Perché è così difficile?

Già.. perché è così difficile realizzare i tuoi sogni?
Perché spesso non riesci a concretizzare ciò che desideri?
Perché – forse più frequentemente – ti sembra di non sapere nemmeno cosa vuoi?

Le risposte possono essere molte.

In cima alla lista, per me, le ragioni sono fondamentalmente due: 

  • l’influenza dei condizionamenti sociali e..

  • la mancanza di un metodo.

Mi spiego meglio.

Condizionamenti

A quanti di voi è capitato di sentirsi ripetere, fin dalla tenera età: “L’erba VOGLIO non cresce nemmeno nel giardino del Re!”. O ancora… “Non si dice VOGLIO, si dice Vorrei…” (sottinteso: maleducato che non sei altro!) e via di questo passo.

Dalle nostre prime parole, quando ancora eravamo perfettamente connessi con quella meravigliosa essenza che vive dentro di noi, ci siamo sentiti giudicati per il semplice fatto di VOLERE qualcosa. Siamo cresciuti imparando, e – di conseguenza credendo – che Volere fosse sbagliato, pretenzioso, arrogante, egoista. Che ciò che vogliamo dobbiamo meritarlo, sudarcelo, conquistarlo con fatica o con sacrificio, oppure dimenticarlo e aspettare tempi migliori, la generosità di qualcuno, la fortuna o addirittura la vita dopo la morte, quando finalmente ci sarà concesso di volere (e avere) ciò che più desideriamo.

E noi, spesso senza rendercene conto, ci siamo adeguati.

Ma è davvero così? Ci crediamo ancora?

Se voglio qualcosa, davvero mi credo un egoista?

E davvero credo che per esprimere ciò che voglio, devo meritarmelo?
Secondo quali parametri? Chi lo decide?

Vogliamo riappropriarci del nostro diritto al volere?

E quando finalmente osiamo… ci permettiamo di sentire il nostro volere, di portare in consapevolezza quello che vogliamo, ecco che spesso lo cataloghiamo nella casella dei “desideri”, o dei “sogni”, o delle “aspettative”, ma raramente trasformiamo quel VOLERE in un OBIETTIVO DA RAGGIUNGERE.

Le parole sono importanti. I significati sottintesi possono influire fortemente sul nostro agire, così come i condizionamenti che ho descritto sopra.

Se scelgo di avere un sogno, anziché un obiettivo, sto già giocando “in difesa”.
Sto lasciandomi “la via di fuga” aperta, perché un sogno… lo sanno tutti.. può anche non realizzarsi… “è normale”, “succede a molti”..  In parole povere, è socialmente accettato!

giudizio degli altriMa se non raggiungo un obiettivo, come mi guarderà la gente? Come mi guarderei io? Come mi sentirei? Con buona probabilità.. fallito, sbagliato, incapace.

E quindi..

Quanto davvero credo in me?

Quanto credo di valere?

Ripropongo le domande..

Realmente ritengo che il mio valore sia misurabile solo dai risultati che raggiungo?
E preferisco dare potere a un ipotetico giudizio, piuttosto che prendermi la responsabilità del mio volere, e agire per raggiungerlo?

liberarsi dalle cateneCosa è importante per me?

Ecco. Ce ne sarebbero di pagine da scrivere su questo argomento. Non ho la presunzione di poterlo esaurire con queste poche righe, né di avere le risposte in tasca, o ancor peggio una soluzione adeguata per chiunque, ma – in estrema sintesi – credo che alcune di queste domande meritino una seria riflessione prima di dedicarci a esplorare la seconda ragione che ho citato all’inizio.  

Il metodo

Viene da sé.. se non ho imparato a VOLERE, come e perché avrei dovuto imparare un metodo che mi aiutasse, in primo luogo a esprimerlo, e in seconda battuta a creare le condizioni perché si realizzasse?

In realtà non è così. Un metodo lo conosciamo tutti! E’ già dentro di noi.

Noi tutti agiamo per obiettivi.

E noi tutti, la maggior parte delle volte, li raggiungiamo. Solo che – semplicemente – non li definiamo tali. O li abbiamo aggiunti alla gamma delle nostre abitudini, o di ciò che ci piace fare, o che siamo capaci di fare, e non ci accorgiamo dei passaggi che adottiamo per arrivare a meta.

A volte, realizziamo proprio ciò che non vorremmo, per la stessa ragione.
Adottiamo un metodo, ma senza aver chiarito bene la direzione del nostro volere, e arriviamo alla destinazione che non avevamo scelto, o peggio ancora, quella che più temevamo.

E’ come guidare la nostra auto. Sappiamo farlo. Sappiamo mettere la prima, accelerare, dirigere lo sterzo, mettere la freccia. Abbiamo un metodo. Lo usiamo. Ma se non abbiamo stabilito la meta, anche il metodo più consolidato, potrebbe non portare ai risultati sperati.

E ancora più rischioso, restando nella metafora dell’automobile: adottare un metodo in maniera abitudinaria, senza consapevolezza delle nostre azioni, con disattenzione, può portare a conseguenze anche peggiori.

Forse non ne sei consapevole, ma ogni azione ben riuscita nella tua vita, aveva sicuramente alla base un buon obiettivo.

Qualcosa che volevi molto chiaramente, che avevi deciso di raggiungere e verso il quale hai costruito la tua strada.

destinazione da raggiungereQuando scegli di andare in vacanza, la prima cosa che fai, è avere la meta. Giusto?
Dopo di che, programmi il resto: come arrivarci, cosa mettere in valigia, quali tappe fare e tante altre cose per raggiungere la tua destinazione.

Ecco, questo è il senso di avere un obiettivo e un metodo efficace alla base delle tue azioni.

Per piccolo o grande che sia, ogni obiettivo, per essere raggiungibile, ha delle caratteristiche ben precise.

Imparando a dare istruzioni chiare e ben formulate al nostro VOLERE, è estremamente più semplice camminare nella direzione che abbiamo scelto, avere una migliore visione d’insieme, programmare i propri passi, essere pronti davanti a un imprevisto e avere la giusta dose di flessibilità e determinazione per riprendere il cammino dopo una caduta.  

Un obiettivo dà motivazione, dà carburante e una mappa al tuo viaggio. 


E questo è il motivo per cui, nel corso “Dal Sogno alla Realtà”, esploreremo insieme il metodo, in 12 passi, per ottenere un OBIETTIVO BEN FORMULATO.

Pronto a cominciare?
Bene!

Comincia con usare la parola VOGLIO!

E magari… aggiungi:
VOGLIO imparare a realizzare i miei obiettivi!

 

Vuoi avere un'anteprima del metodo?

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Il corso completo si terrà il weekend 8 e 9 Dicembre.

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Pubblicato in Crescita Personale e Relazioni

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