Tanti cambiamenti, tante novità e tanti nuovi propositi

Il 2017 è stato un anno molto intenso per la nostra comunità, tanti eventi si sono susseguiti fino a portarci ad un cambiamento radicale: la scelta di lasciare La Bombanella e trasferirci altrove.

L’anno era nato con tutti i migliori auspici, avevamo la sensazione che dopo 2 anni il progetto iniziasse a prendere sostanza, come se gli ingranaggi girassero senza fatica, ma come spesso accade quando la strada inizia ad essere in discesa… succede qualcosa, forse solo per l’attenzione a qualcosa che, per troppo tempo, non abbiamo voluto vedere.

orologion

Così, dopo un periodo burrascoso nutrito da incomprensioni ed etichette lasciate per troppo tempo a fermentare, Antonio, uno dei fondatori, decide di lasciare la comunità; era già successo altre volte che se ne andasse, ma questa è quella definitiva.

La separazione ha portato un periodo di forte destabilizzazione e smarrimento. Ricordo la difficoltà nell’accettare questa scelta, la paura della reazione dei nostri due bimbi nel non vedere più il nonno e anche nel dover lasciar andare un’altra persona amata.

Siamo stati assaliti da mille dubbi e ripensamenti, ci siamo messi in discussione per capire se nel nostro modo di essere e di porci ci fosse qualcosa da rivedere, da migliorare. Abbiamo accusato, pianto, ci siamo sentiti persi, a volte sbagliati, ci siamo lasciati andare al rancore.

Senza nemmeno avere il tempo di metabolizzare quello che era appena accaduto, il 4 luglio viene a mancare in un incidente d’auto Guerrino, uno dei fondatori della storica Comune di Bagnaia, amico caro e ispiratore per tutti noi. Viviamo la pugnalata al cuore e quel dolore aspro e improvviso come un messaggio che ci riporta alla reale importanza della Vita.

Mentre ci stiamo ancora leccando le ferite di quest’ennesima perdita, l’11 di luglio un tromba d’aria spazza via in meno di un minuto gran parte del tetto della ex stalla, il luogo che con tanta fatica avevamo trasformato in sala attività e dove svolgevamo i nostri eventi.

I corsi sono la fonte principale della nostra sussistenza economica e non avere più uno spazio idoneo a svolgerli per noi significava la fine della possibilità di sostenere il nostro progetto.

Un attimo, una manciata di secondi e tutto il nostro mondo si è sgretolato: dovevamo lasciare al più presto “La Bombanella” e trovare una nuova casa, ma prima dovevamo pensare alla novantina di persone in arrivo da lì a pochi giorni per il seminario su La Via del Cerchio condotto da Manitonquat ed Ellika.

Guardavamo intorno a noi la desolazione di quel tetto sventrato; la rete arancione di sicurezza che ci precludeva l’accesso ai due terzi del podere, tutte le strutture già pronte ad accogliere gli ospiti dall’altro lato… ma non abbiamo voluto arrenderci.

Tempo di Vivere si era momentaneamente piegato, ma non si sarebbe spezzato.

Abbiamo portato avanti il programma grazie all’aiuto di Amici veri, quelli che ci sono proprio quando ne hai più bisogno: il nostro vicino di “campi” Federico che ci ha lasciato a disposizione i terreni circostanti la casa, un gruppo meraviglioso di ragazzi in scambio lavoro che non si sono risparmiati un secondo per permetterci di ricostruire ciò che sarebbe servito al seminario (una tensostruttura, l’area ristoro, l’area bimbi,la  zona tende), tutto in poco più di una settimana, e poi gli amici ecovillaggisti e la grande famiglia RIVE che ci hanno sostenuto sempre con i loro pensieri, i loro abbracci, la loro meravigliosa presenza.

