Oggi compio 66 anni e ho scoperto che posso… sentirmi anche…

9 Maggio 2019, oggi compio 66 anni, anzi ho vissuto già 66 anni e entro nel mio 67essimo anno di vita.
A pensarci bene… 365 giorni x 66 anni, 24150 giorni, …ore, …minuti, …secondi, quanto tempo, quanti ne ho buttati via, per quanto non ho vissuto!

Come mi sento? Felice e Triste!

Si, ho scoperto, da poco, che le due emozioni possono convivere ed è meraviglioso sentirsi libera…


bambola rusa matrioskaNella fiaba dei fratelli Grimm, L’oca dalle penne d’oro, si narra la storia del Grullo, il figlio che vie ne trascurato e disprezzato perché considerato incapace e inadeguato. 
Ognuno di noi ha tanti figli, alcuni considerati capaci, validi e degni di apprezzamento, mentre altri considerati incapaci, inadeguati e da disprezzare.
E’ la metafora delle nostre parti, dei nostri comportamenti, delle nostre reazioni, delle nostre emozioni.
Tra tutte le reazioni che consideriamo inadeguate, ce ne sono alcune che tendiamo a disprezzare in modo particolare, possono essere emotive o comportamenti socialmente inaccettabili, perché: alcune parti di me non vanno bene, non sono perfette per gli altri, ma soprattutto per me.

FragilitàQuando ci sentiamo giù di morale, afflitti, incapaci, inadeguati, tristi, avviliti perché le cose non vanno come speriamo, quando proviamo paura, ci sentiamo confusi, quando reagiamo con rabbia, quando non abbiamo voglia di aiutare o dedicarci agli altri, quando ci prendiamo tempo per noi stessi… allora ci sentiamo egoisti, cattivi, sbagliati, imperfetti e quindi non degni di amore e in noi nasce la paura di essere abbandonati e rimanere soli!

Ecco, oggi, a 66 anni ho capito che non deve andare necessariamente così.
Oggi ho visto che in me c’è quella parte egoista… che mi piace molto, che riesce a crearsi spazi per sé, che, quando non ha voglia, sa dire di no, senza inventare scuse ma, quando lei emerge, subito si risveglia quella parte buona, quella che vuole apparire meravigliosa sempre e comunque, che la rimprovera, che tenta di soffocarla, di spaventarla con profezie di abbandono.
Oggi, a 66 anni, ho cambiato canale alla mia radio interna, ho zittito la parte generosa e la parte che si prende cura di sé (che egoista non è) è felice di poter esistere, di avere il diritto di parlare liberamente, di tanto in tanto, senza dover essere disturbata dalla musica di sottofondo delle critiche e del perbenismo, delle minacce e del terrorismo emotivo!

Drago

Oggi, a 66 anni, ho lasciato spazio al drago della rabbia, quello che, se si sente ferito o tradito, sputa fuoco, urla la sua verità, quello che può far male, lo so, ma so anche che, dopo anni di bavaglio alla bocca, ha bisogno di esprimersi. Anche lui ha diritto di far sentire la sua voce, di esprimere il suo senso di ingiustizia e il suo dolore e, quando gli permetto di mostrarsi, mi è anche simpatico!
Per anni i conflitti mi hanno fatto paura e, una parte di me che voleva difendermi, mi ordinava di stare zitta, di non dire ciò che pensavo, urlandomi: “Se mostri rabbia, non vai bene, perché se dici ciò che pensi, gli altri soffriranno e tu ti sentirai cattiva e in colpa”, così mi ha permesso di evitare gli scontri con gli altri.
A 40 anni ho scelto di formarmi nella mediazione dei conflitti, nella comunicazione empatica e non violenta, di diventare counselor e facilitatore; questo mi ha permesso di non entrare nei conflitti, anzi, il mio Ego è stato orgoglioso e riconoscente: poteva sentirsi capace, apprezzato e superiore.
ragazza senza occhi con corvo sulla spalla e1480592775224Poi è emersa la stanchezza di dover essere sempre forte e indipendente, come gli altri si aspettano io sia, perché quella voce nella testa, da sempre, mi diceva, con tono sdolcinato e deciso: “Gli altri contano su di te, hanno bisogno di te, hanno bisogno della tua determinazione. Non devi far vedere la tua debolezza, non puoi chiedere aiuto, altrimenti dipenderai per sempre dagli altri”

