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  • “Insieme non c’è niente che non possiamo fare”

    “Insieme non c’è niente che non possiamo fare”, questo era un mantra di Manitonquat e quando poteva ce lo ripeteva sempre. Per noi Manitonquat, e la Via del Cerchio, sono stati un punto di riferimento importante per la crescita del nostro progetto.
    Queste poche parole, “insieme non c’è niente che non possiamo fare”, a mio parere, sono estremamente attuali.
    Molta della spinta che sento nelle persone che si avvicinano agli ecovillaggi, penso che, in parte, sia legata al sentirsi soli. Il momento storico ci porta a vivere incertezze e paure che vengono ancor più amplificate da quel concetto di individualismo che ci hanno instillato negli ultimi cinquant'anni. Finalmente, ora, questo concetto, sembra iniziare a vacillare.

  • In comunità, l'altro è sempre specchio di sé

    Le giornate qui a Tempo Di Vivere si svolgono diversamente da quanto ero abituato fino a pochi mesi fa.

    Nella mancanza di ritmi prestabiliti, di orari imposti da qualcuno “più in alto” e di compiti assegnati gerarchicamente, pure il tempo scorre diversamente e assume tutt’altro significato dalla concezione tradizionale con la quale ci rapportiamo ad esso.

    Se dovessi scegliere una sola parola per definire questa nuova e particolare concezione della vita è: “auto responsabilizzazione”. Non siamo abituati a prenderci la responsabilità delle nostre scelte, delle nostre azioni… e delle nostre emozioni.

    In questo contesto, è cambiato il modo con cui ho a che fare con me stesso.

    Se il rapporto con me stesso è cambiato, quello con “gli altri” ha fatto altrettanto.

  • La spinta comunitaria

    Il nostro progetto è nato nel 2011 ma ha trovato un posto, in cui passare dalla teoria alla pratica, nel 2014 e da quel momento è iniziata veramente la nostra avventura.
    Inutile dire che la nostra scelta ha attirato subito molto persone, che provano quella stessa spinta. Negli ultimi anni l’idea che questa possa essere la scelta giusta di cambiamento sta coinvolgendo ancor più persone. Tante sono le telefonate e le mail che ci arrivano con tante domande per comprendere meglio la nostra vita, la nostra esperienza e la nostra scelta. Ma con onestà è difficile in pochi minuti spiegare un processo che è durato anni e che ancora è attivo.
    La sensazione che spesso le persone focalizzano questa scelta in particolare nel cambiamento di posto, di paesaggio. Passare da vivere in un appartamento in città ad una vita immersa nella natura. Sembra che la vista sia uno dei primi sensi a venir colpito. Poi l’udito che sente rumori diversi e spesso il silenzio… cosa molto rara in una città.

  • Il sabotaggio di solitudine e individualismo

    “Insieme non c'è niente che non possiamo fare” raccontava Manitonquat, capo politico e spirituale della tribù nativa dei Wampanoag.

    Parole, queste, tutt'altro che scontate.

    Perché la solitudine, o meglio, la percezione di essere soli, serpeggia ovunque nella società umana. È una delle forme del nostro tempo, questa solitudine.

    Ed è così, sembra, che ci scopriamo individualisti. Esseri individuali motivati dalla convinzione che il bello e il cattivo tempo del mondo dipendano da noi. Sentiamo di potercela fare da soli. Sentiamo di poter fare a meno dell'umanità che c'è intorno. Ci illudiamo. Rimuoviamo l'altro dai nostri progetti, dai nostri orizzonti: quel che realizziamo ha come unica destinazione noi stessi.

    Intanto, sotto la crosta di questa credenza, qualcosa si muove.

