Una vita a misura d'uomo

La tua VITA riflessa in queste poche righe..
può portarti a SCEGLIERE, DECIDERE e
AGIRE per VIVERE MEGLIO

Come..? valutare una vita migliore ?
Perché..? partecipare al Progetto di Tempo di Vivere ?

Un nuovo modo di vivere, a misura d’uomo, dove ognuno sceglie di guidare la propria vita, dove la felicità è un bene reale e comune.

UTOPIA o SOGNO ?

nuvoleuomo

E se fosse solo questione di SCELTE ?

E’ possibile trasformare il nostro sogno in realtà.
Creare un mondo in cui la vita è dedicata ad essere vissuta, e non solo al lavoro, una realtà nella quale si dedica lo stesso tempo e la stessa attenzione al lavoro, al sonno, al  cibo, alla creatività, all’ amore, alla vita e a se stessi, ai figli e agli altri.
Perché una persona felice è in grado di fare tutto, lavorare e vivere, con entusiasmo e creatività così da produrre di più e “festeggiare” ogni giorno il dono della vita!

Oggi ci troviamo di fronte a una organizzazione della nostra vita decisa da altri, altri decidono quando DOBBIAMO lavorare, amare, dormire, riposarci, curarci, divertirci.
I nostri ritmi sono scanditi da orologi, né biologici, né digitali, orologi che altri caricano ogni giorno, orologi di chi decide, di chi ha in mano il potere economico e noi … ?
Noi ci siamo adattati e poi, mentiamo a noi stessi, ci inganniamo o abbiamo l’illusione di scegliere!
Ma quando sento la parola “DEVO” andare a lavorare, quando sento “NON POSSO” o “Magari, VORREI MA … “ allora dove sta la nostra scelta?
Quando lo stare a casa la domenica è un necessità per riprendersi da una settimana di lavoro, quando andare in ferie serve a riprenderci dallo stress, quando allontanarci da casa è l’unico modo per “staccare” e “lasciare a casa i pensieri”…
La nuova malattia, lo stress e la cura: staccare la mente dai pensieri e dai “problemi” di tutti i giorni!
Quando ci sentiamo obbligati a “divertirci”, anche quando il nostro bisogno sarebbe riposare, quando non riusciamo più a fare l’amore perché, la sera siamo troppo stanchi e la mattina troppo di fretta e non c’è tempo!
E ci diciamo “ma è normale, oggi, è NORMALE, tutti vivono così e la religione ci aiuta dicendo “la vita è una valle di lacrime” “siamo qui per soffrire!”
Ma chi l’ha detto?!uomogabia
La vita è meravigliosa e merita di essere vissuta, ne abbiamo una sola a disposizione, non c’è tempo di replica eppure …
La nostra vita produce: insoddisfazione, tensione, nevrosi, depressione, malattie e la sensazione di non avere il TEMPO di VIVERE.
Allora come modificare abitudini e comportamenti?
Come smettere di sentirsi chiusi in prigioni fatte di sbarre invisibili e, spesso, create da noi stessi?
Come dedicarsi a noi stessi, a creare rapporti nuovi e appaganti con colleghi, amici, compagni (mogli e mariti) e figli?
Come avere realmente il tempo e la volontà di conoscere profondamente il partner e frequentare assiduamente i nostri figli?

Iniziando a sentire dentro di sé..
che le cose possono essere cambiate!

Scegliere, decidere e agire!

Cambiamento è alla base della felicità..
invece adattarsi e continuare a fare cose che non ci piacciono, solo perché “è normale” perché “lo fanno tutti, da sempre” è la base dell’insoddisfazione.
Quando facciamo ciò che ci piace, sentiamo forse la stanchezza?
Quando ci dedichiamo alle nostre passioni (se ci hanno permesso di mantenerle vive e di ricordarci che le abbiamo) diventiamo veramente “produttivi”
Il piacere del fare si scopre facendo ciò che si desidera fare, avendo la sensazione di vivere, all’interno di un attimo di sogno che è “pensiero comune”

Maslow*, nella sua rappresentazione a piramide descriveva i bisogni dell’uomo divisi tra biologici, di sopravvivenza, e di realizzazione..
cioè aver garantito il necessario e il TEMPO di VIVERE !
*fu psicologo all'università Brandeis, a Waltham. Nel 1954 pubblicò "Motivazione e personalità", dove espose la teoria di una gerarchia di motivazioni che muove dalle più basse (originate da bisogni primari - fisiologici) a quelle più alte (volte alla piena realizzazione del proprio potenziale umano - autorealizzazione

STUDIARE.. per VIVERE senza VITA !

