L'importanza di conoscere la composizione di ciò che usiamo

imagesQuando iniziamo a interessarci alla nostra salute e a quella di Madre Terra comprendere gli ingredienti di ciò che acquistiamo è un passaggio quasi obbligato. Non è facile districarsi nella giungla di sigle e nomi stranieri usati e ancora più difficile è uscire in tempi umani dalle file di scaffali di cui ormai conosciamo a memoria ogni centimetro quadrato.

Oggi vi daremo un spunto su come leggere le etichette dei prodotti di cosmesi e per la detergenza che troviamo nei negozi.

L'INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients) è l’elenco degli ingredienti cosmetici espresso secondo una nomenclatura standard. Dal 1997 per le case cosmetiche è diventato obbligatorio per legge scrivere su ogni prodotto gli ingredienti contenuti. L'elenco è inserito in ordine decrescente (dall'ingrediente presente nella percentuale maggiore fino a quello con la percentuale minore, fino all'1%, percentuale sotto la quale le sostanze possono essere indicate in ordine sparso)... la fregatura è che non c'è dato sapere dove finiscono gli ingredienti contenuti in una certa percentuale e dove iniziano quelli contenuti sostanzialmente in tracce minime!
La nuova edizione riporta più di 17.000 nomi INCI che hanno un rimando a circa 65.000 nomi commerciali e circa 3.800 produttori di materie prime di 98 Paesi, ma non esiste nessuna norma che obblighi i produttori a specificare le quantità dei singoli prodotti.
inci lenteGià da questa premessa comprendiamo che leggere l’INCI non è una cosa semplice, ma ci sono dei piccoli trucchi che possono aiutarci a farci almeno un'idea della composizione dei prodotti.
1) Il primo ingrediente dell’elenco è quello presente in maggiore quantità e normalmente è l’acqua.
2) Tutto quello che è scritto il latino sono ingredienti di origine vegetale. Viene infatti riportato il loro nome botanico.

3) Le sostanze che invece troviamo scritte in inglese sono quelle che hanno subito una trasformazione chimica industriale.
4) I coloranti invece sono scritti sempre in fondo con la sigla CI che sta per Colour Index, seguita da un numero identificativo.
5) Tensioattivi sono sostanze con proprietà emulsionanti, schiumogene, detergenti e solubilizzanti. Permettono la miscelazione o la solubilizzazione di sostanze che di per sé sarebbero incompatibili (un esempio classico sono l’olio e l’acqua). Due di quelli più utilizzati sono gli SLS (sodium lauryl sulfate) e SLES (sodium laureth sulfate). L’eccessivo potere sgrassante dei tensioattivi chimici li rende aggressivi sulla pelle nonché irritanti e sensibilizzanti. Possono danneggiare il follicolo pilifero determinando perdita di peli, capelli e arrossamenti. Possono danneggiare la sottile pellicola di acqua e sebo che funge da barriera protettiva per la cute, determinando secchezza e disidratazione. Inoltre, modificando il pH della cute ne alterano la capacità difensiva.

Anche se in molti detergenti c’è la dicitura “tensioattivi di origine vegetale” pochi possono essere considerati vegetali al 100% perché la materia vegetale viene spesso combinata con molecole chimiche e/o trattata chimicamente.

6) PEG e PPG, indicano la presenza di molecole petrolifere. Il PEG (Polyethylene Glycol) è un ingrediente potenzialmente cancerogeno, che diminuisce la capacità della pelle di assorbire umidità e nutrienti. Alcuni derivati del PEG hanno il nome che finisce con –th seguito da un numero (es. Cetheareth-6, Ceteth-12, Oleth-12, Steareth-2 ecc.).
7) EDTA (Disodium EDTA, Tetrasodium EDTA), PDTA (propilendiamminotetraacetico), NTA (acido nitriloacetico) sono chelanti che addolciscono l’acqua rendendo il preparato più duraturo. Hanno il problema della scarsa biodegradabilità e sono accusati di mobilizzare i metalli pesanti sui fondali marini, avvelenando i pesci.

Queste sono solo alcune indicazioni per iniziare a orientarsi con i prodotti in commercio, ma la quantità degli ingredienti disponibili e le insidie nascoste dietro a nomi di difficile comprensione e a normative in continua evoluzione rendono davvero complesso esplorare in profondità questo mondo, per questo il nostro consiglio è...

AUTOPRODURRE!!!

 

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Pubblicato in Verso l'Autosufficienza

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