La crisi come opportunità: nasce l'Ufficio di scollocamento solidale

Scollocamento Solidale scelta

Nel disagio, se non cambi qualcosa in ciò che stai facendo oggi, tutti i tuoi domani saranno come ieri
Jim Rohn

Non si parla d’altro: della crisi, del lavoro che non c’è, del governo che non ci assiste, della fatica di arrivare a fine mese.
L’attenzione è sul problema che è irrisolvibile, esterno a noi, dipendente da cause di forza maggiore … dagli altri. Si dice che la società sia malata, ma da chi è composta questa società se non da noi? E quando noi siamo malati, qual è il nostro primo desiderio se non quello di fare qualcosa per stare bene? Il problema è che, spesso, non comprendiamo ciò di cui abbiamo bisogno per stare bene ed essere felici, spesso restiamo annebbiati dalla confusione e dalla frustrazione di non amare la nostra vita così com’è e nello stesso tempo di non conoscere ciò che desideriamo davvero. Altre volte, pensiamo di sapere ciò che ci renderebbe felici, ma restiamo bloccati dalla paura di perdere ciò che abbiamo e di non avere le capacità per ottenerlo.

Se proviamo a vederla in questo modo, è evidente che cambiare le regole del gioco sia una necessità che implica una scelta emotiva e responsabile. Una scelta che parte da noi, da come ci vogliamo sentire e da cosa vogliamo.
Una scelta non facile e non immediata. Una scelta che comporta di affrontare da un lato le paure del cambiamento, la ridefinizione del concetto di lavoro, occupazione e sicurezza e dall’altro richiede un’evoluzione continua della relazione con noi stessi e con gli altri. La difficoltà di cambiare stile di vita e la volontà di creare relazioni appaganti sono alla base di qualsiasi cambiamento importante per il nostro benessere, indipendentemente che il desiderio sia di costruire una nuova famiglia, trovare un nuovo lavoro, trasferirsi in una comunità o girare il mondo in solitaria.

Noi abbiamo trovato la nostra risposta: la vita comunitaria nel rispetto di Madre Natura, la crescita personale, la condivisione, la solidarietà e la decrescita. Abbiamo scelto e agito per trasformare la crisi che ciascuno di noi ha vissuto in un’opportunità di cambiamento, che ci permettesse di esprimere e realizzare il nostro potenziale, nel rispetto di ciò che siamo, come singoli e come gruppo.

Per questo mettiamo al centro l’individuo, con la sua unicità e i suoi talenti, consapevoli, come diceva Gandhi, che il cambiamento che vorremmo vedere nel mondo deve iniziare prima di tutto da noi.

Il nostro scollocamento

Non è un sintomo di buona salute vivere ben adattati in una società profondamente malata"
J. Krishnamurti

Da scollocati quali siamo, abbiamo voluto trovare una nostra interpretazione di questo concetto e proporre un aiuto concreto a chi si trova nella difficoltà di cambiare vita. TempoDiVivere, attraverso il progetto di "Ufficio di SCOLLOCAMENTO SOLIDALE", si pone l’obiettivo di essere il seme e il contributo a un cambiamento individuale e sociale verso il benessere dell’essere umano e del pianeta. Ci proponiamo di accompagnare gli individui verso la libertà di scelta per diventare responsabili di se stessi e delle proprie relazioni, nel lavoro, nella società e in famiglia. Nasce dall’esigenza di pensare fuori dagli schemi abituali per vedere nuove prospettive, attraverso potenzialità e risorse individuali; trasformare la cosiddetta crisi in un’opportunità di cambiamento con l'obiettivo di ottenere il proprio Ben-Essere. Proponiamo un percorso di crescita personale, affiancando coloro che vivono un malessere in campo emotivo e professionale a fare ordine nella confusione. Aiutiamo a identificare il sogno e forniamo gli strumenti per trasformarlo in obiettivo concreto.

Scollocarsi non vuol dire licenziarsi, significa invece, ritrovare se stessi, la fiducia in sé, comprendere i propri bisogni, i propri desideri più intimi, riscoprire le proprie attitudini e far sì che tutto questo diventi VITA.
Tutto questo sembra difficile, addirittura utopico. Quando si affronta la frustrazione della propria quotidianità, le soluzioni tardano a palesarsi e le domande si avvicendano spesso senza una risposta concreta.

