Salute Naturale

IL LATTE, a ciascuno il proprio

Latte e formaggi killerRENE' ANDREANI E LORENZO RAMACIOTTI
"Dossier su latte e formaggi Killer."
Erga Edizioni, seconda edizione. link al libro


Il latte della donna fa bene al neonato,
quello della mucca fa bene ai vitelli.

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Una piccola pianta contro le lobbies

SteviaSTEVIA: UNA PICCOLA PIANTA CONTRO LE LOBBIES

Originaria del Paraguay, la Stevia rebaudiana Bertoni presenta delle foglie che hanno un potere dolcificante quaranta volte superiore a quello dello zucchero. La Stevioside estratta dalla pianta è, a sua volta, trecento volte più dolcificante! La Stevia è attualmente utilizzata come edulcorante in Giappone, in America latina, in Cina, e come complemento alimentare negli Stati Uniti ma è... proibita in Europa.

Un'alternativa allo zucchero, ai dolcificanti di sintesi... e agli industriali del settore?

La Stevia rebaudiana Bertoni fa parte della famiglia delle Asteracee e del genere Stevia che raggruppa 154 specie. Questa pianta alta circa 60- 100 cm , resistente e non selvatica, è originaria del nord-est del Paraguay. Gli indiani Guaranì utilizzarono questa "erba dolce" fin dai tempi precolombiani per dolcificare la loro bevanda principale, il màte. Il nome della specie, "rebaudiana", le è stato conferito in omaggio al chimico Rebaudi che per primo è riuscito ad isolare la sostanza edulcorante contenuta nella pianta. Moises Bertoni, direttore della facoltà di agraria di Asuncion in Paraguay, è stato invece il primo a pubblicare una descrizione della pianta nel 1899, ma l'aveva confusa con un'agrimonia e l'aveva chiamata infatti Eupatorium rebaudiarium. E qualificativo "Bertoni" sarà accolto solo più tardi, in seguito a ricerche portate avanti da botanici tedeschi che hanno corretto l'errore. Si può comunque ascrivere a merito di Bertoní il fatto che la sua "scoperta" ha facilitato la diffusione e portato in tutto il mondo la fama della Stevia.

Così questa pianta, per il grandissimo potere dolcificante delle sue foglie, è attualmente coltivata e commercializzata in Paraguay, in Messico, in Brasile, in Giappone - dove è presente nel 50% dei prodotti dolcificanti - in Cina, in Malesia e in Corea del Sud. Le sue foglie sono lasciate seccare per essere poi ridotte ad una polvere più o meno raffinata, che può essere verde o bianca. Il suo successo commerciale in quei paesi è dovuto al grande potere dolcificante conferitole dal composto molecolare "stevioside" che rappresenta all'incirca il 10% della materia secca della pianta.

Commercializzazione limitata

La Stevia, molto popolare in America Latina e in Asia, non può essere commercializzata in Europa; non essendoci infatti mai stati dei consumi significativi di essa all'interno dell'Unione Europea, è considerata fuori legge.
Le decisioni della Commissione Europea sono particolarmente chiare: la Stevia , "pianta e foglie secche", non può essere messa sul mercato come “alimento o ingrediente alimentare" (1) o come edulcorante (2) - ma nulla ne vieta la commercializzazione come pianta ornamentale.

Commercializzazione steviaLa Commissione si basa non su una presunta tossicità, ma sulla mancanza di dati disponibili. Il deputato europeo Graham Watson in una petizione rivolta alla Commissione (3) fa notare che i dati sono insufficienti sia per autorizzare che per proibire definitivamente la commercializzazione della Stevia a fini alimentari. Il commissario Byrne di rimando sostiene, nella sua replica del 3 luglio del 2000, che possono esser presentate nuove domande. In pratica, la decisone della Commissione ha portato ad un quasi totale abbandono delle varie iniziative in favore della Stevia in Europa e in particolare di un programma di coltivazione di questa pianta nel sud Europa (4).

