La separazione

Lo scopo di vivere la separazione non è quello di riuscire a ritrovare l’unità,
ma quello di capire che non esiste separazione.

da “Conversazioni con Dio” Neale Donald Walsh

La nostra vita è costellata di imprevisti che ci sorprendono ad ogni istante.

La nostra esistenza è fatta di incontri e di separazioni.

Ciascuno di questi incontri, ciascuna separazione, rappresenta altrettante nascite.

 

Nel processo di crescita, separarsi dalle proprie radici è forse il passo più potente e capace di conferire potere, ma è anche quello più rischioso e che più spaventa, perché è connesso col profondo terrore di essere puniti, di essere scacciati dalla famiglia o esclusi dagli amici, e di non riuscire a trovare una nuova identità che sostituisca quella dalla quale stiamo cercando di separarci.

Al tempo stesso dentro di noi sappiamo quanto sia vitale attraversare questo processo di separazione e ritrovamento di Sé.

E’ come se in noi ci fossero due parti che si muovono in opposte direzioni: una ci spinge a separarci per trovare noi stessi, l’altra vuole conservare la comodità e la sicurezza di ciò che è noto e familiare.

solitudine1Viviamo separazioni imposte da perdite, tradimenti o bruschi distacchi.
Affrontiamo separazioni scelte, legate al bisogno di allontanarci, di mettere una giusta distanza, di abbandonare relazioni tossiche o malsane. La sofferenza determinata dal distacco nasce dall’intensità del legame che sentiamo verso la persona che abbiamo perso. La nostra parte ferita forse non cesserà di volere l’amore e il rispetto che non ha più e che vorrebbe ancora ricevere, ma ad un certo punto possiamo diventare consapevoli che, coloro a cui ci siamo rivolti per ottenere quel nutrimento, non vogliono o non possono più darcelo nel modo in cui ci è necessario, in cui noi lo vorremmo, e quindi scoprire che possiamo ri-trovare l’autostima, indipendentemente da loro.

“E quanto coraggio ci vuole a lasciare andare qualcosa che vorresti a tutti i costi restasse?
Non è forte chi trattiene, chi stringe la morsa.
E’ davvero forte chi capisce quando è il momento di mollare la presa”

Ogni volta dobbiamo far fronte ai rischi, alle scoperte e allo stupore della solitudine.
E’ necessario separarci per crescere.
E’ necessario separarci per non sentirci separati.

Il cambiamento può essere vissuto sia come qualcosa di esaltante che come qualcosa di spaventoso ma, a prescindere da come lo intendiamo, noi tutti dobbiamo affrontare il fatto che il cambiamento rappresenta il tratto distintivo della vita.
La vita è in continuo mutamento, se cerchiamo di controllarla non saremo mai in grado di viverla pienamente.
Anziché vivere la vita, vivremo la paura della vita.

Ogni volta che fissiamo delle aspettative in modo irrevocabile, è sicuro che resteremo delusi. Questo principio fondamentale è valido non soltanto per le relazioni, ma per tutti gli aspetti della vita.

Nell’aspettativa rientrano due componenti fondamentali: la speranza e la paura.

L’esistenza di quasi tutti noi è governata da queste semplici re-azioni. È stupido ritenere che troveremo una felicità duratura tentando di cambiare le cose per renderle più conformi ai nostri desideri. Fino a quando non la smetteremo con le aspettative precostituite riguardo a come pensiamo le cose debbano andare, saremo destinati a procurarci un dolore più grande nella ricerca di un più grande piacere. Per vivere in una condizione di benessere e di costante crescita, dovremmo imparare a lasciare andare, a separarci da situazioni e persone che non migliorano la qualità della nostra vita.

lasciare emozioniSpesso è difficile non afferrarsi alle cose, perché l’essere umano si sente più sicuro di fronte a ciò che conosce e, quando perde qualcosa a cui era abituato, compaiono il timore e l’incertezza. La vita è in costante cambiamento e offre tante cose nuove; avvinghiarsi a qualcosa che non funziona significa accontentarsi di una qualità di vita che potremmo migliorare se lasciassimo che le cose scorrano in modo naturale.

Lasciare andare non significa perdere; separarsi, significa accettare ogni situazione per quella che è, e non forzare le cose.

Non significa non lottare per ciò a cui teniamo, ma il mondo delle relazioni funziona come un gioco in cui entrambi i giocatori tirano i dadi e muovono la propria pedina, ci vuole reciprocità nell’intento di giocare insieme. Non ha senso voler continuare a giocare, se dall’altra parte non ci sono più né interesse né volontà. La cosa migliore da fare è cercare qualcun altro che voglia giocare con noi o giocare da soli.

Lasciare andare, accettare una separazione, non è facile.

Spesso, quando ci rendiamo conto che stiamo perdendo qualcosa (o qualcuno) che ci interessa, cerchiamo risposte. Abbiamo bisogno di spiegazioni, argomentazioni, siamo soliti fare pressioni sugli altri per ottenere ciò che desideriamo, per mancanza di accettazione. Le persone che ci stimano o che ci amano continueranno a stare al nostro fianco, impegnandosi, assieme a noi, a costruire una relazione basata su rispetto e reciprocità.

