...di quando Pietro mise grembiule e ciabattine

Ieri, Pietro: "Mamma, oggi Miiam (ndr: Miriam, la maestra) era abblata", Io: "Perchè, amore?", Pietro: "Pecchè ho pianto", Io: "Ti ha sgridato perchè piangevi?", Pietro: "...nooo"

Pietro ha quasi 3 anni e mezzo, non parla ancora benissimo, ma capisce tutto, con la testa di un bimbo della sua età. Quella di ieri è stata la primissima volta in vita sua in cui, senza essere incalzato, mi ha voluto raccontare qualcosa della sua giornata all'asilo.
L'asilo, "La casa dei bimbi", come lo chiama lui, un posto che non ama, anche se poi, una volta lì, cerca di sfruttare al massimo la situazione forzata e, alla fin fine, ci si diverte pure.

Stamattina di nuovo lacrime e capricci per non andarci, eppure, arrivati lì, s'è fatto infilare, senza profferir verbo, sia il grembiulino che le ciabattine....non era MAI successo in 4 mesi e mezzo!!! Ero contenta, l'ho abbracciato, gli ho detto che mi faceva proprio piacere che mi avesse permesso di vestirlo (di solito lo facevano le maestre impietosite dal mio viso stravolto e sudato dopo la lotta col piccolo anarchico che puntualmente resisteva e vinceva ogni mio tentativo di vestizione).

Quando l'ho "consegnato" alle loro braccia, Pietro piangeva dimesso, arreso, non mi sono preoccupata più di tanto, in fin dei conti lo fa tutti i giorni. Mi sono ricordata del discorso di ieri e ho chiesto alla maestra se fosse successo qualcosa (ieri sera le informazioni erano giunte sempre più confuse e alla fine sia io che il papo avevamo capito che fosse stato sgridato perchè aveva dato un pugno ad un bimbo dopo che questi aveva tentato insistententemente di baciarlo....ma i conti non ci tornavano un granchè). Lei ha fatto un attimo mente locale perchè non ricordava liti, baci o pugni (non qualcuno in particolare, per lo meno....con 72 bimbi sotto i 5 anni e solo 3 maestre, lì dentro il solo fatto di arrivare incolumi, grandi e piccoli, alla fine della giornata è già un gran successo!!!) poi s'è ricordata che aveva rimproverato Pietro dicendogli che oggi non avrebbe dovuto fare i capricci con me e che si sarebbe dovuto far vestire senza piangere...l'ausiliaria ha sorriso soddisfatta dell'opera compiuta, ma ha aggiunto: "S'è fatto vestire, ma le lacrime sono sempre lì" 

Ecco svelato l'arcano della sua docilità...il sorriso m'è svanito dalle labbra con la stessa velocità con cui era apparso ed è stato sostituito da un sorrisino ebete di circostanza...e io che pensavo fosse stato un successo della NOSTRA squadra!!!

L'ho stretto forte, gli ho detto che mi aveva fatto tanto tanto felice, che era il mio amore grande, che le lacrime andavano BENISSIMO e gli ho promesso che oggi saremmo tornati a fare la spesa insieme (lui AMA aiutarmi al supermercato!)

Uscendo ho sentito un peso sul cuore, in macchina ho pianto, mi sono sentita in colpa nei confronti di quell'anima così pura e meravigliosa, di quello spirito libero che sta per essere ingabbiato nella routine, nel conformismo di regole dettate solo dalla comodità.

....

Amore mio immenso, forse tu non puoi ancora capire il grande favore che ci stai facendo accettando di andare in un posto che non senti tuo, ma, te lo prometto, a breve mamma e papà sapranno farsi perdonare per questo piccolo grande torto...

La tua mamma, il tuo papà, nonno 'Ntono, nonna Gabella, Maxi e tutti gli altri che ti amano davvero stanno lavorando per far sì che la tua casa non abbia solo muri e imposizioni, per far sì che i tuoi occhi si aprano ogni mattina sui colori del Mondo....che è tuo.