Tuttavia alcuni scienziati, come il Dottor Jan Geuns della Università Cattolica di Lovanio, la cui richiesta di autorizzazione è all'origine della presa di posizione da parte della Commissione, hanno continuato le ricerche e sono categorici sull'innocuità della pianta.
Il dossier della Stevia potrebbe dunque essere riaperto, su pressione scientifica e mediatica, visto che una società francese che distribuiva polvere di Stevia è attualmente sotto processo.

Stevia tritataLa Stevia fa concorrenza ai dolcificanti

La Stevia è una concorrente diretta dei dolcificanti di sintesi poiché come questi non contiene calorie e ha un grande potere dolcificante. Anzi sembra che la Stevia non presenti rischi per la salute. La questione del possibile effetto cancerogeno dei dolcificanti di sintesi è stata più volte sollevata. 7000 reclami contro l'aspartame sono stati inviati tra il 1982 e 1995 alla Food and Drug Administration (FDA) americana, mentre nessun reclamo è mai stato registrato finora sulla Stevia.
Non esiste alcuno studio sulla salute degli Indiani Guaranì che abbia sollevato dubbi riguardo ai possibili effetti negativi del loro consumo quotidiano di 10 caraffe di màte dolcificato con la Stevia. Può essere la Stevia oggetto di censura? Negli Stati Uniti nel 1991 la FDA aveva proibito l'uso della Stevia come additivo alimentare e ne aveva vietata l'importazione. Sotto la pressione di consumatori e produttori, la FDA ha accettato nel 1995 di autorizzare la vendita della Stevia a titolo di "complemento alimentare", ma la sua commercializzazione come dolcificante è tuttora vietata.

La commercializzazione della Stevia è autorizzata in Giappone e nei paesi dell'America Latina dove gli studi necessari a consentire l'immissione sul mercato hanno determinato la sua innocuità. E governo canadese sta sviluppando attualmente un programma scientifico per incoraggiare la produzione della Stevia.

Stevia come sostituto dello zuccheroUn sostituto dello zucchero

Certamente la Stevia è un concorrente per l'industria dello zucchero, dato che non è calorica e può facilmente essere coltivata, come il basilico, da chiunque per uso personale. L'Afssa ha raccomandato in un recente rapporto una diminuzione del 25% nel consumo quotidiano di zucchero, responsabile, almeno in parte, del sovrappeso che affligge, secondo alcune stime, A 19% dei bambini.
E’ meglio trovare i glucidi negli zuccheri lenti, che si digeriscono e si assimilano lentamente, favorendo l'aumento regolare e la stabilizzazione del tasso di glucosio nel sangue. Secondo i sostenitori della Stevia, questa pianta, diversamente dallo zucchero, presenta dei vantaggi per la salute, come ad esempio la regolazione del diabete e dell'ipoglicemia, a condizione di un consumo sufficiente di zuccheri lenti che la Stevia non rimpiazza, permettendo però di soddisfare il nostro fabbisogno profondo, e difficilmente eludibile, di zucchero.

Una pianta per uso industriale?

La questione non si può ridurre tuttavia all'opposizione tra gli zuccherifici chimici "grandi e cattivi" e i "piccoli” produttori di Stevia, perché nei paesi in cui la Stevia è entrata nel mercato a pieno titolo, è diventata un prodotto industriale come tutti gli altri. Così ad esempio nel 1970 il Giappone ha bandito l'uso degli edulcoranti artificiali (aspartame e saccarina) per motivi sanitari e nello stesso momento un consorzio giapponese metteva a punto un metodo per l'estrazione dei glucosidi della Stevia. Lo Stato giapponese ha allora autorizzato l'estratto di Stevia come dolcificante alimentare e in questo paese l'estratto è ormai presente in una grande quantità di prodotti agro-alimentarí: dalla salsa di soia alle bevande gassate, dalla gomma da masticare alle focacce e ai dolci di riso.

