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La Kombucha per fare vestiti

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Kombucha multiuso

In Ecovillaggio non tutti bevono Kombuch, ma in particolare io e la piccola Isotta ne facciamo uso quotidiano.
Per questo motivo rinnovo la mia scoby costantemente, ma confesso che spesso mi dimentico e, stando più a lungo in fermentazione, l'acidità aumenta e non è più di nostro gradimento.

Cosa fare allora? Buttarla? Assolutamente no!propiedades kombucha
Basta metterla in un contenitore con un pezzetto della madre e lasciarla per almeno 4 o 5 mesi sempre in condizioni aerobiche, con un piccolo panno a copertura della bocca del vaso.

In questo modo produrremo aceto di kombucha che, personalmente, trovo buonissimo perché più delicato dell'aceto classico e con un profumo molto intenso.  

In caso non piacesse l’aceto oppure ne avessimo già tanto si può usare anche come aceto diluito nell’acqua per le pulizie.

Io fermento circa 4 litri di té alla volta e da qualche mese ho deciso di provare a trasformare la mia Kombucha per usarla in modo diverso: mettendola in una bottiglia da spumante con con un tappo (meglio se fissato anche con una gabbietta), faccio iniziare una doppia fermentazione che dura circa 2 mesi per poi poter gustare un delizioso spumante di Kombucha!

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Kombucha, elisir di lunga vita

La Kombucha è una bevanda fermentata a base di tè che trova le sue origini in oriente e che sta avendo negli ultimi anni una grande diffusione anche qui in occidente.
La sua origine è avvolta dal mistero, si trovano tracce fin dal 250 a.c in Cina dove veniva già considerata come un elisir dalle mille proprietà benefiche, bevuto dai membri della dinastia Qin.
La leggenda ci racconta che l’imperatore Qin Chi HuangdiKombucia, primo imperatore della Cina unificata, chiese a un medico di creare un elisir di lunga vita e così nacque la Kombucha. I cinesi credono che questa bevanda fermentata crei un equilibrio tra milza e stomaco aiutando la digestione.
Anche dal Giappone si tramandano leggende per cui sembra fosse stata usata da un medico per curare l’Imperatore Kombu, da cui deriverebbe il nome della bevanda.
Le proprietà benefiche del kombucha avrebbero spinto anche i samurai giapponesi, nel X secolo a. C., a bere l’infuso prima di ogni combattimento, dal momento che li rendeva più forti e in salute, e di certo sono proprio i benefici attribuiti alla bevanda che hanno permesso che arrivasse fino ai giorni nostri.

Secondo la storia, il kombucha sarebbe arrivato in Occidente dalla Cina per mezzo della Russia, dove il processo di preparazione della bevanda sarebbe stato introdotto tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900. Ben presto divenne molto popolare e diffusa in Russia ed Ucraina, patrie di altri celebri cibi fermentati.

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