Il sogno più bello...

20150328 061502Scrivere non è mai stato difficile come oggi… da mezzora sono davanti a questo documento vuoto cercando un incipit che proprio non vuole arrivare… eppure di solito le parole non mi mancano, anzi, ho la capacità di spararne una in fila all’altra senza mai incepparmi per tempi che ai miei compagni di viaggio sembrano infiniti… e invece adesso, eccomi qui, in silenzio ad aspettare la frase che mi permetta di cominciare a raccontare di me.

Ho riletto ciò che ho scritto esattamente 4 anni fa quando l’idea di Tempo di Vivere era solo un piccolo seme appena piantato…

…4 anni… 

pNonno Antonio e Tottaossono essere tanti oppure pochissimi, dipende dal lato da cui si vuole guardarli. Per me sono stati anni di piccoli dolori e grandi gioie, di entusiasmo e cadute, di crescita come individuo, come coppia, come gruppo, anni di scelte importanti, di rotture improvvise e timidi  riavvicinamenti… mesi, giorni, istanti di cui non rinnego nemmeno un secondo.
Di ciò che ho scritto allora questa frase mi risuona ancora tantissimo

… ‘com'è possibile non essere se stessi?’...eh sì, sembra un controsenso, ma c'è una cosa di cui mi sono resa conto nella vita: ESSERE SE STESSI, conoscersi al punto di concedersi la libertà di ESSERE è uno degli esercizi più complicati e ardui che un essere umano debba affrontare.Abituati ad essere identificati da aggettivi e titoli, da ciò che facciamo, indossando la maschera che la società c'impone, realizzando sogni che non sono i nostri ma quelli di chi si aspetta da noi qualcosa di "grande", perdiamo il senso di ciò che SIAMO per diventare attori di un film non nostro.”

Credo che queste poche righe possano riassumere ancora oggi ciò che significa per me Tempo di Vivere: è poter mettere in pratica le mie passioni giorno dopo giorno, è crescita continua, è costruire ogni istante un pezzetto del mondo che vorrei per i miei bimbi, è la mia Essenza che si permette di realizzarsi in ogni istante senza più travestimenti.

KatiaChiariamoci, vivere qui non è una passeggiata, in questi pochi mesi di convivenza stretta abbiamo già passato parecchie crisi più o meno importanti, l’ultima risale alla settimana scorsa. Sono attimi che fanno tremare le vene, scuotono nel profondo, spesso svuotano e ci mettono di fronte senza scampo a delle parti di noi più o meno sconosciute che qui, in mezzo alle persone con cui abbiamo scelto di condividere spazi ed esistenze, non possono più essere ignorate. Eppure, oltre alle lacrime, alla rabbia esplosiva, anche nel dolore del momento, quando mi si chiede come sto, la mia risposta è sempre la stessa: sono SERENA!

… ma come?!? Come puoi sentirti serena dopo una discussione di due giorni, dopo aver mandato affanculo Andrea urlando fino a rimanere senza voce, dopo aver gridato a tuo marito di andarsene dopo 20 anni che siete insieme, dopo aver urlato ad Antonio che è cattivo perché, per nascondere il proprio dolore, ride in faccia alle lacrime che così difficilmente mostri?
Già, come posso esserlo? E’ quello che spesso mi chiedo anch’io e la risposta è che QUESTO è esattamente ciò che voglio, ciò che mi permette di tirar fuori quello che non mi sono mai concessa di esprimere di me stessa, ciò che mi consente di crescere passo dopo passo.
Pietro, Andrea e CatiaSono serena perché dopo ogni tempesta, sento nel gruppo la riconferma che siamo tutti qui per costruire lo STESSO sogno, sento l’amore che ci lega l’uno all’altro crescere un po’ di più, sento che i nodi che prima legavano ognuno di noi alle proprie sbarre si sciolgono per ricrearsi in una rete di fiducia sempre più solida, non più d’ostacolo, ma di supporto reciproco.
Ogni mattina mi sveglio e so che non sarò sola ad affrontare la giornata, so che i miei occhi si apriranno su un mondo in cui posso sentirmi finalmente partecipe di una creazione che si svela istante dopo istante, perché tutto qui parla di noi e di ciò che abbiamo scelto di essere, dai tulipani che nascono dai bulbi piantati da Andre qualche mese fa, al bel sorriso di un nuovo amico che offrendoci il suo aiuto in cambio di ospitalità sta tornando a dare un significato alle sue giornate, alle risate dei nostri bimbi che corrono dietro a un copertone lasciato scivolare giù dal viale d’ingresso…
Ermanno...e, se non bastasse già tutto il resto, ogni mattina, ogni pomeriggio, ogni sera  posso guardare gli occhi di Ermanno che, per 11 lunghi anni del nostro stare insieme, è uscito alle 7.30 per rientrare alle 19.50 sfiancato dal traffico e da un lavoro cui non riusciva a dare un senso, che esauriva ogni briciola della sua energia la sera e nei week end per strappare preziosi minuti al poco tempo disponibile e godersi la sua famiglia. Mio marito, il mio compagno di Esistenza, l’uomo più coraggioso che conosca, colui che ha saputo rimettersi in gioco come pochi sanno fare , lasciandosi alle spalle un lavoro “sicuro” e socialmente riconosciuto, per tornare a Vivere davvero fino in fondo la sua Vita e tutto ciò che ama di più.

Ecco perché sono serena, sempre, a dispetto di tutto, perché ogni giorno apro gli occhi e mi accorgo che il sogno più bello è ancora lì davanti a me.

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Pubblicato in Blog di Katia Prati

Tags: crescita personale, vivere insieme, relazioni, cambiamento

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