Se si vuole consumare la Stevia in Europa, dunque, il mezzo più sicuro per sfuggire alla logica industriale è di coltivarsela da soli: le foglie si possono consumare così come sono, al naturale!

Note

  1. Decisione della Commissione del 22 febbraio del 2000 n'2000/196/CE relativa A rifiuto di autorizzazione di immissione sul mercato della Stevia rebaudiana Bertoni: "pianta e foglie secche" considerata come nuovo alimento o nuovo ingrediente alimentare, in conformità alla normativa (CE) n'258/97 sugli alimenti nuovi.
  2. Commissione Europea, Scientific Committee on Food, CS/ADD/EDUL/167 finale, 17 giugno 1999, "Opinion on stevioside as eweetener".
  3. Official Journal of the European Communities, written question E- 1466/00. Il documento è del 10 maggio del 2000, la risposta del Commissario Byrne è del 3 luglio del 2000 e la pubblicazione del 18 aprile 2001.
  4. Studio realizzato presso l'Istituto di tecniche agrarie dell'Università di Hobenheim dal prof. Thomasjungbluth in collaborazione con l'università di Algarve de Faro in Portogallo. Sito: http://www.uni-hohen-heim.de 

* Corinne Smith, editorialista dell’edizione francese de L’Ecologiste

fonte: disinformazione.it

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Perchè diventare vegani ? Ecco le risposte

Perchè diventare vegani? Ecco le risposte

[Ci sono] tante motivazioni altruistiche per scegliere di diventare vegetariani, meglio ancora, vegan: per gli animali, per il pianeta, per i popoli piu' poveri.

Pero'... la cosa bella e' che come "effetto collaterale", questa scelta ci porta anche dei vantaggi per la salute! Anzi, ci sono persone che magari non hanno ancora approfondito gli aspetti etici - e quindi altruistici - per compiere questa scelta e lo fanno soltanto per risolvere alcuni problemi di salute, oppure per prevenire problemi futuri.
Quali problemi, in particolare? Quelli creati dalle malattie "croniche" o "degenerative", cioe' le malattie più diffuse, invalidanti e mortali che colpiscono i Paesi ricchi. Esse sono l'arteriosclerosi, il sovrappeso-obesità, il diabete mellito, l'ipertensione arteriosa, il cancro, l'osteoporosi.
Queste malattie sono in rapporto con lo stile di vita "occidentale", e sono il risultato di abitudini di vita sbagliate, in primis l'alimentazione, ma anche la sedentarietà e l'abuso di sostanze voluttuarie (fumo, alcol, caffè, droghe).

Le informazioni relative a salute e nutrizione sono basate su fonti scientifiche di Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana - SSNV.


 

Intervista "I vantaggi di un'alimentazione a base vegetale per la salute"

Intervista alla dottoressa Luciana Baroni, medico e studiosa di nutrizione vegetariana, presidente di Societa' Scientifica di Nutrizione Vegetariana 
Intervista andata in onda su Idea Radio Civitavecchia lunedi' 16 ottobre 2006 

Ringraziamo Radio Idea Civitavecchia per avercene concesso la pubblicazione - http://www.idearadio.net

>> Scarica il file audio in mp3 per ascoltare l'intervista! [circa 13 megabyte]


La posizione dell'American Dietetic Association

L'"American Dietetic Association" una delle piu' importanti associazioni di nutrizionisti del mondo, ha pubblicato nel 2009, riconfermando la sua posizione del 2003 e del 1996, un documento che riporta la sua "posizione ufficiale sulle diete vegetariane", basato su centinaia (per la precisione, 256) articoli della letteratura scientifica degli ultimi anni.
Si tratta di un lungo dossier, la cui dichiarazione iniziale recita:
E' posizione dell'American Dietetic Association che le diete vegetariane correttamente pianificate, comprese le diete totalmente vegetariane o vegane, sono salutari, adeguate dal punto di vista nutrizionale, e possono conferire benefici per la salute nella prevenzione e nel trattamento di alcune patologie. Le diete vegetariane ben pianificate sono appropriate per individui in tutti gli stadi del ciclo vitale, ivi inclusi gravidanza, allattamento, prima e seconda infanzia e adolescenza, e per gli atleti.
Quindi, non solo l'alimentazione vegetariana (intesa in senso lato, anche come vegana) e' adeguata, cioe' contiene tutti i nutrienti necessari, ma e' anche vantaggiosa, proprio per prevenire e curare le malattie degenerative sopra citate.
Potete leggere la Posizione ufficiale completa sul sito di Societa' Scientifica di Nutrizione Vegetariana.


