Vita in comunità. Io l’ho scelta, non è per tutti.

Stamattina mi sono svegliata, questo è un dono che si ripete quotidianamente, il sole era stupendo, la giornata meravigliosa, calda.
La vita che mi accoglie, la sento, è lì per me, grazie, un nuovo giorno che mi è dato di vivere, sto bene, ho dormito, mi sento riposata, la sveglia è suonata e l’ho spenta, io posso permettermelo, non ho ancora voglia di alzarmi, faccio della lentezza la mia padrona, ora.
Saluti, colazione, sigaretta al sole, quattro chiacchiere con i comunardi già svegli.
Che meraviglia, questa è comunità!

Il programma di oggi: regalarci una giornata di ozio, libertà, semplice divertimento dello stare insieme, leggerezza e gioia.
Il più giovane della comunità mi chiede di parlare, a me che ho quasi 40 anni più di lui, ci sediamo al sole, un lieve venticello ci accompagna, il sole ci riscalda, parole e sguardi ci coccolano e, insieme, danziamo in questo scambio di racconti ed emozioni, ci guardiamo, ci comprendiamo, ci ascoltiamo, ci aiutiamo!
Che meraviglia, questa è comunità!
Poi, il vento diventa più forte, i pensieri si accavallano, mi ascolto, cosa provo?
Felicità, connessione, senso di utilità, gratitudine, amore.
Incontro un’altra comunarda, il viso è teso, nervoso, la voce secca, lo sguardo severo e lontano.
Un’altra sigaretta e rientro, oggi facciamo la pizza, chi ha già preparato l’impasto e chi si occupa dell’accensione del forno, qualcuno ha chiesto supporto e condivisione e, in cucina, due chiacchiere mentre si lavora.cohousing bis
Poi… vedo un gruppetto, piccolo, tre persone attorno a chi sta male, che piange, è tesa, prova un forte dolore: accoglienza, ascolto, silenzi.
Isotta, sei anni, si avvicina e, in silenzio porge un disegno destinato a chi sta male, a chi sta soffrendo: “Guarda, E’ una famiglia!”
Cucciola saggia, grazie per farci vedere come ci vivi, come ci vedi.
Tu, anche se non partecipi, anche se non ascolti le parole, senti il campo che c’è: una persona alla quale vuoi bene, piange, sta soffrendo, tanto, forse non riesci a comprenderne il senso, il perché, ciò che sta esprimendo, forse è incomprensibile per te, ma senti il dolore e provi tanto amore, vuoi esserci, vuoi fare la tua parte, vuoi aiutare, vuoi dirle “Ti voglio bene!”
Il dolore ci circonda, emozioni si muovono in noi: chi amiamo, sta soffrendo e, ognuno a modo suo, con gli strumenti che ha, con ciò che sente, è lì… chi seduto per terra, chi massaggia un piede, chi stringe la mano, chi abbraccia e se ne va… vorrei restare ma, c’è altro da fare, sono tranquilla, altri rimangono ti stanno vicino… non sei sola!
Parole sussurrate si alternano a pianti ed espressioni di rabbia e dolore!
Intorno, la vita scorre, grande rispetto ci circonda… silenzi che parlano di vicinanza, messaggeri di affidamento, presenza e sostegno.
Pedine che si muovono sulla scacchiera della vita e ognuno sa cosa fare, cosa è meglio, la conoscenza profonda e reciproca, ce lo permette, e tutto si muove, con un’armonia lenta e triste, al ritmo delle emozioni.
Il tempo improvvisamente cambia, nuvoloni ci circondano minacciosi, sembra venga a piovere, niente pizza fuori ma … nessun problema, si fa lo stesso…
I bambini si attivano, chi stende la pasta col mattarello, chi con le mani, chi si mette in piedi su una sedia, i grandi indicano come fare, i bimbi sono lì, sul pezzo, si rendono utili, si sentono parte del tutto che li circonda, li avvolge, li ama… amano.
Che meraviglia, questa è comunità!
Poi, nuovamente fuori, il vento è forte, ti sposta, fa freddo… continuiamo a parlare, ad ascoltare ciò che accade dentro: sconcerto, paura, tristezza, rabbia, senso di perdita, sfiducia… silenzi che accompagnano, ascolto profondo, accettazione di ciò che accade, “è giusto, è sbagliato, è utile … non ce la faccio… non devo… ma…”
Va tutto bene è ciò che provi, è ciò che stai vivendo, è il tuo e… va bene così.
Rientriamo, una tavolata enorme di pizza ci attende, qualcuno seduto, musica, ascolto, osservazione, rispetto e in cucina… un abbraccio lungo intenso… si comunica nel quasi totale silenzio, si difende il campo con gesti spontanei e silenziosi…
“Ma è neve, nevica!
L’abbraccio continua, la musica esplode, tamburi sui tavoli, ricordi, momenti, gioia e dolore, tutto insieme, silenzi e rumori.
Tutto accade come deve accadere, anche il cielo contribuisce a creare atmosfere diverse, variabili, da una finestra entra un raggio di sole che scalda e illumina, dall’altra piove…
Che meraviglia, questa è comunità!
Tutto accade come deve accadere.mani
“Come stai?” “Sono orgogliosa di me!”
Va tutto bene
Che meraviglia, questa è comunità
Un insieme di emozioni: fiducia, paura, dolore, tristezza, rabbia, gioia, consapevolezza, intenti comuni, obiettivi, meraviglia, stupore, perdita, abbandoni, crescita, intimità, comprensione, sostegno, ascolto, condivisione, comunione, appartenenza, sicurezza, affidamento, fede, reciprocità… insieme!
Che meraviglia, questa è comunità
Chi l’ha provata, che l’abbia fatto in modo opportunistico, che ne abbia approfittato, che l’abbia usata per scopi solo personali, in ogni caso, ne ha goduto, ha vissuto un nuovo modo e mondo.

