Blog di Katia Prati

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Chi è..Katia

Già, chi sono?

Ci sarebbero mille definizioni da darmi, ma rimarrebbero appunto tali...definizioni, aggettivi, nomi...esercizi grammaticali riduttivi...parole e basta.

Ma io sono di più di questo...sono me stessa...adesso posso dirlo...

"[...]ho smesso di chiedermi:
"Se potessi essere chiunque, chi vorrei essere?".
Adesso la risposta è ovvia.
Voglio essere ME STESSO!" (B.Lipton)

Ma non è sempre stato così, prima io non agivo da "me stessa"...

Il volto della paura

Sto perdendo la percezione del tempo e inizio a chiedermi se sia un bene o meno.

Quelle poche routine che avevo sono andate a farsi fottere e ora ci sono giorni in cui mi sembra di non aver fatto nulla e altri in cui ho infilato, una dietro l'altra, attività che in altri momenti avrei pensato impossibili da portare a termine in una settimana!

Tutto questo per dire che qualche settimana fa (credo), dopo giorni in preda a un'ansia non ben identificabile che mi teneva sveglia anche la notte, ho deciso finalmente di farmi aiutare e ho preso il coraggio per partecipare a un bellissimo incontro tenuto da Gabriella Costa chiamato "Il volto della paura".

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Autoproduzioni e libertà

Ermanno ed io abbiamo cominciato ad autoprodurre anni prima di iniziare a vivere in Ecovillaggio.

In principio si trattava di poche e semplici cose per lo più alimentari (pane, seitan, biscotti, torte, pizza, pasta), mentre per tutto il resto continuavamo a servirci dei supermercati, bio e non.

Quando abbiamo iniziato a interessarci maggiormente della qualità di ciò che mangiavamo o usavamo per la nostra igiene, le nostre spese settimanali sono diventate veri e propri pellegrinaggi.

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Ho scelto di Vivere

Se il versamento pericardico prima e quello pleurico poi non mi avessero dato il forte disagio del dolore, probabilmente, la situazione sarebbe evoluta in qualcosa di difficilmente recuperabile!!! 

Samuele mi dice con un sorriso dolcissimo che tutto si può guarire, e che la cosa fondamentale è rispettarsi, accogliersi. Se in questo momento la paura che provo è tale da non permettermi di arrivare al mio centro, allora è meglio prendere quelle medicine e farlo con lo spirito di chi ha deciso di prendersi cura di sé, di medicare prima il corpo per poi, con più tranquillità, andare ad ascoltarsi in modo pulito.

Le sue parole sono un balsamo che lenisce il bruciore di una ferita profonda.

Dopo il confronto con Samu, tutto mi appare in una prospettiva diversa: Ce la posso fare!

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