Crescere insieme ai figli che crescono

Genitori e Figli, due mestieri difficili
Crescere insieme ai figli che crescono
Insieme si impara
Crescere insieme per crescere meglio

Oggi più che mai, è molto importante imparare a leggere con occhi diversi i bisogni dei figli e riconoscere che non siamo solo genitori, soprattutto in quest’epoca in cui i salti culturali tra generazioni sono molto più "innaturali"

Oggi voglio creare un’opportunità di riflessione e confronto, per permettere ai genitori e ad ogni adulto che riconosce i BAMBINI come Patrimonio e Futuro dell’umanità di sviluppare pensieri, atteggiamenti, capacità e comportamenti più sani ed efficaci affinché i propri figli possano “far schiudere il seme che è in loro e farlo diventare un albero rigoglioso, carico di fiori profumati e di frutti succosi e saporiti, a vantaggio di tutto il Pianeta”

genitori2Attraverso queste mie riflessioni vorrei stuzzicare e risvegliare le risorse umane di adulti e bambini, ampliare cioè quel grande patrimonio di capacità e di intelligenze, racchiuso in ogni essere umano che ha bisogno di terreno (ambiente umano socio-culturale) e di concime (stimoli appropriati) per venire alla luce e diventare ricchezza disponibile per la collettività, in funzione anche della salvaguardia del Pianeta.

Quando un bambino, adulto di domani, non riesce ad esprimere e a sviluppare pienamente le sue potenzialità, la collettività tutta si è impoverita dell’unicità che egli rappresenta, ha perduto quelle risorse che non sono riuscite a fiorire, a diventare idee, azioni, relazioni, emozioni, espressioni creative.

Ri-Nascere genitori

Scoprire le differenze tra i due ruoli, Genitori e Figli: emozioni, bisogni, aspettative, paure, comportamenti, pensieri, convinzioni, valori e come creare un ponte tra due mondi così diversi e così simili attraverso la comunicazione e l’ascolto empatico.

Per costruire questo importantissimo Progetto famiglia, per Educare e non Addestrare, per fare Scelte Consapevoli, per far sì che la Relazione di Coppia, quella Genitoriale e quella con i Figli si mantengano sane e stabili anche nei momenti di difficoltà, per superare e utilizzare i conflitti come fonte di crescita di tutta la famiglia.


Troppo da fare

genitori3Una mamma, un papà, un neonato, uno bambino, un adolescente, un ragazzo, giovane figlio, già uomo, uno o magari due lavori da portare avanti, una casa da gestire, le notti insonni, problemi da risolvere, gli aiuti che servirebbero, le ingerenze fastidiose, gli equilibri delicati, gli ormoni in circolo, le incomprensioni … il Progetto Vita è un progetto complesso, ricco di imprevisti e di mille aggiustamenti da fare in corsa. Quando il Progetto Vita è portato avanti insieme, nella coppia, è tutto più semplice ma non sempre facile e spesso, purtroppo, non è sempre così!
A volte succede di sbroccare!


Il ruolo di ciascuno è cambiato, rispetto alla famiglia di qualche decennio fa.
Il compito del padre non è più solo quello di portare a casa i soldi, provvedere alla sicurezza della famiglia e decidere cosa è giusto o sbagliato.
Eppure loro, gli uomini, sono stati e continuano a essere educati con questi comdizionamenti!

"Se non provvedo alla mia famiglia, non sono un buon padre, se non riesco a far felice mia moglie e i miei figli, non sono un Uomo!”

Il compito della madre non è più solo quello di guardiana del focolare, di chioccia, affettuosa e cuoca provetta. Eppure, pur con un’educazione all’autosufficienza e indipendenza, i giudizi basati su queste credenze, regnano ancora sovrani nelle menti di molte donne!

“Se sono stanca e urlo con mio figlio, se mio figlio piange al supermercato, sono una cattiva madre, se la casa è in disordine, non sono una buona moglie!”

