Da tempo di vivere non si torna indietro

Ci ho messo 11 mesi per decidermi a scrivere questo articolo.

In fondo non amo parlare di me, non troppo, e non amo diffondere cose intime, il mondo dell’etere non mi dà sempre fiducia e preferisco sussurrare i miei segreti in orecchie di carne e ossa (o cartilagine… insomma quel che è)

Io e Gabriele, mio marito, a gennaio dello scorso anno, abbiamo chiesto di stare per 6 mesi a Tempo di Vivere, per sperimentare la vita di comunità.

E così lo scorso 5 aprile, il nostro bilocale di Milano era già vuoto e ci trovavamo a montare il nostro letto nella stanza che hanno tenuto per noi qui a Camera Vecchia, in cima ai monti piacentini.

Ho vissuto 10 anni esatti a Milano e l’ho amata, in fondo ancora la amo, ma alcune cose mi stavano strette: con bimbal’aria irrespirabile, la fatica di continuare a mantenere il costoso affitto con 1000 lavoretti alternativi alla mia principale professione e la sensazione di solitudine.

In fondo io e Gabriele, nonostante i molti amici (per vedersi spesso ci volevano almeno due mesi di programmazione per incastrare gli impegni), ci sentivamo soli. Diversi. E spesso frustrati per questo. Possibile che la vita fosse correre correre per recuperare soldi a destra e a manca e poi essere nervosi e stremati? Per poi avere sempre poco da spendere e fare economia su tutto, e sentirsi impotenti su molti fronti…. il pensiero di una vita tutta così mi deprimeva.

Mi sentivo impotente e depressa.

Poi intorno a aprile 2017 siamo incappati in Tempo di Vivere, una domenica siamo andati a pranzo da loro perché volevamo fare il loro corso di Scollocamento, ma non riuscivamo a trovare un weekend libero.

Ricordo di aver pensato “Che carini, sono stata bene … certo, scelta un po’ estrema

Ma ci sono piaciuti e a luglio abbiamo fatto il mitico Scollocamento.

Due settimane dopo io ero sul cammino di Santiago e Gabriele alla Via del Cerchio di Story ed Ellika a TDV.

31 giorni e 800 km mi hanno svuotata dalle paure e ricaricata di fiducia, amore e positività.

Settembre e Ottobre 2017 sono stati due mesi carichi in cui, ritrovandoci, io e Gabriele abbiamo creduto che una vita diversa era possibile, che qualcuno già la stava sperimentando e che forse le certezze della casa e del “lavoro” erano più effimeri di quel che ero abituata a pensare.

Per farla breve a gennaio 2018 dopo due anni in cui tra discussioni, tristezza, paure abbiamo covato il desiderio di “cambiare-ma-come” in 10 minuti abbiamo preso la decisione di chiedere a TDV di stare da loro per un po’. Eravamo cotti a puntino. Eravamo pronti.

Maternita164E il dettaglio è che il 5 aprile scorso io ero incinta di 5 mesi.

Ho passato gli ultimi mesi in cui lievitavo a vista d’occhio qui a Camera Vecchia, a condividere il mio pancione e le mie sensazioni con altre 15 a volte 20 persone tra residenti e scambisti (ragazzi in scambio lavoro, per la precisone).

Un cambiamento nel cambiamento.

Diventare mamma è un’avventura meravigliosa a cui non si è preparati e che rimescola tutte le carte delle proprie certezze.

Abbiamo presto smesso di sentirci soli. Nel senso profondo.

Tempo di Vivere si basa sulle relazioni, e devo dire che ad ogni discussione o momento buio ho trovato orecchie pronte ad ascoltarmi, ho trovato braccia che mi hanno abbracciata e sorretta, sostenuta, e cuori che mi hanno spinta a guardarmi dentro e ad occuparmi di me.

E’ difficile per me occuparmi di me, forse la cosa più difficile.

Ho trovato Amore gratuito. E’ una brutta formula ma in fondo è stato così.

Anouche, la nostra bimba è nata ad Agosto in una serata rocambolesca, e poi … abbiamo chiesto di stare ancora altri 6 mesi.

Quante cose vorrei raccontarvi, il Summercamp con la nostra bimba di 20 giorni, l’autunno insieme, le salite, le discese…. non riesco a riassumere i miei 11 mesi qui.

E’ impossibile cercare di infilarli in delle frasi.

Sono cambiata, o forse no, ho avuto lo spazio per cercarmi.

E sia chiaro non sono ancora certa di essermi trovata. Non so ancora quale sarà la strada che prenderemo insieme io, Gabriele e Anouche, una volta finito questo anno qui.

Ma siamo certi di una cosa: non si torna indietro.

Ho avuto la possibilità di cambiare il mio modo di vedere le cose, ho approfondito la conoscenza di me, deiIMG 9154 miei meccanismi (ora mentre scrivo sto sorseggiando i fiori di Bach che Katia ha preparato per me e che mi stanno rivoltando come un calzino) ho approfondito la conoscenza di Gabriele, ho provato sulla mia pelle l’ascolto vero, l’assenza di giudizio, ho visto la fatica nel cercare di superare i proprio schemi limitanti, ho visto litigare e poi riuscire a sciogliersi e tornare presto ad amarsi con intensità.

Mi sono sentita avvolta e sostenuta nei miei primi mesi come mamma, dove la fiducia in se stesse e nel proprio istinto gioca un ruolo fondamentale.

Sono venuta qui con il mio semino del cambiamento, che aveva una timida radice e una pallida fogliolina d’intuizione e poi sono passati i giorni a Tempo di Vivere.

Con cura sento che hanno pacciamato attorno a me: lo strato di paglia ha tenuto il mio semino al caldo, lo ha tenuto umido e circondato da tutta la diversità che abita i campi… le mie radici ora sono forti, e il mio germoglio è pronto per la primavera.

Chissà che pianta sarà, ciò che posso dire di sicuro è che crescerà forte verso il sole.

 

FacebookTwitterGoogle BookmarksLinkedinRSS Feed Pin It

Pubblicato in Cronache dall'ecovillaggio

Tags: crescita personale, relazioni

messaggio globale  italiano

Manu
Che meraviglia!! Grazie per aver condiviso, buona realizzazione!!

Ultimi commenti

guido
4 mesi 15 giorni

Ti ho conosciuta a TdV tempo fa e ci siamo...scontrati. Succede. Credo di essermi scontrato con quel ...

gioia
4 mesi 15 giorni

AUGURONI GABRIELLA e grazie per queste meravigliose considerazioni che voglio assolutamente tenere i ...

Anatolia
5 mesi 18 giorni

Bella questa condivisione, che non esclude nessuna emozione e la ridona indietro a chi guarda e asco ...

Seguici anche via email

* campi obbligatori