Quanto vale la tua Vita?

Tunnel del denaroRiaccordare ogni giorno talenti, valori e bisogni: denaro per lo spirito, denaro per l’uomo, il denaro come simbolo operante di energia.

Salvatore Brizzi scrive:

Le parole: Ricchezza, Successo, Prosperità, Denaro, Eccellenza, Marketing, Business, Vendere, Promuovere, Pubblicizzare, Guadagnare
Che effetto ci fanno? Siamo troppo spirituali per usarle nel nostro vocabolario?
Allora non abbiamo capito cosa significa essere spirituali.
Il rifiuto della materia ti allontana dallo spirito!
Che cosa provocano i termini soldi, pagare … dentro di noi? Disagio... rifiuto... forse un po’ di sospetto... oppure solo un’apertura del Cuore... un senso di tranquillità... di distensione?

Parlare di denaro è sempre molto delicato. Qui da noi non è un bell’argomento. Se guadagni bene è buona regola non dirlo ad alta voce e non farne un motivo di orgoglio, anzi, in qualche occasione e per qualcuno, è una ragione per vergognarsi così come quando non si guadagna abbastanza. Una cosa brutta, da tenere nascosta.
Anche per me era così; per anni ho avuto un pessimo rapporto con il denaro, lo consideravo sporco, pensavo: "Il denaro porta problemi, insensibilità, egoismo, denaro va a braccetto con disonestà, è l’opposto della solidarietà!"

In quel periodo non avevo il coraggio di chiedere il pagamento delle mie consulenze di coaching prima, di counseling poi. Ho passato, penso anche per questo, ma non solo, periodi in cui le difficoltà economiche mi hanno vinto, schiacciato completamente; non avendo pagato le bollette mi avevano chiuso il gas, ero senza riscaldamento in casa, non avevo soldi per la benzina e … insomma, non è stato facile, tanto meno piacevole!

Era solo il cattivo rapporto con il denaro? Sicuramente no, ma l’ho capito molto tempo dopo, quando ho compreso come pensieri di questo tipo fossero alla base di auto-sabotaggi di cui neanche mi rendevo conto. In seguito, qualcosa è cambiato, ma ancora non mi spiegavo come mai non ero capace di risparmiare una sola lira, indipendentemente da quanto guadagnassi.

Schiavitù del denaroMigliorare il mio rapporto con il denaro mi ha aiutato tantissimo.
Credo che il denaro, nella società in cui viviamo, debba essere tenuto in conto da chiunque, affinchè non si debba vivere di stenti. Considerare il denaro, non è una cosa brutta, di cui vergognarsi, non significa non amare o non avere altri valori, non significa pensare sempre e solo a guadagnare di più, significa semplicemente dargli la giusta importanza, considerarlo un mezzo e non un fine. Non prendendoci cura del nostro stato finanziario, un giorno o l’altro, sarà lui ad obbligarci a farlo, e … sarà molto peggio. Raggiungere il giusto equilibrio è utile, senza cadere nell’errore di adorare il denaro, né di trascurarlo.

Continuamo a lamentarci dicendo che non ci sono abbastanza soldi, ma, forse, siamo noi stessi a non farceli bastare perchè sperperiamo quelli che abbiamo in cose inutili o superflue che ci creano un’euforia di breve durata. Non si tratta di diventare tirchi ma di avere un giusto equilibrio.

La fobia del denaro in parte è dovuta alle sensazioni anti-denaro, ma è prevalentemente sostenuta da ciò che pensiamo di noi stessi. Così, per paura, non ci mettiamo in gioco, accantoniamo i nostri sogni, non iniziamo nuove attività, magari legate alle nostre passioni, solo perché le consideriamo poco sicure o addirittura rischiose, ma … chi non risica non rosica, no?

E così, ad un certo punto della mia vita ho capito che l’aver paura di chiedere era, anche, dovuto al fatto che non credevo in me stessa e nelle mie capacità!

Il come pensiamo a noi stessi, la nostra autostima, il credere di meritarci o di non meritarci abbastanza denaro, ha una forte influenza sulla nostra realizzazione. Se non rispetti te stesso è difficile che le persone ti stimino e quindi continui a sottovalutarti in ogni occasione, la tua energia personale non è sufficiente. Insegui il tuo sogno senza farcela. In questo modo ti senti a posto con te stesso per gli sforzi e l’impegno che ci hai messo, puoi ingannare te stesso dicendoti “ce l’ho messa tutta, quindi sono bravo ma questa volta non ce l’ho fatta, che sfortuna che ho avuto, non è colpa mia”, ma, in realtà … ti stai auto-sabotando.

