Nascere e rinascere

Amo ciò che faccio perché mi permette di sognare un mondo migliore, quello che vorrei, fatto di relazioni migliori, sane e durature, di rispetto, ascolto e comprensione, collaborazione e condivisione… questo mi rende felice.

Quando è nato Tempo di Vivere?

Nell’agosto 2010 era solo un embrione, un sogno nella testa di pochi di noi

Nell’agosto 2014 ha iniziato a vivere… un luogo, il casale tanto cercato è arrivato e il sogno è diventato realtà.

Solo due anni e tre mesi fa…

Fare un punto, riguardare indietro e vederci diversi, leggere in quegli sguardi volontà, entusiasmo e paure. Ricordare le mille difficoltà, riconoscere gli errori che ci hanno fatto sentire incapaci: cittadini che scelgono la vita di campagna, che lasciano il confort del riscaldamento centralizzato e che rimangono senza gas, che vogliono fare decrescita e non chiudono l’acqua mentre si lavano i denti, che organizzano serate a cui non partecipa nessuno, che promuovono eventi e corsi che rimangono vuoti.

E poi… la capacità e l’esperienza aumentano, arrivano momenti di grande partecipazione, eventi importanti, visibilità e successo, considerazione e stima… siamo stati bravi!

Celebriamo, grazie a noi, grazie a tutti!

Ma, quando corri così velocemente, quando il successo ti viene incontro, quando tutto ciò che desideri, ciò verso cui mandi la tua energia, individuale e di gruppo, si avvera, quando ti rendi conto che i sogni più grandi del tuo inizio si sono avverati…

manitonquat e tempo di viverequando Medicine Story (Manitonquat) e Ellika, sono qui, a casa tua, così vicini e ti dedicano il loro tempo, la loro attenzione, i loro sorrisi, quando i loro sguardi, che esprimono dolcezza, profondità e ammirazione, si immergono nei tuoi… quando proprio Lui, la persona a cui ti sei ispirata per scrivere la tua Visione parla con te e ti manda conferme e ti dice Bravi, sono felice di essere qui, mi piace la vostra comunità, andate avanti”…

quando i Pionieri del cambiamento, i fondatori dei primi ecovillaggi, proprio quelle persone che per te sono state un esempio e una guida, ti abbracciano e si confrontano con te, quando sei riconosciuto come uno di loro, quando senti la loro stima, quando stringi le loro mani nel cerchio, quando senti che fai parte, anche tu, di quella grande famiglia di cui una volta leggevi con ammirazione e per cui provavi una sorta di invidia, quell’invidia buona che ti spinge e ti motiva a camminare verso la realtà che vuoi costruire e della quale vuoi essere parte integrante…

quando le persone vogliono conoscerti, per capire, per sapere come fare, quando ti guardano con stima e ammirazione, quando senti di essere considerata un esempio…

cercare se stessialloraforse hai corso troppo velocemente… e senti qualcosa di strano, nel profondo, come se avessi perso l’orientamento, senti di sbandare, non sai dove sei, ti senti in un labirinto di gioia e insoddisfazione, improvvisamente ti senti inutile e perso, come una barchetta alla deriva. Questa sensazione di disorientamento ti sorprende come un fulmine a ciel sereno, ti senti inaspettatamente straniero in questa vita e ti chiedi “Cosa mi sono perso?”.

Guardi come sconosciuti i tuoi compagni di cammino, quelli che hai scelto, quelli che ami… tutto sembra avvolto in una lente deformante.

E allora lotti con tutte le tue forze contro questo disorientamento, anche se sai che quella domanda è sempre stata lì, in agguato.

Nonostante una vita riuscita, nonostante le lotte per mettere ordine, per conquistare un nostro posto ben definito e tanto desiderato, c’è qualcosa di indefinibile che ti spinge a perderti, a mettere in discussione tutto, proprio tutto e a…

metterti in discussione, come individuo, come gruppo

e lottiamo…

è come se tentassimo di arrampicarci su una parete perfettamente liscia, senza appigli, tutta la nostra energia se ne va nello sforzo di conquistare un metro ma, nel momento in cui pensiamo di avercela fatta, il piede irrimediabilmente scivola…

rinascere dopo un doloreE se invece iniziassimo a non lottare contro questa voglia di revisionarci, di perderci e ci lasciassimo… crollare

Crollare vuol dire lasciar vivere il nostro dolore, stare lì, con lui; vuol dire non cercare di spiegare e di capire… significa semplicemente so-stare, fermarsi ed ascoltare.

