Autostima

Autostima

L'Autostima è l’immagine che ciascuno di noi ha di sé, che ci costruiamo fin dall’infanzia e che è la risultante della combinazione di vari fattori.

“Possono perché credono di potere"

Virgilio

L’autostima non è un concetto statico: essa continua a modificarsi nel corso della nostra esistenza e ad alimentarsi attraverso le esperienze di vita, i successi, i fallimenti, i feedback che riceviamo e il modo in cui tutto ciò viene da noi vissuto e percepito.

Da piccoli interiorizziamo ciò che l’ambiente in cui viviamoci comunica su noi, le opinioni che gli adulti hanno nei nostri confronti e può accadere che cominciamo a considerarle realtà oggettive. Il risultato di questa interiorizzazione è che, anche quando tali figure non sono più fisicamente presenti, è come se continuassimo a sentire le loro voci, le loro critiche, i loro commenti dentro di noi. Il problema nasce nel caso in cui questa sorta di “dialogo interno” sia denigratorio, esageratamente esigente e giudicante: questo ci provoca sensazioni spiacevoli, ci fa sentire inadeguati e ci porta a giudizi negativi su noi stessi.
Se abbiamo un’immagine di noi come persone con scarse qualità e capacità, ogni volta che ci apprestiamo ad affrontare un compito lo facciamo con un approccio poco convinto, del tipo: “Tanto è inutile”, “Tanto andrà male come sempre”, “Non credo di essere capace”. Questa condizione probabilmente ci porta a non impegnarci troppo, “Tanto è inutile..”, a partire sfiduciati e poco reattivi e a fallire davvero, confermando, anzi rinforzando e alimentando nuovamente quell’immagine negativa di partenza, le profezie auto-realizzanti.
Quindi è facile che la nostra esperienza sia quella di frequenti fallimenti e rari successi: ciò può essere tra le cause di una autostima bassa.

L’autostima quindi scaturisce dai risultati delle nostre esperienze confrontati con le aspettative ideali, nostre o di altri per noi.

Se, ad esempio, dai genitori o da altre figure di riferimento, arrivano costantemente dei messaggi di perfezionismo, di successo, dentro di noi potrebbero formarsi un “ideale di sé” e degli standard di comportamento ideale che possono causare grande insoddisfazione, poiché troppo lontani dal “sé reale”.
In questi casi sarebbe molto utile individuare le fonti di questi standard poco realistici, al fine di prenderne coscienza e iniziare a ridimensionarli.

Altro problema sorge quando l’unica fonte di “nutrimento” per la nostra autostima è l’approvazione altrui, che sicuramente è importante e fa piacere a tutti, ma se ne siamo troppo “dipendenti”, rischiamo, nel caso tutto questa non arrivi, di sminuire l’immagine che abbiamo di noi stessi e del nostro valore. Il nostro valore appunto. E nostro dovrebbe essere anche il parametro con il quale lo misuriamo, poiché ciò che vale per noi può essere diverso da ciò che vale per una qualunque altra persona, in quanto i significati e le interpretazioni di uno stesso avvenimento o oggetto che sia, sono sempre soggettivi.
Quando ci svalutiamo e la nostra autostima si riduce, possono venire a mancare anche motivazioni, spirito di iniziativa, aspirazioni e dunque il rischio di circoli viziosi negativi.

L’autostima infatti incoraggia all’auto-potenziamento, alla base del quale c’è l’auto-approvazione.

Bassa stima di séCredere in se stessi ci aiuta a superare momenti difficili e di scoraggiamento e ad accettarsi per quello che si è, con pregi e difetti e ci permette di non fare a noi stessi richieste inadeguate ed esagerate.
Dovremmo ricordarci spesso che nessuno è immune da errori e da fallimenti e che l’auto-accettazione è fondamentale per un buon livello di autostima.
Una persona con bassa autostima spesso se la prende molto se viene criticata e tende a dare poca rilevanza ai giudizi positivi che riceve dagli altri, rimanendo focalizzata sui propri difetti reali o immaginari. E’inoltre portata a prestare eccessiva attenzione ai propri difetti quando parla con altri e ad attribuire i successi alla fortuna e gli insuccessi o presunti tali alle proprie mancanze. Ciò comporta anche una difficoltà nel godersi i propri meriti, una certa tendenza a darli per scontati, se non addirittura a non notarli!