STORIE DI SCOLLOCATI

Andrea Cusati

AndreaIl mio Scollocamento inizia nell'agosto del  2012 quando decido di smettere di lavorare (ma allora non sapevo neanche si chiamasse Scollocamento) e cercare soluzioni alternative a un sistema societario e di lavoro che per me non ha futuro e non soddisfa.
Conosco casualmente (?) proprio in quel periodo i miei attuali comunardi e rimango colpito e affascinato dal progetto di Tempo di Vivere, che nonostante le difficoltà che comporta ritengo la strada giusta per un cambiamento efficace dell'individuo prima e della società poi.
In due anni e mezzo lascio tutto (casa, moglie, auto, conto in banca, finte certezze/sicurezze) e ora vivo in un casale a due metri dal cielo e costruisco coi miei amici quotidianamente il futuro e la vita che voglio per star bene con me stesso e gli altri.

 

Antonio Ciao

AntonioMa ... Scollocarsi da cosa?
Dal lavoro eccessivo ... per chi? ... perché? ... per quanto tempo ... accidenti ai soldi?
Scollocarsi da uno stile di vita conclamato da molti come NORMALE e invece percepito nella propria Vita come, stressante, sbagliato, consumistico, SENZA SENSO ... SENZA VIA D'USCITA ... OBBLIGATO.

Ecco cosa era la mia Vita qualche anno fa ... un'ALTALENA EMOTIVA tra l’esigenza impellente e quasi fisica di cambiare rotta e la paura di non farcela, di essere soli, di dover lavorare duramente per il mio sogno. Un sogno che, anche se era chiaro dentro di me, veniva contaminato dai molti "devo" che vivevo. Purtroppo volevo realizzarlo nel posto che mi creava più ostacoli possibili piuttosto che sostegni, cioè "il sistema", in mezzo a persone che non mi aiutavano certo a migliorarmi. Ero addestrato a rovinarmi la vita. E l'ho fatto... anche molto bene!
La persona che mi creava più ostacoli ... ero io!
Non mi amavo abbastanza, non accettavo di me i tracolli emotivi, nonostante facessi di tutto per superarli.
Era solo apparenza.
Il mio sogno era quello di creare un'altra realtà ... e, solo poi, dopo una quarantina di anni, ho aggiunto quello che mi mancava. Ricominciare ... da me stesso ... per scoprire poi, il come?
Adesso ... mi sto scoprendo!!! Faccio lo Scollocato.

Ermanno Salvini

ErmannoLa mia intenzione di scollocarmi non nasce da insoddisfazioni legate al lavoro, ma nel comprendere che per me e la mia famiglia volevo una vita diversa. Sentivo che quello che avevo, un lavoro sicuro, uno stipendio soddisfacente, una casa, non era quello che stavo cercando. Da quel momento per me è iniziato un vero e proprio percorso e pur avendo le idee “abbastanza chiare” ho dovuto affrontare e superare paure, ansie, blocchi che rendevano difficile il mio passaggio. Ma avere al mio fianco una persona speciale e il supporto  degli altri compagni di viaggio è stata la chiave per superare e trasformare le mie paure in risorse utili per affrontare la mia nuova vita. La paura nel fare una scelta di questo tipo è molta, sento forte la responsabilità, non solo nei miei confronti, ma anche in quelli di Katia, Pietro e Isotta, rimane comunque la consapevolezza che sono proprio loro che mi stanno supportando di più, facendomi capire, giorno dopo giorno, che la strada intrapresa è la migliore in assoluto per tutti noi e per la nostra nuova famiglia allargata.

 

Gabriella Oliva

Gabriella

Un percorso accarezzato nel 2007, iniziato quattro anni fa, inimmaginabile prima di allora quanto reale oggi. Dubbi, no, paure, ogni volta che sembrava dovesse allontanarsi, sconforto dopo ogni speranza caduta rovinosamente e inspiegabilmente, sensi di vuoto, solitudine, tradimento, stanchezza, cambi di rotta, accelerate e brusche frenate, un cammino spesso contorto, impegnativo ma con la meta sempre chiara, come un faro che ti guida nella notte più buia! Scelte e azioni per arrivare a coniugare in modo diverso la parola lavoro e dare senso alla vita, seguire le passioni, riconoscere i talenti, vivere con gioia ogni attimo, coccolare il tempo e godere di ogni istante, risvegliarsi alla vita, ascoltarmi e comprendermi per ascoltare e comprendere, aiutarmi per aiutare, rispettarmi per rispettare, accogliemi nella mia diversità e imperfezione e diventare così non perfetta ma sicuramente umana. Soddisfata e felice, si, arrivata, no. Curiosa di scoprire, in cammino per stupirmi ancora danzando sulle note magiche della vita, sostenuta, in compagnia e in armonia con me stessa e con gli altri.

