RESILIENZA!! RESILIENZA!!

Resilienza: resisto dunque sono

Pietro Trabucchi, psicologo italiano esperto di discipline di resistenza, ha scritto un libro intitolato “Resisto dunque sono“.

Il tema portante di questo libro è la resilienza.

La resilienza è un termine che ritroviamo in diversi campi applicativi, dall’ingegneria, all’informatica, dalla psicologia, alla biologia.

La resilienza psicologica è la capacità dell’uomo di resistere alle avversità della vita.

Il significato di resilienza

Il termine resilienza deriva dal latino “resalio”, iterativo del verbo “salio”, che in una delle sue accezioni originali indicava l’azione di risalire sulla barca capovolta dalle onde del mare.

Tradizionalmente la resilienza è stata legata agli studi di ingegneria, nello specifico alla metallurgia, dove tale termine indica la capacità di un metallo di resistere alle forze impulsive che gli vengono applicate.

Nel recente passato il concetto di resilienza è stato approfondito anche in ambito psicologico. Nello specifico, in psicologia:

    la resilienza è la capacità di far fronte in maniera positiva agli eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà. È la capacità di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza perdere la propria umanità. Persone resilienti sono coloro che immerse in circostanze avverse riescono, nonostante tutto e talvolta contro ogni previsione, a fronteggiare EfficaceMente le contrarietà, a dare nuovo slancio alla propria esistenza e perfino a raggiungere mete importanti. Fonte Wikipedia.

    

Il concetto di reslienza può sembrare simile al concetto di "forza di volontà", in realtà si tratta di due cose profondamente diverse.

    La forza di volontà è quella che ti permette di perseguire i tuoi obiettivi con costanza e determinazione: è quella spinta che ti fa alzare ogni giorno alle 06:00 del mattino per andare a correre quando ti vuoi rimettere in forma; è quella capacità di dire no a Facebook & Co. quando devi studiare per il tuo prossimo esame universitario. Insomma, la forza di volontà viene prima del raggiungimento dei tuoi obiettivi, anzi ne hai maggior bisogno proprio all’inizio, quando tendi a procrastinare maggiormente.

    La resilienza è quella che ti permette di perseguire i tuoi obiettivi nonostante i continui “no”, le sconfitte, e gli inevitabili contrattempi della vita: è quella folle razionalità che ti fa rialzare per la centesima volta, consapevole che prima o poi raggiungerai il tuo obiettivo; è quella capacità di ristrutturare i fallimenti, considerandoli inevitabili tappe verso il successo. Insomma, la resilienza viene durante e dopo i tuoi obiettivi: durante, quando devi attingere a tutte le tue risorse fisiche e mentali per fare quell’ultimo miglio che ti divide dal traguardo, dopo, quando devi affrontare una momentanea sconfitta, dimostrando di essere in grado di risollevarti.

Se continui ad arrenderti alle difficoltà della vita, se ti senti perso nella tempesta della quotidianità, se ogni sconfitta per te è un attentato mortale alla tua autostima, beh… hai bisogno di allenare la tua resilienza.

La tecnica ABCDE

Uno dei paragrafi più interessanti del libro di Trabucchi “Resisto dunque sono” è quello sulla tecnica ABCDE. Questa tecnica è utile per prendere consapevolezza del fatto che il nostro comportamento e le nostre reazioni di fronte ad eventi negativi, non dipendono direttamente dagli eventi, ma dalla nostra valutazione di essi.

L’essere umano ha un potere inimmaginabile: qualsiasi evento gli accada è lui a scegliere che significato dargli e quindi quale reazione avere.

Siamo talmente abituati a reagire in modo meccanico agli eventi della vita, che abbiamo dimenticato questa nostra straordinaria abilità, essenza della resilienza.

La tecnica ABCDE serve a rammentarci questa abilità. Le lettere che danno il nome a questa tecnica non sono altro che delle iniziali:

    A di Adversity. La prima lettera sta ad indicare le difficoltà che possiamo incontrare nella nostra vita, gli eventi negativi su cui non abbiamo il controllo e che inevitabilmente accadono. Possono includere piccole “tragedie” come un esame andato storto, o difficoltà molto più rilevanti.
    B di Beliefs. La seconda lettera sta ad indicare le nostre credenze. L’insieme delle convinzioni che abbiamo maturato nel corso della nostra vita rappresentano il filtro attraverso il quale percepiamo la realtà. La nostra percezione della realtà infatti è sempre soggettiva, così come le nostre reazioni. Per approfondire il tema della convinzioni, ti suggerisco di leggere questo articolo.
    C di  Consequences. La terza lettera del modello sta ad indicare le nostre reazioni emotive e fisiche agli eventi. Come avrai potuto capire, tali reazioni sono sempre la somma dell’evento e delle nostre credenze.
    D di Discussion. Le prime 3 lettere indicano la normale sequenza adottata dalla nostra mente di fronte ad un evento. Con la lettera D entra in gioco la resilienza. Quando siamo in grado di mettere in discussione le nostre reazioni irrazionali, iniziamo a riprendere il controllo della nostra vita.
    E di Effects. A differenza delle reazioni (consequences) gli effetti derivano dalla nostra messa in discussione delle nostre credenze. Se spesso sentiamo di non avere il controllo sulle nostre reazioni, gli effetti, in quanto risultato di un processo di rielaborazione della nostra mente, sono pienamente sotto il nostro controllo.

Allenare la nostra resilienza significa dunque porsi continuamente una domanda di fronte agli accadimenti della vita: “Cosa c’è di buono in quello che sta succedendo?“, ovvero “Qual è il miglior significato che posso attribuire a quanto sta accadendo?“

Inizialmente questo esercizio può sembrarti la classica minchiata da “pensiero positivo”, ma se opportunamente applicato, ti permetterà di riprendere in mano il timone della tua vita, tirando fuori il meglio da ogni evento e decidendo in prima persona quelle che saranno le tue reazioni.

liberamente tratto dal blog efficacemente.com e da P.Trabucchi "Resisto dunque sono"

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Pubblicato in Blog di Katia Prati

Commenti   

0 # Andrea Cusati 2012-07-24 08:51
Non sono del tutto concorde con la definizione di resilienza che si dà qui. Io credo di averla intesa più come un vivere in modo da non essere dipendenti da cose che non puoi crearti tu con le tue mani. Infatti lessi della resilienza nel Manuale della Transizione di Rob Hopkins il quale sosteneva che per come viveva il popolo della Valle di Hunza, cioè in maniera ecosostenibile e naturale, se anche ci fosse stata una crisi mondiale non la avrebbero avvertita minimamente. Noi oggi dipendiamo molto, ad esempio, dal petrolio. Credo sia importante vederla più così perchè si può vivere senza dover lottare coi denti tutti i giorni secondo me, la vita può essere più semplice e migliore, specie con le conoscenze di oggi.
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