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Il Progetto

campana a ventoTempo di Vivere nasce dalla volontà di superare il disagio e la frammentazione sociale. 
Il nostro ecovillaggio mette al centro la persona e le sue capacità ed è improntato ad una decrescita consapevole, in armonia con Madre Natura
Ci siamo uniti per creare una comunità intenzionale, autonoma e autogestita, in cui ognuno possa portare le proprie esperienze e competenze per arrivare all'obiettivo comune di un'esistenza basata sulla centralità del singolo, nella condivisione e nella collaborazione, che permetta una crescita individuale e collettiva. Riteniamo che il primo passo sia quello di mettere in atto accoglienza, accettazione, ascolto attivo e non-giudizio, perseguendo una visione olistica rispettosa del benessere dell’uomo e dell'ambiente che ci circonda. Vogliamo essere un esempio per creare una nuova cultura e un nuovo sistema sociale in cui le diversità siano apprezzate come valori imprescindibili, così che le specificità di ognuno diventino potenzialità al servizio di tutti.
Ciò che da soli sembra impossibile diventa fattibile quando non ci sente più entità distinte, ma un gruppo di persone che collabora ad un fine comune.

Non è un sintomo di buona salute vivere ben adattati in una società profondamente malata.
J.Krishnamurti

Pillole dei nostri contenuti

  • Verso l'autosufficienza

    Verso l'autosufficienza

    Come salvaguardare la natura, facendo da sé:
    esperienze, ricette, consigli, racconti e tanto altro.

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  • Verso la felicità

    Verso la felicità

    In cammino verso una maggior consapevolezza:
    approfondimenti, riflessioni, esperienze, crescita personale.

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  • Salute consapevole

    Salute consapevole

    Prenditi cura di te in modo consapevole e naturale:
    approfondimenti, riflessioni, esperienze e tanto altro.

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  • Via del Cerchio

    Via del Cerchio

    Riscoprire i valori umani attraverso il cerchio:
    Gli insegnamenti di Manitonquat nella nostra quotidianità.

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    Articoli in evidenza

    • “Insieme non c’è niente che non possiamo fare”

      “Insieme non c’è niente che non possiamo fare”, questo era un mantra di Manitonquat e quando poteva ce lo ripeteva sempre. Per noi Manitonquat, e la Via del Cerchio, sono stati un punto di riferimento importante per la crescita del nostro progetto.
      Queste poche parole, “insieme non c’è niente che non possiamo fare”, a mio parere, sono estremamente attuali.
      Molta della spinta che sento nelle persone che si avvicinano agli ecovillaggi, penso che, in parte, sia legata al sentirsi soli. Il momento storico ci porta a vivere incertezze e paure che vengono ancor più amplificate da quel concetto di individualismo che ci hanno instillato negli ultimi cinquant'anni. Finalmente, ora, questo concetto, sembra iniziare a vacillare.

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    • In comunità, l'altro è sempre specchio di sé

      Le giornate qui a Tempo Di Vivere si svolgono diversamente da quanto ero abituato fino a pochi mesi fa.

      Nella mancanza di ritmi prestabiliti, di orari imposti da qualcuno “più in alto” e di compiti assegnati gerarchicamente, pure il tempo scorre diversamente e assume tutt’altro significato dalla concezione tradizionale con la quale ci rapportiamo ad esso.

      Se dovessi scegliere una sola parola per definire questa nuova e particolare concezione della vita è: “auto responsabilizzazione”. Non siamo abituati a prenderci la responsabilità delle nostre scelte, delle nostre azioni… e delle nostre emozioni.

      In questo contesto, è cambiato il modo con cui ho a che fare con me stesso.

      Se il rapporto con me stesso è cambiato, quello con “gli altri” ha fatto altrettanto.

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    • La spinta comunitaria

      Il nostro progetto è nato nel 2011 ma ha trovato un posto, in cui passare dalla teoria alla pratica, nel 2014 e da quel momento è iniziata veramente la nostra avventura.
      Inutile dire che la nostra scelta ha attirato subito molto persone, che provano quella stessa spinta. Negli ultimi anni l’idea che questa possa essere la scelta giusta di cambiamento sta coinvolgendo ancor più persone. Tante sono le telefonate e le mail che ci arrivano con tante domande per comprendere meglio la nostra vita, la nostra esperienza e la nostra scelta. Ma con onestà è difficile in pochi minuti spiegare un processo che è durato anni e che ancora è attivo.
      La sensazione che spesso le persone focalizzano questa scelta in particolare nel cambiamento di posto, di paesaggio. Passare da vivere in un appartamento in città ad una vita immersa nella natura. Sembra che la vista sia uno dei primi sensi a venir colpito. Poi l’udito che sente rumori diversi e spesso il silenzio… cosa molto rara in una città.

