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Viaggio nel ThermoCompost... tra letame di cavallo

Creare acqua calda a 60° senza TermoSolare

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nuova Missione in Esplorazione ...

... verso la conoscenza pratica, utile a raggiungere un nuovo Obiettivo per il nostro Casale di TempoDiVivere:
* Apprendere come ottenere acqua calda a 60° GRATIS per 12-18 mesi da utilizzare nell'impianto di riscaldamento termosifoni e Acqua Calda Sanitari del Casale.
* Produrre un ottimo HUMUS per i terreni circostanti.
* Eventualmente cominciare anche la sperimentazione per produrre BioGas.
Tutto questo vuol dire abbattere totalmente i costi GPL (acqua sanitari + fornelli) e quelli della legna per la Stufa collegata al riscaldamento termosifoni.

5 ore di auto per arrivare, da Marano sul Panaro, dove ha sede l'associazione TempodiVivere, che è anche "casa mia" e di Andrea (il mio comunardo di viaggio), per arrivare a frequentare il corso di Thermocompost (ThC), della durata di 3 giorni, fatto in provincia di Rieti, in montagna a 750 mt di altitudine, in mezzo a un paesaggio mozzafiato, davanti alle cime del Parco Nazionale d'Abruzzo.
Il docente Andrea Brugnolli e Miguel ci aspettano insieme agli altri corsisti, che hanno già iniziato i lavori. Il corso si fa a casa di Miguel, un mega casale di montagna, con terreni e boschi e laghetto, mucche e cavalli. Questo luogo si chiama Tularù (vedi Facebook). Questo nome era il grido della nonna di Miguel che chiamava a pranzo i familiari che erano fuori a lavorare nelle campagne. Arriviamo in ritardo di un paio d'ore, c'eravamo persi forse distratti dalla stanchezza e dalle chiacchiere. Brugnolli è lo specialista dei Cumuli di ThermoCompost, ha una pratica e un'inventiva stupefacente. Lui, di corsi pratici e di cumuli, ne ha già fatti diversi, uno anche all'EcoVillaggio ALCATRAZ di Jacopo Fo'.
Brugnolli ha formato molte persone interessate a questo argomento.
E' un tema estremamente caro a noi di TdV, per tanti motivi, tra cui il principale è l'auto-produzione energetica.
L'auto-sostentamento energetico è un tema "scottante" sul mercato delle Energie Rinnovabili e le modalità per ottenerlo sono molto dibattute, sia per questioni etiche, economiche e sostenibili per l'ambiente. Questa è una delle soluzione che in questo momento mi intriga di più. Dal momento che su internet ho visto il video di Brugnolli su come si realizza il ThermoCompost e ho apprezzato la sua efficienza energetica, l'ho contattato ... poi è venuto a trovarci e adesso stiamo andando ad un suo corso.

brugnolli thermocompost tempodivivere 300x169Andrea Brugnolli spiega il ThermoCompost

fiore 1un po' di tecnica

La prima cosa che potrei affermare è:
un comune sistema TermoSolare (acqua calda prodotta dal Sole, quelli per intendersi, con impianti appoggiati in genere sul tetto) è necessariamente legato alla presenza del sole, quindi ... NO sole = NO acqua calda (né per i termosifoni né per acqua sanitari) ... e questo al nord, potrebbe anche voler dire molti giorni, invece nel caso del ThermoCompost si ottengono periodi continuativi per tutto l'anno con qualsiasi condizione meteo (notte, freddo, nebbie, sole, pioggia, ecc...).

