Lavori in corso nell'orto

Stiamo cominciando un orto nuovo, lasciando quello in cui abbiamo coltivato gli scorsi due anni.

Partiamo con un progetto nuovo, dall’inizio, dalle basi, con una progettazione più complessa e articolata che possa rispondere alle nostre esigenze di cibo e stimolo nel poter mischiare fra di loro vari metodi, sia progettuali che di orticoltura.

In effetti i motivi per cui abbiamo spostato l’orto sono molteplici, ma il più importante è che abbiamo la possibilità di piantare degli alberi e degli arbusti.

Piante perenni che nel tempo cresceranno e integreranno con le loro caratteristiche l’ecosistema dell’orto, fornendo ombra dove è necessaria, attirando l’umidità, trattenendo l’acqua, rilasciando sul terreno tanta materia organica estratta dal sottosuolo e trasformata in foglie e frutti, ci forniranno cibo, fungeranno da frangivento nei punti in cui è necessario, saranno casa per tanti piccoli animali e aiuteranno a tenere distanti quelli più grandi… ci aiuteranno a creare un orto migliore di quello che può essere una semplice distesa di piccole piante alimentari.

L’idea è di progettare uno spazio in permacultura, dove la funzione principale rimarrà quella di orto, che tramite le sinergie che creeremo piantando alberi, sarà un luogo ancor più in equilibrio con la natura e gli esseri umani.

foto orto nuovoTante sfide ci attendono! Il terreno ha di per sé elementi più complessi rispetto a quello vecchio, elementi che stiamo prendendo in considerazione per poter progettare al meglio lo spazio: è un terreno inclinato, presenta alcuni alberi sui margini che creano zone d’ombra e di sottobosco, c’è un cumulo di pietre che fa da muretto che crea una zona calda grazie all’accumulo di calore dei sassi e ripara la zona dal vento, alcuni piccoli alberi pionieri (acacia, prugnolo selvatico) stanno già crescendo in alcuni punti.

Avere a disposizione un luogo ricco di elementi, a differenza del vecchio terreno che era un semplice prato, stimola la fantasia e lo studio di nuove soluzioni e tecniche: ad esempio abbiamo deciso di partire dalla progettazione dei sentieri che seguiranno il più possibile le linee di livello del terreno in modo da raccogliere l’acqua e portarla alle colture, le aiuole seguiranno anch’esse le curve di livello in maniera da evitare il più possibile lo scorrimento dell’acqua. Sul margine est che è costeggiato da una strada raramente percorsa pianteremo una fila di piante che avranno la funzione di bloccare il vento freddo che scende dalla montagna verso l’orto e di proteggerlo da eventuale polvere smossa dalla strada.

Utilizzeremo sempre il metodo dell’orto elementare e questo ci garantirà una buona rapidità di allestimento delle aiuole che saranno pronte alla semina entro metà aprile.

L’orto elementare, ideato da Giancarlo Cappello, consiste nel coltivare un orto su sodo (senza lavorare la terra): semplicemente si piegano e schiacciano le piante selvatiche, si pacciama col fieno la superficie coltivata e si aprono dei “nidi” tra il fieno per seminare o trapiantare.

I vantaggi di usare il fieno come pacciamatura sono molteplici: contiene i semi di tante erbe spontanee che andranno a riseminarsi e crescendo renderanno la terra “viva” attirando insetti e microrganismi; il fieno è più fine e si degrada più velocemente creando un buono strato di humus, essendo formato da tante specie di piante diverse è molto ricco di elementi.

Nel frattempo, a metà marzo alcune piantine fanno già capolino dai loro vasetti in semenzaio e avranno il tempo di crescere prima di essere trapiantate, anche  alcuni alberi seminati iniziano a germinare, e molte talee iniziano a germogliare, segno che sono riuscite a radicare durante l’inverno e che saranno pronte anch’esse ad essere trapiantate in varie zone dell’orto nuovo, in base alle funzioni che esplicano (noccioli, gelsi, piante aromatiche, ippocastani, rose, ibisco, salici…)

Buon orto a tutti!

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Pubblicato in Verso l'Autosufficienza

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