Il nostro 2020 in una parola

Difficile sintetizzare e descrivere questo 2020 in una parola. 
Noi abbiamo voluto provarci e scegliamo di condividere con voi un pezzo del nostro vissuto. 
Tutti i membri di Tempo di Vivere raccontano la loro versione personale dell'anno che sta per finire. Se vi va, leggiamo volentieri anche le vostre condivisioni :-) 
Buona conclusione di questo anno così particolare, vi auguriamo di trovare in voi gratitudine e celebrazione, nonostante le difficoltà che tutti siamo stati chiamati ad affrontare.

Un abbraccio da tutti noi

Ermanno, Gabriella, Katia, Riccardo e Simona

 Insieme

 

Ermanno

fiducia ermannoInutile raccontarvi che il 2020 sia stato un anno molto particolare, beh dire particolare forse è non riconoscere come gli avvenimenti accaduti da marzo in poi, abbiamo rimescolato le carte della nostra vita, cambiando abitudini e offrendoci l’opportunità di guardare le cose da un punto di vista diverso. 
Pensando a quest’anno che sta per finire, una parola che possa caratterizzarlo risulta essere ricorrente nella mia mente.. ed  è fiducia.
Fiducia è un atteggiamento che ci fa confidare nelle possibilità degli altri e nelle nostre e quest’anno ho provato questa sensazione in entrambe le direzioni, sia verso gli altri - la mia comunità in particolare, sia verso di me. 
Il lockdown ha creato una situazione completamente inaspettata dove abbiamo dovuto mettere in gioco un modo nuovo di ragionare per poter continuare nel nostro progetto. Non è facile cambiare repentinamente e dopo un primo momento di sbandamento, ho sentito la fiducia crescere. 
Più cresceva la fiducia e più l’intelligenza collettiva riusciva a trovare soluzioni diverse, concrete ed efficaci. 
Però la sorpresa più grande è stata quella di sentire crescere la fiducia verso di me. 
Anche in questo caso è stato un percorso di piccoli passi a far aumentare la fiducia in me stesso, a credere di più nelle mie capacità.. e questo mi ha permesso di mettermi maggiormente in gioco. 
Mai avrei pensato di stare davanti ad una telecamera per fare delle dirette sulle ricette di cucina, ma non è tutto qui: ho iniziato ad affiancare Gabriella nel corso di Scollocamento fino a gestire una serata tutto da solo nel corso Creare Comunità, presentando la Mission.
Insomma questo è stato un anno particolare che mi ha permesso di andare oltre quelli che consideravo i miei limiti, permettendomi di credere di più in me nelle mie potenzialità.

 

Gabriella

2020, uno degli anni più straordinari che io abbia mai vissuto, non tanto per ciò che è accaduto nel mondo là fuori, ma per ciò che è accaduto dentro, per ciò che ho ricevuto, per ciò che ho imparato, per ciò che ho scoperto, fuori e dentro di me e, ti assicuro, non è poco. 

Il crollo delle finte certezze ha creato un vuoto che non è niente male, mi ha permesso di osservare, alle volte comprendere, altre accettare, alcune volte, giudicare e pretendere meno, vivere per me stessa e agire per ciò che mi dà gioia, assaporare la felicità, apprezzare lo splendore della vita. 

Sono veramente grata di aver avuto la possibilità di vivere quest’anno prezioso con la maturità dell’età, con la volontà al cambiamento e la propensione all’ascolto, perché… Siamo solo noi a fare la differenza e a guidare i nostri giorni!

stupore gabriellaStupore, così è iniziato il 2020 e così sta finendo. 

Scoperta

Trasformazione

Unicità

Possibilità

Osservazione

Rinascita

Entusiasmo

Scoperta: ogni giorno qualcosa di nuovo, di particolare, sconcertante e sorprendente: paure, gioie e sfide, superare i miei limiti e scoprire di essere capace di qualcosa di nuovo, di diverso ed entusiasmante!

Trasformazione: darmi il permesso/dovere di uscire dalle abitudini consolidate, dalle certezze per entrare in quel mondo sconosciuto, forse ostile o forse no, e camminarci dentro con attenzione, rispetto e tranquillità.

Unicità: sentirmi diversa, unica e guardare al mio sogno, quello che mi appartiene e di cui mi sento responsabile e sentire unione di intenti, sostegno, voglia di fare ed esserci, di continuare a camminare, insieme, verso il mondo che vogliamo, partendo da noi! 

Possibilità: di riscoprire il mio potere, quello di continuare a vivere la vita che desidero e, nonostante gli accadimenti esterni, pensare, progettare, credere e agire. 

Osservazione: guardarmi dentro, ascoltarmi, accogliere paure e incertezze, accettare ciò che si muove dentro, nel profondo, qualunque cosa sia, senza giudicarmi.

