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Perma... che? Permacultura... con la U! (1 di 2)

Permacultura
Permacultura non vuol dire solo e semplicemente come "lavorare la terra", quindi seguire un manuale o una tecnica.
E' un atto di sperimentazione del sé rispetto alla NATURA, che richiede una forte volontà di vivere nella "cultura" del come e quando farne parte e in che contesto intervenire facendola diventare anche la propria personale "esperienza umana".
 
Permacultura è "permanente = durevole = inesauribile" e quindi anche in evoluzione, partendo da un principio base:
l'osservazione del luogo in cui si vive o si vuole vivere e.. ispirazione: connettersi con il luogo per trarne benefici reciproci.
 
 
soldati2Visto che già moltissimi scrivono di Permacultura, in questo articolo io rimando ognuno di voi a fare le proprie ricerche su questo argomento, che è molto dibattuto in rete con milioni di informazioni. Ce n'è per tutti i gusti. 
Tra l'altro Stefano Soldati docente di permacultura, propone sul web anche un'argomento a lui caro: le Case di Paglia (approfondisci qui).
 
Intendo invece associare a questo argomento a me caro le riflessioni per essere congruente con questo tema, che mi hanno portato a integrare dentro il concetto di Permacultura alcune nostre pratiche sostenibili.
 
In questi ultimi anni oltre a concentrarmi sul mio senso del Ben-Essere, mi sono anche avvicinato a tre pratiche fondamentali per il rispetto dell'ambiente: Stufe a Razzo con accumulo di calore (Vedi qui), Thermocompost per produrre acqua/aria calda (Vedi qui), Cupole Geodetiche (Vedi qui) per praticare attività agricole o umane.
cupola geodetica bambù - 1
Forse prossimamente anche le Case di Paglia.
 
 

Zona zero-zero

 

Principi-permaculturaInvece di esporre cosa è il corso di "Progettazione di Permacultura Partecipata" che il nostro amico Stefano Soldati verrà a fare presso di noi (Vedi qui)... invece di scrivere dei concetti che implica questo stile di vita... invece di entrare nelle spiegazioni tecniche di questo modo di pensare e praticare la sintonia con la Natura secondo i fondatori Bill Mollison e David Holmgren, vorrei fare una introduzione alla "zona Zero-Zero", che Stefano Soldati proporrà anche nel corso da noi, ed è proprio quell'argomento che spesso non viene trattato nei corsi di permacultura.
 
Il corso che io ho fatto con Stefano nel 2014, mi ha veramente stupito e commosso. E' stato ricco di forti emozioni, di giochi "strappa-sorrisi", di presenza e di conoscenza dell'altro. L'avevo sperato e senza saperlo, sono stato premiato con una grande apertura e sensibilità verso questa "zona".
L'abbiamo coltivata tutti insieme e come dice Stefano: "consiglio di praticarla già prima di partire per il corso"
 
Nel libro di Bill Mollison 'Introduzione alla Permacultura', la "zona zero" è definita freddamente come il centro delle attività in un progetto umano che coinvolge il mondo vegetale e animale. Questa può essere la casa, o, nel caso di un progetto a larga scala può essere un centro del paese.
Invece, la zona zero-zero prevede anche di comprendere, praticare e fare esperienze di consapevolezza nelle relazioni, nelle emozioni tra gli esseri umani... in quella casa o in quel paese!
 
Quel famoso equilibrio e rispetto, che moltissimi si vantano di praticare, non può essere solo limitato al rapporto con la natura vegetale o animale, ma anche con se stessi e i componenti della famiglia con cui si vive, che siano famigliari di sangue o conviventi scelti o anche semplici amici/ospiti. 

Esempio:
la differenza tra "essere vegani" identificandosi nel "giusto" tagliando fuori quelli "sbagliati",
e
"fare la dieta vegana" rispettando, accogliendo, accettando la persona che mangi, pensa e agisce diversamente,
è di fondamentale importanza.

Fare permacultura è anche apprezzare di vivere sotto lo stesso tetto rispettando i modi e i tempi di ognuno per i propri sentiti e scelte, utili ai cambiamenti e alla crescita sia individuale che di gruppo. Solo così la natura circostante e il progetto di permacultura può riuscire ad essere efficace e armonioso.
Secondo me, in una casa "nervosa" o vissuta con fatica e stress o vivendo cattive relazioni, è improbabile che possano nascere buoni pomodori o animali sereni!
Per la mia esperienza, prima di conoscere la permacultura è stato molto più efficace anzi necessario passare dall'agito che sviluppa e mette in pratica il pensiero zero-zero.
 
Diversi anni fa, forse 10, rimasi affascinato da Richard Buckminster Fuller quando lessi uno dei suoi più famosi aforismi. Questo aforisma divenne il mio fare.
 
Non cambierai mai le cose combattendo la realtà esistente.
Per cambiare qualcosa, costruisci un modello nuovo che renda la realtà obsoleta.
 
Sentivo questo modo di agire e di ragionare vicino al mio essere.
 
Oggi, nel 2015, dopo la mia ultima ed ennesima scoperta, mi sento sempre più in risonanza con lui e il suo pensare.
Quello che per me, in TempoDiVivere rafforza questo suo concetto è aggiungere l'aspetto umano e le sue emozioni.
 
Sono certo e lo stiamo dimostrando nel nostro progetto, che anche in questo ambito si può creare dentro di sé una “Permacultura delle relazioni”, una realtà nuova, migliore e rendere obsoleti i vecchi stati d'animo o le false convinzioni.
 
Vi aspetto ai nostri corsi, così ne parliamo a voce, così ci emozioniamo insieme ... ;)
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Continua a leggere la seconda parte ...
 
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Pubblicato in Vecchi articoli

Tags: vivere insieme, autocostruzione, workshop e corsi, permacultura, relazioni, cambiamento

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