studiareStamattina prendendo un treno molto presto, dal quale vi sto scrivendo, ho visto studenti, assonnati e svogliati, prendere il treno per andare a scuola, a scuola a fare che?
A sentirsi in prigione, seduti in un banco, spesso troppo stretto per i loro corpi in crescita, costretti a non esprimere se stessi, ma ciò che altri decidono, altri che impongono ciò che devono fare e studiare ed anche il come e in quanto tempo.
Lo studio, obbligatorio, imparare e apprendere, come crescere è naturale nel bambino, nel ragazzo, la curiosità del conoscere nuove cose, il grande mondo sconosciuto da scoprire, la scoperta, meraviglia dell’essere umano.
Ma le nostre scuole sono “dell’obbligo” e le superiori necessarie “Se non studi e non prendi un diploma, una laurea, non sarai nessuno, non troverai mai un posto di lavoro, vuoi fare l’operaio come me, o in senso dispregiativo, tutta la vita?”

Relazionare la vita ai propri talenti, alla propria creatività ai propri desideri e i bambini, i giovani, amano imparare invece DEVONO studiare e essere giudicati con un voto, la vita è tutta un esame, mi dicevano da piccola, ma ho 57 anni e lo sento dire ancora, e da allora non è cambiato nulla!

I bambini hanno vitalità, carica, entusiasmo, curiosità e creatività.
I bambini sono un’opera d’arte, l’essere umano è un’opera d’arte, il nostro corpo è perfezione ed è capace di migliorarsi e curarsi.
E.. come rispettiamo le opere d’arte di artisti famosi, se attribuiamo a queste valori inestimabili, valutate in milioni di Euro, quanto vale un bambino, quanto un essere umano simile a noi, quanto il nostro corpo, meraviglioso e perfetto?
E se rispettiamo le opere d’arte, se andiamo ad ammirarle nei musei, quanto ammiriamo dei nostri simili, quanto consideriamo gli altri dei “capolavori”?

Tornando alla scuola: il meccanismo dell’imparare è permanente e più rapido di quello dello studiare.
Quando qualcosa ci arriva come obbligatorio, non penetra a fondo nella nostra memoria conoscitiva e svanisce rapidamente con il trascorrere del tempo a meno che continuiamo ad usarlo.
Lo studio impone l’apprendimento e quindi non nasce da un interesse o da un desiderio, ma da un obbligo, da un DOVERE.
Lo studio e le nozioni con esso apprese sono simili a fiori recisi che, pur immersi nel vaso della memoria, prima o poi appassiscono.
Ciò che si impara, ciò che nasce dal desiderio di sapere è come un seme messo in terra che attecchisce, e, poco a poco cresce, vive e si rinnova.
Per questo imparare è un piacere, mentre studiare è spesso fonte di inquietudine e senso di oppressione. 
Sembra che lo studio abbia come scopo di creare, negli esseri umani, repulsione verso ogni forma di sapere.
Senza compiti, valutazioni, interrogazioni, esami e diplomi è solo il piacere del sapere che guida la crescita dei giovani senza alimentare paure del giudizio e da “prestazione”.

I bambini hanno bisogno di giocare, ascoltare, scoprire, imparare,
Hai mai sentito qualcuno dire al bambino “E’ obbligatorio che tu impari a mangiare al seno, a camminare, a tenere in mano gli oggetti, a parlare ecc …?”
I bambini hanno solo diritto/bisogno ricevere amore, sentirsi ascoltati e compresi e … di vivere giocando, a loro interessa tutto, tutto è nuovo e gli adulti sono a loro disposizione, spesso, disponibili a risolvere i loro problemi, quando emergono, i genitori sono lì per loro.
Ogni adulto si prende cura ed è responsabile dei propri figli e dona loro amore ma nessuno, purtrgenitori_figlioppo, ha insegnato loro come fare il genitore.

E così, ci improvvisiamo, ad un certo punto della nostra vita, "GENITORI", comportandoci come crediamo sia giusto, spesso come abbiamo visto fare ai nostri genitori!

Ma è giusto anche solo pensare, che il bambino sia in grado di capire che il papà e la mamma, DEVONO lavorare e quindi lui DEVE rinunciare alla loro presenza, alle loro coccole e rimanere solo, in nome di una cosa di cui non comprende il significato e, se poi piange, si sente rispondere “NON DEVI piangere, il papà DEVE lavorare per comprare i tuoi giochini e la pappa” e così, oltre che vivere il senso di abbandono, il bimbo si sente anche “sbagliato e cattivo”!!

Ma lui non può capire.."COSE DA GRANDI", non sono suoi..
"I PROBLEMI" !

