Autoprodurre, primo passo per il cambiamento!

Autoprodurre è stato il primo passo che abbiamo messo in campo nel nostro percorso di cambiamento.

Come molti il primo approccio all’autoproduzione è stato fare il pane, ma essendo inesperti i primi esperimenti sono stati diciamo controversi… a volte non lievitava, oppure troppo cotto o poco cotto… insomma diversi impasti sono passati prima di trovare la formula giusta!
Ma non abbiamo mollato e continuato a sperimentare fino a che il risultato ci ha soddisfatto a quel punto ci siamo accorti che quel piccolo gesto di produrre il nostro pane ci stava nutrendo sia il nostro stomaco sia il nostro spirito.

In quel momento abbiamo compreso che quello era solo il primo passo, il pane aveva aperto un mondo infinito!!
Presa coscienza che eravamo in grado di autoprodurci dei prodotti la nostra attenzione è andata verso la cosmesi. Lo spunto era nato dalla quantità di tempo che passavamo a leggere gli INCI dei prodotti, la nostra spesa si arenava nella corsia dell’igiene personale con Katia che si leggeva ogni etichetta per trovare i prodotti meno dannosi. Sì, meno dannosi perché finché non imparate a leggere un INCI non potete avere idea di quello che le ditte mettono in quei contenitori e che poi utilizziamo.

sapone fai da te pelli sensibiliQuindi sembrava che avessimo trovato il prossimo campo su cui sperimentarci e il primo approccio fu con il dentifricio, poi il deodorante, burro cacao e poi le creme.

  1. Abbiamo compreso subito una grande differenza, sui prodotti industriali dove nell’INCI trovavamo una serie infinità di prodotti dei quali spesso non comprendevamo neanche il nome, i nostri erano composti da 3 o 4 ingredienti spesso di uso comune.
    Insomma il concetto di autoproduzione iniziava a prendere forma quando abbiamo preso consapevolezza:
    abbiamo compreso che siamo capaci di autoprodurre, noi siamo in grado di “creare” un prodotto a noi utile.
  2. Dei nostri prodotti conoscevamo gli ingredienti e sapevamo a priori che non erano dannosi per noi ne per l’ambiente
  3. Non solo potevamo autoprodurre un deodorante o un dentifricio ma eravamo in grado di farlo come noi volevamo, modificandolo fino ad arrivare ad essere adeguato alle nostre esigenze.
  4. cosa non da poco…. Risparmiavamo!!! Perché un prodotto autoprodotto ha un costo inferiore di un prodotto di medio industriale.