Te lo prometto, cucciolo, a breve nella tua vita non ci saranno più grembiulini a quadretti azzurri a bloccare le tue ali da aquilotto e la terra con cui giocherai e ti sporcherai tutto non sarà solo quella dei vasi...

Ti amo, piccolino...

La tua mamma, orgogliosa e grata per tutto ciò che sei e stai diventando.

FacebookTwitterGoogle BookmarksLinkedinRSS Feed Pin It

Pubblicato in Blog di Katia Prati

Commenti   

+1 # antonio 2011-01-12 19:27
..per tutti gli "adulti" che, non vogliono indossare il "grembiulino" ogni mattina, perché questo gesto gli da la conferma che sono in gabbia, esiste sempre-sempre-sempre UNA SCELTA. Non scegliere vuole dire, SOPPORTARE e SOFFRIRE in silenzio, e troppi adulti lo fanno !
Solo per il bambino non esistono scelte, quando lo si obbliga a fare cose che non vuole, ed è normale che si ribelli, ci mancherebbe anche che non lo facesse !
Fai la TUA SCELTA da adulto consapevole, e RISPETTA chi non ha possibilità di fare la sua come PIETRO !!!!!!!!!!!!!
Lui, è nato libero e creativo per se stesso.. e vuole solo restare PIETRO !!
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
+2 # Gabriella 2011-01-13 14:18
La vita è fatta di regole e compromessi? Vero o falso? Giusto o sbagliato? Nasciamo, e non è scelta nostra, e neppure la morte ...
Nostro diritto/dovere E' SCEGLIERE COME VIVERE la VITA, il periodo tra la nascita e la morte, questo è ciò che voglio insegnare a Pietro: che la VITA è MERAVIGLIOSA!
Sicuramente seguirà le regole del BEN-VIVERE con gli altri, nel rispetto delle persone attorno a lui e di SE STESSO!
Fai bene Pietro a esprimere il tuo disagio e sappiamo che non è nè il grembiule, nè sono le ciabattine e neppure le regole!
Le tue lacrime esprimono il tuo desiderio di fare altro, di non sentirti "abbandonato" in un luogo che non ami, è il distacco dalla mamma, dalla tua casa, dal calore del tuo letto e dagli abbracci, dai sorrisi e dalle attenzioni speciali rivolte solo a te!!!
Lo sappiamo cucciolo che è questo e .... poi entri in classe e stai bene, ma ... e allora PERCHE' DEVONO DIRE CHE NON DEVI PIAGERE!!!! Come se piangere fosse una cosa brutta e cattiva!
Chi l'ha detto? Non devi piangere forse perché così la mamma si sentirebbe meno in colpa? O perché il compito della maestra così sarebbe più semplice? O perché qualcuno possa dire “come è bravo Pietro”?
NO Pietro, PIANGI se ti va di piangere, è bello che tu possa esprimere liberamente ciò che provi, le tue emozioni …

Mi rendo conto che forse non è semplice comprendere ed accettare ciò che scrivo, forse starai pensando che mi sto sbagliando! Forse pensi che sia normale che una brava maestra esorti un bimbo a non piangere, che una mamma sia felice quando il bambino va all’asilo col sorriso!
In teoria condivido queste due ultime affermazioni, ma il mio pensiero è anche un altro!

Quando noi adulti trattiamo il bambino come un essere umano?

Quando riusciremo a capire che quel “piccolo tiranno” è un bambino e che è un suo diritto esprimere ciò che prova, anche se questo può farci male o farci sentire in colpa!? E che il bambino può esprimere ciò che prova nel solo modo in cui è capace di fare, con i mezzi che ha e che conosce (il pianto, i capricci, le marachelle, la “resistenza passiva” quando, a peso morto si stende in terra e non riusciamo più né ad alzarlo, né a vestirlo)