Oggi, a 66 anni, ha fatto capolino una parte che, con tono sommesso: “Ho bisogno di aiuto, sono stanca, voglio appoggiarmi a qualcuno, ora non ce la faccio” e, ho iniziato a darle ascolto, la comprendo, capisco il suo punto di vista, ciò che prova, mi fa tenerezza e le voglio molto bene!
Da che mi ricordo, ho sentito rimbombare nella testa, con tono perentorio e deciso: “devi sempre mostrarti gentile, buona, comprensiva con tutti, altrimenti avrai un sacco di problemi, tutti ti odieranno e rimarrai sola, e a te non piace rimanere da sola, vero? Puoi anche odiare, dentro, ma non mostrarlo mai!” il sempre, il mai, la minaccia e la condanna, hanno dominato la mia vita.Mafaldaporfavor
Oggi, a 66 anni: “Voglio poter esprimere le mie preferenze, voglio dire non mi piace questo comportamento, ci sono anch’io, adesso basta!” evviva, quella parte di me, dormiente, si è alzata per far sentire la sua voce gentile, ma determinata e assertiva, è anche capace di dire no e basta! Questa si che è forza, non violenta, ma sana, è forza personale, mi dà soddisfazione, mi sento sostenuta e apprezzata, sento di valere e di meritare!
Ogni volta che sentivo, con tono perentorio,: “si fa così, queste sono le regole!” una voce dentro di me risuonava forte e chiara: “Ah si, è così, io non mi abbasso, io non mi faccio comandare! Vuoi sfidarmi? Te la faccio vedere io!” Mi è sempre piaciuta moltissimo, quella parte stronzetta e ribelle, che si compiace di se stessa, sorniona, vivace, che non si fa schiacciare da nessuno! La meraviglia è che mi è sempre stata vicino, mi ha stimolato a fare sempre di più e bene, a crescere, a studiare, a migliorare per zittire tutti, per dimostrare di aver ragione perché: “le regole non servono!”

Oggi, a 66 anni, però, ho compreso che, le regole più dure le imponevo io a me stessa, per sentirmi capace, la migliore, non dovevo mai sbagliare; per autorizzare la mia parte ribelle a emergere con forza, dovevo dimostrare la mia ragione, la mia capacità, la mia forza… a qualunque costo, esaurirmi, isolarmi, lottare, vincere, emergere, essere unica e speciale. E, quella voce che dentro mi diceva: “basta, molla, lascia andare, va bene così, smetti di lottare, arrenditi!” veniva sempre e comunque zittita.
Oggi, a 66 anni, finalmente, posso fare qualcosa di nuovo, scelgo di risvegliarmi, di dare spazio a ciò che si muove dentro di me, di darmi il permesso di vacillare e avere dubbi e di dare spazio alla mia vulnerabilità.

Fluire

Oggi, a 66 anni, ho deciso deporre le armi, di smettere di lottare contro me, di abbandonarmi a ciò che di meraviglioso sono!


…abbandonarmi, lasciarmi portare dal fiume, fare la pace con lui. Smetterla di lottare.
Non è una “resa vigliacca”. È la nonviolenza. Depongo le armi...
Perché alla fine, quando non sono più nel sogno, vedo che il bisogno più grande, più vero e profondo che ho, è di fare la pace con la vita.
Di sentirmi connesso e in armonia con lei.
Di sentirla fluire in me...

