Pietro e la saggezza

bimbi ballanoL'altro giorno, poco dopo aver finito i compiti con Pietro (8 anni), ho avuto un dialogo con lui che mi ha profondamente commosso e lasciato completamente senza parole (e per chi mi conosce, sa.. che è difficile zittirmi!).

Ve lo riporto il più precisamente possibile, invitandovi a leggerlo con attenzione, perché in poche frasi sono racchiusi insegnamenti preziosi e riflessioni che mi hanno arricchito nel profondo.

Pietro: Simo, ora che abbiamo finito i compiti, vieni in sala a ballare con me?
Simo: Vengo volentieri Pietro, però tu balli e io ti guardo.. io non so ballare.
P.: Scusa, come fai a sapere di non sapere ballare se non balli? Se pensi di non sapere ballare, per forza poi accade! Prova a pensare di sapere ballare e magari ti accorgi che lo sai fare.


S.: Eh..
P.: Forse tu pensi di non sapere ballare perché credi di dover fare dei passi precisi o dei movimenti che ti dicono di fare in un certo modo… ma non è così per forza! Scusa eh… tu sai pensare?
S.: Sì certo
P.: E sai immaginare?
S.: Sì, anche questo
P.: E allora puoi pensare e immaginare qualunque movimento ti piace e ti diverte e fare quello.. ed ecco che sai ballare! Come faccio io! Io me li invento i passi e i balli. Guarda questo per esempio..(e fa un accenno di breakdance per terra e una sorta di moon-walking alla Michael Jackson!).
S.: Ok Pietro, mi hai convinto, andiamo a ballare!

JovanottiCi spostiamo in salotto, mettiamo la musica (Mezzogiorno, di Jovanotti) e balliamo! Ridiamo, imitiamo il video e i movimenti di Jovanotti, con Isotta che salta e canta in mezzo a noi. Poi stremata (IO!! Loro due ovviamente continuano a saltare sulla successiva canzone), mi siedo sul divano e continuo a godermi la scena.

E lui continua:

P.: Visto che hai ballato?
S.: Sì, grazie! mi sono pure divertita!
P.: Sai Simo, io penso che forse tu non balli perché pensi che se non fai i movimenti giusti come li fanno gli altri e ti muovi come inventi te e piace a te, poi gli altri ti guardano strano e ti prendono in giro. Quindi in realtà non è che non sai ballare, è un problema di timidezza!
S.: Sai che forse hai ragione, non ci avevo pensato molto fino a questo momento, ma in effetti potresti averci preso.
P.: Eh sì, è la timidezza. Hai paura che ti prendano in giro. E’ questo il tuo difetto!
S.: Sono d’accordo, è la paura! Non sono d’accordo però che la paura è un difetto. La paura è un’emozione umana e naturale; è vero che con i pensieri che faccio posso avere più paura rispetto ad altri pensieri più utili come quelli che mi hai detto tu e che mi aiuterebbero a superarla, ma la paura in sé non è un difetto, è normale sentirla in alcune situazioni e con determinati pensieri...

Pietro ci pensa un po’.

P.: Sì, è vero Simo. La paura non è un difetto. Però è un limite!

E con questo ha chiuso il discorso e si è rimesso a ballare.

Con me attonita sul divano, incredula per la lucidità, la consapevolezza, la semplicità con cui mi ha servito sul piatto non solo una riflessione sana e utile, ma per la saggezza che mi ha dimostrato. Dove per saggezza intendo la trasformazione concreta di un’idea, di un sapere.. in azione e in essenza. Non mi ha sciorinato teorie, non ha cercato di convincermi, ha semplicemente espresso se stesso e ciò che pensava, mostrandomi come. Agendo. Ballando.

E io, noi, che ci arrovelliamo su come insegnargli questo e quello, su come superare le difficoltà che incontra a scuola, sulla grammatica o sull’ortografia, che ci preoccupiamo del nostro ruolo di “guida”, delle modalità di comunicazione e di coinvolgimento, di quali valori vogliamo passare e con che strumenti trasmetterli al meglio.. spesso dimentichiamo l’unica cosa saggia: agire! Saper essere. L’unione congruente di pensiero e azione. L’espressione di sé attraverso l’armonia di valori e comportamenti. Se vogliamo essere d’esempio, esempio dobbiamo dare. Fare, agire, muoversi, esprimersi.

Grazie Pietro per questo insegnamento. Mi impegnerò a non lasciarlo solo una teoria, a praticarlo ogni giorno, soprattutto con te e Isotta, che ogni giorno arricchite la mia vita di autenticità, spontaneità e consapevolezza di sé, come solo i bimbi sanno fare. Noi, adulti e teorici, troppo spesso lo dimentichiamo.

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Pubblicato in Blog di Simona Straforini

Tags: crescita personale, vivere insieme, genitori e figli, educazione parentale e homeschooling, comunicazione non violenta, relazioni

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ERMES
Brava Simona!, sono felice di leggere come hai saputo trarre insegnanmento dalla spontaneità di Pietro. L'importante nella vita, è proprio questo, saper ascoltare indipendentemen te dalla persona con cui tu stai approcciando, sia esso, appunto anche un bambino. In un frangente della mia vita passata, anch'io ho imparato di più dal rapporto con persone, spesso bambini e, addirittura con debolezza mentale, che non con gli adulti. Ho imparato l'umiltà, l'accettarmi per quello che sono e, soprattutto ad abborrire l'ipocrisia. In sintesi, è spesso da chi meno te l'aspetti che t'arriva la soluzione che, magari, inconsciamente non sapevi di cercare. Un bacio Papà
FABIO
Pietro amico mio ho voglia di ballare e giocare con tè lol Simona tu non sei esclusa ! lol
MARIAROSARIA
Bravo Pietro! E brava pure Simona che ha saputo ascoltare, bisognerebbe continuare a nutrire per tutta la vita il bambino che è in noi.Vivremmo meglio, di sicuro con piu leggerezza!
caterina
lol grande Pietro, che Maestri sono ibambini se lasciati liberi di esprimersi!

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