Le mie prime volte

Da pochi giorni è passato il compleanno di Tempo di Vivere.
Un anno di vita insieme, un anno di progetti – alcuni realizzati, altri in corso o in via di definizione, altri ancora non completamente riusciti. Un anno di successi e accadimenti di ogni genere, di soddisfazioni precedute da grandi fatiche, impegno, volontà, emozioni spiacevoli e meravigliose, conflitti e paure, gioie e condivisioni. Potrei continuare all’infinito e ho pensato e ripensato a quasi ogni attimo di vita in questi giorni, anche con l’intento di scrivere questo mio post.
 
Ho rivissuto tante giornate, ho riguardato foto, ho sorriso e mi sono commossa e ho cercato di scegliere su cosa focalizzare la mia attenzione per fare un “riassunto”, per trasmettere al meglio il significato e l’importanza che questo primo anno della mia nuova vita mi ha donato o ha rappresentato per me. E’ stato complicato e mi sono resa conto di quanto impegnativo fosse riuscire a descrivere tutta la complessità e la ricchezza che sento dentro
 
ArcobalenoHandE poi, proprio l’ultimo giorno della festa di ferragosto, dopo un bel temporale serale, è apparso un arcobaleno, dapprima pallido, che poi pian piano si è definito e colorato, finendo per attraversare il cielo sopra la nostra cupola geodetica, in un arco completo e perfetto. Mi è venuta la pelle d’oca e ho sentito l’entusiasmo e la sorpresa attraversarmi il corpo.
E’ stata la prima volta in vita mia che ho visto un arcobaleno intero! A 38 anni compiuti.. la prima volta.
 
 
bimbo-stuporeQuest’anno è stato un anno ricco di “prime volte”.
Tutte accompagnate dalla meraviglia, dalla gioia di crescere, di sperimentare, dall’adrenalina della scoperta, dallo stupore e dalla riconoscenza per i doni che sto ricevendo.
E sono questi regali che ho scelto di raccontare per celebrare il mio primo anno a Tempo di Vivere, tutte le prime volte che hanno arricchito e continuando a riempire la mia vita di gratitudine.    
 
 
 
 
Per la prima volta…
  • Un tasso mi ha attraversato la strada
  • Ho mangiato una salsa di pomodori crudi del nostro orto (e chi mi conosce SA!!)
  • Ho visto un picchio
  • Ho pianto e condiviso me stessa profondamente, anche davanti a sconosciuti, sentendomi completamente accettata
  • Ho accettato i miei limiti
  • Ho riconosciuto i miei talenti
  • Mi sono abbandonata in un abbraccio, affidandomi totalmente
  • Ho sentito l’ululato di un lupo
  • Ho visto i miei gatti rotolarsi nell’erba e cacciare un topo
  • Ho affermato me stessa, scegliendo consapevolmente di non sacrificarmi per l’altro
  • Ho visto che sono capace di rialzarmi anche quando penso di aver già dato tutto
  • Ho giocato con i bimbi, divertendomi da matti
  • Ho smerigliato delle assi di legno e dipinto le gambe di un tavolo
  • Ho disegnato un mandala e dipinto sassimandala
  • Ho conosciuto più di un centinaio di persone e le ho guardate tutte negli occhi
  • Ho dormito abbracciata a un bimbo
  • Ho amato il mio dolore
  • Sono stata suonata dalle percussioni di Michele La Paglia (vedi il video)
  • Ho fatto un bagno di suoni
  • Ho cucinato per oltre 30 persone
  • Ho sentito forte il desiderio di diventare mamma
  • Ho passeggiato in un mare di lucciole
  • Ho visto i fuochi d’artificio dall’alto (questa la rubo a Gabriella! E’ anche una delle sue “prime volte”)
  • Ho visto il tramonto da sola, in silenzio, seduta nell’erba, con tutti i gatti del casale attorno a me
  • Ho provato sincera e profonda connessione con la natura intorno a me
  • Ho visto un’angurietta minuscola nascere sulla pianta
  • Ho riconosciuto le tante parti di cui sono fatta e sono stata capace di farle lavorare in armonia
  • Ho accettato di essere anche vulnerabile
  • Ho assaggiato il pane casalingo, appena uscito dal forno a legna in terra cruda
  • Ho vissuto attimi di pura autenticità, mia e delle persone che mi circondano
 
Ho scelto, libera, di essere felice.
 
Probabilmente ce ne sono stati altri di questi doni, ma la cosa che mi regala continuamente entusiasmo e serenità, è che ho la certezza assoluta che ce ne saranno ancora tanti altri, perché sto camminando nella vita che voglio, con le persone che desidero avere accanto e con la volontà e l’impegno di nutrirmi di questa bellezza e di questa gratitudine.
 
Quindi GRAZIE a Tempo di Vivere, alla mia famiglia di comunardi, agli amici che sono passati di qui, a quelli che ci hanno amato da subito e a quelli che ci hanno contestato: tutti avete arricchito la mia vita di attimi di consapevolezza, di esperienza e riflessioni, ma soprattutto di amore. 
 
Buon compleanno a noi!
Non vorrei essere in nessun altro posto e con nessun altro al mio fianco. 
Vi ho scelto, vi scelgo ogni giorno, vi sceglierò domani e non vedo l’ora di spegnere le nostre prime 100 candeline 
 
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Pubblicato in Blog di Simona Straforini

Tags: vivere insieme, relazioni, cambiamento

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