Inoltre per questo nuovissimo sistema, il prodotto di scarto ottenuto alla fine del ciclo dei 12-18mesi è un ottimo e abbondante Compost Vivo (HUMUS dei Templari) utilissimo per rivitalizzare i terreni maltrattati o impoveriti. Si parla dei Templari e del loro preparato per la pacciamatura (distribuzione di uno strato di almeno 7 cm di humus sulla superficie da seminare) nell'articolo linkato qui sotto. Comunque in rete ci sono molti altri siti che ne parlano.
I Templari non lo utilizzavano come fonte di energia ma solo per produrre dell'ottimo HUMUS.
fonte da selvatici [ ... Il composto dei templari è anche conosciuto come “composto vivo di arbusti” al contrario di composti prodotti con materiali morti in partenza: scarti di cucina, letami, segatura, ecc. o anche come metodo “Jean Pain” conosciuto per i suoi esperimenti sul biogas derivato dal composto. Il principio nato dall’osservazione, è molto semplice: occorre rendere alla terra la sua fecondità, cioè riportargli l’humus che secoli di produzione hanno estinto. Si deve ricreare il ciclo naturale; non distruggere gli insetti che hanno tutti una loro utilità e che lavorano per noi oltre a cercare di mantenere la continuità della catena biologica per non creare disequilibri. La foresta è un valido esempio; tutto è simile a come era all’inizio, è un insieme armonioso, nessuno ha mai visto annaffiare la foresta eppure tutto cresce e gli alberi diventano centenari se l’uomo lo permette. La foresta non ha bisogno di nessuno, fabbrica il suo humus da se, gli insetti ci vivono bene e i predatori si incaricano di mantenere l’equilibrio.
La stessa cosa può succedere con il nostro orto:
le piante possono e devono cavarsela da sole: lasciate a se stesse capteranno la più piccola goccia di rugiada, si ripareranno dai rigori climatici ripiegandosi su se stesse e avranno un ottima resistenza purché il suolo che le nutre sia ricco in humus vivente
 ...]

fiore 2il compostaggio del "non fare"

templari thermocompost tempodivivereQuesta tecnica permetteva ai Templari di non lavorare la terra (nel senso che nessuna aratura era fatta).templari thermocompost tempodivivere
Molte persone si relazionano al compostaggio come un grande rituale considerato faticoso, proprio perché non sanno usarlo.
templari thermocompost tempodivivere La dipendenza che si ha dal compost, per arricchire il terreno, ha fatto nascere molte ricette e molte tecniche e, tutte, richiedono un notevole lavoro.

Se pensiamo all'obsoleto e vecchio sistema di rigirare le zolle, quello è uno stupidissimo modo per impoverirle portando in superfice tutti i microrganisi utili a rafforzare la terra, fino a renderli deboli e poveri di nutrimenti.
Il colpo di grazia poi ... è cospargere i terreni con letame ad alta concentrazione di azoto. Tutto questo lavoro e fatica, solo per ottenere qualità scadente dei prodotti e consumo inutile di petrolio. Alla fine, per rinforzare e proteggere la terra, poi vengono usati ancor più stupidamente i concimi chimici e pesticidi.

Con l’agricoltura sinergica questa dipendenza si perde poiché andiamo a ricreare la fertilità di un suolo selvaggio. Il nostro rapporto con il compostaggio diventa, quindi, semplicemente dare ai rifiuti organici un posto dove possano fermentare per trasformarsi in humus. Questo può essere fatto senza alcun lavoro. C’è il compostaggio dei templari, questo può essere chiamato il compostaggio del “non fare”.

Oggi inoltre, con le nuove conoscenze in campo energetico, possiamo utilizzare questa saggia e antica pratica, anche come "generatore biologico di energia" cioè, acqua calda e produzione di BioGas. Dietro questa definizione un poco generica si nasconde una grande idea, sviluppata e praticata dal francese Jean Pain (1928-1981), un agronomo che per primo l'ha messa in pratica in Provenza. Si dice anche che si è appropriato il merito di questa innovazione senza mai indicare che sono i Templari che lo hanno stimolato e che hanno consegnato ai posteri i primi insegnamenti per realizzare un progetto "naturale" per sostenere gli interventi umani in agricoltura.