L'arteriosclerosi

L'arteriosclerosi è la malattia più spietata, perché uccide una persona su due e spesso si manifesta in persone giovani e apparentemente sane, che non avevano mai avuto prima alcun segnale di malattia.
Essa colpisce le arterie, che portano l'ossigeno indispensabile per il funzionamento degli organi vitali (cuore, cervello, rene, muscoli): la formazione nel tempo della placca arteriosclerotica è responsabile di infarto cardiaco, ictus cerebrale e di arteriopatia ostruttiva degli arti inferiori.
L'arteriosclerosi è la malattia che viene maggiormente influenzata, nel bene e nel male, dalla dieta.
Nel male, perche' una dieta ricca di grassi pesa molto sul manifestarsi di questa malattia e il diabete mellito, il sovrappeso-obesità e l'ipertensione peggiorano la situazione.
Nel bene, perche' con una dieta appropriata è possibile ottenere l'arresto e la regressione della placca arteriosclerotica. E' percio' certamente d'aiuto un'alimentazione come quella vegan, a base di cibi vegetali consumati il più possibile come integrali.


Il sovrappeso - obesità

Chi è in sovrappeso, rischia dai 10 ai 20 anni di vita, una vita che comunque sarà costellata dalle altre gravi malattie di cui si parla in questa pagina e le invalidanti malattie da "sovraccarico" dell'apparato locomotore.
L'obesità è stata definita la seconda causa di "morte evitabile", dopo il fumo.
Per tenere sotto controllo il peso bisogna fare attenzione a quel che si introduce e a quel che si consuma, e bisogna imparare a saziarsi senza assumere più calorie del necessario. E questo è facilmente realizzabile scegliendo cibi vegetali naturali, che racchiudono poche calorie in grandi volumi, ed evitando la sedentarietà.


Il diabete mellito

Il diabete mellito è una malattia caratterizzata dall'incapacità dell'organismo a controllare il metabolismo degli zuccheri, per mancanza (nel diabete tipo 1, il 5% dei casi di diabete) o ridotta azione (nel diabete tipo 2, il 95% dei casi di diabete) dell'ormone deputato a questa azione, l'insulina.
La dieta adatta a prevenire il diabete e che ne favorisce il miglior controllo metabolico è una dieta in cui vi sia abbondanza di carboidrati complessi e fibre e che contenga limitate quantità di grassi, calorie e zuccheri.
Una dieta equilibrata basata prevalentemente o esclusivamente su cibi vegetali, associata al controllo della sedentarietà, sono i due più importanti fattori per la prevenzione e il trattamento di questa grave malattia.


L'ipertensione

Si parla di "ipertensione" quando i valori di pressione arteriosa, che normalmente devono restare al di sotto di 120 per la pressione massima (o sistolica) e 80 per la pressione minima (o diastolica), superano rispettivamente i valori di 140 e/o di 90.
L'ipertensione è una malattia molto diffusa, che in Italia colpisce un adulto su tre, aumentando il rischio di complicanze vascolari: insufficienza cardiaca, ictus cerebrale, infarto cardiaco. Inoltre l'ipertensione, come il diabete, danneggia anche i piccoli vasi del rene e dell'occhio, provocando insufficienza renale e problemi visivi.
Una dieta a base di cibi vegetali è risultata in grado di mantenere nei limiti della norma i valori di pressione arteriosa e di abbassare fino a normalizzarne i valori negli ipertesi. Questo effetto, indipendente dal basso contenuto di sale, sembra riferibile agli elevati contenuti di potassio della dieta e ai suoi effetti sulla riduzione del peso corporeo e della viscosità del sangue.


