Progetti

Autosufficienza alimentare in ecovillaggio: la Coltivazione Elementare

Progetto Tempo di Vivere - Civiltà dell'Orto per l’autosufficienza alimentare delle nuove comunità.

Il progetto attuale vuole conferire all’ecovillaggio l’affrancamento dall’acquisto del cibo, sia per ottenere una migliore qualità sia per creare un modello replicabile in altre realtà con finalità simili.

L’ecovillaggio Tempo di Vivere consta di circa 10 residenti più un flusso di decine di presenze che vi risiedono per periodi variabili. Mediamente nell’arco dell’anno si siedono a tavola ogni giorno dalle 15 alle 20 persone, con punte sino a 80/100 partecipanti giornalieri a particolari eventi.

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La Zome Tempo di Vivere - Costruzioni in geometria sacra

Tempo di Vivere vuole diventare GRANDE e lo fa ALLA GRANDE!

Eccoci qui, se ci guardiamo indietro ci sembra passato un secolo e invece non abbiamo ancora compiuto i nostri primi due anni.

Stiamo crescendo in tutti i sensi, dentro e fuori, e con l'aumentare del numero di amici che si è aggiunto alla nostra famiglia allargata e delle persone che avrebbero il desiderio di condividere con noi almeno una parte del proprio percorso, sta diventando sempre più impellente la necessità di un ampliamento fisico degli spazi vivibili, sia per l'ospitalità, sia come zone comuni per le attività e la vita quotidiana.

Oltre a questo, come un dono inaspettato, durante le vacanze di Natale ci hanno chiamato i ragazzi de "La Via del Cerchio" chiedendoci se ci avrebbe fatto piacere organizzare qualcosa con loro e con Manitonquat (Medicine Story).

Quando ho ricevuto quella telefonata il cuore mi è sobbalzato in gola: da tempo seguiamo gli insegnamenti di quest'essere speciale.

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Il nostro primo Thermocompost

thermocompost gruppoOggi alle 14 circa stavamo misurando (Antonio ed io) la temperatura dell’acqua di ciascuna serpentina (siamo riusciti a metterne 5 nel nostro piccolo sistema da circa 3mt di diametro) ed il risultato è stato molto interessante visto che abbiamo rilevato temperature variabili da 51° della serpentina di base (cioè la 1a) sino ai 37° dell’ultima e più superficiale - da notare che le serpentine sono state riempite solo ieri - …e, mentre guardavo il termometro e facevo le mie considerazioni ad Antonio, mi sono reso conto che era appena passata una settimana o poco più da quando, insieme a una decina di persone, stavo ascoltando con molta attenzione Andrea Brugnolli  (il nostro docente), che ci spiegava l’importanza di trovare la parte più bassa del ns terreno per poterci posizionare un pozzetto indispensabile per la corretta realizzazione del sistema thermocompost.. e cioè stavamo iniziando la costruzione del nostro cumulo di cippato dal quale poi “teoricamente” avremmo ricavato l’acqua calda per il riscaldamento e per l’acqua sanitaria.

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