Blog di Gabriella Oliva

Chi è...Gabriella

gabriellaCiao, sono Gabriella, sono del 1953, divorziata, due figlie grandi e nonna. Milanese di nascita, Emiliana di adozione.

Avevo un buon lavoro, nell’azienda di famiglia, soldi in abbondanza, un marito, una famiglia, tanti amici, una bella casa, avrei dovuto essere felice, ma ero insoddisfatta...

L’inizio del mio viaggio

Il Primo passo verso la definizione e, in seguito, il raggiungimento dei miei obiettivi:

Capire ciò che conta veramente, cosa voglio per me e dalla mia vita.

Dopo tanti anni di grande metropoli, ho scelto una miglior qualità di vita, lontana dal caos, dal vuoto dei rapporti, dall’indifferenza, alla ricerca di una vita vissuta nella sua pienezza, attraverso il contatto con la natura, la gente e L’AMORE … per la vita, per me stessa e per gli altri.

Una strada in salita, sicuramente non facile, un’esperienza personale di dolore, di perdita, di delusione, di fallimento, di solitudine, di paura, di sofferenza, di rimpianto, il dover ricominciare dopo un divorzio, le difficoltà di comprensione e di rapporto con le figlie, il senso di vuoto, dopo fallimenti lavorativi e conseguenti crolli economici, sommersa dai debiti, situazioni che mi hanno fatto sentire incapace, e “persa” … “terremoti” della vita …

… guardando e imparando dagli errori, riuscendo ad andare avanti, sempre nel tentativo di costruirmi una vita migliore e soddisfacente … attraverso un cambiamento di “visione” della vita …

Se vuoi contattarmi

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Nevica fuori e dentro

Da quanto tempo nevica, per la mia percezione … da troppo tempo?

Ogni mattina mi sveglio e, prima di aprire gli occhi, ascolto se, da fuori, arrivano rumori che mi dicano che ha smesso di nevicare, apro gli occhi, guardo fuori, tutto è bianco, i rumori sono ovattati, mi affaccio, nevica, ancora.

La neve, una volta, quando ero bambina, mi piaceva, mi entusiasmava pensare che sarebbe nevicato, durante la notte e, la mattina, dalla finestra di camera mia avrei visto che tutto era coperto di bianco, forse avrei saltato la scuola, forse sarei andata a giocare con gli amici a palle di neve o forse saremmo andati in montagna a sciare… meraviglia!

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E' successo anche a me

Sessanta cinque anni, tra poco.

A 40 anni ho iniziato a sentire la differenza, mi sono resa conto che gli anni passavano e la mia efficienza non era più quella di prima, mi sentivo meno veloce nel fare le cose, spesso mi stancavo prima e l’osservazione dei cambiamenti che, naturalmente, avveniva nel mio corpo, all’inizio mi faceva star male, mi era difficile accettarli. Poi, col trascorrere degli anni, è diventato tutto più semplice, sia l’osservazione che l’accettazione di ciò che accadeva in me, riuscivo a guardare al cambiamento con naturalezza e ad affiancare a ogni perdita, un vantaggio.

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Un anno impegnativo

Da un mese è terminato quello che è stato per me un anno molto impegnativo, doloroso e destabilizzante.

Spesso le persone che mi conoscono (poco), credono che non abbia mai problemi o momenti di difficoltà, che non conosca l’insicurezza, la sofferenza, lo sconforto o la paura, forte come sono della mia instancabile motivazione! E credo che a molti piaccia, e serva, pensarmi così, in modo che io continui a rappresentare un’immagine a cui ispirarsi… ma, così facendo dimenticano che sono soprattutto… una persona, un essere umano!

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