Cronache dall'ecovillaggio

CerchiAmoCi:

 
“In un cerchio non c’è “più basso” o “più alto”, non c’è un ordine gerarchico per quanto concerne il potere o la proprietà; tutti sono uguali, vengono rispettati e trattati nello stesso modo.
Quando siamo in un cerchio è come essere a casa, e quando cominciamo a sentire il cerchio, a comunicare l’un l’altro, a condividere le decisioni, i sentimenti, i sogni, i pensieri, a condividere il lavoro, il gioco e la creatività insieme, scopriamo che questo ci dà molta più soddisfazione ed energia”.
sacred village
10-11 Febbraio: primo incontro del CerchiAmoCi. Un momento di ascolto profondo e condivisione per portare la pratica de La Via del Cerchio nella nostra vita quotidiana.
 
Ce ne parlano Gabriele e Adalgisa.
 
 
'Ho sentito parlare molto dell'esperienza del cerchio, soprattutto del seminario di Manitonquat svoltosi a Tempo di VivereManitonquat svoltosi a Tempo di Vivere l'agosto scorso.
 
ascoltoHo letto il suo libro "La via del Cerchio", ma passare dalla teoria alla pratica è stata un'esperienza inaspettata. 
Difficile spiegare a parole la sensazione di ascolto e di comunione che si è creata già dopo le prime due ore.
Forse si può dire che è come riuscire a correre ad occhi chiusi verso un dirupo sapendo che un gruppo di persone sconosciute ti fermerà in tempo e che non ti farà cadere.
La cura con cui è stato condotto da Simona e Gabriella mi ha fatto sentire al sicuro, sono state capaci di gestire con dolcezza e ascolto sia i dolori che i conflitti emersi nel cerchio.
 
L'accoglienza e "l'amore" che restano dopo due giorni, senza aver fatto nessuno sforzo se non ascoltare e lasciarsi ascoltare, è così piacevole e avvolgente che sarebbe bellissimo poter partecipare ad un cerchio del genere almeno una volta alla settimana!
 
Aspetto con trepidazione il prossimo Cerchiamoci"
Adalgisa Valvassori
FacebookTwitterGoogle BookmarksLinkedinRSS Feed
Pin It

Pubblicato in Cronache dall'ecovillaggio

Cambio Vita... sì, ma, in che senso?

Prima di cominciare a scrivere quest’articolo ho pensato, come faccio spesso, d'ispirarmi sull’argomento, cogliendo qualche spunto sulla rete.

Così ho fatto una breve e veloce ricerca su internet scrivendo “cambio vita” e mi sono divertito a leggere i risultati. C’è un po’ di tutto associato a questa frase, da chi ha scritto il “decalogo” per cambiare vita, a chi immagina che cambiare vita equivalga a mollare tutto, chi vuole aprire un bar in riva ad una spiaggia a Rio de Janeiro, chi ti consiglia i migliori siti per cambiare vita oppure chi ti spiega quali sono le dieci città migliori al mondo in cui è possibile vivere e lavorare, ma non basta, c’è anche chi ha pensato di farci una bella fiera, e quindi abbiamo l’expo del cambio vita (?) e chi consiglia invece in quale paese è meglio espatriare.

Insomma, tutti esperti del cambiamento e del cambiare vita.

FacebookTwitterGoogle BookmarksLinkedinRSS Feed
Pin It

Pubblicato in Cronache dall'ecovillaggio

L'orticoltura naturale per l'autosufficienza alimentare

La scelta di costituire un ecovillaggio richiede molta consapevolezza.

Il nuovo insediamento non è un eremo staccato dalla società, ma un nuovo modello di società dove tutto viene reinterpretato: fonti di energia, edificazioni, cure sanitarie, rapporti interpersonali e via dicendo.

Non una contrapposizione col mondo esterno ma una continuità evolutiva.

Nella spontanea suddivisione dei compiti la produzione del cibo è uno dei fattori di coesione della comunità, una garanzia di durata ed espansione del progetto esistenziale.

FacebookTwitterGoogle BookmarksLinkedinRSS Feed
Pin It

Pubblicato in Cronache dall'ecovillaggio

Seguici anche via email

* campi obbligatori