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    • Il sabotaggio di solitudine e individualismo

      “Insieme non c'è niente che non possiamo fare” raccontava Manitonquat, capo politico e spirituale della tribù nativa dei Wampanoag.

      Parole, queste, tutt'altro che scontate.

      Perché la solitudine, o meglio, la percezione di essere soli, serpeggia ovunque nella società umana. È una delle forme del nostro tempo, questa solitudine.

      Ed è così, sembra, che ci scopriamo individualisti. Esseri individuali motivati dalla convinzione che il bello e il cattivo tempo del mondo dipendano da noi. Sentiamo di potercela fare da soli. Sentiamo di poter fare a meno dell'umanità che c'è intorno. Ci illudiamo. Rimuoviamo l'altro dai nostri progetti, dai nostri orizzonti: quel che realizziamo ha come unica destinazione noi stessi.

      Intanto, sotto la crosta di questa credenza, qualcosa si muove.

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    Chi siamo

    • Ermanno

      Si è licenziato a fine Aprile 2014 da una blasonata Casa editrice (IlSole24Ore) che segue testi per professionisti del settore economico-giudiziario. Ama cucinare e sta seguendo corsi di approfondimento sull'Alimentazione e la cucina naturale e vegetariana. Da quando ha deciso di cambiare definitivamente vita non spreca più di 3 ore del suo tempo per andare in ufficio e tornare a casa.

      Blog

    • Gabriella

      Counselor relazionale integrato, in ambito privato e aziendale, mediatrice familiare, formatrice, consulente in ambito relazionale e di coppia. Esperta nella crescita personale e di tecniche per la gestione emozionale, dei conflitti e delle problematiche affettivo relazionali. Referente e trainer per il progetto Ufficio di Scollocamento Solidale.

      Blog

    • Katia

      Studentessa f.c. di Medicina e Chirurgia (a 5 esami dalla laurea). Mamma di Pietro e Isotta, moglie di Ermanno. Naturopata, operatrice di Riflessologia Podalica Olistica, Iridologia Olistica e Kinesiologia applicata, ha tra i suoi interessi l'alimentazione naturale ed energetica, la Medicina Tradizionale Occidentale, i Fiori di Bach e tutto ciò che concerne la medicina alternativa. Appassionata di autoproduzione e cosmesi fai-da-te. Crea Mandala Ojos de Dios e arazzi naturali con telaio autocostruito. Orogliosa di tutti i suoi "non-ruoli". Ama ridere...sta imparando a lasciarsi abbracciare.

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    • I nostri bimbi

      Isotta: nata nel 2013, un concentrato di energia ed allegria. Attenta, curiosa, ruffiana e biondissima. E' la mascotte dell'ecovillaggio.
      Pietro: nato nel 2007, si è "licenziato" da scuola nel dicembre della terza elementare e ora prosegue felicemente la sua istruzione con l'educazione parentale o homeschooling. Riflessivo, dolcissimo, malinconico e svagato. E' il nostro giovane Werther...

      Blog

    • Diario di bordo

      Cronache dall'ecovillaggio:
      I racconti del nostro viaggio insieme.

      Blog

    Ultimi commenti

    Katia
    3 mesi 15 giorni

    Ciao, il 25 settembre faremo appositamente un open day, qui il link per prenotare https://forms.gle/ ...

    Laura Cittar
    3 mesi 15 giorni

    Scusate, non capisco la risposta

    Laura Cittar
    3 mesi 15 giorni

    Vorrei semplicemente vedere il posto, senza pernottamento, chiedere informazioni, gratuitamente in a ...

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