Katia Prati

katia… pensieri che si affollano e faticano ad esplicitarsi in parole… scollocamento è un termine che ho conosciuto da poco, che, nella mia ignoranza, ho sempre pensato non mi appartenesse, in fin dei conti sono una dei pochi fortunati che non ha mai “lavorato” veramente. O meglio, ho sempre lavorato, ma dal computer di casa creando siti web per dare una mano all’economia domestica e per poter passare più tempo possibile con i miei bimbi. Da quando è iniziata l’avventura nel nostro ecovillaggio, però, la logica dell’esserescollocati ha iniziato ad assumere una forma differente… perché qui si lavora di brutto brutto brutto, ma è qualcosa che non si riesce a scindere dalla vita, È vita… la Vita che ho sempre voluto.

Scollocarsi per me non ha significato lasciare un posto di lavoro (mai avuto e mai voluto averne uno!!!), ma staccarmi dalle logiche precostituite, dagli schemi sociali che mi avrebbero voluto studentessa modello, medico di successo, donna tanto impegnata “fuori” da poter essere giustificata nel non trovare tempo per me, per il mio uomo, per i miei figli, per i miei affetti e per ciò che amo fare. In questo senso i miei passi verso lo scollegamento (come qualcuno ama definirlo) non iniziano qui, ma tanto tempo fa, il giorno in cui, raccogliendo i cocci della me stessa che pensavo di essere, annientata da una depressione inspiegabile, ho iniziato a riscrivere di mio pugno la Vita che volevo. Ho avuto paura? Non saprei… Dubbi? Tanti… Rabbia verso chi cercava di farmi sentire sbagliata? Un fottio… Ma ho avuto attorno anche tanto sostegno, quello della mia famiglia, di sangue e di scelta, ed è stato tutto quell’Amore a sciogliere la nebbia del rancore e a mostrarmi il cammino.

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Pubblicato in Cambio Vita

Tags: crescita personale, scollocamento solidale, relazioni, cambiamento

messaggio globale  italiano

Katia
Ciao Giovanni, giovanni ferraro detto:
...mi sembra di leggere, parole che avrei potuto scrivere io. Cambiamento, scollegamento...basta non chiamarlo "lavoro". 56 anni, ho incominciato da subito a lavorare (16 appena uscito da un collegio) e fino al 2012. Agricoltore-giardiniere x lo +. Nel tempo libero mi sono rotto le ossa, da solo, a voler caparbiamente inseguire il mio "sogno" Una fattoria (negli anni settanta), operaio agricolo (invece), socio di coop agricola, giardiniere x conto mio e in comune poi. Ho vissuto una vita sull'appennino tosco-emiliano. Orso, mi chiamano gli amici. Solo in un bosco, indipentente energeticamente , ma ahimè, tutte le mattine scendevo a lavorare come giardiniere...e era il mio sogno appena sfiorato, annusato....ora sono In Sicilia, forse contribuirò a far nascere un ecovillaggio o una comunità rurale (?)...tra bancali sinergici, ulivi, e....si, mi sono SCOLLOCATO!Un abbraccio...a tutti voi!
Grande Giovanni!! E' bello sapere che c'è gente come te, che ha ancora voglia di cambiare, di rimettersi in gioco, di creare.... Se ti capiterà di tornare al centro-nord fatti sentire e vienici a trovare. Un abbraccio e in bocca al lupo per tutto

giovanni ferraro
...mi sembra di leggere, parole che avrei potuto scrivere io. Cambiamento, scollegamento...basta non chiamarlo "lavoro". 56 anni, ho incominciato da subito a lavorare (16 appena uscito da un collegio) e fino al 2012. Agricoltore-giardiniere x lo +. Nel tempo libero mi sono rotto le ossa, da solo, a voler caparbiamente inseguire il mio "sogno" Una fattoria (negli anni settanta), operaio agricolo (invece), socio di coop agricola, giardiniere x conto mio e in comune poi. Ho vissuto una vita sull'appennino tosco-emiliano. Orso, mi chiamano gli amici. Solo in un bosco, indipentente energeticamente , ma ahimè, tutte le mattine scendevo a lavorare come giardiniere...e era il mio sogno appena sfiorato, annusato....ora sono In Sicilia, forse contribuirò a far nascere un ecovillaggio o una comunità rurale (?)...tra bancali sinergici, ulivi, e....si, mi sono SCOLLOCATO!Un abbraccio...a tutti voi!

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