"Morire di paura" - Ansia e Sistema Immunitario

“Mi hai fatto morire di paura!”

Quante volte avete pronunciato questa frase nella vostra vita considerandola solo un detto popolare, ignari del fatto che steste affermando una verità scientifica?

All’epoca dell’Università di Medicina, lo studio del Sistema Nervoso, del Sistema Endocrino, del Sistema immunitario e della Psicologia era suddiviso in quattro corsi differenti, solo il corso di fisiopatologia accennava la spiegazione della cascata reattiva che si scatenava sotto lo stimolo di un agente dannoso, esterno o interno. Per la maggior parte delle lezioni, però, i quattro principali sistemi di integrazione, quelli che mantengono agile e funzionale la nostra comunicazione interna, erano descritti come a sé stanti, come se fossero messi lì per caso ignari l'uno della presenza dell'altro.

leone ruggitoDa qualche decennio, gli studi di PNEI (PsicoNeuroEndocrinoImmunologia) hanno dimostrato, con solide basi scientifiche, che continuare a considerare l’essere umano come la semplice risultante della somma di singoli apparati e sistemi è uno degli errori più grandi della medicina moderna.

L’evoluzione a livello fisico dell’uomo si è fermata circa 20.000 anni fa, le successive conquiste ottenute in ambito evolutivo sono tutte legate a un incremento dell’utilizzo delle risorse intellettive, della conspaevolezza e della coscienza.

È la nostra corteccia prefrontale che ci distingue dagli altri animali e ci permette di pianificare comportamenti complessi in modo da agire per perseguire i nostri obiettivi in maniera più funzionale. Un danno neurologico a questo livello provoca disturbi alla concentrazione, incapacità di pianificazione, danni al senso del giudizio, comportamenti sociali inadatti.

E cosa c’entra questo con la paura e le difese immunitarie?

Ebbene, proprio perché la nostra fisiologia è ancora quella dei nostri antenati primitivi, anche la nostra risposta allo stress non è cambiata.

Quando il nostro bis-bis-bis-bisnonno si trovava davanti un leone poteva solo fare due cose: combattere o scappare (risposta del fight-or-flight detta anche ipereccitazione o reazione acuta da stress).fight or flight

Per metter in pratica una di queste due opzioni in tempi idonei a non farlo finire nel menu del maestoso felino, il corpo del nostro caro antenato attivava immediatamente il sistema più potente a preservarci in caso di pericolo: la PAURA (correlata al cervello primitivo, più istintivo) e l’asse surrenalico dello stress!

La paura è un’emozione primaria adattiva, ci è utile, si attiva quando percepiamo uno stimolo potenzialmente dannoso o pericoloso per la nostra sopravvivenza.

È quella sensazione che permette ai nostri cuccioli di associare uno stimolo (“Tocco la fiamma che è tanto bella”), all'eventuale dolore che può provocare (fisico - “Mi brucia e mi duole la mano” – e/o emotivo - “La mamma mi sgrida, potrebbe non amarmi più, ne soffrirei!”) e alla conseguente reazione pro-vita (istintivamente e senza pensarci, il bimbo allontana la manina dal fuoco e al prossimo incontro con la fiamma porterà il pensiero al ricordo del dolore fisico ed emotivo provato “Non toccherò più il fuoco altrimenti il dito farà male e la mamma si arrabbierà”).

“Molto bene”, direte voi!

fight or flight response“Certo!”, vi rispondo io, ma qui c’è "l’inghippo" che alla fine rischia di fregarci.

Ricordate? Il nostro fisico e, di conseguenza, anche il nostro sistema dello Stress funzionano ancora come quelli del nostro nonnino pleistocenico: di fronte a uno stimolo pericoloso si attiva immediatamente una serie di reazioni che devia il sangue dagli apparati in quel momento meno utili e lo porta a ciò che di sicuro ci salverà, cioè all’apparato muscolare, poco importa se davanti a noi c'è davvero un leone, la mamma che urla o il capoufficio che ci fa mobbing.

Il sangue, il nutrimento e l’energia saranno tolti alla corteccia prefrontale, tanto evoluta quando lenta e inutile (provate voi a negoziare con un leone affamato!!!), all’apparato digerente (chissenefrega se non avete digerito le lasagne della mamma, C'È UN LEONE DAVANTI A VOI!!!) e al Sistema immunitario (...anche un uomo col raffreddore e la febbre riuscirebbe a sviluppare la velocità di un centometrista pur di scampare alle fauci del mostro!!!).

Mentre la risposta acuta allo stimolo stressogeno della paura è utile di fronte a un immediato e concreto pericolo di vita (attivazione del braccio adrenalinico dell'asse ipotalamo-ipofisi-surrenalico), il permanere in questo stato per lungo tempo genererà una risposta cronica con attivazione anche del braccio che attiva la corticale del surrene con la produzione di corticosteroidi, di cui fa parte il cortisolo[1].

Quest’ormone ha come missione quella di inibire le funzioni corporee “inutili” (ricordatevi che il corpo non sa che non siete davanti a un leone davvero!!!), dando maggior sostegno a ciò che serve di più di fronte a un pericolo: il cuore pomperà più sangue ad ogni contrazione rimanendo sotto pressione, il fegato produrrà più zucchero ricavandolo soprattutto dalla distruzione delle proteine e il Sistema immunitario sarà cronicamente depresso.

et voilà, la malattia è servita!!!

Continua…

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[1] Il cortisolo è un ormone corticosteroideo secreto dalla parte corticale del surrene. Il più famoso “cortisone” è il precursore inerte del cortisolo e viene utilizzato in farmacologia come antinfiammatorio e soppressore della risposta immunitaria.

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Pubblicato in Salute Consapevole

messaggio globale  italiano

Linda
Grazie
Grazie, ottimo articolo ben scritto chiaro e fluente. Curiosa del seguito.
1

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