Diventa ciò che sei destinato ad essere! parte 2

Bisogna diventare quello che propriamente e realmente si è.
Bisogna diventare se stessi, bisogna essere se stessi per essere felici!
Ma come? Come possiamo riuscirci?

Come ho già detto in un altro articolo, la prima condizione per diventare se stessi è quella di conoscersi, è quella di conoscere le proprie potenzialità, le proprie virtù i propri punti di forza, le proprie risorse.

Quando riuscirai a conoscere pienamente te stesso, quando davvero a diventerai te stesso, allora raggiungerai la felicità.

Il primo passo è "osservati" (agire), il secondo è "accetta ciò che scopri di te", il terzo è "abituati al nuovo".

“Divieni ciò che sei!” nasconde un significato molto più profondo, un invito ad esprimere pienamente le proprie potenzialità, il proprio Io, ma è una frase che può trarre in inganno. 

Perché? 

Perché spesso, per tanto tanto tempo noi pensiamo di esprimere veramente chi siamo, pensiamo di essere veramente onesti con noi stessi!

Purtroppo, per la maggior parte di noi non è così!

Se torniamo indietro nel tempo, da bambini, da adolescenti, spesso siamo diventati ciò che gli altri volevano, siamo stati etichettati, guidati, indotti a comportamenti socialmente accettabili!

Sartre dice: “Io ho fatto di me quello che di me hanno fatto gli altri”.

Quello che hanno fatto di me la mia famiglia, i miei insegnanti. 

Ognuno è fatto dell’essere fatto dagli altri.

Qui si vede proprio il punto di incontro tra vita individuale e sociale. 

Ognuno è fatto delle persone concrete che lo hanno fatto (genitori), che gli hanno insegnato a vivere (genitori, famiglia, insegnanti), che lo hanno esortato a vivere (genitori, famiglia, insegnanti, fidanzat@,società, tv, media, social), che lo hanno minacciato: “o vivi così o te ne pentirai” (idee, morali, tradizioni).

Sono, quello che mi hanno insegnato, quello a cui mi hanno destinato, quello a cui mi ha fatto comodo aderire, quello a cui mi hanno costretto ad aderire.

Tutti nasciamo bambini e i bambini non hanno nulla che non va, in loro scorgi purezza, onestà, amore, fiducia, coraggio, creatività, intelligenza, dignità, sicurezza, capacità e… non c’è un bambino uguale all’altro, ognuno è un pezzo unico e irripetibile!

gioia infantileIn tutto l’universo non c’è nulla che si ripete, non ci sono due foglie perfettamente uguali, figuriamoci tra gli esseri umani!

E allora, cosa succede tra l’infanzia e l’età adulta?

Ci educano o ci addestrano?

Educazione, educere dal latino: tirare fuori, portare alla luce, che cosa? 

Le qualità, le caratteristiche uniche, accompagnare alla scoperta di se stesso, portare alla piena realizzazione di quel potenziale unico e irripetibile di ogni bambino!

Accade questo?

Quasi mai, la maggio parte delle volte viene usato il metodo Castigo-RicompensaTi amo se fai quello che voglio, altrimenti…

Il fatto subdolo è che tutto ciò non è fatto in modo consapevole, ma viene agito con la convinzione che rappresenti “Il bene dei bambini!” e i bambini si fidano ciecamente di noi adulti, si fidano del nostro amore e della nostra saggezza e… mettono in discussione se stessi e ciò che provano!

I bambini e gli adolescenti hanno una grande dignità: prima lottano, si arrabbiano, si ribellano (lo spirito di ribellione è un valore enorme), si difendono, provano a difendere il diritto di essere se stessi, di imparare nel rispetto della propria individualità, della propria natura e dei tempi di cui hanno bisogno ma… bambini e adolescenti sono dipendenti (dai genitori, dalla famiglia) senza non sopravvivrebbero, non hanno alcun potere e… soccombono!