E’ importante capire che, se la stima o la disistima di sé è qualcosa che abbiamo appreso e costruito, possiamo anche gradualmente apprendere dei comportamenti nuovi, degli atteggiamenti e delle modalità di pensiero diversi, cercando di prendere maggiore consapevolezza riguardo a noi stessi, al nostro dialogo interno e lavorandoci sopra.
Importante è anche allenarsi a riconoscere i nostri pensieri negativi e imparare a gestirli e a modificarli prima che si trasformino in fatti concreti.

Spetta a noi modificare la nostra vita, prendere atto dei nostri bisogni, delle nostre peculiarità che ci rendono “unici” e che non sono necessariamente difetti, ma semplicemente le nostre caratteristiche, che saranno sicuramente diverse da quelle di un’altra persona ma non per questo inferiori.

Esercizio

Il potere del pensiero

1) Assicurati di avere un certo spazio attorno a te, resta in piedi, tenendoli a circa venti centimetri l'uno dall'altro, alza il braccio della mano dominante e punta il dito dritto davanti a te.
2) Ora, tenendo i piedi ben fermi a terra, inizia a torcere il busto lentamente, tenendo il braccio alzato e il dito puntato in avanti, mentre lo vedi scorrere sullo sfondo, fino a che avrà raggiunto il punto di massima torsione.
3) Memorizza adesso bene il punto esatto verso cui il tuo dito sta puntando e ritorna, sempre lentamente, nella posizione iniziale; lascia quindi scendere il braccio.
4) Ora chiudi gli occhi e ripeti mentalmente tutto quello che hai appena fatto,
immaginando di arrivare questa volta a puntare il dito venti centimetri oltre il
punto che hai poc'anzi raggiunto; ritorna quindi, sempre con l'immaginazione,
nella posizione iniziale.
5) Ora riapri gli occhi e fallo realmente.

Sei riuscito a raggiungere il punto che avevi immaginato, venti centimetri oltre il precedente? Probabilmente sì. Come hai potuto farlo?
Semplicemente immaginandolo!
Questo è il potere dei tuoi obiettivi definiti in modo sensoriale! Questo è credere che riuscirai a fare, perché vali!

 

 

La corsa sfrenata di ogni giorno ci può portare ad arrivare primi dove non vogliamo arrivare, diventare le persone che non vogliamo essere e probabilmente ad arrivare primi senza le persone che vorremmo accanto e che sono veramente importanti per noi.

Allora fermarti un attimo e decidi dove vuoi arrivare, che persona vuoi essere, cosa vuoi realizzare nella tua vita e perché.

Spesso ci ritroviamo a:

  • non entrare in azione per raggiungere quello che desideriamo oppure a mollare la spugna appena si presenta un problema perché ci sentiamo insicuri, inadeguati oppure incapaci ad affrontare la situazione, impedendo a noi stessi di costruire la vita che desideriamo e di diventare le persone che vogliamo essere.
  • prendere decisioni non per il nostro bene, bensì in base alle aspettative degli altri oppure in funzione delle loro conferme sul nostro valore e le nostre capacità.
  • vivere la quotidianità nella noia e nella demotivazione.
  • tenere comportamenti in balia di eventi esterni oppure di stati d'animo passeggeri e mutevoli.
  • stare male perché permettiamo agli altri di ferirci profondamente e di toglierci tutte le energie e l'entusiasmo di vivere
  • sentirci inadeguati e insicuri nei diversi contesti rinunciando a grandi sogni e rimanendo nella mediocrità piuttosto che far decollare la nostra vita affettiva e lavorativa.

Per abbattere la paura del giudizio degli altri, la paura di non farcela, la paura del rifiuto, la paura di sbagliare, la paura di prendere decisioni sbagliate e convinzioni limitanti su te stesso, per sentirti sicuro e capace di prendere il controllo della tua vita.

Per acquisire strumenti potenti per sprigionare una profonda e continua passione ed entusiasmo ogni giorno che nascono da un senso e significato profondo di ciò che fai e ciò che provi.

Per imparare a prendere decisioni in coerenza con ciò che è veramente importante per te, al fine di realizzare la vita che desideri.

Per apprendere come accedere a stati emotivi potenzianti e costruttivi come forza, determinazione, coraggio, tenacia, coerenza velocemente e facilmente e come evitare di accedere a stati emotivi depotenzianti, limitanti.

Per apprendere come non farsi ferire dagli altri e prendere decisioni per il tuo bene.

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Pubblicato in Crescita Personale e Relazioni

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Martina3710
Anche questo articolo potrebbe aiutarvi :) http://happily.it/come-non-lasciarsi-ferire/

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