Esperienza in Ecovillaggio

Cosa vuol dire vivere?riccardo serra

Come voglio passare i giorni della mia vita?

Cosa voglio fare?

Cosa vuol dire essere cosciente di me stesso e di chi mi circonda?

Che cos'é la libertà?

"Da" cosa voglio essere libero, e invece, "di" cosa voglio essere libero?

Queste sono alcune delle domande più importanti che sento scorrere con rinnovata energia e nuova concretezza nella mia mente, da quando sono qui in ecovillaggio a Tempo di Vivere.

Prendo spunto da questo mondo di domande e sottotitoli per parlare di ciò che mi ha spinto e che mi spinge tutt'ora a ricercare la vita in ecovillaggio:

Il concetto di autosufficienza, che in questa realtà trova terreno fertilissimo, tutto da esplorare, scoprire e vivere.

riccardo ortoCosa vuol dire essere autosufficienti?
A mio parere vuol dire vivere concretamente basandosi sulle proprie risorse. Esistono risorse personali, ovvero tutto ciò che le persone singole sono in grado di dare o fare, tutti i modi unici e irripetibili di approcciarsi alla vita che se messi tutti insieme creano un gruppo.

Nel gruppo, come per magia, le relazioni tra i singoli individui creano qualcosa di nuovo, di inaspettato, più grande e ricco di ciò che i singoli possono essere.

Un pò come le uova, lo zucchero, lievito, la farina e l'acqua, mescolati insieme, formano una torta, ma presi singolarmente non sono altro che uova, zucchero, lievito, farina ed acqua.

Alla torta si può aggiungere il cioccolato, la panna, la frutta, il miele e così via, creando qualcosa che è sempre più ricco, unico e meraviglioso.

L'Autosufficienza esprime appieno la sua natura nella ricchezza di tutti gli elementi, nell'equilibrio fruttuoso che si crea.

A questo concetto do il significato di creare la propria vita partendo da sé stessi, non credo nell'autosufficicenza intesa meramente come "mi creo tutto ciò di cui ho bisogno per non dover avere a che fare con l'esterno" perché sarebbe impossibile e negativo in termini di qualità della vita che richiede invece l'"altro", lo scambio, l'interazione, l'ampliamento del proprio mondo per essere proficua, bella e in costante evoluzione.

La nostra stessa natura cerca quest'apertura e questo movimento, la continua spinta alla ricerca delle nostre risorse interiori e la loro espressione.

Durante il percorso della scoperta di sé stessi emergono i talenti, le attitudini, ciò che è innato e quello che si vuole imparare, migliorare e praticare con l'esperienza nella quotidianità.

Credo che la base sia questa: l'autosufficienza personale.riccardo gruppo

Cosa so fare?

Cosa voglio fare?

Cosa mi fa stare bene, cosa mi permette di esprimere me stesso in maniera soddisfacente? E partendo da queste domande posso chiedermi: cosa posso fare per la comunità in cui vivo? Quale può essere il mio contributo unico e personale?

Da qui si scoprono orticoltori, informatici, insegnanti, cuochi, curatori, trasformatori dei prodotti della terra, costruttori, facilitatori, madri, padri, artisti e teatranti (perché si, c'è anche bisogno di autoproduzione di divertimento)

Che cos'è l'autosufficienza?

E' produrre le mie marmellate, coi prodotti coltivati nella mia terra, se questo mi rende felice.

Altrimenti posso scambiare un chilo di pane, che a te piace tanto farlo, con un vasetto di marmellata del vicino, che a lui vengono tanto bene.

Vedo nelle realtà degli ecovillaggi la possibilità di concretizzare l'autosufficienza dei bisogni del gruppo, da quelli biologici come il cibo a quelli emotivi e più profondi, creando un'interazione ed un sostegno reciproco reale, pratico, nella vita di tutti i giorni.

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Pubblicato in Cronache dall'ecovillaggio

Commenti   

0 # Lorella 2018-06-03 13:11
Semplice, chiaro, profondissimo e bellissimo! Hai toccato delle corde importanti del mio essere.. grazie!
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