Da tempo, molto è cambiato in me.

Oggi sono convinta che si debbano indirizzare le persone verso una centratura interiore che non le faccia sentire a disagio quando si parla di chiedere o guadagnare denaro, ma, allo stesso tempo, eviti che finiscano fra le braccia del pericolo opposto: pensare che il conseguimento del successo materiale sia di per sé un segno di crescita interiore.
“Il successo materiale, la fama, la ricchezza... sono solidi quando rappresentano le conseguenze dello svolgimento della propria MISSIONE. Quasi un effetto collaterale derivante dall’essersi messi al Servizio di una VISIONE più grande”. (S. Brizzi)

Tempo di VivereOgnuno di noi è chiamato a sviluppare una buona dose di discernimento al fine di comprendere se chi ha di fronte sta lavorando sul piano dell’intuizione, del Cuore e dell’Anima, oppure sul piano dell’auto referenzialità, quindi nel proprio esclusivo interesse.

All’inizio del mio viaggio verso la realizzazione di Tempo di Vivere, il mio senso di impotenza e d'incapacità ogni tanto riemergeva, portandomi a trovare mille scuse per i nostri insuccessi, portandomi a pensare che gli altri, quelli che ce l’avevano fatta, avevano sicuramente più soldi di noi, avevano avuto la possibilità di comprare terreni e luoghi, che per loro era stato facile, erano in tanti, erano altri tempi … giustificazioni che crollavano nel momento in cui scoprivo che le cose erano andate in modo diverso e l’amara sorpresa mi riportava a sensazioni di fallimento e d'impossibilità! Ma, l’unione fa la forza e, assieme ai miei compagni di viaggio, siamo andati avanti, non ci siamo arresi di fronte alle difficoltà e, giorno dopo giorno, per più di quattro anni, abbiamo investito tempo, risorse, impegno, responsabilità e, anche, soldi, per arrivare a costruire tutto ciò che c’è oggi, il casale e Tempo di Vivere.

L’abbiamo fatto innanzitutto per noi, per darci la possibilità di avere una vita nuova, diversa e appagante, per diventare un esempio di fattibilità, come altri avevano fatto prima di noi, ma anche per condividere esperienze, per diventare pionieri di qualcosa di non semplice, per spianare la strada ad altri che verranno dopo di noi, per tutti quelli che vorrebbero, ma pensano di non farcela.

Oggi vogliamo rispettare noi stessi e l’impegno che abbiamo messo in campo, vogliamo mantere in vita questo luogo magico, vogliamo crescere e migliorarci, vogliamo percorrere questa meravigliosa strada in salita ma … non abbiamo ancora raggiunto l’autosufficienza alimentare ed energetica, siamo in transizione, abbiamo affitto, bollette, benzina, spese ordinarie e straordinarie da pagare, ancora

I primi tempi, la difficoltà nel chiedere soldi per l’ospitalità, per i corsi, per gli eventi era enorme, soprattutto dopo le critiche di qualcuno: “Bel modo di essere solidali! Ma non parlavate di etica?”

Oggi ci sentiamo completamente congruenti e sereni nel chiedere il contributo per continuare a esserci, per far vivere il progetto, siamo sicuri che la maggior parte delle persone che si avvicinano a noi comprenda. C’è reciprocità e rispetto, vogliamo contribuire in modo attivo alla qualità della vita degli altri e nostra; mettiamo capacità, impegno e passione in tutto ciò che facciamo; semplicità, autenticità, entusiasmo e umanità ci caratterizzano, diamo e riceviamo energia e accoglienza, doniamo momenti unici e speciali che danno spazio alla speranza!

Se col potere del denaro comprassi per me tutti gli strumenti di un’orchestra, cosa me ne farei sapendo che una sinfonia richiede il loro simultaneo intervento, mentre io ne posso suonare solo uno per volta?

Forse tutto questo ha un valore, forse è impagabile!

E tu, che valore dai alla tua vita?

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Pubblicato in Blog di Gabriella Oliva

Tags: crescita personale, gestione del conflitto, vivere insieme, relazioni, cambiamento

Commenti   

0 # caterina 2015-05-29 06:33
Molto interessante questo discorso, brava Gabriella.
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