Il cancro

Il cancro è una malattia molto spesso inesorabile, che provoca mutilazioni conseguenti agli interventi di asportazione chirurgica degli organi colpiti, dolore fisico, invalidità e morte, uccidendo una persona su quattro.
In media, ben un terzo di tutti i tumori sarebbero provocati da quello che mangiamo: eccesso di grassi e di proteine animali e carenza di sostanze protettive (sostanze fitochimiche, fibre, ecc.) contenute nelle piante.
Le Linee Guida per la prevenzione dei tumori raccomandano di consumare molti cibi vegetali, e i vegetariani risulterebbero protetti nei confronti dei più frequenti tipi di cancro (il che non significa che possano esserne immuni, ma che hanno un rischio minore di insorgenza di questa malattia).
L'effetto protettivo dei cibi vegetali sembra legato ad un'assunzione abbondante e variata di tutti i gruppi vegetali, consumati il più possibile al naturale, cioè non privati del loro contenuto di sostanze protettive, e assunti sia cotti che crudi, perché alcune sostanze protettive vengono inattivate dalla cottura, mentre altre vengono attivate dalla cottura stessa.


L'osteoporosi

L'osteoporosi, la malattia delle ossa fragili, rende l'osso estremamente vulnerabile ai traumi, anche minimi, che possono facilmente provocare fratture vertebrali, del polso e del collo di femore. Ogni anno milioni di persone si fratturano e, tra chi riporta una frattura di femore, le percentuali di morte e invalidità permanente sono elevate.
L'osteoporosi è causata non tanto da una carenza di calcio, ma da un eccesso di sostanze, assunte con la dieta, che, assieme alla sedentarietà e al fumo, rubano calcio all'osso: le proteine ricche di aminoacidi solforati, che si trovano in tutti i cibi animali, in alcuni cereali e nella frutta secca; il fosforo, che si trova nella carne e in molte bevande dolci; il sodio, che si trova nel sale da cucina, utilizzato per la conservazione e la trasformazione dei cibi industriali; la caffeina e l'alcol.
Il Regno Vegetale è in grado di fornire adeguate quantità di calcio facilmente assimilabile, accompagnato in media a limitate quantità di proteine, dannose per il mantenimento del calcio nelle ossa. Ci sono inoltre ulteriori vantaggi dal ricavare il calcio da fonti vegetali: i cibi ricchi di calcio sono anche ricchi di vitamina K, fitoestrogeni e potassio, tutti composti che sono in grado di influenzare positivamente la salute dell'osso.


Il pesce: e' un cibo salutare?

Chi mangia pesce per ragioni "di salute" dovrebbe pensarci due volte: il pesce puo' accumulare sostanze tossiche in una concentrazione 9 milioni di volte maggiore di quella che si trova nell'acqua in cui vivono, e le carni di alcuni animali marini, come gamberi e capesante, contengono piu' colesterolo della carne di manzo.
Ai pesci d'allevamento vengono mescolati al mangime grandi quantita' di antibiotici, proprio come succede negli allevamenti di animali terrestri, e questi farmaci vengono poi ingeriti dall'uomo. L'abuso di antibiotici è pericoloso perché è all'origine del fenomeno della resistenza dei batteri a un numero sempre maggiore di antibiotici, cosa che preoccupa molto gli scienziati di tutto il mondo. Viene infatti in questo modo favorito lo sviluppo di batteri, che, "allenati" da questa continua esposizione agli antibiotici, si adattano, diventando resistenti a questi farmaci, che su di essi non hanno più effetto.
I risultati di uno studio dell'aprile 2001 commissionato dal Parlamento Europeo dimostrano che il mar Baltico è particolarmente inquinato, in quanto in esso si riversano le scorie di varie industrie. Sul mar Mediterraneo non si hanno dati specifici, anche se si sa, per esempio, che la laguna di Venezia è particolarmente ricca di metalli pesanti e diossina.
Il 60% del pesce consumato in Italia proviene dall'estero, soprattutto da paesi extraeuropei, in cui non viene rispettata alcuna regola e non vi è alcun controllo sul pescato.


