E' importante autoprodurre i semi?

Ogni anno in cui coltiviamo il nostro orto, giardino, frutteto o campo, le piante raccolgono informazioni sulla quantità di luce acqua e calore che ricevono, sulle altre piante e i microorganismi che le circondano con cui comunicano e scambiano nutrienti, sul tipo di terreno e su tantissimi altri fattori che influenzano la loro vita.
In ogni seme si concentrano tutte le informazioni necessarie alla pianta che da esso germinerà, per far fronte alla vita che lo aspetta.
Ogni seme racchiude la vita, una vita intelligente capace di rispondere agli stimoli esterni.


scambio semiE’ questo per me il motivo fondamentale per cui autoprodurre i semi: poter crescere delle piante che geneticamente già conoscono il posto in cui vivono, già sanno come far fronte alle possibili difficoltà a cui vanno incontro.
Comprando i semi industriali non sappiamo da dove provengono, a quali condizioni sono abituate le piante che li hanno prodotti, ed è per questo che saranno spesso delle piante abituate ad un terreno “standard”, ad una quantità di calore, luce, acqua e nutrienti “standard”.
Ma qual è questo standard? Quello scritto sulla bustina? O sui libri?


La natura ha creato miliardi di forme di via, tutte differenti tra loro, non c’è omologazione in natura; un melo che vive in montagna a 800 m di altitudine non si comporterà come un melo che vive sul livello del mare. (così come se prendiamo un eschimese e lo mettiamo nella foresta amazzonica forse non sarà molto contento. Eppure è sempre un uomo! Ci sono uomini anche nella foresta amazzonica, e loro sono abituati a viverci, così come gli eschimesi sono abituati a vivere in Alaska, con tutte le condizioni tipiche del luogo)

E se nel luogo in cui viviamo le condizioni non sono “standard”, come cresceranno le nostre piante?
Forse bene, forse male. Potrebbero aver bisogno di concimi, potrebbero non reggere l’attacco di un parassita e morire o altre tante condizioni a cui non sono abituate, giustamente, perché provenienti da un altro posto.

Margherita afidiIn questi giorni mi piace osservare una margherita in giardino, covo di afidi e formiche che li allevano, mi piace vedere quanto è bella e forte, nonostante il parassitaggio.
Mi chiedo da quante generazioni viva in questo luogo la sua “famiglia”, quante informazioni ha raccolto nel tempo, forse secoli, in cui si è abituata a stare qui. Forse gli afidi per lei non sono parassiti, ma ospiti indisturbati a cui dona un po’ della sua linfa, senza che questo intacchi la sua crescita.
Io, osservando da persona appassionata di piante e di agricoltura, penso che questa margherita ha degli antenati che le hanno trasmesso come crescere forte e resistente anche con un sacco di afidi che le succhiano la linfa.

Resilienza, evoluzione, crescita, queste sono alcune parole che mi vengono in mente quando penso ai semi, parole importanti, concrete, parole che possono insegnare all’umanità qualcosa di essenziale.


Perché autoprodurre i semi? Ci sono tantissimi motivi validi, tutti importanti.

Riccardo

P.S.: L’argomento proseguirà nel prossimo articolo con informazioni tecnico-pratiche.

FacebookTwitterGoogle BookmarksLinkedinRSS Feed Pin It

Pubblicato in Verso l'Autosufficienza

messaggio globale  italiano

Seguici anche via email

* campi obbligatori