Quanto ci boicottiamo?

Aprire gli occhi per guardare, con lucidità, tutto il male che ci facciamo, ascoltare quelle voci e quei pensieri, il terrorismo che esercitiamo su noi stessi è sconvolgente, sconcertante ma… non comprenderlo è sicuramente pericoloso.

Il rischio di essere felici rappresenta, per qualcuno, una calamità.

Fare del male a se stesso, alimentare le proprie sofferenze, torturare le proprie ferite, nutrire le proprie delusioni e prendere al volo ogni pretesto per sminuire se stesso rappresenta, per qualcuno, un’attività a tempo pieno.

A farci star male possono essere alcune scelte di vita: “perché… lo fanno tutti, si fa così, è normale, non posso fare altro”, alcune decisioni o azioni ripetute nel tempo, che si rivelano, regolarmente, catastrofiche, ma anche alimentiamo dolore e blocchi coltivando pensieri tossici e rimuginando su insoddisfazioni, risentimento o sfortuna.

Impieghiamo un’incredibile energia per mantenere in vita la nostra scontentezza, la nostra angoscia o crogiolarci nel nostro malessere e… facciamo tutto da soli… con molta tenacia e attenzione.

lato ombraE’ come se qualcuno dentro di noi si sovrapponesse alla nostra volontà…

fin dall’infanzia, da sempre, come se… rappresentasse le nostre origini, come se… fosse codificato nel DNA, insito nel nostro carattere, immutabile. “Io comunque sono sempre stata così. Fin da piccola…” Questi nemici interiori sembrano funzionare in maniera indipendente, sembrano dotati di grandi capacità e forte tenacia, rovinano la nostra esistenza e ci trascinano verso direzioni e decisioni che non corrispondono minimamente ai nostri desideri o alle nostre scelte di vita.

Spesso, nei momenti in cui abbiamo bisogno di maggior lucidità, nella nostra testa spuntano, in maniera del tutto indipendente, dei pensieri velenosi e depotenzianti che prendono possesso della nostra mente, ci offuscano, mascherano la nostre decisioni, sviano la nostra volontà, si infiltrano nelle nostre parole e ci costringono a atteggiamenti, comportamenti, azioni che non vorremmo avere, e, invadendo il nostro presente, ci fanno credere di essere stati noi a scegliere e così cadiamo rovinosamente nella con-fusione del “perché l’ho fatto, non avrei voluto ma, è come se fossi stata costretta…

Facciamo tutti ricorso all’auto sabotaggio.

sabotatore in te voci nella testaPossediamo degli auto-sabotatori che operano, per noi, fin dall’infanzia, che si sono man mano rafforzati e che, per questo, sono diventati, durante l’adolescenza, i nostri preferiti. Si perché, è allora che abbiamo scelto che persone volevamo essere, come volevamo apparire, che veste ci sarebbe stato più utile indossare, nelle nostre relazioni, abbiamo scelto dietro a quali maschere nasconderci, quelle che meglio conoscevamo e che, in tante occasioni ci avevano aiutato e caratterizzato.

L’auto-sabotatore può farsi sentire con varie voci (pensieri) che fanno nascere dubbi, paure e senso di colpa.

Può presentarsi con la voce del buon senso e della ragione oppure, al contrario, con quella angosciata di chi è fragile, smarrito che ha bisogno di essere aiutato, rassicurato e tranquillizzato, o seducente, di chi tutto può fare per conquistarti, per piacerti (fino ad annullare se stesso), del bastian contrario, ribelle per eccellenza, che cerca di affermarsi ad ogni costo, o del so tutto io, la cui esperienza non si può mettere in dubbio, del saggio, del colpevolizzante o dell’ipercritico, che dispensa ordini e imposizioni.

Più in generale questi pensieri e comportamenti vanno ad alimentare una bella immagine, da mostrare a noi stessi o agli altri, quella del migliore, del buon padre, della buona madre, del marito premuroso, dell’amante, del figlio desiderabile, della figlia perfetta, dell’impiegato modello, dell’imprenditore magnanimo, dell’uomo di successo e così via, immagini che continuiamo a nutrire anche a discapito, appunto, di noi stessi e del nostro benessere.

mille maschere del lato oscuro

Tutte immagini create e sostenute dalla paura (immaginaria) di essere etichettati come non vorremmo, di essere anonimi, invisibili, trasparenti per gli altri, di non essere amati o apprezzati, di non valere abbastanza!

L’origine risiede nella mancata risposta e soddisfazione dei nostri bisogni infantili, mancanza d’amore, di sicurezza (fisica ed emozionale), mancanza di libertà, mancanza di prospettive, mancanza di punti di riferimento e di confini sicuri, tutte mancanze percepite, soggettive e interiorizzate. Tutto ciò suscita frustrazione e rabbia, tristezza e paura.

Nel momento in cui siamo in grado di riconoscere il bisogno insoddisfatto che si cela dietro queste mancanze, dietro a queste manovre difensive, l’influenza dell’auto sabotatore si attenua.

E’ per questo che è necessario identificare, smascherare e allearci con i nostri alter ego (sabotatori) e allearci con loro, questo ci permetterà di guidare la nave durante il viaggio della vita, nel ruolo di capitano e, così facendo svilupperemo un maggior rispetto verso noi stessi.

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Pubblicato in Crescita Personale e Relazioni

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