Facciamo qualche esempio: quando sei piccolo, spesso, non puoi neppure cambiare la maglietta, se non ti piace, decidere di non andare all’asilo, di frequentare i bimbi che ti piacciono, non giocare con il cuginetto che ti sta antipatico, non prestargli i tuoi giochi (altrimenti ti dicono che sei egoista); terminate le scuole medie ti viene chiesto di decidere che scuola frequentare, di pensare al tuo futuro, tu che, fino a quel momento, non hai potuto neppure scegliere come vestirti, DEVI scegliere ma, nel momento in cui dichiari la tua preferenza, arrivano i consigli, motivati: “Hai sempre preso bei voti in matematica, perché non vai al liceo scientifico?” oppure “Non pensare minimamente di frequentare un liceo, non hai mai brillato nello studio, in nessuna materia, meglio un professionale”

Ecco allora che, non avendo la minima idea di quello che vuoi fare, e preso da mille insicurezze e dubbi, non ti permetti di accettare pienamente la tua scelta, l’idea che ti era venuta in testa, la voglia di scoprire ciò che sei in grado di fare, una passione appena nata… e scegli la via più facile, cioè, fai scegliere agli altri la tua strada.
Magari pensi “Hanno ragione! Non ho mai scritto un tema decente in tutte le scuole, non ho mai studiato volentieri, non posso mica lanciarmi nel liceo, dove c’è tanto da studiare”, oppure, più avanti “Tutti mi dicono che sono bravo in matematica, non ho mai pensato di studiare ingegneria, ma adesso che ci penso effettivamente potrebbe essere la mia strada. Sì, ho deciso! Sarò un ingegnere!”

Se questo è il risultato di - Diventa ciò che sei!- è una  fregatura.

“Diventa ciò che vuoi!”

Prova ora a pronunciare ad alta voce:

“Divento ciò che voglio!”

Come ti senti? Che emozioni provi? Cosa accade nel tuo corpo?

Ascoltati

Io mi sento libera, una sensazione stupenda invade il mio corpo, in questo istante, sarei in grado di fare qualunque cosa, provo un senso di forza e determinazione, gioia ed entusiasmo mi danno una carica tale che… nessuno può fermarmi!

Sicuramente anche l’ambiente gioca la sua parte. Per qualcuno pronunciare questa frase e, magari, essere sostenuto dalla famiglia può risultare più semplice ma, dato che non credo alla fortuna o alla sfortuna è sempre possibile pronunciarla e sentirti forte e capace, tirare fuori quella dignità che sicuramente avevi da bambino, quella grinta unica e metterti in gioco per diventare ciò che vuoi e il cammino sarà meraviglioso.

Vorrei ricordarti che, al contrario di ciò che, spesso ci hanno insegnato, potrai  cambiare idea, passere da un progetto all’altro, stai conoscendo te stesso e scoprendo la tua autenticità, i tuoi talenti e le tue passioni. 

Ciò che vuoi non ha limiti, non ti impone di seguire una strada predeterminata ma, giorno dopo giorno, ti invita a costruire le strade da percorrere.

Crea le tue storie, esplora nuovi mondi, continua a crearti per tutta la vita.

Se decidiamo di abbracciare questa missione, passeremo ogni giorno ad essere migliori di quello precedente. Se la temiamo, ci sentiremo insoddisfattioppressi e sconfitti.

Tutti noi prendiamo figurativamente delle pilloline blu. Sono fatte da polvere di insicurezza e paura, incapsulate nei dogmi, nei pensieri e nell’importanza che diamo al giudizio altrui.
(dal Web)

Ricorda che sei stat@ bambin@ e allora, non avevi limiti: da piccolo non hai mai dubitato di te, non hai mai pensato, nonostante le cadute e le difficoltà, che non avresti imparato a camminare o ad andare in bicicletta, nonostante gli errori, che non avresti imparato a mangiare da solo o a parlare in modo corrente. Tu non hai limiti salvo quelli che altri ti hanno appiccicato addosso (senso di impotenza) e ai quali tu hai dato conferma.

capire chi seiHai molto potere ed è giunta l’ora che te ne accorga e che lo dimostri a te stesso.
Il primo passo è agire, il secondo è abituarti al cambiamento e il terzo è vivere. 

Quando senti che quella spinta si innesta dentro di te, non bloccarla! 

Segui il flusso di quella sensazione di libertà, di rottura delle catene, che ti spinge verso terre ignote, che fanno paura, ma che sono anche stranamente confortanti.

Tutto il lavoro di evoluzione personale può essere descritto come un lavoro di disapprendimento. Molti di noi hanno doti speciali, ma hanno imparato ad "essere solo ciò che non sono".

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Pubblicato in Verso la Felicità

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