Il cambiamento parte dal nostro passato

Venerdì scorso sono stato con RiccardoCristina, Giuditta e Luana a prendere visione delle case abitabili nel borgo di Calenzano, a cento metri dal borgo di Camera Vecchia dove ha sede la comunità Tempo di Vivere. Erano con noi Annunziata e Domenico, nato nel 1952: " ...in quella casa lì sotto, quando qui ci stavano 300 persone!".

Le case di sasso a un piano poggiano da secoli solide sulla roccia, senza bisogno di fondamenta, col tetto di lastre d'arenaria. Più che in abbandono sembrano in attesa, senza fretta, consapevoli della propria giustezza nelle piccole finestre da cui scorgi sconfinati panorami.

CASALE

Prima che ci facessero credere che l'industria è progresso qui c'erano i forni e si faceva il pane col grano San Pastù (ho capito così) e la paglia coibentava i tetti tra due assiti di legno di rovere. Le scarpe del ciabattino: "..che abitava lì e lavorava proprio qui; ora varrebbero 1.000 €!". Due galline al falegname in cambio di riparare il portone di casa, la levatrice e tutti i mestieri coperti e scambievoli, compresa la scuola perchè nascevano tanti bambini. Gli attrezzi battuti dal fabbro resistono buttati lì da mezzo secolo. "Domenico, che varietà di fave seminavate? Quando? Prendo un seme del tuo mais (non si ricorda il nome della varietà perchè da generazioni lo riproducono da se') così lo cerco... Hai anche del seme di grano vostro?".

E mentre noi sessantenni parliamo così e anche del progetto di Tempo di Vivere Riccardo si sente finalmente al centro di un mondo che sta nascendo. La moglie di Domenico intanto parla di polenta e faccende culinarie con le ragazze... Adesso in questo borgo vivono 5 persone che vanno a lavorare a Bettola; l'arrivo della nostra comunità ha improvvisamente triplicato gli abitanti, con anche bambini e ragazzi al seguito.

La vera importanza, secondo me, di ciò che sta accadendo qui e ora è che coloro che temono la disapprovazione della famiglia e degli amici "scollocandosi", possono trovare altrettanta approvazione in un nucleo organizzato e accogliente, alternativo e giusto.

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Pubblicato in Cronache dall'orto

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