Il Campo della Via del cerchio è stato magico, intenso, favoloso e pieno di energia, nonostante il secondo giorno un’altra bomba d’acqua abbia messo tutti, di nuovo, alla prova… non ci sembrava vero ritrovarci quasi nella stessa situazione a pochi giorni di distanza, ma questa volta non eravamo soli e in poche ore l’intero campo è stato ripristinato…

In quel momento una frase di Ellika che serbo nel cuore con gratitudine infinita:

Loro sono diventati una comunità, perché VOI siete una comunità…

Partiti gli ultimi ospiti, con ancora i nostri angeli custodi a supportarci senza nemmeno il tempo di riprendere fiato, è iniziata la ricerca della nuova sede dell’ecovillaggio.

Memori dei 4 anni spesi a cercare il casale (dal 2010 al 2014), la paura di non riuscire a trovare un nuovo posto dove spostarci ci ha assalito, ma poco dopo abbiamo avuto il coraggio di chiedere aiuto e come per magia “tutti” ci hanno risposto offrendoci luoghi o mettendosi a fare ricerche di casali per noi.

La sensazione che ci ha trasmesso la  vicinanza delle persone è stata commovente, l’amore che esprimevano era per noi energia pura che andava a dipingere il cielo di mille colori, ci ha dato la conferma che quello che stiamo facendo ha un senso e che le persone lo comprendono!

Tdv Piacenza latocasaEd è così, circondata dall’amore e dal sostegno dei nostri amici che, come per magia, è arrivata la nostra nuova casa: un antico podere ristrutturato in legno e sasso sulle prime montagne piacentine. Un posto splendido per poter ricominciare, un nido per raccoglierci e leccarci le ferite, ma con tanta voglia di riprendere in mano le briglie del nostro progetto e della nostra vita.

Ciò che è accaduto ha portato maggior consapevolezza in tutti noi, ha portato maggior voglia di essere e di esserci.

Mi ha insegnato che ogni esperienza, positiva o negativa che sia, porta con sé un messaggio che spesso deve essere decriptato ma che comunque dentro porta un dono.

Ora siamo qui e ci accorgiamo di come sia importante vedere questo cambiamento come un nuovo inizio.

La strada per il cambiamento ha fatto emergere in noi nuove emozioni, paure e bisogni per molto tempo soppressi, ci ha mostrato  che tutto, più o meno lentamente, riaffiora creando una diversa energia intorno a noi.

Abbiamo compreso come abitare insieme 24 ore al giorno non sia garanzia di conoscerci veramente, perché sono troppe le maschere che, consciamente e inconsciamente, indossiamo in ogni momento. Per anni abbiamo nascosto noi stessi dietro immagini convenzionali e ora abbiamo sentito la voglia e il bisogno di provare a togliercele per vedere chi veramente siamo.

Farlo da soli è quasi impossibile, ma avendo intorno a noi delle persone che condividono lo stesso cammino e la stessa scelta di vita, attraverso la cultura del feedback e la fiducia reciproca, possiamo trovare finalmente noi stessi e incontrare profondamente l’altro.

Ragione o sentimento

Questa è la sfida che stiamo intraprendendo e tutti siamo determinati a scardinare man mano le etichette che abbiamo messi a noi stessi e agli altri.

Siamo coscienti del fatto che non si tratti di un lavoro semplice perché il giudizio spesso nasce senza controllo e la rabbia e i silenzi servono solo a celare qualcosa che cova insidioso in profondità. Abbiamo la presunzione di comprendere chi davvero abbiamo di fronte, senza renderci conto che, in realtà, vediamo forse un centesimo delle dinamiche e i dolori che lo muovono, mentre l’altro fa lo stesso con noi, alimentando un circolo vizioso che può portare all’autodistruzione.

Il nuovo anno ha portato tante novità e tanta voglia di cambiamento, starà a noi essere bravi e costanti per sfruttare al meglio questa che considerò una grande occasione e noi faremo il possibile per fare quello che consideriamo un salto per la nostra comunità.

FacebookTwitterGoogle BookmarksLinkedinRSS Feed
Pin It

Pubblicato in Blog di Ermanno Salvini

Aggiungi commento




Anti-spam: complete the taskJoomla CAPTCHA

Seguici anche via email

* campi obbligatori