Il sabotatore che è in te

Ti capita mai di sentire una voce che ti parla, dentro la tua testa?

sabotatore voci nella testaNon sei il solo, tutti noi abbiamo un dialogo interno che ci influenza. Perché a volte ci mette paura, ci limita, altre ci giudica, altre ancora sembra sfidarci o suggerirci cosa pensa sia meglio per noi, senza neppure consultarci, quasi come se la nostra vita fosse sua? Secondo quali schemi quella voce ci parla?

Parla riferendosi solo a ciò che conosce, alle esperienze passate, come se noi fossimo rimasti sempre gli stessi, bambini, adolescenti, giovani, come se non avessimo fatto nuove esperienze, come se la nostra vita, le nostre scelte dipendessero ancora da altri (come allora), come se nulla fosse cambiato…

Ma se è vero che parliamo continuamente con noi stessi, che cosa ci raccontiamo e, soprattutto, tutte queste chiacchiere ci fanno sempre bene?

sabotatore bimbo scarpeIl dialogo interno non è tutta farina del nostro sacco, spesso ricalca quelle voci che ci hanno accompagnato negli anni, dalla nostra infanzia in poi e che ci hanno inculcato principi e regole, alcune utili, alcune inutili, altre dannose, a seconda dei casi. Gli adulti, genitori, nonni, insegnanti ci hanno trasmesso tutto ciò che reputavano essere per il nostro bene. Con le migliori intenzioni, spesso, ci hanno trasmesso anche dei veri e propri killer personali. Le critiche distruttive che ci furono rivolte in passato quasi sempre hanno poi il potere di trasformarsi in etichette alle quali abbiamo finito per uniformarci.

Se, per esempio, ci hanno continuato a ripetere che avevamo un pessimo carattere, probabilmente si siamo rassegnati a dover litigare con tutti. Oppure ci sono state inculcate, sempre per il nostro bene, convinzioni limitanti da cui trae origine un dialogo interno negativo. Quante volte, senza neppure rendercene conto, facciamo pensieri giudicanti su noi stassi e ci diciamo:

sabotatore giudizio altriNon ci posso fare niente!! Tanto non ci riesco!!E’ impossibile!! Non ce la farò mai !! Io sono fatta così!! Non fa per me!! Mi hai fatto sentire una stupida!! Che posso farci se sono giù!! Tanto non cambierò mai!! Ecco te lo avevo detto, Sei stupido, non ci riesci, Ma perché lo vorresti fare, non ne sei capace, Scordatelo, non ci pensare nemmeno, Sei troppo stanco per farlo, Non sei all’altezza

Dai retta a queste voci? Le ascolti? Ci credi? Ti aiutano o sono devastanti?

Ecco lo sapevo, sempre così, sempre a me, Non ce la faccio più, non voglio più provarci, Sono una frana, perché ci ho creduto anche questa volta? Cosa ho fatto di male per meritarmelo? Perché a me? Me lo merito proprio!

Nell’educazione si usano più rimproveri che incoraggiamenti, si preferiscono le critiche agli apprezzamenti e, come se ciò non bastasse, si ritiene che tutto questo sia buona educazione.

Leggenda cherokee

Una vecchia leggenda cherokee racconta che un giorno il capo di un grande villaggio decise che era arrivato il momento di insegnare al nipote preferito cosa fosse la vita. Lo porta nella foresta, lo fa sedere ai piedi di un grande albero e gli spiega: “Figlio mio, si combatte una lotta incessante nella mente e nel cuore di ogni essere umano. Anche se io sono un saggio e vecchio capo, guida della nostra gente, quella stessa lotta avviene dentro di me. Se non ne conosci l’esistenza, ti spaventerai e non saprai mai quale direzione prendere; magari, qualche volta nella vita vincerai, ma poi, senza capire perché, all’improvviso ti ritroverai perso, confuso e in preda alla paura, e rischierai di perdere tutto quello che hai fatica tanto a conquistare. Crederai di fare le scelte giuste per poi scoprire che erano sbagliate.

Se non capisci le forze del bene e del male, la vita individuale e quella collettiva, il vero sé e il falso sé, vivrai sempre in grande tumulto.

È come se ci fossero due grandi lupi che vivono dentro di me: uno bianco, l’altro nero.

sabotatore lupobianco luponero 2Il lupo bianco è buono, gentile e innocuo; vive in armonia con tutto ciò che lo circonda e non arreca offesa quando non lo si offende. Il lupo buono, ben ancorato e forte nella comprensione di chi è e di cosa è capace, combatte solo quando è necessario e quando deve proteggere se stesso e la sua famiglia, e anche in questo caso lo fa nel modo giusto; sta molto attento a tutti gli altri lupi del suo branco e non devia mai dalla propria natura.

Ma c’è anche un lupo nero che vive in me, ed è molto diverso: è rumoroso, arrabbiato, scontento, geloso e pauroso. Le più piccole cose gli provocano eccessi di rabbia; litiga con chiunque, continuamente, senza ragione. Non riesce a pensare con chiarezza poiché avidità, rabbia e odio in lui sono troppo grandi. Ma è rabbia impotente, figlio mio, poiché non riesce a cambiare niente. Quel lupo cerca guai ovunque vada, perciò li trova facilmente; non si fida di nessuno quindi non ha veri amici.

A volte è difficile vivere con questi due dentro di me, perché entrambi lottano strenuamente per dominare la mia anima.”

Al che, il ragazzo chiede ansiosamente: “Quale dei due lupi vince, nonno?”