Da una mail inviatami del grande amico e maestro Eduardo Montoya

Ho trascorso quasi tutta la vita a cercare di nascondere la maggior parte di queste sfaccettature di me, di queste parti che mi animano, le ho chiamate Sabotatori e Difensori, le ho odiate e amate, con qualcuna mi sono fusa, con altre mi sono confusa e altre ancora le ho rifiutate e, fino a oggi, a 66 anni, non mi sono mai accorta di quanto fossero tutte belle e speciali.
Oggi, a 66 anni, le osservo e quasi quasi mi dispiace vederle mentre si addormentano tranquille... ma so che, chiamate a giocare il loro ruolo, torneranno da me, vive e vivaci, so che insieme, faremo grandi cose!
Se dovessi dare un nome a tutto ciò, sarebbe Libera Autenticità, quella che ognuno vorrebbe se, essere liberi e autentici, non fosse così scomodo e anche difficile!
Libertà di essere me stessa, mostrarmi, senza maschere, nella speranza di sentirmi accettata.
E se non accadesse, se gli altri non mi accettassero, certo soffrirei ma, è sicuramente più doloroso vivere con maschere che soffocano, con quel nodo alla gola e quel groviglio allo stomaco, come ho fatto per tanti anni! Ci vuole molto più coraggio a vivere così!
pace interiore DONNAOggi, a 66 anni, mi sono innamorata di me stessa e, il mio perfezionista ha perso un po’ della sua importanza e la parte razionale comincia a starmi stretta, non ho più bisogno del gentile e dell’altruista, accogliente ad oltranza, il critico ha perso un po’ di potere, ho sviluppato una parte egoista e so anche, qualche volta, dire No.
Oggi, a 66 anni, posso avere fiducia in me, anche nei miei limiti e accettarli; oggi mi permetto di sbagliare e di desiderare, di arrabbiarmi e di avere opinioni diverse, mi autorizzo a desiderare e a sognare in grande.
Oggi, a 66 anni so che ogni parte di me, anche quelle che ho soffocato, porta un tipo diverso di energia e, per abbracciare questa energia, mi accetto incondizionatamente e accetto anche ciò che, in me, definisco bene e male, bello e brutto, giusto e sbagliato!
Sempre? No, ma sicuramente spesso!
Oggi, a 66 anni, nella mia vita c’è una vitalità nuova, non sono sempre felice, ma la mia vita è palpitante e intensa.
Io ho scelto di vivere in comunità per creare sane relazioni, per donarci, reciprocamente, tempo e pazienza. 006131aab6fd63a320cd865830fe2366Non sempre è facile, spesso non ci riusciamo, ma continuiamo a impegnarci e ad ascoltarci. Spesso, quando abbiamo il coraggio di farla, la richiesta di accoglienza viene ascoltata e soddisfatta.
La possibilità che ci diamo, di condividere stati d'animo e bisogni, di comprenderci e accettarci reciprocamente in un modo unico, profondo e irripetibile, crea un rapporto destinato a durare, le fatiche, l’impegno e le forti emozioni rendono ogni individuo, ognuno di noi, profondamente parte della comunità, amplificando al massimo grado lo spirito di coesione con il resto della tribù.
Ho fede e mi affido ai miei comunardi!

 

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Pubblicato in Blog di Gabriella Oliva

messaggio globale  italiano

guido
Ti ho conosciuta a TdV tempo fa e ci siamo...scontrati. Succede. Credo di essermi scontrato con quella parte di me che oggi tu così chiaramente metti in discussione di te. Mi ci riconosco pienamente. Ho anch'io 66 anni e sto capendo che i prossimi tempi sono una grande ed unica occasione di sperimentare la libertà. Auguri e buon cammino a te.
gioia
AUGURONI GABRIELLA e grazie per queste meravigliose considerazioni che voglio assolutamente tenere in considerazione

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Katia
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Sarei felice di venire il prima possibile Ciao Andrea, contatta Riccardo al 348 7830445, è lui che ...

Andrea
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Ti ho conosciuta a TdV tempo fa e ci siamo...scontrati. Succede. Credo di essermi scontrato con quel ...

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