Blog di Katia Prati

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Chi è..Katia

Già, chi sono?

Ci sarebbero mille definizioni da darmi, ma rimarrebbero appunto tali...definizioni, aggettivi, nomi...esercizi grammaticali riduttivi...parole e basta.

Ma io sono di più di questo...sono me stessa...adesso posso dirlo...

"[...]ho smesso di chiedermi:
"Se potessi essere chiunque, chi vorrei essere?".
Adesso la risposta è ovvia.
Voglio essere ME STESSO!" (B.Lipton)

Ma non è sempre stato così, prima io non agivo da "me stessa"...

Fermate il mondo...voglio scendere

Ok, fatemi la cortesia...oggi non rompetemi le balle.

Oggi non stressatemi con discorsi articolati, con parole difficili, con concetti difficili da cogliere...oggi, no, non mi va.

Mi sono accorta che si fa una gran fatica a ritrovare se stessi, ma che questo ri-conoscersi è una condizione instabile e che, come su un ottovolante, quando credi di essere arrivato in cima, di avere una visione nitida del Tutto, poi di colpo riprecipiti giù.

..insomma, ci sta, non ne faccio un dramma...ma posso almeno dire "CHE DUE PALLE!!"? Concedetemi il turpiloquio liberatore, perchè oggi mi va così....

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"A.A.A. cercasi consapevolezza disperatamente..."

Ieri ho inserito qui sul sito un articolo che spiega cosa sono le scie chimiche.

Rispondendo ad un commento di Antonio mi sono resa conto di quanto sia importante SAPERE e COMPRENDERE davvero ciò che accade nel mondo, non per lasciarsi abbattere dal senso di inelutttabilità, ma per rendersi consapevoli del fatto che solo essendo al corrente si può cercare di andare oltre quel muro di gomma fatto di cronaca nera e politica da fiction che ci stanno costruendo attorno.

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...di quando Pietro mise grembiule e ciabattine

Ieri, Pietro: "Mamma, oggi Miiam (ndr: Miriam, la maestra) era abblata", Io: "Perchè, amore?", Pietro: "Pecchè ho pianto", Io: "Ti ha sgridato perchè piangevi?", Pietro: "...nooo"

Pietro ha quasi 3 anni e mezzo, non parla ancora benissimo, ma capisce tutto, con la testa di un bimbo della sua età. Quella di ieri è stata la primissima volta in vita sua in cui, senza essere incalzato, mi ha voluto raccontare qualcosa della sua giornata all'asilo.
L'asilo, "La casa dei bimbi", come lo chiama lui, un posto che non ama, anche se poi, una volta lì, cerca di sfruttare al massimo la situazione forzata e, alla fin fine, ci si diverte pure.

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