Il Tarassaco e i suoi benefici

In questo periodo, nonostante il nostro obbligo di restare in casa, la natura dona tantissime erbe spontanee riempiendo di colore i prati.

Tra queste troviamo il Tarassaco, detto anche Dente di Leone, Soffione o cicoria selvatica.

Il nome ufficiale del Tarassaco proviene dal greco tarakè ‘scompiglio’ e àkos ‘rimedio’: è infatti capace di rimettere in ordine l’organismo.

Il Taraxacum officinale appartiene alla famiglia delle Asteracee.

E’ una pianta erbacea perenne, di altezza compresa tra i 3 - 9 cm.

Presenta una grossa radice a fittone dalla quale si sviluppa, a livello del suolo, una rosetta basale di foglie munite di gambi corti e sotterranei. Le foglie sono oblunghe, lanceolate con margine dentato. Ogni fiore è ermafrodita e di forma ligulata.

La fioritura avviene in primavera tra Aprile e Maggio ma si può prolungare fino all’autunno.

Il Tarassaco cresce spontaneo nelle zone di pianura fino ad un altitudine di 2000 m, si trova facilmente nei campi, lungo i sentieri e ai bordi delle strade.

Di questa bellissima pianta si può mangiare tutto!

pianta di dente di leone o tarassacoI boccioli si possono mettere sotto sale o sott’olio e usarli tipo ‘capperi’.

I fiori si usano crudi per insaporire l’insalata, in pastella e fritti, per fare degli elisir o per la preparazione di sciroppo spesso erroneamente definito ‘miele di tarassaco’.

Le rosette e le foglie si possono consumare sia crude che cotte, lessate o in padella, nelle zuppe, nei risotti e nei ripieni.

Con le radici si ricava il ‘caffè di tarassaco’, un surrogato del caffè che mantiene il gusto e le proprietà digestive.

Quest’erba spontanea è particolarmente indicata per il trattamento di problemi digestivi e per favorire il benessere del fegato.

La radice ha una leggera azione lassativa, buona per il diabete  perché aumenta la secrezione di insulina da parte del pancreas, ha un’azione purificante del sangue e della pelle (acne, pustole o ascessi).

Consigliata in caso di colesterolo alto e infezioni delle vie urinarie, le foglie di tarassaco possono essere utili in virtù delle loro proprietà diuretiche (tra l’altro, l’alto contenuto di potassio sostituisce quello perso a causa della maggiore produzione di urine).

L’efficacia diuretica di questa pianta ha portato a definirla ‘piscialetto’ nella tradizione contadina.

Fin dal medioevo, si iniziò a usarla come rimedio per il fegato e negli anni evidenze scientifiche hanno confermato questa teoria.

Nel 1546 il naturalista Boek attribuì al Tarassaco un potere diuretico. Nella medicina tradizionale cinese è utilizzato come depurativo in grado di purificare il Calore, eliminare le tossine e dissipare i noduli epatici e gastrici.

Un detto francese afferma che il Tarassaco ‘purifica il filtro renale e asciuga la spugna epatica’.

tarassaco2Per l’uso fitoterapico è possibile preparare tisane o decotti con foglie e radici. Si può trovare in erboristeria in estratto secco o tintura madre.

Noi qui in ecovillaggio abbiamo preparato l’Elisir depurativo, la ricetta la trovi sulla pagina facebook ‘Autosufficienza alimentare e autoproduzioni a Tempo di vivere’. E’ piaciuto a tutti e ci siamo depurati.

Durante una passeggiata di riconoscimento di erbe spontanee mi è stato raccontato che in primavera si può fare una coccola al nostro corpo che si chiama ‘7 gambi per 7 giorni’.  Semplicemente, così come dice il nome, ogni giorno, per una settimana, mangiare 7 gambi di Tarassaco.

Hanno un gusto amaro, la sostanza lattiginosa contenuta nel gambo serve al nostro fegato per purificarsi, espellere tossine e prepararsi alla nuova stagione.

Il tarassaco è una delle bellezza che la natura di dona, raccogliamolo consapevolmente.
Prendiamo solo quel che ci serve per il nostro utilizzo, con amore, rispettando questo dono prezioso.

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Pubblicato in Verso l'Autosufficienza

messaggio globale  italiano

andrea perego
che ficus!!
Quand'ero bambino andavo a raccogliere " l'insalata matta " nei prati dietro casa con mio padre. Insalata matta era il nome con cui chiamavano il tarassaco i milanesi forse a causa della forma inusuale delle foglie; l'epiteto è comunque sintomatico della tendenza a categorizzare la diversità come follia e considerando le virtu' benefiche della pianta è ancora piu' paradossale.Tralasciando l'approccio nominalista-formale all'oggetto in questione ho dei bei ricordi del tarassaco: momenti di tranquillità campestre, soddisfazione di recuperare cibo direttamente dalla terra, il sapore amarognolo che si miscela bene con altre verdure. In montagna ho provato anche a raccogliere ortiche ma senza strapparle limitandomi a tagliarle a una decina di centimetri da terra essendomi stata consigliata questa procedura dalla gente del posto che conosceva bene le proprietà rigenerative di quella pianta; difatti dopo qualche giorno incomincia a ricrescere. Le foglie lasciate in ammollo sono un buon tonico
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