Con voce ferma, il capo risponde: “Tutti e due, figlio mio. Vedi, se scelgo di nutrire solo il lupo bianco quello nero mi aspetta al varco per approfittare di qualche momento di squilibrio, o in cui sono troppo impegnato e non riesco ad avere il controllo di tutte le mie responsabilità, e attaccherà il lupo bianco, provocando così molti problemi a me e alla nostra tribù; sarà sempre arrabbiato e in lotta per ottenere l’attenzione che pretende. Ma se gli presto un po’ di attenzione perché capisco la sua natura, se ne riconosco la potente forza e gli faccio sapere che lo rispetto per il suo carattere e gli chiederò aiuto se la nostra tribù si trovasse mai in gravi problemi, lui sarà felice e anche il lupo bianco sarà felice ed entrambi vincono. E tutti noi vinciamo.”

Confuso, il ragazzo chiede: “Non capisco, nonno, come possono vincere entrambi?”. Il capo continua: “Vedi, figlio mio, il lupo nero ha molte importanti qualità di cui posso aver bisogno in certe circostanze: è temerario, determinato e non cede mai; è intelligente, astuto e capace dei pensieri e delle strategie più tortuose, caratteristiche importanti in tempo di guerra. Ha sensi molto acuti e affinati che soltanto chi guarda con gli occhi delle tenebre può valorizzare. Nel caso di un attacco, può essere il nostro miglior alleato.”

Poi il capo tira fuori due pezzi di carne dalla sacca e li getta a terra, uno a sinistra e uno a destra. Li indica e dice: “Qui alla mia sinistra c’è il cibo per il lupo bianco, e alla mia destra il cibo per il lupo nero.

Se scelgo di nutrirli entrambi, non lotteranno mai per attirare la mia attenzione e potrò usare ognuno nel modo che mi è necessario.

E, dal momento che non ci sarà guerra tra i due, potrò ascoltare la voce della mia coscienza più profonda e scegliere quale dei due potrà aiutarmi meglio in ogni circostanza. Vedi, figlio mio, se capisci che ci sono due grandi forze dentro di te e le consideri con uguale rispetto, saranno entrambi vincenti e convivranno in pace; e la pace, figlio mio, è la missione dei cherokee, il fine ultimo della vita. Un uomo che ottiene la pace interiore ha tutto; un uomo che è lacerato dalla guerra che si combatte dentro di lui, è niente.”

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Il lupo bianco e il lupo nero, due forze che si battono per attirare la nostra attenzione e il nostro appoggio. Ogni giorno abbiamo l’opportunità di riconoscere questi nostri aspetti, con le loro infinite sfumature.

La domanda è: riusciamo a scegliere di relazionarci con ogni parte di noi oppure assumiamo un atteggiamento di giudizio, o peggio, di negazione verso alcune di queste?

sabotatore homer angelo diavoloSiamo stati educati a pensare che dobbiamo essere una sola cosa, buoni e accondiscendenti, e dobbiamo rinnegarne altre, considerate oscure, anche se fanno tutte parte di noi e sono altrettanto potenti (rabbia, aggressività, sessualità). Quando le neghiamo, cerchiamo di evitarle, ci giudichiamo o ci puniamo ogni volta che compaiono, loro faranno di tutto per emergere e quasi mai in modo tranquillo... Anch’esse sono energie da usare in modo consapevole.

Quando il dialogo interno (quello dannoso) diventa un abito (mentale) che indossiamo per abitudine, senza metterlo più in discussione, si traduce in comportamenti automatici, non produttivi, che sfociano in chiusura, atteggiamenti di difesa, poca determinazione e la nostra autostima ne risente.

E’ nostra responsabilità nutrire, in modo sano, tutte le nostre parti.

Come fare per riconoscerle? Se è naturale usare un dialogo interno negativo-acquisito, come possiamo difenderci? L’errore che spesso facciamo è di lasciare a questo altro noi prenda le leve del comando per abitudine, pigrizia o stanchezza. Il dialogo interno non è un processo completamente inconscio, mentre ascoltiamo quella vocina interna, facciamo attenzione a ciò che dice, senza giudicarla o giudicarci, facciamo attenzione a ogni dettaglio: come ci sentiamo, quali sono i toni, rappresenta ciò che vogliamo, ci è utile, ci aiuta? Quando diventiamo coscienti di come parliamo a noi stessi, siamo colpiti dal tono che usiamo, spesso aggressivo e sminuente. Impariamo, prima di tutto, a saper distinguere i nostri pensieri, quelli utili da quelli dannosi per noi, che non vorremmo fare.

E’ importante essere i migliori amici di se stessi invece che i peggiori nemici, capire quali convinzioni guidano la nostra vita e ricordarci che nessuno può farci sentire incapaci, inutili ecc… senza il nostro consenso!

Man mano che ne diventiamo consapevoli, che impariamo a comprendere come parliamo a noi stessi, come si svolge il nostro dialogo interno potremo utilizzarlo al meglio, come fosse un sostegno per le nostre azioni e il nostro sentito.

Ma, qual è l’obiettivo del nostro sabotatore?

Anche se può sembrare assurdo, il suo obiettivo è difenderci e insegnarci ad adattarci al meglio, a ogni situazione che ci provoca dolore. Vuole difenderci dalla paura, di sbagliare, di continuare a provare quel senso di inadeguatezza che si può superare solo attraverso la perfezione, dal tradimento nel campo affettivo e, per questo, ci tiene lontani dai sentimenti d’amore, dalle relazioni con gli altri, attraverso l’affermazione che “Bisogna/E’ meglio bastare a se stessi” e così via…

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Pubblicato in Crescita Personale e Relazioni

Tags: crescita personale, relazioni, cambiamento

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