L'alimentazione vegetariana in gravidanza e infanzia

Una dieta sana a base vegetale e' la soluzione ideale per queste fasi importanti della vita.
Donne incinte, donne che allattano, neonati, bambini, tutti traggono vantaggio da un'alimentazione vegetariana. Si tratta infatti di situazioni in cui bisogna stare particolarmente attenti ai pericoli di una dieta sbagliata, e quindi e' ancora piu' importante evitare grassi, farmaci, antibiotici, ormoni, pesticidi e altre sostanze tossiche che si accumulano nella carne e nei latticini.
Leggiamo nella Posizione Ufficiale dell'"American Dietetic Association", sopra citata:
"Le diete vegane, lacto-vegetariane e lacto-ovo-vegetariane ben bilanciate sono adeguate a tutti gli stadi del ciclo vitale, inclusi gravidanza ed allattamento. Le diete vegane, lacto-vegetariane e lacto-ovo-vegetariane adeguatamente pianificate soddisfano i fabbisogni nutrizionali dei bambini nella prima e seconda infanzia e degli adolescenti, e promuovono una crescita normale. 

Le diete vegetariane nell'infanzia e nell'adolescenza possono essere d'ausilio nello stabilire sani schemi alimentari, validi per tutta la durata della vita, e possono offrire alcuni importanti vantaggi nutrizionali.

 


Libro consigliato sull'argomento:

Figli Vegetariani - Come allevare i figli dall'infanzia all'adolescenza con la dieta vegetariana

Figli Vegetariani Da non perdere

È opinione diffusa, confermata anche dalla maggioranza dei medici, che dalla nascita fino ai 18 anni, nel periodo più importante per lo sviluppo del corpo e dell’intelligenza dell’essere umano, il consumo di carne, latte e uova, ossia delle cosiddette proteine animali, sia assolutamente indispensabile. Ma è proprio vero?

Luciano Proietti, medico pediatra con alle spalle un’esperienza sul campo, oltre che padre di tre figli, ci spiega invece come allo stato delle conoscenze scientifiche attuali non solo sia possibile, ma vada sostenuta la scelta di un’alimentazione vegetariana nel bambino.
Queste considerazioni sono il frutto di una lunga ricerca svolta dall’autore con l’ausilio del Centro di auxologia della Clinica pediatrica dell’Università di Torino e di una raccolta di dati sui bambini vegetariani italiani, in collaborazione con l’Associazione Vegetariana Italiana (AVI), la Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana (SSNV) e i Centri di Nascita Naturale. Ne è risultata una banca dati con più di 2mila bambini cresciuti con una dieta lacto-ovo-vegetariana (la maggior parte) e lacto-vegetariana o vegana, in modo esclusivo almeno fino ai 3 anni e in molti casi mantenuta anche successivamente.

Un’alimentazione povera di proteine animali infatti, non solo è compatibile con le indicazioni dei LARN (Livelli di Assunzione Raccomandata dei Nutrienti), ma nei primi due, tre anni di vita dovrebbe essere l’alimentazione raccomandata essendo la più fisiologica e quindi la più salutare. Negli anni successivi la dieta vegetariana e vegana può diventare anche uno spunto per invitare il bambino a riflettere e comprendere l’importanza del rispetto di se stessi, degli altri animali e dell’ambiente. Ecco perché la scelta vegetariana è un investimento in «salute» di proporzioni enormi per la società futura.

fonte: Macrolibrarsi

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