Il nostro primo Thermocompost

thermocompost gruppoOggi alle 14 circa stavamo misurando (Antonio ed io) la temperatura dell’acqua di ciascuna serpentina (siamo riusciti a metterne 5 nel nostro piccolo sistema da circa 3mt di diametro) ed il risultato è stato molto interessante visto che abbiamo rilevato temperature variabili da 51° della serpentina di base (cioè la 1a) sino ai 37° dell’ultima e più superficiale - da notare che le serpentine sono state riempite solo ieri - …e, mentre guardavo il termometro e facevo le mie considerazioni ad Antonio, mi sono reso conto che era appena passata una settimana o poco più da quando, insieme a una decina di persone, stavo ascoltando con molta attenzione Andrea Brugnolli  (il nostro docente), che ci spiegava l’importanza di trovare la parte più bassa del ns terreno per poterci posizionare un pozzetto indispensabile per la corretta realizzazione del sistema thermocompost.. e cioè stavamo iniziando la costruzione del nostro cumulo di cippato dal quale poi “teoricamente” avremmo ricavato l’acqua calda per il riscaldamento e per l’acqua sanitaria.

thc3Ti assicuro che, nonostante abbia visto decine di filmati su altri thermocompost già costruiti sia in Italia che in Germania o Francia con tanto di termometro che immortalava temperature variabili da 60 gradi e più, passare poi alla pratica è stato veramente emozionante, vedere come ora dopo ora il cumulo prendeva forma sotto i miei occhi con semplicità e precisione, preparare la prima serpentina con il tubo in polietilene un po’ duro da piegare ma che poi si lasciava domare formando una spirale fissata a delle semplici canne di bambù messe a raggiera e poi posizionato sul cumulo di cippato ad ogni strato successivo è stato veramente piacevole.

Capire man mano che avanzavamo con il cumulo che, non solo era veramente fattibile, ma che lo stavamo facendo davvero e che prendevamo sempre più dimestichezza con il procedimento tanto da diventare ognuno per la propria parte indipendenti (sempre sotto l’occhio attento e vigile di Andrea).

Sopportare quasi con allegria anche la parte relativa all’aggiunta necessaria di letame in percentuale rispetto al cippato e delle operazioni di stesura dello stesso.

La fortuna di aver avuto dei corsisti che si sono amalgamati perfettamente e che hanno partecipato molto attivamente alla costruzione vera e propria, nessuno escluso e con entusiasmo, mi ha fatto capire quanto sono fortunato ad essere co-protagonista del rilancio di questo vecchio sistema - rivisitato e modernizzato - per poter prima di tutto:

  • aiutare la terra (Gaia)

riutilizzando un prodotto che sino ad oggi era stato bruciato, bistrattato e trattato come un rifiuto – le potature degli alberi da frutta e del bosco – rimettendo sul terreno il prodotto di questo procedimento che dura circa un anno e mezzo e che con un ulteriore periodo di compostaggio diventa un ottimo compost con una buona percentuale di Humus.

  • aiutare le persone a risparmiare sulla bolletta energetica

sia per il riscaldamento che per l’acqua sanitaria (tutti sappiamo di cosa parlo vero!)

  • incrementare la creazione di posti di lavoro per tante persone sensibili all’ecosostenibilità

ed alla vera cura dell’ambiente

  • aprire un mondo di ricerca e studio sulle mille possibilità dei vari thermocompost  

ed altre cose che verranno con la collaborazione che stiamo cercando con la amministrazioni pubbliche, che sono totalmente ignare del fatto che esiste un altro modo di vivere questo nostro pianeta, lasciando che il vecchio sistema muoia come sta già accadendo.

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