Tutti noi dipendiamo gli uni dagli altri per ogni genere di cose.
Inter-dipendenza.

Abbiamo organizzato la società in questo modo e assegniamo funzioni diverse a persone diverse per il ben-essere di ciascuno, così da funzionare meglio e vivere in modo più efficiente.

Ma dipendere da un altro emozionalmente, cosa comporta?
Significa dipendere da un altro essere umano per raggiungere la felicità.
Perché se dipendete da altre persone, il passo successivo sarà, esigere che gli altri contribuiscano alla vostra felicità.
Poi ci sarà paura della perdita, della separazione dell’alienazione, paura di essere respinti, il controllo reciproco.
L’amore esclude la paura.
Dove c’è amore non ci sono pretese, aspettative, dipendenza.
Se mi doveste lasciare, non mi sentirei dispiaciuto per me stesso, godo intensamente della vostra compagnia, ma non mi abbarbico a voi. Non siete voi, ciò di cui godo; è qualcosa di più grande di voi e di me.
E’ qualcosa che ho scoperto, una sorta di sinfonia, una sorta di orchestra che suona alla vostra presenza, ma quando voi ve ne andate, l’orchestra non smette.
Quando incontro qualcun altro, suona un’altra melodia, altrettanto deliziosa.
E quando sono solo, continua. Ha un grande repertorio, e non cessa mai di suonare.

Liberamente tratto da
”Messaggio per un’aquila che si crede un pollo”
Anthony De Mello

…e poi viene il giorno in cui accettiamo di capire che non siamo mai soli, che possiamo collegarci all’intimo nucleo dentro di noi, che rimaniamo depositari di noi stessi.

Il nostro compagno più fidato, il più fedele, quello che ci accompagnerà più lontano, più a lungo nel nostro passaggio su questa terra, non possiamo che essere noi.

“Per tutta la vita bisogna imparare a vivere …”

Seneca

lasciare passato 2Se vogliamo raggiungere la felicità, spesso è necessario anche separarci da alcune idee che vivono in noi da troppo tempo, sono state date per scontate e mai più messe in discussione.

La natura è saggia, gli alberi si separano dalle loro foglie, lasciano che cadano in autunno, perché possano crescere più vigorose in primavera. Dobbiamo allenare la nostra mente a vedere il bello in ogni momento e, quando sentiamo che è necessario, a rinnovare la nostra vita.

 

Separarci per poter continuare a fluire.

 

Il fiume della vita scorre tra le sponde del dolore e del piacere.
Il problema sorge solo quando la mente rifiuta di fluire con la vita e si arena sulle sponde.
Per fluire con la vita intendo l’accettazione:
accogliere ciò che viene e lasciar andare ciò che va.

Sri Nisargadatta Majarj
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Pubblicato in Blog di Gabriella Oliva

Tags: crescita personale, vivere insieme, relazioni

Commenti   

0 # Gioia 2016-12-02 12:11
Ciao Gabriella grazie per le tue riflessioni mi colpiscono profondamente in questo periodo particolare dalla mia vita in cui come tu ben sai mi sono separata dal mio figliolone. Avevo sottovalutato la forza del nostro legame che ci spinge a tutt'oggi a connotare di toni grevi la nostra relazione a distanza. Ma ce la faremo nel migliore dei modi e sarà un momento di grande importanza per lui e anche per me. Ti saluto e ti abbraccio. A presto . Gioia
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0 # Isabella 2016-12-02 14:41
Ciao Gabriella, oggi leggo le tue parole e come ogni cosa che non accade per caso arrivano proprio in un momneto particolare rispetto al nostro gruppo. Queste parole mi sono entrate dentro e le condivido in pieno e ne farò tesoro. Grazie per questo spazio dove tutti possiamo prenderne beneficio! :l :lol:
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-1 # Silvia pane 2016-12-02 18:24
Grazie carissima
Grazie carissima, è stato confortante leggere quello che scrivi, sei arrivata a puntino anche per me in un momento in cui ho bisogno di ricordarmi tutto ciò..grazie tantissimo spero di rivederti presto!
Grazie carissima!!E' stato confortante leggere il tuo post, sei arrivata a puntino, in un momento in cui avevo bisogno di ricordarmi tutto ciò...grazie grazie tantissimo spero di rivederti presto! un abbraccio
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0 # Alberto Pisana 2016-12-02 22:37
Bellissimo scritto e bellissime citazioni. :-)
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0 # filippo 2016-12-03 15:28
riflessioni che condivido pienamente perché le ho vissute e sperimentate i prima persona. Ogni separazione o lutto o cambiamento, oltre all'inevitabile dolore che va accettato come parte dell'esperienza del vivere, possiede un incredibile potere di rigenerazione, dipenderà tutto dalla nostra capacità e volontà di cercarci, ascoltarci, comprenderci, assolverci ed amarci incondizionatamente....quando ci si riesce anche per un solo piccolo momento scatta qualcosa che non ci lascerà più e che potremo riutilizzare nel futuro quando ne avremo di nuovo bisogno
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-1 # Manue 2016-12-07 22:46
Grazie carissima Gabriella! Da prendere profondamente in considerazione.
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