Qualcosa di saggio, dentro di noi, vuole allontanarci dalle nostre certezze per aprire la porta a un Nuovo Vuoto, a quel luogo senza tempo, dove riposano le nostre risorse, la nostra energia più profonda.

madreterra gremboDentro ognuno di noi c’è una forza incontaminata, libera, che è pronta a venire alla luce: occorre farle semplicemente posto.

Per questo dobbiamo imparare a fermarci e lasciarci crollaremetterci in pausa, revisionarci, osservarci, ascoltarci, morire per ri-nascere, perché, quando smettiamo di pensare a cosa è necessario fare… questa energia è pronta ad affiorare… perché, nella profondità del nostro essere, c’è la gioia della vita.

Oggi stiamo facendo questo, stiamo imparando a ri-osservarci per imparare a conoscerci per come siamo diventati, nuovi, diversi, a guardare cosa, nella fretta di arrivare, abbiamo lasciato indietro; oggi abbiamo compreso che abbiamo guardato in una sola direzione e abbiamo dimenticato di guardare noi stessi e, così facendo, non ci siamo accorti che la vita scorre in ogni fibra del nostro essere.

Oggi vogliamo ri-centrarci e ri-svegliarci, abbandonare il bozzolo caldo del letargo e siamo certi che le nubi si squarceranno lasciando il cielo sereno e che improvvisamente,  il sole caldo ci accarezzerà nuovamente…

bimbo appena natoCome il bambino, quando ha già cominciato a lasciare l’utero materno ma non è ancora entrato completamente nel nuovo mondo, vive emozioni molto intense, si sente espulso, proiettato fuori dal suo ambiente sicuro, gli sembra di poter morire ma… ad attenderlo trova le braccia della mamma che lo avvolgono, così noi oggi, in questa ri-nascita, abbiamo bisogno di ri-trovarci e sentirci accolti dall’amore e dall’abbraccio reciproco, quello che ci scalda, ci rassicura e ci nutre.

Ri-trovare l’amore è fondamentale, è un’esperienza che ripara, commuove, tranquillizza e predispone a nuove esperienze.

Quante ri-nascite ci sono in una vita?

Molte, moltissime.

Alcune lievi, altre enormi.

Alcune inattese e angoscianti, altre attese e felici.

Eppure quella matrice del parto ce la portiamo dentro tutti a ricordarci che, persa una condizione di vita, possiamo essere nuovi e felici in un’altra.

Ci troviamo in una sorta di terra di nessuno in cui il cambiamento è nell’aria ma non si è ancora definito, è una condizione bellissima, piena di ebbrezza, che ci promette un futuro luminoso e grande, come un presagio di primavera.

Per trovare il nuovo, per continuare ad evolvere e a crescere, lasciamo un po’ di ciò che è stato, senza temere di perdere alcunché.

Questa strada passa per una condivisione autentica tra di noi e con gli altri, quelli che meritano fiducia, quelli da cui non temiamo di essere giudicati, in questo momento di fragilità.

La condivisione degli altri è un passaggio, un ponte sull’abisso delle paure e dei fantasmi in cui potremmo temere di cadere e ci dà quella fede nel fatto che, una volta superate le insidie del momento, la vita sarà ancora migliore perché noi stessi lo saremo.

Non so in quale punto della mia vita identificare la nascita di Tempo di Vivere…

Quest’idea della quale sento il profumo, che assaporo, che tocco, che ascolto, che vedo

Quest’idea nella quale vivo ogni giorno della mia vita

Quest’idea nella quale mi identifico

Quest’idea diventata realtà

Quest’idea in cammino, in evoluzione, in crescita

Due anni e tre mesi, o forse sei anni e tre mesi, o chissà… forse è nata con me più di 63 anni fa… il tempo non è così importante, il cammino per arrivare fin qui è stato meraviglioso, pieno di gioie, dolori, difficoltà, amore e sorprese, ogni attimo è stato speciale.

Vogliamo continuare a camminare assieme con rinnovato entusiasmo… perché… ri-cercare è vivere, ri-cercare è un esercizio per la mente e per gli affetti, ci sottrae alla banalità, ci aiuta a guardare oltre e ci costringe a non dare nulla per scontato, ci rende persone più aperte e curiose, sensibili alla bellezza del mondo, per nulla influenzabili e poco inclini alla staticità, all’abitudine e al dare qualcosa per scontato.

La ricerca non è soltanto funzionale a ciò che si sta cercando; la ricerca contiene in se stessa la ricompensa della sua fatica. 

Dacia Maraini

 

 

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Pubblicato in Blog di Gabriella Oliva

Tags: crescita personale, vivere insieme, relazioni, cambiamento

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