Ma più di tutto ha fatto crescere in noi la possibilità di cambiare che partiva dal mettersi in gioco in prima persona e modificare un’attitudine.saponette fai da te Si siamo in grado modificare le nostre modalità e iniziare a percorrere la strada del nostro cambiamento e questo può partire anche da piccoli gesti come autoprodursi un dentifricio o un deodorante!!
Un altro motivo che ci ha portato ha intraprendere la strada dell’autoproduzione à stato quando abbiamo compreso meglio gli ingredienti presenti all’interno dei prodotti.
Il famigerato INCI ( International Nomenclature of Cosmetic Ingredients) e si tratta dell’elenco degli ingredienti cosmetici espresso secondo una nomenclatura standard ed è solo dal 1997 che è diventato obbligatorio inserirlo all’interno dei prodotti.
Abbiamo iniziato a cercare di dare un significato a quei nomi in inglese e in latino, quella serie di numeri elencati, che nella loro somma formavano il prodotto finito. Inutile nascondere che quella ricerca ha rilevato una serie di informazioni a dir poco assurde. Una gran parte degli ingredienti abbiamo compreso che vengono dagli scarti di lavorazione del petrolio, molti degli ingredienti che troviamo nei nostri prodotti sono sicuramente testati ma spesso manca l’aver testato l’iterazione tra i vari ingredienti.
In quel periodo stavo seguendo spesso i video del professor Berrino e in particolare ne ricordo uno in cui consigliava, quando si va a fare la spesa al supermercato, di portarsi dietro la nonna per fargli leggere le etichette e nel caso non riuscisse a comprenderne alcuni era meglio lasciarlo nello scaffale.
dentifricio fatto in casaPer imparare a leggere un INCI ci vuole del tempo, non potete farlo al supermercato ma dovete trovarvi un tempo dedicato e siccome leggere serve poco dovete utilizzare dei diti appositi dove inserendo il singolo ingrediente vi spiega anche il potenziale pericolo. Vi capiterà di scoprire che molti ingredienti nel tempo sono stati vietati, ma per molti anni li abbiamo utilizzati, e altri stanno per essere studiati in modo più approfondito con risultati contrastanti.
Questa ricerca ci ha portato a scoprire delle situazioni a dir poco assurde, come PROPYLENE GLYCOL - Glicole propilenico quello più utilizzato è un derivato del petrolio. Si trova naturalmente nei semi di sesamo e nei funghi. Fin qui diciamo tutto normale, accettiamo che se utilizziamo dei prodotti industriali, molti degli ingredienti vengono dal petrolio, ma abbiamo anche scoperto che si usa anche come antigelo per i motori e per altri usi industriali. Comprendo che stiamo parlando di prodotti chimici e che la trasversalità del loro uso è abbastanza logico, ma sapere che mi spalmo sulla pelle qualcosa che viene utilizzato come antigelo…. Mi tocca parecchio.
Da qui è partito lo stimolo a produrre noi i nostri prodotti, perché così conosco gli ingredienti e so di utilizzare cose non dannose per me e per l’ambiente.
La scelta di Vivere in ecovillaggio ha spinto ancor di più la nostra voglia di produrre e di esprimere la nostra creatività e quindi abbiamo approcciato con le marmellate, il piccolo artigianato, i mandala, i fermentati… e molte altre cose. Ma sentivamo che c’era un ambito in cui sia io che Katia eravamo attratti, fare i saponi!
Vedevamo in rete chi postava le loro creazioni e abbiamo iniziato a comprare dei libri per comprenderne meglio la procedura. Ma c’era qualcosa che ci bloccava.
All’inizio non capivamo cosa di fermasse nell’esplorare questo nuovo mondo, ma poco a poco abbiamo compreso che il blocco era la paura nell’usare la soda caustica. Un composto che non conoscevamo, di cui leggevamo la pericolosità e tutto ci sembrava complicato. Per un periodo abbiamo abbandonato l’idea che fosse per noi autoprodurre saponi… ma sarà stata il senso di sfida o la grande spinta che sentivamo tanto sta che abbiamo deciso di partire. Si volevamo imparare a fare i saponi!!
Dovevamo trovare una soluzione per superare i nostri limiti. La svolta è stata comprendere che non eravamo soli e potevamo chiedere aiuto.scrub caffé e mandorle 640x426
Spesso accade che quando hai le idee chiare le soluzioni arrivano e quindi l’illuminazione. Noi conoscevamo un amica di un altro ecovillaggio che già saponificava e quindi la cosa più semplice era chiamarla e organizzare un corso con lei.
Inutile dire che è bastato vedere Sara mentre produceva il sapone, per comprendere che anche noi potevamo superare la paura della soda caustica. Perché se è pur vero che si tratta di un prodotto pericoloso basta avere attenzione e comprendere che in quel momento, serve essere presenti in quello che facciamo. All’inizio come da regole ci vestivamo come i NAS, mascherine, strati di guanti, grembiuli e questo ci dava sicurezza per iniziare a fare i nostri primi saponi. Col tempo abbiamo conosciuto meglio la sostanza, abbiamo preso le misure e ora affrontiamo il tutto con più disinvoltura, ma sempre mettendo molta attenzione.
La nostra esperienza con i saponi è partita con il più semplice, il sapone tutto oliva. Un sapone mono olio che permette di fare i calcoli del composto in modo semplice… perché il sapone ha pochi ingredienti olio, acqua e soda caustica. Consigliamo a tutti di partire con questo sapone perché è veramente raro, fatte le procedure e i pesi giusti, che non venga. E partire con un buon risultato è importante per il nostro umore e il nostro futuro nel mondo dei saponai!!
Inutile dire che riuscire a fare i primi ci ha spinti a scoprire altre ricette e quindi a cercare in rete nuovi saponi e poi i saposhampoo. Purtroppo in poco tempo ci siamo accorti che molte delle formulazioni che trovavamo in rete, anche in siti famosi, non erano corrette. Per questo abbiamo compreso che dovevamo capire meglio la teoria della saponificazione e l’unico modo era studiare. Per creare un buon sapone abbiamo compreso che dovevamo capire meglio l’uso dei vari oli, quelli forti e quelli deboli, quando era meglio mettere i nutrienti e per conservarne meglio le loro proprietà avevano delle modalità spesso diverse tra loro e tante altre informazioni che ci hanno permesso di imparare a formulare una nostra ricetta.
saponi cosmesi2Questo è stato per noi un momento importante perché abbiamo compreso che se volevamo fare un corso per insegnare anche ad altri l’arte della saponificazione dovevamo anche far comprendere la teoria al fine che tutti potessero avere gli strumenti per leggere ricette e con l’esperienza farne di proprie. Questo è uno dei motivi per cui il nostro corso di autoproduzione dei saponi piace molto, perché finito le persone si sentono autonome di “giocare” con la sicurezza di quello che stanno facendo.
Tornando a me e a Katia da quel momento siamo stati contagiati dalla “saponite” strana malattia per cui la casa poco a poco, beh neanche tanto, si riempie di saponi e saposhampo invadendo scaffali e armadi!!
Ci siamo accorti anche col tempo, dei nostri modi diversi di approcciare la saponificazione io più statico… per me un sapone corpo tutto oliva, ricordate il più semplice, mi trasmette ancora tante emozioni mentre Katia ama sperimentare sempre cose nuove, ingredienti diversi e sempre più naturali, colate con mille colori. Ora Katia, e solo lei io ne sono rimasto ai margini, è entrata nel grande mondo degli shampoo autoprodotti con i tensioattivi naturali. Il nostro spazio dei saponi si trasforma in un laboratorio chimico con infiniti fogli pieni di ricette, percentuali e formule chimiche… ma questa è un’altra storia.
Ormai sono più di 6 anni che teniamo corsi di autoproduzione di cosmesi e saponi sempre più on l’idea di insegnare le tecniche condividendo la tanta esperienza fatta in questi anni con tutti quelli che vogliono partecipare!!
Se sei interessato iscriviti subito alla cosmesi, ai saponi o a tutte e due!!
https://bit.ly/autoprod02_22

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Pubblicato in Blog di Ermanno Salvini

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