquille”). 6 – Usare l’aspetto emozionale molto più della riflessione. Sfruttare l’emotività è una tecnica classica per provocare un corto circuito dell’analisi razionale e, infine, del senso critico dell’individuo. Inoltre, l’uso del tono emotivo permette di aprire la porta verso l’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o per indurre comportamenti…. 7 – Mantenere la gente nell’ignoranza e nella mediocrità. Far sì che la gente sia incapace di comprendere le tecniche ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù. “La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza creata dall’ignoranza tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare da parte delle inferiori” (vedi “Armi silenziosi per guerre tranquille”). 8 – Stimolare il pubblico ad essere favorevole alla mediocrità. Spingere il pubblico a ritenere che sia di moda essere stupidi, volgari e ignoranti… 9 – Rafforzare il senso di colpa. Far credere all’individuo di essere esclusivamente lui il responsabile della proprie disgrazie a causa di insufficiente intelligenza, capacità o sforzo. In tal modo, anziché ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta e si sente in colpa, cosa che crea a sua volta uno stato di depressione di cui uno degli effetti è l’inibizione ad agire. E senza azione non c’è rivoluzione! 10 – Conoscere la gente meglio di quanto essa si conosca. Negli ultimi 50’anni, i rapidi progressi della scienza hanno creato un crescente divario tra le conoscenze della gente e quelle di cui dispongono e che utilizzano le élites dominanti. Grazie alla biologia, alla neurobiologia e alla psicologia applicata, il “sistema” ha potuto fruire di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia fisicamente che psichicamente. Il sistema è riuscito a conoscere l’individuo comune molto meglio di quanto egli conosca sé stesso. Ciò comporta che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un più ampio controllo ed un maggior potere sulla gente, ben maggiore di quello che la gente esercita su sé stessa. Noam Chomsky Fonti: http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=7480 http://www.visionesalternativas.com.mx/index.php?option=com_content&task=view&id=48460&Itemid=9
Noam Chomsky è un linguista. Per molti anni la sua fama, meritata, è stata legata alle sue teorie linguistiche, che si opponevano allo strutturalismo, in voga a mo’ di fede, e che potremmo indicare con due sigle “linguistica trasformazionale”e “grammatica generativo-trasformazionale”. Poi Chomsky è diventato ulteriormente famoso. Si è dedicato alla stigmatizzazione dell’imperialismo statunitense ed alla critica, a tratti forsennata, della gestione politica dell’economia e dell’informazione. E’ divenuto una sorta di star del contropensiero, un nemico giurato del mainstream dominante, e con il suo fare, assai dogmatico, è divenuto un guru dell’antisistema. Negli anni ’70, 18 anni, ragazza madre, poi separata, madre single, divorziata e poi ancora single. Oggi io.. Gabriella, ho 58 anni, Life-Love Coach, Mediatore familiare e Counselor relazionale, incontro genitori, single e non, in difficoltà nel rapporto con i loro figli. Quello che vivo oggi: parlo con bambini e adolescenti, ascolto le loro emozioni, il sentirsi soli, come se non ci fosse nessuno a prendersi cura di loro, il sentirsi trasparenti, come se nessuno voglia vedere la loro tristezza o i loro bisogni, accolgo il loro dolore, il loro sentirsi arrabbiati, delusi, traditi e spaventati, perché non si sentono protetti, comprendo la loro paura di essere dimenticati, il loro non sentirsi ascoltati e capiti, tanto da pensare di non meritare amore, accetto la loro ribellione e la loro rabbia per non sentirsi riconosciuti, accettati e compresi o troppo protetti da sentirsi incapaci e inadeguati,e riconosco le loro “manovre di difesa, i loro gridi di aiuto” e voglio fare qualcosa. Ecco perché.. tutto questo non mi piace e voglio che cambi, per i bambini, per i ragazzi e per noi genitori! |


Antonio



