Cronache dall'ecovillaggio

Marco e Luana sono andati via...

Ricordo ancora le parole di Alfredo della comune di Bagnaia, quando, dopo l’uscita da Tempo di Vivere di Antonio, uno dei fondatori della nostra comunità e mio compagno di vita, nell’accogliere il nostro dolore, nel comprendere le mille emozioni che giocavano a rimpiattino dentro ognuno di noi ci diceva: “Dovete abituarvi, le persone entrano in comunità e poi la lasciano, le fini, le perdite, i lutti sono normali, dovete abituarvi, noi, a Bagnaia, ne abbiamo vissute oltre cento!”

Nella mia testa risuonava un fortissimo: “Non voglio, non è possibile, a noi non succederà, abbiamo sbagliato, ma ora abbiamo capito!”

Sono passati solo 20 mesi e martedì 12 febbraio, all’apertura del nostro cerchio emozionale Marco, con tono di voce apparentemente tranquillo, ci dice:

“Esco da Tempo di Vivere, ho preso questa decisione”

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Da tempo di vivere non si torna indietro

Ci ho messo 11 mesi per decidermi a scrivere questo articolo.

In fondo non amo parlare di me, non troppo, e non amo diffondere cose intime, il mondo dell’etere non mi dà sempre fiducia e preferisco sussurrare i miei segreti in orecchie di carne e ossa (o cartilagine… insomma quel che è)

Io e Gabriele, mio marito, a gennaio dello scorso anno, abbiamo chiesto di stare per 6 mesi a Tempo di Vivere, per sperimentare la vita di comunità.

E così lo scorso 5 aprile, il nostro bilocale di Milano era già vuoto e ci trovavamo a montare il nostro letto nella stanza che hanno tenuto per noi qui a Camera Vecchia, in cima ai monti piacentini.

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Pensieri notturni

Ciao, mi chiamo Cristina; ho 34 anni, un cane, alcuni chili di troppo, gli occhi che cambiano col tempo e con l’umore, mi piace definirmi sognatrice ed ottimista; ecri cerchio com da un po’ di tempo a questa parte ho una nuova “famiglia”.
Famiglia tra virgolette, perché non è la solita, classica, stereotipata famiglia (mamma, tranquilla, non mi sono sposata senza dire nulla ?).
È una gran bella “famiglia”, ricca (di cuore e di amore, non di portafoglio), variegata e sorprendente; ne vado molto fiera ed alcune volte mi sembra di non esserne all'altezza.
Da qualche mese vivo con loro, in questa comune/ecovillaggio che è Tempo di Vivere.
Ho scelto di stare qui perché stanno costruendo un modo di vivere totalmente diverso da quello a cui siamo abituati, lavorano costantemente sulle relazioni e sulle emozioni; che in questo tipo di società in cui sono nata e cresciuta, nessuno insegna a gestire, nè tantomeno ad apprezzare.
In questo ultimo periodo mi sono spesso sentita come un bambino che impara a camminare.

cri esy Continuavo ad inciampare in emozioni che non riconoscevo e che non sapevo come affrontare, per il semplice fatto che non lo avevo mai fatto; mi ero abituata a chiuderle in un cassetto, perché erano solo un intralcio allo scorrere della vita “normale”. Qui, ora, grazie all’aiuto e al supporto di tutti i comunardi, sto imparando a relazionarmi con me stessa e con gli altri; continuo ancora ad inciampare, continuo ancora a cadere, ma a differenza di prima, non voglio più chiudere nulla in un cassetto; voglio rialzarmi, voglio guardare l’emozione che mi ha fatto inciampare e voglio imparare ad amare il mio dolore perché è qui per dirmi qualcosa e finché non lo ascolto e non lo ringrazio per il messaggio che mi ha portato non se ne andrà.

E così, un passo alla volta, una caduta alla volta, sto ricostruendo me stessa e ne sono veramente orgogliosa.
A questo punto della mia vita non voglio più chiudere nulla in un cassetto, nemmeno i sogni, che per inseguire lavori faticosi e frustranti, avevo riposto lì, assieme alle emozioni.
Sembra banale, forse il sogno di un bambino, ma il mio sogno è quello di cambiare il mondo; perché ciò che è stato costruito fino ad oggi non è a misura d'uomo, è un mondo che ci insegna ad essere ciò che non siamo per diventare consumatori solitari. Io, invece, voglio un mondo che dia spazio alle persone, alle relazioni, alle emozioni.

Sogno un mondo in cui chiunque possa ritrovare se stesso ed il proprio tempo di vivere.

Non so se ci sarò per vederlo, ma voglio essere sicura che quando me ne andrò, avrò contributo anche solo con un piccolo mattone.

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