Proviamo a pensare a noi adulti.
Come reagiamo quando siamo costretti a fare qualcosa che realmente non abbiamo voglia di fare?
Quando la mattina siamo stanchi e DOBBIAMO alzarci ugualmente per andare al lavoro, quando DOBBIAMO stirare, perché i cassetti della biancheria sono vuoti e non abbiamo altra scelta, quando la sera, finalmente “spaparanzati” davanti al televisore o mentre ci apprestiamo a leggere il giornale, dopo una lunga e stressante giornata di lavoro, e nostra moglie vuole parlare e pretende che la ascoltiamo o il bambino, appena addormentato, inizia a piangere e DOBBIAMO interrompere il meritato riposo, come reagiamo?
Non siamo forse contrariati, infastiditi, arrabbiati o nervosi?
Come esprimiamo i nostri stati d’animo?
Verso chi o che cosa rivolgiamo i nostro disappunto, la nostra rabbia?

Qualcuno si chiude in se stesso, nel silenzio e si “rabbuia” e, attorno a lui le persone amate, che non sanno cosa è accaduto, non sanno più come comportarsi!
Qualcuno ha scatti di rabbia e risposte dure.
Qualcun altro rimane nervoso tutto il giorno e, non potendo sfogarsi sul posto di lavoro, porta nuovamente a casa la sua rabbia che sfogherà alla prima richiesta di attenzione della moglie, del marito o dei figli.
E, altri ancora, soffocano la propria frustrazione, il proprio "non sentirsi compresi", il senso di ingiustizia e fanno “buon viso a cattivo gioco”, e SI SACRIFICANO per quel famoso senso del DOVERE.

E tutto questo non corrisponde forse al pianto di Pietro che poi, però, quando rimane all’asilo, si diverte?
E perché allora la nostra rabbia, insoddisfazione, disappunto, fastidio sono leciti e normali, e il pianto di Pietro no e a Pietro si dice che non DEVE piangere?

I bambini ci insegnano, impariamo da loro, sono i nostri migliori maestri, guardiamoli, osserviamoli!

Pietro vive l’attimo, il QUI e ORA, e in quel preciso momento Pietro sta soffrendo e piange, e vuole solo essere riconosciuto, accettato e compreso per ciò che prova, accolto ed amato ugualmente, per poi, un attimo dopo, sentirsi felice, giocare e divertirsi, correre e disubbidire, sicuro di sentirsi amato anche quando non fa ciò che agli altri fa piacere!
PIETRO è PIETRO, non è buono o cattivo, bello o brutto, allegro o triste, PIETRO è SOLO PIETRO!

Quanti sono i bambini che si sono già adeguati alle regole, quanti quelli già ingabbiati dalle sbarre invisibili dei doveri dei grandi, già vinti, che si mostrano tranquilli, non si sporcano, non corrono, non disobbediscono, che vanno all’asilo sorridendo perché così le loro mamme sono felici e possono andare a lavorare tranquille, e loro sono già così “maturi” e bravi da capire ed adeguarsi!?

E così abbiamo tolto loro il DIRITTO/DOVERE di essere solo dei bambini, e di vivere la vita come una cosa meravigliosa, in cui esistono le regole, ma dove la prima regola è quella di sentirsi liberi di poter esprimere ciò che proviamo, le emozioni, senza la paura di sentirsi giudicati, etichettati o peggio ancora, non sentirsi amati!
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
+1 # antonio 2011-01-14 11:52
carissima sognoacolori, per leggere le tue parole e coglierne il senso, ci vogliono forse 5/8 minuti.. ma per applicarle nella propria vita e verso i propri figli, non basterebbe una vita. Sono sacrosante parole !
Voglio meritarmi la grandissima opportunità di averti nel nostro gruppo TdV e, con me stesso, con ogni persona che incontrerò, con ogni bambino che incontrerò, cercherò di dedicargli 5/8 minuti in più per comprendere ciò che vuole esprimermi con il suo disagio. grazie.. :-)
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione

Aggiungi commento

Accetto il trattamento dei dati




Anti-spam: complete the taskJoomla CAPTCHA

Seguici anche via email

* campi obbligatori