E’ il Tempo di Vivere con i nostri figli, il tempo per mangiare, per giocare con loro, inventare nuovi giochi, con la creatività che è del “nostro” bambino, è il Tempo di Vivere, come accade in natura, giocare e imparare e quindi amare il fare.
E’ il Tempo di Vivere per ascoltare i ragazzi, iniziando ad accettarli e comprenderli, è tempo di dedicare loro il nostro tempo e le nostre attenzioni e far vedere loro un “futuro a colori” attraverso la nostra serenità e gioia di vivere!

Quando l’essere umano trova in sé una diversa dignità e intorno a sé rispetto reale per sé e per il suo diritto alla vita, svaniscono problemi, tensioni e, probabilmente anche la criminalità; perché perdono il senso stesso di esistere, vengono a mancare le motivazioni.

E’ il tempo di uscire dall’omologazione delle menti e dal conformismo e di credere che un altro modo di vivere è possibile, è il Tempo di Vivere e di gustare la vita e i suoi tempi, il tempo è ORA, prima che “in vecchiaia” quando le capacità di goderla sono ridotte!

Tutti dicono: “I soldi non fanno la felicità” ma poi, ciò che vorrebbero è la sicurezza economica.

Il desiderio di una nuova società, di un nuovo modo di concepire e vivere la vita è nel cuore di ognuno ed anche nel cuore di coloro che sembrano non volerla.
L’insoddisfazione dilagante che regna in ognuno di noi, di qualunque ceto sociale facciamo parte, ne è la dimostrazione.
La vera difficoltà sta nel credere che sia possibile organizzare una nuova società nel rispetto dell’individuo e a dimensione umana, una società a favore degli esseri umani e non dei gruppi di potere, e ciò a testimoniare la sottomissione al sistema che ci imprigiona e ci impedisce di vivere.

Credere che sia utopia il solo pensare alla creazione di una società ideale..
utopia il pensare di riuscire a smantellare una società fintamente efficiente, fintamente  a favore dei cittadini..
fintamente legata alla vita e alla felicità, ci impedisce di iniziare ad agire.

Credere che sia questa, una utopia.. allora, è come credere che mettere in vita un essere umano.. lo sia.

Ampliare e gestire il proprio tempo di conoscenza ed amore.
La vera cultura sono i comportamenti e di questi ognuno di noi è autore, responsabile e garante.
Ognuno nasce nella libertà e cresce nella dipendenza.
Il nostro soggiorno su MADRE TERRA è un’occasione unica ed irripetibile e quindi deve essere concepito nel modo più favorevole alla vita.

Ci è stata data una grossa opportunità..
e troppi di noi la stanno sprecando..
L'UNICA VITA DONATACI !

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Pubblicato in Crescita Personale e Relazioni

messaggio globale  italiano

antonio
Molto della crescita dei figli lo deleghiamo alle scuole, credendole capaci di farlo ! cry Krishnamurtiart icolo di Bill TaylorBrockwood Park School e l’eredità di KrishnamurtiLa società e la tecnologia che la governa diventano sempre più complesse, i nostri figli vengono alimentati da montagne di conoscenza con l’intento di prepararli alla vita adulta e alle esigenze di un posto di lavoro. La posta in gioco è alta e la pressione è viva. Nello stesso tempo i giornali ci dicono che tra gli adolescenti sono sempre più frequenti casi di stress, depressioni e abuso di droghe, che stiamo producendo una generazione di ragazzi pieni di sé, che si danno delle arie e si autodistruggono .I politici e i genitori se ne lavano le mani e spediscono i figli fuori per una decina di ore al giorno fra lezioni, compiti, corsi vari, test ed esami.In tutte queste attività i ragazzi assorbono abbastanza conoscenze per diventare validi tecnici e impiegati efficienti, ma sono stati seguiti per diventare degli adulti responsabili e dei buoni esseri umani? E che cosa si fa a proposito delle loro capacità affettive, di cooperazione, di onestà? Che cosa facciamo riguardo alla loro capacità di pensare profondamente ai problemi della vita, di trovare soluzioni creative alle sfide personali, sociali e ambientali? Possiamo lasciare al caso l’apprendim ento di qualità simili? Possono i genitori stare tranquilli sapendo che questi aspetti tanto importanti dell’educazion e sono svolti in scuole che sono alle prese con programmi già sovraccarichi? Possono le scuole confidare nella famiglia, bersagliata com’è dall’affarismo rampante, dall’industria dei divertimenti e in molti casi completamente sfasciata da genitori troppo occupati e assenti? La prognosi non può certo essere positiva.(segue..)http://www.fiorigialli.it/dossier/rivista.php?id=6&articolo=1493

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