Arrivederci Tempo di Vivere

La mattina del 16 settembre 2015 ho deciso di terminare la mia esperienza all'ecovillaggio di Tempo di Vivere.

Difficile, solo cinque giorni dopo, raccogliere i pensieri e le emozioni per raccontare in poche righe cosa mi ha spinto a un gesto così estremo.

Sembrava tutto andasse per il meglio e migliorasse... i miei soliti alti e bassi, ma mi sembrava andasse abbastanza bene: sempre più persone venivano a trovarci e a sperimentare le nostre iniziative, il gruppo si stava rafforzando, io mi sentivo cambiato tanto in questo primo anno.

In realtà, probabilmente non l'ho neanche voluto prendere in considerazione, ma le cose in me non andavano bene e i comportamenti ripetitivi, causa di problemi a me e al gruppo, si ripetono con ciclicità.

Non ci ho lavorato dentro me come avevo promesso ero intenzionato a fare e ,in una riunione, il gruppo mi fa sapere che non si fida più di me dopo un anno di promesse non mantenute.

Ed ecco partire senza controllo un'altra mia dinamica interna tipica.

Sono tre fasi che oggi sto cercando di metabolizzare.Prima colpevolizzo il gruppo di non capirmi e di non accettarmi.
Dico con rabbia che me ne vado (anche il fatto di dirlo e pensarlo è recidivo).

Nonostante tutto nessuno mi sbatte fuori da Tempo di Vivere, qualcuno cerca anche di parlarmi con amore.
Io sono deciso, poi via via che mi si parla in toni dolci o forti vedo come mi sono comportato ed ecco arrivare un senso di colpa fortissimo.

Senso di incapacità totale, senso di colpa, tristezza profonda, scoraggiamento, imbarazzo, vergogna, paura, apatia emotiva.
Resto dell'idea che è meglio andarmene, nessuno si merita una persona come me accanto: ho tradito, ho illuso, ho aggredito, mi sono comportato da presuntuoso e da egoista, non ho voluto vedere e ora non ci voglio neanche più lavorare su tutto questo.
Finché, nell'ultimo dialogo avuto con Gabriella e Simona viene fuori il terzo e ultimo atto, che è probabilmente, a mio avviso oggi, il vero motivo della mia fuga dal paradiso.

Mi rendo conto sbigottito che non ho mai scelto in maniera adulta e responsabile la vita e il progetto di Tempo di Vivere.
Questo mi ha portato a non starci mai bene del tutto, non avevo l'obbiettivo comune fisso in testa.
E' stato come costruire una casa su fondamenta cedevoli.

Quello che ho spesso predicato parlando alle persone di Scollocamento, di vita comunitaria, di cambiare il sistema e noi stessi, io ero il primo e l'unico del gruppo a non farlo veramente e in modo convinto, ma ad illudermi e di conseguenza illudere di farlo.

In quei giorni riguardo nella mia mente tutto il mio anno a Tempo di Vivere, ripenso alle frasi scritte, ai post pubblicati, ripenso agli anni vissuti con mia moglie, ripenso al rapporto con i miei genitori e a tanti altri momenti e mi scopro a chiedermi: "chi cazzo sei? Quando sei stato autentico e quando no?"

Come in un film dell'orrore visto anni fa, dove una ragazza scappa per tutto il film da un folle serial-killer e poi alla fine del film scopre di essere lei il serial-killer, da vittima mi scopro spesso carnefice.

Le cose peggiori che giudico e accuso negli altri le faccio io... e anche peggio.

Come finisse una commedia durata anni fatta di maschere mi vedo finalmente per quello che sono stato spesso per una vita: un adolescente viziato, egoista, incapace di amare, di provare compassione, incapace di stare in un gruppo, un giudice severo degli altri e di sé.

Il gruppo si stringe ancora intorno a me, ma io comprendo che devo andare a cercarmi, ormai so che non ho scelto quella vita, che me la sono imposta, che mi mancano le basi, che sono scappato prima e sto scappando ancora.
Voglio scoprire la mia identità, ne ho ua sete avida, pagandone da solo le eventuali conseguenze, sbagliando senza coinvolgere altri, senza farmi tutelare, ho bisogno di prendere decisioni da solo e di imparare a stare al mondo da persona adulta quale sono.
Solo dopo aver fatto questo potrò scegliere quale sarà il mio tempo di vivere.

Arrivederci a tutti.

Andrea


 

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Pubblicato in Cronache dall'ecovillaggio

Tags: crescita personale, vivere insieme, relazioni, cambiamento

Commenti   

0 # GRAZIANO 2015-09-22 08:25
Mi spiace molto sentirti così male e deluso del tuo vivere. Avere degli obiettivi da raggiungere in cui si crede penso siano sogni che ognuno di noi ha nel cuore e vorrebbe perseguire. Altra cosa è raggiungerli ed essere arrivati ... In effetti quando poi arrivi a una meta ne vuoi raggiungere un'altra più ambiziosa. Non essere ne triste ne affranto, siamo umani, spesso sbagliamo e cadiamo e solo con l'aiuto dei nostri Amici possiamo rimetterci in carreggiata. Ammiro la tua umanità ma sappi che non sei l'unico a cadere.
Un abbraccio
Graziano
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