L'idea è, in sintesi, far decomporre materie organiche tramite una processo naturale – il compostaggio – per ricavare energia (calore + gas combustibile) e compost, un terricciato eccellente come fertilizzante in agricoltura e giardinaggio. In questo modo, Jean Pain ha chiuso in modo perfetto il cerchio della ecosostenibilità, senza ricorrere alla combustione della biomassa e senza generare rifiuti da smaltire.
Il tutto, senza dover ricorrere a tecnologie avanzate o grandi investimenti:
un sistema perfetto, sotto l'aspetto della ecosostenibilità, e praticabile su vasta scala da molti, se non da tutti. Oggi i tempi sono maturi per realizzare nuove esperienze e apportare miglioramenti sui principi base, per dare forza alle reti di migliaia di lavoratori eco-consapevoli, quelli delle economie solidali che stanno ripopolando le terre con coltivazioni più sostenibili.

fiore 3realizzare un Thermocompost a costo zero

Nel mondo degli Ecovillaggi e in genere anche nel mondo dei RES (Reti di Economia Solidale), esiste un modo per affrontare alcune realizzazioni pratiche nel luogo dove si vive.

Non fare da solo ciò che potresti fare in tanti!

Che vuole dire anche:
non investire da solo quando anche gli altri vogliono partecipare alla tua realizzazione tramite un corso, quindi diventano investitori loro stessi e acquisiscono l'esperienza per ripetere a casa loro l'esperienza applicando gli stessi principio. E' un processo virale che nella esecuzione di progetti pratici ... funziona! Uno dei vantaggi di far parte delle reti solidali è proprio questo.
Questo vale anche nel caso del ThermoCompost. I costi che andremo ad affrontare per la realizzazione del nostro impianto saranno ampiamente coperti dai corsi che andremo a fare nel corso degli anni a venire. Già dal primo anno dovremmo andare in pareggio con i costi investiti. Ogni anno vorremmo fare almeno due corsi per 2 impianti alternati.

Mi immagino già, le solite obiezioni che scattano in casi di innovazioni eco-sostenibili, "ma se è così facile, perché non lo fanno tutti ..." oppure "perché nessun giornale o televisione ne parla ..." oppure "sono centinaia di anni che ariamo la terra ...", la risposta è implicita e scontata, come dimostra anche il fatto che ancora nessuno ha l'intenzione di costruire e produrre in serie un auto senza carburanti petroliferi, nonostante ci siano tutte le tecnologie per farlo.
Provate a mettere in strada una auto che va ad acqua e poi ... vi arriveranno le risposte che cercate per questa innovazione!

Questo sistema promette moltissimi vantaggi, anche la produzione di BioGas!
Questi vantaggi li vogliamo a casa nostra, nella nostra vita e in quella di tutti coloro che vorranno condividere questi progetti in OpenSource (condividere idee, progetti, sperimentazioni, persone, ingegno ecc... senza bisogno di brevetti o esclusive di produzioni !!!)

thermocompost tularù 300x401 Ecco perché ne è valsa la pena fare tutte quelle ore di viaggio e aver pestato merda di cavallo e travasato con i secchi decine di litri di particolato (liquidi altamente concentrati di microorganismi attivi) per qualche ora.
Premetto che al nostro Casale TdV faremo il corso, realizzeremo il nostro cumulo insieme ai corsisti che verranno da noi. Molto presto proporremo la data nel nostro calendario. Per chi volesse già prenotarsi e/o essere informato sulle modalità e sulle moltissime altre informazioni può già farlo commentando qua sotto del suo interesse. Divulgherò le notizie su un sito che andremo a creare appositamente per questo scopo.

fiore 4gli altri lo chiamano "lavorare"!