Rinascita: nuove sensazioni e nuove percezioni di me, riuscire a riconnettermi con il cuore e con la mia luce, quella interiore, per liberarmi dallo smarrimento. Riscoprire la voce dell’anima, quella quasi impercettibile, così da lasciare andare il senso di isolamento e solitudine e sentire il sostegno, la presenza, l’aiuto, scoprire nuove risorse per accoglierne la felicità e la gioia che ci meritiamo.

Energia ed entusiasmo di sentirmi circondata da persone su cui poter contare, di cui fidarmi e a cui affidarmi, persone che mi ispirano e mi trasmettono energia e positività, perché, insieme, non c’è nulla che non possiamo fare! 

  

Katia

Scoperta

Riassumere in una sola parola quello che mi ha portato questo 2020 è davvero difficile, se potessi usarne più di una, direi paura, incertezza, sovraccarico, incredulità, trasformazione, contatto con me stessa e con i miei bisogni. scoperta katia Volendo usarne solo una, “scoperta” credo possa contenerle tutte: scoperta delle paure legate al senso di impotenza e ingiustizia, scoperta di avere la capacità di uscire dai timori osservando ciò che avevo a disposizione e riassemblando tutto in una nuova forma, scoperta della resilienza mia e del sistema gruppo, scoperta di potermi trasformare riassestandomi su equilibri diversi e, a volte, più vicini a ciò che sono sempre stati i miei bisogni personali, quelli che non ho mai voluto ammettere.

Ho guardato negli occhi alcune delle mie ombre e ho scoperto che la paura più grande dipendeva dal senso di perdita del controllo: per la prima volta nella mia vita mi sono sentita catapultata in un film con una trama che proprio non mi piaceva, con qualcuno che ha iniziato ad abusare del proprio potere per limitare la mia libertà di scelta, che mi diceva se potevo o meno uscire di casa, se potevo o meno andare a fare la spesa, se potevo o meno incontrare persone, che ha scelto cosa fosse meglio per me senza nemmeno interpellarmi. 

Il senso di rabbia, impotenza e frustrazione mi ha tormentata per i primi 15 giorni di chiusura, poi la lenta risalita che mi ha portato via via a rimuovere i vari strati della mia armatura, buttandomi però in mezzo alla battaglia con me stessa senza più corazza. Ho tirato come un mulo fino a giugno, ore e ore davanti al computer per trovare modi diversi per raggiungere comunque le persone, per portare il nostro messaggio, la nostra realtà, i nostri corsi, non avrei permesso a niente e a nessuno di toccare la mia vita e ciò che è davvero importante per noi!

Sono passata dallo stare a letto a leggere notizie e incazzarmi, allo stare al computer per rileggere i dati, raccontarli con parole diverse, rispolverare tutte le nozioni acquisite all’università di medicina, perché capire in profondità mi ha sempre rassicurata, mi permette di ridimensionare, mi aiuta a non sentirmi in balia degli eventi a cui non posso ribellarmi in modo attivo, ma solo dentro di me. 

Mi sono resa conto che le scelte fatte in tempi non sospetti hanno acquisito maggior valore e ricchezza (la vita distante dalla città, immersi nella natura, l’educazione parentale, il vivere con un gruppo di persone e non solo con la mia famigli). Ricchezza declinata non solo in un senso di abbondanza materiale inaspettata, ma anche di nuove consapevolezze e maggior conoscenza di me, come individuo, come madre, come compagna e come comunarda. Ho messo in dubbio tutto e ho scelto, nuovamente, con uno sguardo più limpido e non più filtrato da ciò che sarebbe stato giusto o sbagliato secondo il mio rigido metro di giudizio archetipale (“si fa così, perché così si comporta un buon comunardo/una buona madre/una brava compagna e se non lo fai non vai bene!”).

Ho riscoperto la voglia di essere madre e compagna al di là del gruppo, senza più timore di dichiararlo a me stessa e agli altri, la voglia di staccarmi da mansioni che vivevo come “lavoro” per poi riprenderle in mano con un senso di sereno contributo e non dovere verso il progetto comune. Ho guardato ai miei bisogni lasciando andare il senso di inadeguatezza per il solo fatto di sentirli vivi in me. 

Tutto questo ha dato un senso diverso allo sguardo che avevo su ciò che non mi andava della mia vita, su ciò che mancava e mi stava generando disagio e tristezza, e ha acceso un faro su tutto ciò che ho sempre avuto dentro di me e davanti agli occhi e che, una volta afferrato e plasmato in una forma diversa, mi ha aperto un nuovo mondo di possibilità e risorse.

 

Riccardo

difficolta dualita riccardoDifficoltà, andata e ritorno.

La difficoltà è la prima parola che mi viene in mente ripensando a questo anno non ancora finito, a questo periodo che ancora mi mette in difficoltà. 