Chi l’ha provata, sa cosa vuol dire
Chi l’ha provata, sa cosa perde
Chi se ne va, sa cosa vuol dire
Chi se ne va, sa cosa perde
La comunità è tanto di tutto, è, a volte, difficile.
La comunità, per chi ha paura dell’amore, del cambiamento, per chi non crede in se stesso… è anche troppo.
La comunità è tutto ciò che è quasi impossibile trovare là fuori, nel sistema.
La comunità è ciò che cerchiamo per tutta la vita, è tutto ciò che è utile all’essere umano, tutto ciò che vorremmo.
La comunità è ascolto, comprensione, accettazione, aiuto, silenzio, sicurezza, presenza, appartenenza, connessione, crescita interiore, maturità emotiva, condivisione e sostegno.
La comunità crea le sue basi su un suolo reso fertile da amore, fiducia, reciprocità e responsabilità individuale e collettiva.


Nascere, crescere, evolversi... verso il basso, verso l'alto... cosa è più importante?
Entrambe le cose.
Non possiamo escludere nulla, non c'è qualcosa più importante di qualcos'altro: conoscere se stessi, dentro, in profondità; condividere la nostra bellezza, il nostro sapere, mostrarsi nella nostra diversità, meravigliosamente unica, contribuire, essere, esistere per sé, per gli altri.
Nulla è più importante di altro. Ogni piccolo gesto, ogni momento di crescita, verso l'alto, verso il basso, è un dono, a noi, agli altri, al mondo, all'esistenza.

La comunità per me rappresenta questo e mi domando:
"Perché è così difficile comprendere questo pensiero. Perché è così difficile metterlo in pratica?"
Non c'è una mia crescita senza la crescita dell'altro e viceversa, non c'è un contributo più importante di un altro, ma in comunità bisogna esserci completamente, con tutto se stesso, con il cuore, con la mente, con la presenza, col dolore, con le difficoltà, con l'amore, con la condivisione di sé e delle difficoltà per... superarle assieme.
La comunità è un luogo protetto, è un asilo, nel quale imparare a conoscersi, a comprendere, a relazionarsi, ad accettare, a cambiare, a rischiare senza fare paragoni col passato, perché la comunità è un'altra cosa, non è paragonabile a ciò che conosciamo, è un mondo nuovo, diverso, migliore.
La vita di comunità è quella che abbiamo sempre cercato quando ne eravamo fuori, è quella che ci sembrava il paradiso, vista da fuori, e, per comprenderla e amarla, bisogna viverla appieno, fino in fondo.
Non è solo da annusare, da criticare, da guardare dall'alto o dal basso, la comunità non è io più te, la comunità è Io e Te e Noi, insieme.
Così la comunità diventa risparmio (energetico) e ricchezza (arricchimento)!
Se la vivi appieno è meravigliosa, anche se a volte sembra TROPPO (tutto è tanto in comunità, tanto amore, tanta crescita, tanto solidarietà, tanta collaborazione..) anche se sembra difficile ma... è forse facile vivere come abbiamo vissuto, nell'isolamento e con il bisogno di uniformarci, per essere accettati, dimenticando se stessi e chi siamo, per soddisfare qualcuno che forse neppure conosciamo, facendo ciò che, spesso, non ci piace fare e non vorremmo fare?
Vogliamo confrontarci?
Un sorriso felice e amaro

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Pubblicato in Blog di Gabriella Oliva

Commenti   

+1 # angela 2019-03-28 20:10
che piacere ricevere messaggi così ,grazie
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0 # Anatolia 2019-04-05 11:12
Bella questa condivisione, che non esclude nessuna emozione e la ridona indietro a chi guarda e ascolta.
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