Dopo la stanchezza del viaggio di andata, io e Andrea, ci siamo messi subito a lavorare nella pratica ... gli altri corsisti compreso il docente Brugnolli avevano già sistemato delle pietre in fondo alla vasca dove il cumulo verrà poi successivamente rialzato fino a 3 metri di altezza, tra ramaglie vive cippate (rami fini appena potati e sminuzzati) più letame di cavallo e acqua. La base del cumulo è di 2,5 mt per 2,5 metri. Subito vengono fuori problemi organizzativi sull'approvvigionamento necessario dei materiali richiesti da Brugnolli.
Mi preoccupo un po' e sento dentro di me un calo di entusiasmo.
Manca il cippato, perché la macchina acquistata per l'occasione è troppo piccola e lenta (forse di produzione cinese), per cui già in partenza sappiamo che non finiremo tutto il cumulo. Decidiamo tutti insieme di mettere tra i primi due piani del cumulo, solo due serpentine di poliuretano in cui scorrerà alla fine ACS (acqua calda sanitaria).
Tra mugugni e perplessità, tutti quanti riprendiamo l'opera in modo ultra organizzato. Brugnolli in questo è uno stacanovista organizzato, anche con niente, trova sempre il modo di motivare e ideare soluzioni nuove.
Il suo modo di vivere il gruppo mi piace moltissimo. Mi risuona moltissimo e mi ritorna l'entusiasmo, trovo in lui e negli altri una bella energia di gruppo. Andrea aveva preferito in varie occasioni, dedicarsi alla cucina. Dalle esperienze fatte al Casale TdV sapeva già che in queste occasioni avremmo mangiato tardi se nessuno avesse provveduto a preparare il pasto in cucina. Forse senza di lui nemmeno avremmo mangiato comodi, sereni e con gusto. Tutti gli hanno fatto i complimenti e sono rimasti ultrasoddisfatti dei pasti. Voglio riconoscere ad Andrea un grandissimo merito per questo sua scelta organizzativa. In fin dei conti lui ha fatto quello che gli piaceva di più e tra varie puntate in mezzo a noi, ha anche trovato il tempo per preparare un pranzo ed una cena e qualche merenda mentre io mi occupavo degli aspetti tecnici teorici e pratici della preparazione del cumulo.
Dopo la prima giornata, ho ritenuto ottimo il lavoro fatto da tutti, mi sento molto soddisfatto, soprattutto per aver scambiato molte informazioni con tutti e direttamente con Brugnolli, con il quale ci siamo accordati sulla volontà di fare un corso presso TempoDiVivere o presso il Comune di Marano sul Panaro per scaldare la loro palestra vicino all'isola ecologica.

In serata ci vediamo dei video molto interessanti su Jean Pain e, in seguito ci sono dei bei confronti molto costruttivi tra corsisti e il docente. La seconda sera riesco a spiegare ai corsisti anche il mio progetto della Rochet-Stove ad accumulo di calore. Vedo molto interesse tra tutti i presenti, compreso il Brugnolli che mi aveva ceduto per un'ora il posto di docente per l'occasione. Durante e alla fine dei 3 giorni mi sono caricato molto sul come procedere per fare conoscere a più persone possibile questa tecnica.

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Antonio che spala merda! ico smile

fiore 5io la chiamo ... passione per imparare a creare

Parlo molto con Brugnolli della possibilità di creare un sito apposito e concorda con me sulla divulgazione e sulla reciproca collaborazione. La mia esperienza per le innovazioni ha fiutato anche questa volta una tecnologia ancora sconosciuta a molti, a moltissime aziende agricole, a molti Ecovillaggi e Comunità, a moltissimi comuni che bruciano o smaltiscono le ramaglie delle isole ecologiche in modo antiecologico e dispendioso a livello economico. Mi sento pronto per affrontare un nuovo percorso di conoscenza e condivisione con le Reti di Economia Solidale a cui fanno parte moltissimi produttori agricoli. Brugnolli è da solo a promuovere tutto questo, è in procinto di scrivere un libro e siamo d'accordo che potremmo fare un buon lavoro di collaborazione integrando le sue esperienze in materia e le mie di marketing e promozione virtuale, anche attraverso corsi, fiere e workshop, promosse presso TdV e/o in giro per l'Italia. Io e Andrea torniamo a casa arricchiti di esperienze personali e tecniche, chiacchierando in auto nel ritorno a casa progettiamo e sogniamo ad occhi aperti. Dal sogno alla realtà è un tema che proponiamo anche nei nostri corsi di Scollocamento Solidale che facciamo presso TdV. Per cui, il prossimo passo è fare diventare reale e alla portata di tutti le tecniche per auto-costruirsi il proprio ThC. 

Come scaldare un'intera piscina
o una serra senza combustione!

 

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ricerca, sperimenta e crea in prima persona per scoprire anche TU ...
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Pubblicato in Vecchi articoli

Tags: autocostruzione, thermocompost, energie rinnovabili, workshop e corsi, permacultura, autoproduzione, cambiamento

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