Andata e ritorno sono altre due parole che mi parlano di come ho vissuto. Andare e tornare, nei viaggi della vita, nei viaggi con le persone, con le difficoltà che vanno e vengono, e poi ritornano, più difficili di prima, a donarmi altre occasioni, altre opportunità di fare qualche passo in più su una strada che non ha fine, a chiedermi di fare un passo in più verso la consapevolezza di me stesso e della vita, la mia vita. Entrare ed uscire dal buio della vita, e dalla luce, a volte tiepida, a volte forte come il sole a mezzogiorno d'estate, e poi tornare, rientrare in me stesso negli antri più oscuri e sguazzarci dentro, annaspando, non sapendo che pesci pigliare. 

Un disastro, una benedizione.

Una dualità infinita, tipica della vita voi direte. si, tipica della vita, come una montagna russa durata un anno. E dire che non ho nemmeno pagato il biglietto. 

Comunque sia, è stato un anno pazzesco. L'impressione che questi sbalzi mi danno, ora che guardo un po indietro, è di aver vissuto più di una vita contemporaneamente, talmente è stato intenso. 

E' stato un anno di scelte importanti, scelte che stanno plasmando la mia vita, scelte che sto imparando a portare avanti, scelte che a volte hanno richiesto una sofferenza e che poi si sono rivelate necessarie nel percorso. Scelte che hanno saputo tener conto delle cose importanti, anche nel momento in cui scegliere sembrava escluderne alcune. 

Scelte difficili. 

scelte facili (quanti pomodori seminiamo? faccio la lavatrice oggi o domani? per fortuna in questa categoria ce ne sono di più che nell'altra altrimenti sarebbe un casino)

Questo anno sta finendo, ma ancora non me ne accorgo. 

Ho ancora tempo per concluderlo, per rifletterci su, per trarne tutti gli insegnamenti e per pensare a cosa vorrei nella mia vita, il prossimo anno. 

 

Simona

Fiducia SimonaLa mia parola è FEDE.

Sono contenta di essermi data il tempo di scrivere questo pezzo, perché mi ha permesso di ripercorrere tantissime emozioni, situazioni, pensieri, difficoltà e vittorie, tanto da portarmi a trovare dentro di me questa parola. Non era affatto scontato quando ho iniziato a pensare a come definire questo turbolento anno perché ho pensato, prima di ogni altra cosa, a tutto il dolore che ho provato. E poi alla fatica, alla frustrazione, al senso di impotenza, al senso di costrizione, di abbandono, di solitudine.

E’ stato un anno lungo, costellato di prove significative, per me come individuo, per me come membro di una famiglia, e poi di una comunità, per me come elemento di un sistema più grande e globale.

Arrivata quasi al termine di questo 2020, riguardando a tutte queste sfide, oggi sento che le ho superate!
Le ho riconosciute, le ho attraversate, a tratti mi hanno sopraffatto, ma – alla fine – le ho trasformate in apprendimento.
In ciascuna ho trovato, alla fine della strada, un insegnamento, uno stimolo, un dono, un punto di luce.

E anche quelle che, ancora oggi, mi lasciano degli strascichi di dolore, alla luce di questa considerazione, mi sembrano sensate; le vedo inquadrate in un gioco più grande, dove non sempre detto io le regole, ma che ha qualcosa in serbo per me. Per cui non mi resta che attendere, in fiducia… anzi, nella FEDE, che io ho le risorse per affrontarle, e che ciò che arriva ha qualcosa di buono da integrare nella mia vita, anche se non lo comprendo subito.

E’ una credenza che ho sempre avuto, e che ho spesso messo in dubbio durante questo anno, a partire dalla difficoltà ad accettare la morte di mio padre che il Covid si è portato via aggravando una situazione già complicata… ma oggi sento che è più viva che mai in me. Che davvero tutto ha un senso. Che davvero tutto contiene luce, anche quando non la vedo.

E lo dico oggi, che ancora sto attraversando un momento complesso, di grande ombra (forse ho sottovalutato l’arrivo del primo Natale senza papà, o altri irrisolti che si stanno facendo strada dentro di me). Ma ciò nonostante, voglio ricordarmi che ho imparato davvero tanto, su di me, sulle mie ombre, sulle mie abitudini (più o meno sane), sulle mie relazioni, sui miei bisogni. Alcune di queste nuove consapevolezze si sono trasformate in nuovi agiti, in nuovi pensieri, in nuove modalità di affrontare le difficoltà. Ne sono orgogliosa e felice. Tutto questo rinsalda la mia FEDE, in me e nella Vita stessa. 

FacebookTwitterGoogle BookmarksLinkedinRSS Feed Pin It

Pubblicato in Cronache dall'ecovillaggio

Tags: crescita personale, relazioni, cambiamento

messaggio globale  italiano

Ultimi commenti

Stefano
25 giorni 6 ore

Complimenti! Siete fantastici. Stiamo attuando un progetto molto simile al vostro... ed anche nel no ...

Marco Greco
2 mesi 6 giorni

Ciao fra 1 ora compio 30 anni 🤣 volevo fare una breve esperienza di vita in un ecovillaggio, come ...

Stefania
2 mesi 8 giorni

Cari, vi ho trovato un po' per caso e avrei voluto restare in contatto tramite la mailing list, ma l ...

Seguici anche via email