Molte madri si sentono abbandonate nel loro ruolo, con compagni spesso lontani, fisicamente o mentalmente.
Molti padri si sentono tagliati fuori e si ritirano nel loro mondo lavorativo per sfuggire allo stress.

genitoriLa crisi avanza, crescono le incertezze, sogni e progetti si sfuocano, sembrano svanire le speranze di un futuro migliore in cui credere, le differenze si fanno sempre maggiori, un mondo in corsa e la distanza tra generazioni sembra sempre più un abisso incolmabile.
Senso di insoddisfazione, di incapacità, di frustrazione e soprattutto d’impotenza la fanno da padroni.

Milioni di Uomini e Donne si assumono un compito tra i più complessi: mettere al mondo una nuova vita, un neonato, un piccolo essere indifeso, assumendosi la totale responsabilità della sua salute fisica e psichica, della sua educazione, per prepararlo ad essere un futuro adulto il più possibile felice, realizzato, collaborativo, costruttivo, integrato e di successo.

Il genitore è colui che genera, che procrea, che dà la vita… ma il suo compito non si limita solo a questo.

Quando si diventa genitori si ha la tendenza ad assumere un ruolo, a indossare una divisa, dimenticando prima di tutto di essere una persona.
Una volta diventati genitori, quasi si ignora la realtà della propria umanità, delle proprie fragilità e dei propri sentimenti reali e autentici.
Può succedere di non sentirsi più liberi di essere se stessi, a prescindere dalle sensazioni che si vivono nelle diverse situazioni; in quanto genitori, si può sentire il carico della responsabilità di dover sempre essere qualcosa di meglio che semplici persone.

Questo diventa un terribile peso: essere all’altezza di ogni situazione; essere tolleranti senza condizioni; mettere da parte i propri bisogni; essere giusti in ogni circostanza; soddisfare ogni aspettativa e soprattutto, non dover ripetere gli stessi errori dei propri genitori.

Si può immaginare un ruolo/lavoro più arduo e oneroso come questo?
Cosa possiamo fare per renderlo efficace?

La società di oggi spesso incolpa i genitori dei problemi dei giovani, essi vengono rimproverati per aver prodotto una generazione di ingrati, ribelli, contestatori, emarginati, bamboccioni…

Ma chi aiuta i genitori? Ma chi aiuta i figli?

genitori4Tutti noi abbiamo una storia, l’importanza della storia personale sta nell’influsso che questa esercita sul presente e se non ci siamo confrontati con i nostri limiti, con i nostri vissuti intimi, se siamo lontani dalla consapevolezza di ciò che proviamo, “saper fare e saper essere genitori” potrebbe diventare un’idea ingannevole ed i figli potrebbero intraprendere un cammino più incerto e confuso.

La nostra famiglia d’origine e la cultura della nostra società, hanno installato in noi dei “programmi”: meccanismi automatici che mettiamo in atto, ruoli che ricopriamo, maschere che, inconsapevolmente, indossiamo.
E’ necessario disinstallare questi programmi, a volte inutili, spesso dannosi, così da liberarci dai vecchi schemi e … installare nuovi programmi quali: ascolto e rispetto delle singole peculiarità e della diversità, accettazione, comprensione, buona e consapevole comunicazione con l’altro genitore e con i cuccioli, piccoli esseri umani.

Saremo così in grado di accompagnare i cuccioli nella loro crescita, verso l’autonomia, di aiutarli a realizzare il proprio potenziale, scoprendo e valorizzando i loro talenti e le loro passioni, affinché si sentano liberi di giocare un ruolo nella vita che sia di amore verso se stessi e gli altri, nel rispetto della propria e altrui individualità e unicità.

Ci permetteremo così di Ri-Nascere come genitori e diventare, non genitori perfetti, ma semplicemente Umani, non addestratori, ma Esempio e Guida!

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Pubblicato in Blog di Gabriella Oliva

Tags: gestione del conflitto, vivere insieme, genitori e figli, relazioni

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